Anestesia e analgesia del coniglio

di Frances Harcourt-Brown

BVSc, MRCVS, N. Yorkshire, UK

I conigli hanno la reputazione di animali in cui l’anestesia comporta un rischio elevato. Spesso, gli agenti anestetici vengono accusati di morti perioperatorie anche quando i farmaci impiegati sono sicuri. È di importanza vitale eseguire un esame necroscopico dei conigli che vengono a morte nel periodo perioperatorio piuttosto che ipotizzare le cause del decesso. Spesso i problemi sono causati da una combinazione di fattori, ed in particolare da stress, ipossia e malattie preesistenti.

Stress: i conigli si stressano facilmente. Lo stress può essere causato da dolore, malattia, ambiente non familiare, trasporto, manipolazione grossolana o vicinanza delle gabbie di ricovero con potenziali predatori come cani, gatti o furetti. Molti pazienti sono già stressati dalla loro malattia primaria. Lo stress determina numerosi effetti potenzialmente letali:

  • il rilascio di catecolamine aumenta il rischio di aritmia cardiaca, specialmente se l’animale è ipossico.
  • Lo stress nei conigli provoca un marcato calo del flusso di urina, della perfusione renale e della velocità di filtrazione. L’oliguria può durare da 30 a 120 minuti.
  • Lo stress può causare ulcera gastrica
  • Lo stress colpisce il metabolismo dei carboidrati. La sola manipolazione può causare un incremento della glicemia nell’ordine di 8-10 mmol/l. I livelli ematici di glucosio possono essere molto elevati (20-30 mmol/l) in associazione con un’ostruzione intestinale o altre malattie stressanti.
  • Lo stress causa anoressia, che, in associazione con la riduzione della motilità intestinale e la distruzione del normale metabolismo dei carboidrati, può portare a lipidosi epatica, insufficienza epatica e morte.
  • Lo stress è immunosoppressore. Nei conigli affetti da malattie dentali il conteggio dei linfociti è significativamente più basso che in quelli sani.

Ipossia: i conigli sono predisposti all’ipossia a causa della loro ridotta capacità polmonare e della restrizione del rinofaringe. Il loro volume tidalico è di 4-6 ml/kg. L’ipossia può essere causata da agenti anestetici che provocano una caduta della tensione di ossigeno (ad es. medetomidina), depressione respiratoria, tendenza a trattenere il respiro, occlusione delle vie aeree da cattivo posizionamento, aumento di peso dei visceri sul diaframma, pneumopatia preesistente o contenimento troppo energico intorno al torace.

Le malattie preesistenti come la nefropatia o la miocardiopatia non diagnosticata aumentano il rischio anestetico. I disordini odontoiatrici possono causare dolore, stress, malnutrizione o salivazione, che aumenta il rischio anestetico.

Le affezioni preesistenti del tratto respiratorio incrementano il rischio di ipossia.

 

La sicurezza dell’anestesia può essere migliorata:

  • Offrendo del cibo fino a poche ore prima dell’anestesia.I conigli infatti non possono vomitare.
  • Offrendo un ambiente tranquillo e riparato con un materiale da lettiera familiare (pieno)
  • Effettuando delle manipolazioni tranquille e delicate
  • Inducendo l’anestesia con agenti iniettabili per evitare che l’animale trattenga il respiro perché percepisce con l’olfatto i vapori anestetici
  • Introducendo gradualmente gli agenti volatili per evitare che l’animale trattenga il respiro
  • Effettuando un posizionamento accurato in modo da garantire l’assenza di ostruzioni nelle vie aeree e tenere il peso dei visceri lontano dal diaframma
  • Somministrando ossigeno per tutta la durata dell’anestesia
  • Impiegando di routine un’analgesia efficace in TUTTI i conigli sottoposti ad intervento chirurgico
  • Monitorando attentamente l’anestesia
  • Ricorrendo all’ intubazione orotracheale.
  • Prestando accurate cure infermieristiche e tenendo sotto stretta osservazione l’animale nel periodo postoperatorio. È essenziale offrire alimenti appetitosi e può essere necessario ricorrere all’alimentazione mediante siringa ed alla terapia procinetica.

È di importanza vitale suggerire ai proprietari di assicurarsi che i loro conigli stiano mangiando ed eliminando feci dure entro 24 ore dall’intervento. In caso contrario, l’animale deve essere riportato dal veterinario per il trattamento. Spesso è utile ospedalizzare fino al giorno successivo i conigli sottoposti ad un’anestesia, per assicurarsi che stiano mangiando e somministrare ulteriori analgesici ed ogni altro farmaco necessario.

Induzione dell’anestesia

Vi sono molti modi per indurre l’anestesia nei conigli. L’autore utilizza uno di questi tre:

  1. Induzione mediante maschera con isofluorano dopo premedicazione. Questo metodo è lento, ma il risveglio è rapido. Il metodo di premedicazione d’elezione era l’associazione fentanyl/fluanisone, che però attualmente non è disponibile nel Regno Unito. In sua vece, si utilizza una combinazione di acepromazina (0,2 mg/kg) e butorfanolo (1 mg/kg) miscelati nella stessa siringa ed iniettati per via sottocutanea.
  2. Una combinazione di medetomidina (0,2 mg/kg), ketamina (10 mg/kg) e butorfanolo (0,5 mg/kg) miscelati nella stessa siringa ed iniettati per via sottocutanea. Questa associazione può essere utilizzata come unico agente per gli interventi di breve. Ha anche il vantaggio di essere reversibile con l’atipamezolo (1 mg/kg).
  3. Propofolo per via endovenosa (5-10 mg/kg). I vantaggi di questo metodo sono la rapidità dell’induzione e del risveglio; svantaggi sono l’apnea ed il tempo limitato per l’intubazione. Si tratta della tecnica meno favorita dall’autore.

I barbiturici non sono consigliati per l’anestesia nei conigli.

Intubazione orotracheale

L’intubazione orotracheale nei conigli è resa difficile dai problemi connessi alla visualizzazione della laringe. La bocca del coniglio non ha un’apertura ampia e la larga base della lingua che occupa la maggior parte del rinofaringe impedisce la visuale. Tuttavia, è possibile intubare i conigli senza visualizzare la laringe.

Dopo l’induzione dell’anestesia, l’animale viene posto in decubito sternale con il collo esteso in modo da formare una linea diritta dalla bocca alla laringe. Nel tratto più aborale possibile della bocca si spruzza della lignocaina cloridrato  in modo che il liquido coli sulla lingua e sulla laringe. Si misura quindi un tubo orotracheale non dotato di manicotto, appoggiandolo sull’esterno della testa del coniglio in modo da stimare la lunghezza necessaria al raggiungimento della laringe, che può essere identificata con la palpazione. Si impiegano dei tubi da 2,0-3,0 mm non dotati di manicotto. Sull’estremità del tubo, prima di inserirlo sulla lingua e farlo avanzare sino all’ingresso della laringe, si applica un lubrificante idrosolubile. La posizione dell’estremità del condotto può venire accertata ascoltando i suoni respiratori. Quando questi si odono, il tubo viene lentamente fatto avanzare durante ogni inspirazione. I suoni respiratori sono più forti quando la punta del tubo è situata a livello dell’ingresso della laringe. Se invece scompaiono, si è quasi certamente penetrati nell’esofago. Se si entra nella laringe, il coniglio spesso tossisce ed è possibile udire i rumori respiratori attraverso il condotto. La comparsa di condensazione all’estremità del tubo ne conferma il corretto posizionamento.

L’intubazione orotracheale può anche venire effettuata visualizzando la laringe attraverso un otoscopio, un laringoscopio o un endoscopio.

L’autore trova questa tecnica più difficile dell’intubazione alla cieca. Le alternative all’intubazione orotracheale sono il mantenimento dell’anestesia con una maschera o un tubo nasale. Sono state descritte maschere nasali e maschere laringee. È possibile l’intubazione nasale. Si utilizza un tubo di ridotte dimensioni per portare i gas anestetici nelle vie nasali. Per avere successo, questa tecnica richiede un’elevata velocità di flusso per indurre una pressione positiva e spingere la miscela anestetica nel rinofaringe.

 

Monitoraggio dell’anestesia

Per il monitoraggio dell’anestesia dei conigli si possono utilizzare la pulsossimetria, l’elettrocardiografia, i monitor della respirazione e quelli della pressione sanguigna ed i capnografi, anche se non sempre questi metodi sono essenziali.

La parte più importante del monitoraggio dell’anestesia è rappresentata dalla vigilanza e dall’ osservazione. Si può valutare il colore delle mucose a livello del naso, delle labbra e della lingua. Si può percepire il battito cardiaco appoggiando il dito su ciascun lato del torace. Spesso, con la delicata palpazione dell’arteria auricolare centrale si può rilevare il polso. Nel coniglio, i parametri utilizzati per la valutazione della profondità dell’anestesia nel cane e nel gatto sono variabili. Ad esempio, l’assenza del riflesso corneale denota una profondità pericolosa dell’anestesia nel coniglio a meno che non sia stato anestetizzato con combinazioni di medetomidina. Non ci si può basare sul riflesso palpebrale per effettuare una corretta valutazione della profondità dell’anestesia. Il riflesso di retrazione in risposta al pinzettamento della punta delle dita è più affidabile utilizzando gli arti posteriori piuttosto che quelli anteriori. La frequenza, la profondità ed il quadro della respirazione sono gli indicatori più utili della profondità dell’anestesia. Le tecniche di rianimazione hanno spesso successo se vengono effettuate prontamente.

Trattamenti farmacologici postoperatori

L’analgesia è essenziale per tutti i conigli sottoposti a qualsiasi intervento chirurgico. Si impiegano FANS come il carprofen (3 mg/kg) o il meloxicam (0,3 mg/kg). In associazione con i FANS si possono utilizzare gli oppiacei come la buprenorfina (0,03 mg/kg). Negli animali che soffrono per un intenso dolore sono utili i cerotti al fentanil. I conigli che non mangiano dopo l’intervento devono essere trattati con agenti procinetici come la metoclopramide (0,5 mg/kg SC o per os.). Questa può essere associata con un farmaco antiul- cera come la ranitidina (5 mg/kg per os).

Bibliografia

Flecknell, P.A.. Laboratory Animal Anaesthesia.

Indirizzo per la corrispondenza:

Frances Harcourt-Brown E-mail fhb@tcsmail.net

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