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UN LIETO FINE : Adozione in mani giuste!!

NON POTEVO PRETENDERE DI MEGLIO PER GAIA!

Ho conosciuto FABIO A. che puntuale si è presentato a casa mia.

Un ragazzo semplice, colto educato e umile che mi ha ispirato subito fiducia. Non appena ha visto Gaia anzichè cercare di prenderla come farebbero in molti di istinto, si è seduto a terra ed ha aspettato che Gaia si avvicinasse a lui. Un inizio perfetto direi!!!

Si è informato su tutto e ho avuto il tempo di fornirgli tutti i suggerimenti iniziali necessari.

Ha voluto anche fissare subito un appuntamento con il mio veterinario per la prima visita e fortunatamente il Dott. Andrea Bassani era disponibile per riceverci anche subito.

Con gran piacere l’ho accompagnato da Andrea che ha rivisitato Gaia ed ho preferito che ascoltasse anche tutti i consigli che poteva dargli un veterinario esperto. Quindi Fabio chiede di fissare anche un nuovo appuntamento a breve per i primi vaccini.

Fabio si dimostra davvero molto premuroso per Gaia e restiamo daccordo che mi contatterà ad ogni dubbio o perplessità e sarò lieto di seguirlo, mi terrà informato e mi garantisce che mi permetterà di passare a visitare Gaia quando vorrò…

In questi primi giorni mi dice che Gaia si è ambientata benissimo, è completamente libera in una stanza e continua ad esser una giocherellona affettuosa che salta in continuazione e si fà coccolare.

Sono davvero felice per lei!!! Davvero un bel LIETO FINE per questo breve diario.

 

Studio approfondito sulla vista del coniglio

Articolo realizzato da BRUNO MASELLI

La prima cosa da ricordare e’ che il sistema di visione del coniglio si e’ evoluto sotto pressioni evolutive completamente differenti rispetto a quelle da cui sono stati “progettati” i nostri occhi. Noi umani, essendo primati come le nostre cugine scimmie, abbiamo gli occhi posti avanti, che ci conferiscono visione binoculare e percezione di profondita’ . Questo e’ essenziale per animali in origine “progettati” per saltare tra gli alberi. Inoltre, noi abbiamo un’eccelente visione a colori, una caratteristica che ha aiutato i nostri antenati a trovare frutti maturi e fiori saporiti nelle fronde della foresta.

Dall’altra parte, il sistema di visione del coniglio e’ progettato – non per la ricerca di foraggio e per la locomozione – ma per rilevare velocemente ed efficacemente l’avvicinarsi di predatori da quasi tutte le direzioni.

IL CAMPO VISIVO

Gli occhi di coniglio sono strategicamente situati lateralmente sulla parte superiore della testa. Sono animali quindi a vista laterale. Questa caratteristica permette loro di avere una visione del mondo quasi in ogni direzione. Possono infatti guardare verso l’alto (importante per gli eventuali attacchi dall’ alto dei rapaci), lateralmente e in una certa misura cio’ che avviene alle loro spalle secondo una visione bidimensionale ovvero in “2D”.

Hanno però dei piccoli punti ciechi proprio davanti al loro naso, sotto il mento e direttamente dietro di loro.Il prezzo che paga un coniglio per questo notevole campo visivo e’ un piccolo punto cieco proprio davanti al suo muso, ma le narici poste davanti e le larghe orecchie a cucchiaio compensano questa piccola perdita di spazio di rilevamento dei predatori.

Per un animale avere la visione binoculare significa che il campo visuale di entrambi gli occhi si sovrappone solo di qualche grado. Il punto cieco centrale nel campo visivo del coniglio preclude quindi una visione tridimensionale degli oggetti vicini. Quando il coniglio drizza la testa e sembra guardare in “obliquo” (di lato), in realta’  sta guardando più dritto possibile per il suo campo visivo monoculare!

 

Rabbit-visionI punti ciechi dinanzi al muso sulla cortissima distanza impediscono qualsiasi reale visualizzazione, se gli oggetti sono troppo vicini alla loro testa. Hanno invece una buona percezione della profondita’  da lontano (in avanti) rendendoli ipermetropia cosi’ da poter eludere il pericolo dell’ avvicinarsi dei predatori.

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PERCEZIONE DELLA PROFONDITA’

La percezione della profondita’  e’ un altro aspetto importante di vedere il mondo in quanto e’ la capacità  di determinare la distanza dei vari oggetti che lo circondano.

Per ottenere un’informazione sulla profondita’  e’ necessario vedere un oggetto da due angolazioni diverse.

Gli esseri umani, avendo entrambi gli occhi sullo stesso piano della testa, generano una grande sovrapposizione binoculare della stessa immagine osservata contemporaneamente da due punti lievemente differenti (occhio destro e occhio sinistro). Questa sovrapposizione delle due immagini viene interpretata ed elaborata dal cervello, e ciò che ne risulta e’ una vista tridimensionale del mondo.

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VISIONE TRIDIMENSIONALE DELL’ UOMO PER SOVRAPPOSIZIONE

I conigli, invece pur avendo un enorme campo visivo hanno solo una piccolissima zona di sovrapposizione per la stessa immagine catturata da ciascun occhio. Un coniglio ha cosi’ solo circa una zona di 27 gradi direttamente davanti a se dove ha la percezione della profondita’ , mentre ha un punto cieco di circa 9 gradi dietro di se.

Avendo quindi il coniglio delle difficolta’  anatomiche nella visione tridimensionale soprattutto per oggetti vicini, utilizza altri metodi per misurare la distanza. Uno di questi e’ lo sfruttare i segnali visivi sottili, simili a quelli che noi percepiamo quando guardiamo un film su uno schermo televisivo bidimensionale.L’illusione della profondita’  di una scena e la percezione della distanza tra i soggetti in primo piano e la scenografia sul retro, viene percepita dal cervello notando sia le differenze di dimensioni tra gli oggetti conosciuti, sia osservando la sfocatura degli oggetti sullo sfondo.

L’ effetto della PARALLASSE

Un altro metodo interessante che conigli e altri animali, come gli uccelli,e’ utilizzano per calcolare le distanze tra gli oggetti osservati e’ quello di muovere la testaa su e giù o a destra e a sinistra mentre fissano un oggetto. Osservando quindi la stessa immagine da due punti differenti si ottiene che: se un oggetto e’ vicino questo tendera’  nell’ arco visivo a “spostarsi”  di più durante il movimento della testa del coniglietto; viceversa se un oggetto e’ più lontano questo tenderà  a “muoversi” meno e sembrare fermo durante l’arco visivo dei diversi punti di visione del movimento. Questo fenomeno e’ noto come PARALLASSE e permette cosi al cervello del coniglietto di effettuare una stima della distanza :

Effetto della

 parallasse

Capita spesso infatti notare questo movimento della testa in su e in giu o lateralmente quando il coniglietto sta per saltare su’ una sedia o prima di scendere da un divano. In realta’ con questi movimenti della testa, il cervello sta calcolando proprio grazie all’effetto della parallasse l’altezza e la distanza del salto che deve compiere.

PERCEZIONE DEI COLORI

Sia negli umani che in molti altri mammiferi come nel coniglio esistono nell’ occhio due tipi di cellule sensibili alla luce disposti sul fondo della retina: i CONI e i BASTONCELLI.

I coni sono responsabili della visione diurna e rilevano la luce brillante ed i colori. I bastoncelli invece veicolano una immagine meno nitida, ma rispetto ai coni sono molto più sensibili alla luce ed utili nella visione notturna .


NELL’ UOMO

Nell’ occhio umano i fotorecettori si dividono i compiti:

  • I coni sono deputati alla visione nitida e centrale, consentono di vedere i dettagli fini e sono impiegati prevalentemente nella visione diurna (fotopica) o in presenza di fonti luminose artificiali. Esistono tre tipi di coni, ciascuno dei quali contiene un pigmento che li rende sensibili a lunghezze d’onda differenti nello spettro del visibile; in particolare, presentano picchi di assorbimento a 420, 530 e 560 nm, che corrispondono rispettivamente al blu, al verde ed al rosso. Per questo, i coni sono capaci di percepire i colori.
  • I bastoncelli, invece, presentano una grandissima sensibilita’  alla luce e consentono di vedere anche di notte e in presenza di una bassa intensita’ luminosa (visione scotopica o crepuscolare). Questi fotorecettori, tuttavia, non sono in grado di costruire immagini di buona qualita’  e sono incapaci di distinguere i colori. I bastoncelli intervengono, infatti, nella visione acromatica, caratterizzata solo dal bianco, dal nero e dalle sfumature del grigio.

Coni e bastoncelli risultano, quindi, complementari ed il loro lavoro in sincronia garantisce una visione perfetta.

Esiste una piccola porzione della retina (la Fovea), in cui e’ massima l’acuita’  visiva; ha un diametro inferiore al mezzo millimetro, corrispondente ad un angolo visivo di solo un grado in cui si ha una densita’  di coni fino a 180.000 per millimetro quadrato che permette una visione molto dettagliata.


NEL CONIGLIO

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Nel coniglio domestico europeo, l’unica specie studiata, i bastoncelli dominano abbondantemente su tutta la retina, dove raggiungono una densità  di picco di circa 300.000 per millimetro quadrato mentre i coni possono raggiungere una densità  di picco di circa 18.000 per millimetro quadrato.

Questi coni sono sensibilita’ fondamentalmente alla luce verde o al blu, ma non al rosso, generando così la visione bicolore. La maggior parte della retina e’ dominato da coni sensibili al verde, ma c’e’ una piccola zona senza coni verdi e con un alta predominanza di coni blu. Che cosa possa significare questo per la visione dei colori conigli e’ ancora sconosciuto, ma i coni permetterebbero conigli di vedere su una ristretta gamma di lunghezze d’onda nel corso della giornata. 

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Occhio umano Occhio coniglio
La concentrazione massima di coni e’ di circa 180.000 per mmq. nella regione della fovea e questa densità  decresce rapidamente all’esterno della fovea con un valore medio di 5.000 per mm quadrato.  Densità  media dei coni e’di circa 18.000 al mmq..
La concentrazione media di bastoncelli e’ di circa 100.000 per mmq.  Il picco della densità  si ha nella zona ad anello della fovea di circa 160.000 per mmq I bastoncelli raggiungono una densità  media di circa 300.000 al mmq.

 

Ne consegue quindi che il coniglio a differenza dell’ uomo utilizza per la visione un’elevata quantità  di bastoncelli a bassa risoluzione piuttosto che i coni ad alta risoluzione.

L’ “area centrale” di fuoco della retina del coniglio (che corrisponde alla nostra fovea) non e’ rientrata, ed ha una densità  conica di gran lunga inferiore rispetto alla nostra . L’immagine formata dall’area centrale e’ relativamente sgranata rispetto a quella formata dalla nostra fovea, ma va bene per il coniglio. Il coniglio quindi fondamentalmente riesce a vedere bene la sagoma degli oggetti sia in condizioni di luce normale che con scarsa luminosità  ma l’immagine e’ a bassa definizione. Questo infatti spiega perche’ alcune volte i nostri coniglietti si spaventano e non ci riconoscono se rientriamo a casa con in mano qualche scatolone o oggetto ingombrante che altera la nostra usuale sagoma.

Alcune ricerche inoltre sembrano dimostrare che i conigli sono animali PROTANOMICI ovvero hanno una forma di visione confusa alla gamma di colori con tendenza cromatica verso i colori rossi e verdi e da una perdita di sensibilità  quasi totale alla luce rossa”.

Immagine inserita

Studi comportamentali all’inizio degli anni 1970 indicano che i conigli hanno un’abilità  limitata di discriminare tra alcune lunghezze d’onda della luce, percependole come colori diversi. Evidentemente, loro possono discriminare tra le lunghezze d’onda che noi chiamiamo “verde” e “blu“. Sebbene i conigli non possano percepire il verde ed il blu così come li vediamo noi, li possono distinguere. Questo significa che hanno una visione limitata a colori, probabilmente conferita da due differenti categorie di coni retinici (blu e verde). Sembra invece che manchino del tutto i coni sensibili alla frequenza del colore rosso.

Spettro dei colori percepiti da un occhio umano

Spettro dei colori percepiti dall’ occhio di un coniglio

E per finire un’ interessante simulazione di come vede un coniglio :

 


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Articolo realizzato da BRUNO MASELLI.

Fonti: Â What Do Rabbits See? By Mike Chapman -Wisconsin House Rabbit Society
http://thebunnyguy.com/wordpress/red-eyes-eye-scanning-rabbit-vision/
www.sandiegorabbits.org – San Deigo HRS
http://www.boscarol.com/blog/?tag=protanopia
2006 Spring issue of the Dwarf Digest written by Jennifer Poeschl.
Textbookof RabbitMedicine revised and updated byMolly Varga, 2e2014.
Abstract; Paper – Evtikhin, Dmitry V.; Polianskii, Vladimir B.
Rabbits: The Animal Answer Guide, p55, by S. Lumpkin & J. Seidensticker
Visual Neuroscience edited by John Douglas Pettigrew, Kenneth James Sanderson, William Russell Levick. pp 212-13. Cambridge University Press.
House Rabbit Network -Q & A
University of California (@ Davis) Agriculture and Natural Resources -What Does It Mean to Be a Rabbit?

Le regole fondamentali appena prendete un coniglietto

La prima regola fondamentale da seguire immediatamente ( e sottolineo immediatamente!!!) non appena prendete con voi un coniglietto è di recarvi da un veterinario esperto in esotici nella vostra zona! Non recatevi assolutamente da un “bravo” veterinario generico che magari vi ha consigliato un amico o un parente o lo stesso che segue i vostri amati cani e gatti!!!!

Purtroppo la quasi totalità  di veterinari (anche se espertissimi per cani e gatti!) non hanno nemmeno una formazione base per conigli,cavie e furetti in quanto non previsti nel corso di studi di veterinaria come animali da compagnia! I conigli hanno una anatomia e fisiopatologia ben diversa e complicata e per una corretta informazione anche di base, i veterinari seguono a proprie spese dei corsi di formazione e di costante aggiornamento su questi animaletti non più studiati come razze da “carne” o da “allevamento” ma come pet-domestici e quindi con una vita media di 8-10 anni!!

Questi corsi avanzati permettono al veterinario di esser qualificato come “ESPERTO IN ESOTICI” il che vuol dire che saprà  sia visitarlo correttamente che darvi i corretti consigli e cure per il vostro pelosetto.

Una lista ben aggiornata suddivisa per Regione la troverete qui:
LISTA VETERINARI ESPERTI IN ESOTICI

Quindi FISSATE IMMEDIATAMENTE un appuntamento per la prima visita! Questa visita è davvero fondamentale in quanto il veterinario oltre ad analizzare lo stato generale del coniglietto, lo stato dei denti, gonfiore addominale, stato delle zampe e confermare il sesso, effettuerà  un esame delle feci per la ricerca dei COCCIDI.

L’esame si fa portando 20-30 “palline” (le cacche) della giornata in un contenitore sterile per urine o semplicemente in un bicchierino di plastica. Il veterinario provvederà  ad analizzare queste palline di escrementi, sbriciolandole e mettendole in una soluzione isotonica e quindi analizzarla al microscopio alla ricerca di eventuali coccidi.

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L’esame costa intorno ai 10 euro e spesso è incluso nella visita. I coccidi sono la causa più frequente di morte improvvisa soprattutto nei cuccioli. I coccidi sono parassiti intestinali invisibili a occhio nudo e spesso asintomatici. Ne sono affetti la stragrande maggioranza di cuccioli acquistati in negozi e allevamenti in quanto fortemente contagiosa soprattutto tra cuccioli.

Se all’ esame il coniglietto è positivo ai coccidi, non allarmatevi! E’ frequentissimo e curabilissimo con del normale antibiotico specifico (va bene anche il Bactrim sciroppo) per 10 giorni. Se non curato invece la probabilità  di non-sopravvivenza è elevato!

Seconda regola fondamentale: Non fidatevi mai di ciò che vi raccontano i negozianti o gli allevatori! Quasi sempre sono informazioni errate volte più alla vendita che alla salute stessa del coniglio. In altri casi invece le informazioni che vi daranno saranno errate in buona fede e solo per cattiva conoscenza della fisiologia del coniglietto e delle sue necessità  comportamentali!

LASCIATE CHE SIA IL VETERINARIO ESPERTO IN ESOTICI A DARVI LE GIUSTE INFORMAZIONI!!!!

Un commerciante pur di vendere facilmente, vi dirà  che il coniglietto vive bene chiuso nella gabbia che vi venderà , che mangia solo fieno, pellet in busta e snack colorati vari. Vi dirà  che costa poco mantenerlo, che è ideale per far giocare i bambini e che va daccordo sempre con cani e gatti; che non serve il veterinario e che i vaccini sono inutili se vive in casa (Niente di più sbagliato!!!). Il giusto veterinario specializzato è l’unico che saprà  darvi le corrette informazioni sull’ alimentazione, la gestione e la cura del vostro nuovo animale domestico.

Seconda regola fondamentale sono I VACCINI che in genere vengono programmati già  al compimento del secondo mese di vita.

I vaccini fondamentali per i conigli sono 2:

contro la MIXOMATOSI e

contro la MALATTIA EMORRAGICA VIRALE (MEV).

Si tratta di due malattie molto aggressive e pericolose, facili da prevenire e scongiurare con un semplice vaccino e ben difficili da curare! La trasmissione avviene fondamentalmente per la puntura di insetti comuni come la zanzara, i tafani o alcuni tipi di mosche e questo spiega perchè un coniglio anche se vive in casa non è immune a queste malattie in quanto può esser comunque punto!

Terza regola da seguire sempre è programmare con il veterinario la data per la  STERILIZZAZIONE/CASTRAZIONE  quando l’apparato riproduttivo si sarà  completamente sviluppato (in genere dopo il sesto mese). Ricordatevi che un coniglio non sterilizzato non avrà  una bella vita perchè sarà sottoposto incessantemente a delle vere e proprie tempeste ormonali che lo renderanno nervoso e stressatissimo, inoltre nelle femmine è anche una questione di prevenzione di tumori, piometra e altre malattie spesso mortali e molto frequenti dopo il secondo/terzo anno di vita.

 

Come conservare le verdure “lapine” in frigo

Per chi ha da poco con se un coniglietto una delle prime difficoltà che si riscontrano è sul come conservare le verdure in frigo.

Innanzitutto se avete solo un “lapino” o al massimo una coppia, cercate di non comprare scorte di verdure e lasciarle per molti giorni in frigo in quanto se non sono fresche perdono facilmente la biodisponibilità delle vitamine in esse contenute.

E’ preferibile avere un fruttivendolo di fiducia vicino casa e magari prenderne poca ma tutti i giorni tornando da lavoro/scuola… Non vergognatevi di passare anche tutti i giorni per prendere SOLO un finocchio e un sedano e pagare qualche centesimo! Anzi spiegate al vostro fruttivendolo che avete un coniglietto con voi e fatevi magari conservare quelle parti che in genere loro tagliano e buttano (le foglie del sedano, le cime della carota, il verde del finocchio…).

Considerando le minime quantità che dovrete comprare, se possibile preferite sempre le verdure biologiche o raccolte direttamente dai contadini piuttosto che quelle “perfette” confezioni trattate in vaschetta nei supermercati.

Se invece non potete proprio comprarle quotidianamente, vediamo come conservarle al meglio nel vostro frigo.

IMPORTANTISSIMO: Ricordate sempre che le verdure vanno sempre date al vostro pelosetto a TEMPERATURA AMBIENTE E MAI FREDDE!!!! Quindi prima di offrirgliele vanno sempre tenute fuori dal frigo finchè non raggiungono la temperatura ambiente!!

La durata di conservazione ed il risultato varia da frigo a frigo. Se il vostro frigorifero non è eccessivamente vecchio avrà di sicuro la funzione “no umido” di base, e quindi non dovrebbe formare ne condensa ne ghiaccio. Per evitare che comunque la verdura tocchi il retro (la parte più fredda del frigo) e si congeli e cristallizzi formando ghiaccio, conviene sempre riporre le verdure in delle vaschette di plastica senza coperchio evitando così il contatto con la parete posteriore.

Una valida soluzione per mantenerle fresche e croccanti più a lungo, richiede l’uso di  buste di carta, le migliori sono quelle di carta oleata da panettiere, che potrete conservare ogni volta che comprate il pane (ogni busta regge un paio di mesi, prima di cedere per usura). Le buste di carta aiutano ad assorbire l’umidità ed impediscono la condensa sulla verdura.

Per assorbire umidità e sporco, conviene rivestire la cassetta della frutta in fondo al frigo con uno strato di carta assorbente o con gli appositi tappetini/spugne antimuffa

Dopo aver fatto la spesa, appena a casa togliere tutte la verdura dai sacchetti di plastica e lasciarle asciugare e sgocciolare su un tavolo ( specialmente bietola, sedano, cicoria catalogna, catalogna spigata ed insalata riccia che assorbono molta acqua). Tutti i supermercati, spesso bagnano molto tutte le verdure, e questo non aiuta a conservarla a lungo nel frigo di casa. La verdura lunga asciuga più velocemente mentre quella meno compatta va lievemente strizzata.

Ricordate sempre che l’ alimentazione del coniglio DEVE ESSER RICCA DI FIBRE. Cerchiamo di non umanizzare troppo il nostro animaletto peloso in quanto non necessita come noi di una varietà di sapori prelibati e sempre diversi, ma segue una dieta piuttosto MONOTONA!!! Di base quindi è consigliabile offrire sempre ad ogni pasto un mix di Finocchio, Sedano e Radicchio e a questi aggiungere a rotazione qualche altra varietà di verdura “consentita” ma in minor proporzione.

Non somministrate mai verdure congelate o surgelate!!!

La quantità di verdura da offrire ad ogni pasto varia in base all’ età, alla vivacità del coniglietto, al suo metabolismo, alle attività di gioco e libertà di movimento e se e’ intero o sterilizzato. Il vostro veterinario saprà indicarvi le giuste porzioni da offrire. L’eccesso di verdure ai pasti rischia di saziare velocemente il coniglietto che così tenderà ad ignorare il fieno o mangiarne poco rispetto al reale fabbisogno (cosa invece fondamentale!!!).

Di norma la giusta quantità di verdura di un coniglietto in salute e libero di girare in casa è di 150-200 gr per kilo di peso ( un coniglio di 2 Kg di peso quindi dovrebbe consumare sui 300-350gr di verdure al giorno). L’ideale è suddividere questa quantità in due pasti durante la giornata: preferibile la mattina e all’ ora di cena.

Inizialmente conviene i primi tempi utilizzare una bilancia da cucina per individuare le giusti dosi e regolarsi con il peso.
Con il tempo e con l’esperienza si potrà anche andare ad occhio.

 

Vediamo quindi come conservare al meglio le nostre verdure nel frigo:


 

 

  • Peperoni:Poco da dire: tagliare il picciolo in eccesso, dare una pulita con un po’ di carta alla buccia per togliere i residui polverosi ed eventuale smog depositato in superficie. Quindi conservarli due a due in buste di carta e posizionargli nello sportello del frigo dove di solito viene tenuto il latte. Quelli che sono più avanti come maturazione, verranno usati per primi. Quando li daremo ai nostri coniglietti, si toglie il picciolo e la parte centrale con i semi e si affetta il resto. Non va dato spesso ma se il coniglietto è abituato a mangiarli l’ideale è offrirglieli a rotazione di colori differenti (contengono percentuali di vitamine diverse).

 

  • Finocchi: Sono la parte importante e quotidiana delle nostre porzioni . Per conservarli bene, si toglie la prima foglia esterna (solitamente, un po’ rovinata) e  il ciuffo verde lo si offre subito al coniglietto in quanto in frigo si deteriora presto. I finocchi interi e ben asciutti vanno quindi conservati in una vaschetta di plastica e chiusi in una busta di carta oleata chiusa con un elastico. La confezione così prodotta va tenuta nella parte più bassa del frigo dove in alcuni modelli ci sono i cassetti per la frutta.

 

  • Sedano rapa: niente di particolare, basta toglierli dalle buste ed insacchettarli nella carta, se non sono troppo rovinati si conservano bene. Si possono riporre anche negli scaffali alti del frigo, a riempire gli spazi tra sedano e catalogna. Visto che è parecchio proteico, va dato in dosi molto moderate, in pratica circa 40 grammi al giorno per coniglio.

 

  • Cavolo: contiene molto calcio, quindi va usato con cautela ed in quantità davvero minime! In genere non va usato per la quotidiana alimentazione del coniglio ma solo quando ne abbiamo a disposizione per noi umani. Per conservarlo meglio si tolgono le foglie in basso e si  conserva la palla in una busta di carta, nella cassetta della verdura in fondo al frigo.

 

  • Verze: anche qui per i vari tipi di verza si usano quantità minime a causa dell’ eccesso di calcio contenuta. Di solito, una verza ben conservata dura in frigo anche 2 settimane e si puà dare una foglia ogni tanto al coniglietto. Tolte le foglie esterne si conserva senza problemi di tenuta in una busta, nella cassetta della verdura accanto al cavolo.

 

  • Radicchio rosso:  Possono esser offerti anche tutti i giorni al coniglietto. Va sempre però ben lavato e fatto sgocciolare, quindi tolte le foglie esterne che di solito sono un po’ passate e conviene tagliarlo in verticale per le porzioni. In questo modo eviteremo che il coniglio mangi solo la parte rossa della foglia singola, lasciando la parte bianca (in genere meno apprezzata). Si conservano non per molto tempo in buste di carta nella casetta della verdura.

 

  • Insalata riccia: E’ difficile da conservare bene, in genere non va comprata appositamente per il coniglio perchè troppo acquosa e va offerta solo quando presente in casa per noi umani. Va pulita attentamente, togliendo la base e tutte le foglie che mostrano segni di annerimento o marciume. Queste parti si deteriorano rapidamente, ed estendono il marcio al resto. Si conserva poco anche in buste di carta “monoporzione” e va posta nel vano del frigo per la verdura.

 

  • Ravanelli: ricchi di calcio, vanno usati con moderazione. Vanno tolte le foglie, che si possono usare solo i primi giorni, poi si conservano in sacchetti di carta nella scatola della verdura.

 

  • Sedano: il piatto forte della dieta “lapina”, assieme ai finocchi che dovrebbero esser la base di tutti i pasti. Dopo averli sgocciolati, vanno tolte le coste esterne rovinate. Massima attenzione a foglie nere, o pezzi di costa scuri: queste sono le parti che vanno a male per prime, ed estendono il danno alle parti vicine. Tenendo d’occhio queste parti “malate”, e togliendole subito, la durata di conservazione arriva tranquillamente anche a 14 giorni. Al contrario della riccia, non va tolta la base, altrimenti il sedano tende a rovinarsi molto più velocemente. In genere alcuni fruttivendoli tendono a spezzare il gambo a metà per comodità prima di metterli in busta. Chiedete invece di lasciarli interi! Una volta pulito, l’ideale è avvolgerli con un foglio di carta, prima di inserirli in un sacchetto di carta oleata in modo da conservarli croccanti. Il sedano così impacchettato ve tenuto  sui due scaffali più alti del frigo.

 

  • Catalogna e Catalogna spigata (Puntarelle): va sgocciolata molto bene, quindi vanno tolte le foglie esterne annerite o spezzate (si possono usare nelle porzioni dei primi giorni). Vale anche qui il discorso sulle parti annerite fatto per il sedano, anzi è pure più importante. Non va tagliata la base, ed il fusto va avvolto in un foglio di carta di quella da pane o focaccia.Quindi si usano dei sacchetti per chiudere da testa a coda. Il tutto tenuto fermo da un elastico. Il “plico” in questione va tenuto non pressato sugli scaffali del frigo facendo attenzione che non tocchi la parete posteriore del frigo in quanto tende subito a gelare.

 

  • Bietola (o Coste) : è ricca di minerali e fibre ma tende facilmente a fermentare quindi non va usata quotidianamente per l’alimentazione lapina. Come per la catalogna, dopo la sgocciolatura vanno tolte le foglie esterne più rovinate, ed imballato il resto. Stesso discorso per le parti annerite e della base (non va tagliata).

 

  • Cetrioli: In genere non sono molto apprezzati dai conigli. Da usare comunque con moderazione in quanto molto acquosi. Prima di conservarli bisogna asciugarli bene e dare una pulita alla buccia. Si conservano così come sono e mai lasciati sezionati in frigo. Si usa in genere lo scaffaletto più in alto dello sportello frigo.

 

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Il sostegno nutrizionale al coniglio inappetente (Critical Care)

Dr.Massimo Vozza

I   conigli   che   non   si   alimentano,     manifestano   rapidamente   sintomi   ascrivibili   a     stasi gastrointestinale ,  e  col prolungarsi  del  digiuno possono  ammalarsi  di lipidosi epatica, malattia degenerativa del fegato solitamente fatale. Ogni coniglio dovrebbe essere  abituato    nel ricevere succo  di  frutta  per  bocca,  questo  perché  un  domani  lo  si  potrà  usare  come  vettore  per somministrare   farmaci liquidi. (Vi immaginate dare una compressa o una capsula al coniglio?). Solitamente si usa ed ha successo il succo all’ananas, ma ogni soggetto ha i suoi gusti. Altra cosa da saper effettuare è   l’alimentazione assistita . Possedere  un coniglio    che non si stressa quando riceve  liquidi per   bocca e/o cibo liofilizzato è  cosa per un proprietario assai utile, perché questa abitudine si rivelerà molto preziosa  se un domani il coniglietto  non potesse o non volesse più alimentarsi Il proprietario in questo modo potrà effettuare  una corretta terapia farmacologica ( antibiotici, procinecitici , antidolorifici ecc) oltre che  somministrare di alimento forzatamente. Esistono  conigli  affetti  da  patologie  inguaribili  che  sopravvivono  grazie  al  fatto  che  ricevono regolarmente l’alimentazione forzata!!!

Per effettuare questo tipo di alimentazione è bene sapere con precisione dove va inserito il cibo e come contenere il coniglio per effettuare tale manovra correttamente. Il coniglio è un animale erbivoro dalla dentatura diversa rispetto a quella nostra o a quella dei cani e gatti. Questi animali posseggono gli incisivi e poi solo i denti masticatori detti molariformi. Gli incisivi servono per tagliare e prendere il cibo e i molari a macinarlo. A fianco quindi degli incisivi è presente uno spazio tra le labbra detto DIASTEMA dove è possibile inserire il cono della siringa e non incontrare resistenza. Si può provare a mettere in quello spazio un dito anche per verificare che non solo il coniglio non riuscirà a mordere, ma per notare che spontaneamente il coniglio inizia a masticare.

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Identificazione del diastema con l’utilizzo del dito indice

Molto utili si sono rivelati in questo caso le siringhe grandi da 60 ml dotati di un cono di uscita grande con foro largo e dalle estremità arrotondate.(foto) E’ possibile usare anche siringhe più piccole da 5 o 10 ml, ma in tal caso l’alimento va preparato con massima cura per non presentare granulosità che andrebbero a intasare il conetto di uscita che in queste siringhe è più piccolo. E’ bene sapere che proprio per questo motivo in commercio esistono formulazioni cosiddette “ fine grind “ o addirittura in gel. La somministrazione di prodotto va fatta ogni 4-8 ore a seconda della gravità dei casi.

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Alimentazione forzata con siringone da 60 ml

Tenere conto che il coniglio deve bere e assumere almeno 100-120 ml/kg nelle 24 ore. Si potranno usare omogeneizzati diluiti alla frutta, gatorade, succo di frutta diluiti. Chi è in grado potrà integrare la quota liquida col somministrare fluidi attraverso ipodermoclisi.

E’ da tenere in considerazione che alcuni soggetti non totalmente anoressici leccano l’alimento semifluido somministrando tale cibo usando una palettina, un bastoncino, le dita delle mani ecc…

Si proporranno ciclicamente vari tipi di cibo per invogliare il coniglio a riprendere ad alimentarsi spontaneamente, tenendo conto che  certi soggetti ricominciano a mangiare   erba, verdura fresca tritata, frutta (poca) l’insalata preferita …

È sempre importante verificare la funzionalità intestinale verificando la produzione di feci controllandone l’aspetto, le dimensioni, la forma.

È OPPORTUNO che il proprietario faccia qualche prova di somministrazione di quantitativo di cibo con siringa senza animale, poiché la forza da impiegare sullo stantuffo varia a seconda delle dimensioni della siringa usata e della granulimetria del cibo che si sta somministrando. E’ qui il caso di ricordare che il rischio di una alimentazione forzata effettuata in modo scorretto è l’aspirazione di cibo che può causare polmonite ab ingestis, questo non deve assolutamente spaventare, l’alimentazione forzata è troppo importante non bisogna rinunciarvi. Sarà’ sufficiente che il cibo sia somministrato gradualmente verificando che l’animale mastichi e deglutisca NON iniettandolo velocemente profondamente nella bocca dell’animale!

Non tutti i conigli comunque si sottopongono facilmente alla pratica dell’alimentazione forzata, è quindi  bene  sapere  come  contenere  questi  soggetti.  Alcuni  tra  le  braccia  del  proprietario  si tranquillizzano e partecipano quando messi delicatamente a pancia in su,  altri particolarmente nervosi andranno contenuti avvolti in una leggera coperta; tuttavia  a parte questi stratagemmi, solo un proprietario attento e dedito al proprio animale saprà quale è il modo migliore per effettuare la alimentazione forzata.

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Sarebbe opportuno che tutti coloro che posseggono un coniglio avessero dimestichezza con questa procedura e oltre che sapere quale è il modo migliore per contenere il proprio animale e che questa conoscenza possa essere trasmessa anche al veterinario curante. Il veterinario deve sapere se sta trattando un animale collaborativo e se può contare sull’ aiuto del proprietario, questo consente ad esempio di poter effettuare terapie completamente a casa, oppure permette l’anticipo sui tempi di dimissioni dei conigli ricoverati.

Dovendo trattare un animale assai delicato e stressabile come il coniglio, ci si chiede continuamente quali siano i modi per ridurre lo stress. Spesso è il proprietario a tornare in ballo: iniezioni, ipodermoclisi, vigilanza, alcuni farmaci sempre a disposizione (armadietto farmaci del coniglio) sono altri fattori importanti che dovrebbero far parte del bagaglio culturale di ogni proprietario.

Psicopatologia della sua vita quotidiana: comportamento, necessità e bisogni del coniglio in casa

Dott. Alessandro Melillo, Med. Vet.

Introduzione

Il primo passo da fare prima (o immediatamente dopo) l’adozione di un coniglietto è far piazza pulita nella nostra testa di un bel po’ di preconcetti e false idee. Molti si aspettano che il coniglio sia un animale docile e passivo, qualcosa di simile a un peluche; altri pensano che si tratti di un animale stupido, giusto un giocattolino morbido per il bambino ma sicuramente non interessante per una persona adulta. In realtà il coniglio è un animale pieno di contraddizioni, ed è proprio questo che li rende così divertenti: prudente e curioso allo stesso tempo, riservato ma affettuoso, vivace ma anche gran pigrone e addirittura capace di dimenticare la sua timidezza sorprendendoci con comportamenti arroganti se non decisamente aggressivi, come tutti i timidi il coniglio richiede tempo e pazienza per esprimere compiutamente la sua personalità.

Prepararsi per un nuovo membro della famiglia

Diversi studi hanno dimostrato che il comportamento del coniglio domestico non si discosta significativamente da quello del suo antenato coniglio selvatico; come questo Bunny è un animale sociale che vive in gruppi familiari, scava tane e concentra le ore di attività all’alba e al tramonto, riservando invece le ore centrali della giornata alla digestione e al riposo. Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto ai ritmi della vita cittadina, dove la maggior parte delle persone lavora buona parte del giorno e può riservare solo le ore serali ai propri animali domestici. D’altro canto è anche all’origine di diversi problemi che possono creare i conigli in casa, dalla compulsione a rodere e scavare nei divani e nelle fioriere.

Prima di acquistare o adottare un coniglio conviene porsi alcune domande sulla propria disponibilità di tempo da dedicare sia all’animale in sé che agli inevitabili lavori domestici extra; sul proprio temperamento, se il coniglio è l’animale più adatto per noi e se noi siamo adatti ad avere un coniglio come animale da compagnia; se siamo disposti ad imparare un modo di comunicare più sottile e del tutto diverso da quello di animali da compagnia più usuali come il cane e il gatto; e soprattutto se abbiamo il senso dell’umorismo indispensabile per farci una bella risata sui piccoli disastri che inevitabilmente si verificheranno.

A proposito di scelta, purtroppo in Italia il concetto di coniglio da compagnia è ancora indissolubilmente legato a quello di taglia nana, con la ricerca di esemplari piccolissimi: questo pregiudizio supporta la vendita di coniglietti giovanissimi (con elevata mortalità nei giorni postacquisto) e limita fortemente la diffusione di tantissime razze (sia ornamentali che “da carne”) che sarebbero invece adattissime al ruolo di pet, spesso più dei nervosi e delicati “nanetti”. Io non ho ben chiaro perché un gatto di 3,5 kg è considerato un animale piccolo, mentre un coniglio di 3 viene salutato da esclamazioni di meraviglia: “ma è enorme!!!”, però vorrei spezzare una lancia a favore dei conigli di taglia media e grande, siano essi di pura razza o ibridi, ricordando come essi siano in generale più robusti, meno soggetti a problemi congeniti e dentali rispetto ai nani e più resistenti a malattie e traumi, rendendo possibile trattamenti medici e chirurgici che spesso risultano inattuabili nei soggetti troppo piccoli con conseguente inevitabile perdita dell’animale. Inoltre i conigli grandi sono sicuramente più adatti nelle famiglie con bambini piccoli che possono fare seriamente del male a un delicato soggetto nano anche se cercano di maneggiarlo con attenzione. Un altro punto da valutare è l’età di adozione: vale la pena di tener presente che anche i conigli attraversano una fase di infanzia (durante la quale apprendono le buone abitudini che cerchiamo di insegnare), una di adolescenza (4-8 mesi, durante il quale le dimenticano tutte, comportandosi da veri terremoti iperattivi, scavando, rosicchiando, sporcando in giro) e infine una di maturità che (soprattutto se avremmo provveduto a sterilizzarlo) finalmente ci restituirà il coniglietto dolce e educato che credevamo di aver perso per sempre. Soprattutto se non abbiamo molto tempo o molta pazienza può quindi valer la pena di considerare l’adozione di un coniglio più adulto fra quelli che cercano una nuova casa, risparmiandoci così diverse settimane di nervosismi e arrabbiature sicuri che potremo comunque instaurare un rapporto del tutto soddisfacente col nostro coniglio.

Una volta presa la decisione di adottare un coniglio, cominciamo a valutare cosa è realmente utile per sistemare in casa il nostro nuovo ospite. Anche se progettiamo di concedergli la più ampia libertà in casa, il coniglio ha bisogno di una gabbia dove rifugiarsi nei momenti di privacy e dove poter essere rinchiuso all’occorrenza; se l’animale gode veramente di molta libertà è sufficiente che la gabbia sia ampia a sufficienza da consentirgli di sdraiarsi senza finire nell’ angolo dei bisogni; se invece deve passare molto tempo in gabbia è indispensabile che questa sia ampia abbastanza da contenere uno spazio per il riposo, uno per il gioco, uno per cibo e acqua e infine uno per sporcare.

Le gabbie devono essere fatte di metallo e plastica, evitando tutti i materiali rosicchiabili o che possono infradiciarsi di urina. Accessori indispensabili sono: ciotole per il cibo (ideali in ceramica o acciaio); beverini a goccia; lettiera per le deiezioni.

E’ importante che il coniglietto cominci a usare la lettiera regolarmente PRIMA di uscire dalla gabbia. Per evitare che la lettiera venga interpretata come una comoda cuccia è importante che almeno parte della gabbia abbia un fondo confortevole per riposare, ad esempio un tappetino.

Una volta che il nuovo arrivato si è ambientato con la sua nuova casa e con noi, è il momento di cominciare a concedergli progressivamente maggior libertà nell’ appartamento. La parola chiave per acquisire e mantenere buone abitudini igieniche è PROGRESSIVAMENTE. Le prime volte concediamo al coniglietto brevi periodi di libertà in un ambiente molto limitato, ad esempio una nicchia del muro chiuso con un cancelletto per bambini, in modo da massimizzare le probabilità che faccia spontaneamente ritorno nella sua gabbia dopo pochi minuti per espletare le sue necessità fisiologiche. Man mano che l’abitudine alla lettiera si consolida sarà possibile aumentare il raggio d’azione del nostro ospite.

A questo punto però dovremo confrontarci con un’altra esigenza del coniglio, soprattutto se non sterilizzato: la necessità di marcare il territorio. La presenza di parecchie lettiere sparse per la casa in molti casi risolve il problema offrendo al coniglio punti fissi da coprire col suo odore: questa abitudine può essere consolidata portando il coniglio dalla gabbia a una lettiera e non consentendogli di uscire finchè non abbia urinato nel posto consentito; in questo modo si stabilirà il condizionamento “uso della lettiera-libertà” e nel giro di poco l’animale vi andrà spontaneamente appena uscito dalla gabbia. L’uso della lettiera è molto incoraggiato se si forniscono lettiere grandi e profonde contenenti una generosa quantità di fieno: dato che gran parte dei pellets fecali vengono prodotti durante il pascolo, una cassetta grande abbastanza perché l’animale possa sia mangiare che defecare senza contaminazione è particolarmente adatto per questa specie. Chiaramente la sterilizzazione sia del maschio sia della femmina è un potente ausilio all’ apprendimento e al mantenimento di corrette abitudini igieniche.


Un concetto fondamentale per mantenere un coniglio libero in casa è quello del “rabbit-proofing” ossia del rendere l’ambiente sicuro. Cavi elettrici e telefonici, piante d’appartamento, libri, tessuti e mobili sono tutti a rischio di essere gravemente danneggiati e, ancora più grave, di danneggiare il coniglio che le rosicchiasse. E’ quindi fondamentale spostare tutto il possibile oltre la portata dell’animale e rendere inaccessibile ciò che non può essere spostato. Lastre di plexiglass o lamine di legno naturale possono essere applicate agli spigoli dei muri per prevenirne il rosicchiamento; i cavi possono essere fatti scorrere attraverso tubi corrugati o di materiale plastico. Copriletto e teli vari salvano letti e divani da attività di scavo.

Se però procediamo a limitare in questo modo le naturali attività del nostro coniglio, dobbiamo offrire alternative perché egli possa sfogare in maniera accettabile i suoi impulsi. I conigli sono programmati per rosicchiare e masticare e hanno bisogno di farlo. Paglia, fieno e legno in tutte le sue forme forniscono il substrato ideale a una sana attività rosicchiatoria. Una cesta di vimini riempita di paglia, rami freschi e giocattoli di legno naturale per pappagalli fornisce molte diverse occasioni per sfogare questo bisogno naturale; anche gli economici stuoini di vimini o fibra di cocco sono ottimi per riposare e rosicchiare nello stesso tempo (e anche i gatti li amano per farsi le unghie, fra l’altro!). Anche una scatola di cartone offre infinite possibilità: un coniglio può entrarci dentro, saltarci su, rosicchiarla, scavarla, graffiarla e portarla in giro; anche una busta di carta può essere un giocattolo estremamente divertente ed economico, come i rotoli dello scottex o della carta igienica. Posto che si fornisca solo carta e cartone naturali, questi passatempi sono innocui in quanto raramente il coniglio ne ingerisce quantità significative (a meno che non soffra di carenza di fibra nell’ alimentazione) e comunque il suo intestino può processare grandi quantità di scorie indigeribili. Molti conigli apprezzano anche giocattoli per cani, gatti o bambini piccoli, purchè si muovano, facciano rumore e si possano anche masticare un pochettino: palline di filo metallico o di plastica dura, giochino di legno, mazzi di chiavi di metallo o di plastica, sonaglini vari sono graditi… soprattutto a notte fonda quando usarli può svegliare l’intero isolato!

Interazione con il proprietario

Ma i conigli sono animali sociali, quindi oltre a giocare da soli amano intrattenere rapporti con altre creature. Molti proprietari di primo coniglio, dopo un’iniziale fase di scetticismo, scoprono quanto il loro animale può essere interattivo e rimangono incantati dalle abilità comunicative di questi animali. Ma come parla un coniglio? Con atteggiamenti e posture del corpo, con versi e suoni e rumori, e con combinazioni di questi.

Un coniglio pienamente rilassato, in pace col mondo riposa con gli arti completamente estesi e può addirittura scivolare di fianco o sulla schiena. In questo momento non è il caso di stimolarlo perché si rischia di svegliarlo di soprassalto, cosa che non è piacevole per nessuno.

Un coniglio in vena di coccole approccerà invece il suo partner umano o animale rannicchiandosi sui quattro piedi e stendendo il collo orizzontalmente col mento sul pavimento. Questa postura indica sottomissione passiva sia di fronte a un’aggressione ma anche in senso affettivo, col che l’animale segnala che non intende iniziare alcuna competizione… similmente a un cane che offre il ventre al padrone.

Un animale rannicchiato con la testa alta e gli occhi ben aperti e sporgenti è invece un animale teso e spaventato… questo è come più spesso noi vediamo i conigli sul tavolo da visita, quando non cercano rifugio saltando in braccio al padrone.

Infine, i conigli possono rabbrividire e scrollarsi ma di solito non in risposta al freddo ma a un odore o sapore fastidioso, ad esempio se accarezzati da persone pesantemente profumate. Un invito alla moderazione da parte di chi ha naso sensibile!

I conigli producono una certa varietà di suoni, anche se in genere sono creature silenziose. Il più piacevole da sentire è un leggero battere dei denti che somiglia alle fusa del gatto ed ha esattamente lo stesso significato, ossia piacere e appagamento in un contesto sociale. Molto simile è il digrignare i denti che è segno di dolore da parte di un animale seriamente sofferente. La postura del corpo, gli occhi e il contesto aiutano a differenziare questi due suoni molto simili.

Poi ci sono i cosiddetti suoni di protesta: gemiti, soffi e rumori nasali che indicano che l’animale preferisce stare per conto suo, ad esempio se ha i cuccioli o è in falsa gravidanza. Alcuni conigli emettono questo genere di suoni per indicare che non amano essere sollevati.

Più gravi sono i grugniti e i ringhi, a volte sottolineati da un percettibile sbattere dei denti: un coniglio che vocalizza in questo modo, spesso battendo insieme le zampe anteriori sul pavimento, potrebbe in breve passare a metodi più diretti…

I conigli comunicano molto con i piedi, in effetti: tutti conoscono il sonoro battere uno o entrambi i piedi per richiamare l’attenzione su uno stimolo esterno potenzialmente pericoloso (un estraneo, ad esempio) o anche su di sé. In altri casi il coniglio batte i piedi per segnalare contrarietà, ad esempio a un odore che non gradisce, o anche al fatto che quel tipo in camice bianco si sta prendendo troppe libertà.

I piedi servono anche per danzare: i conigli esprimono la loro gioia con una elaborata danza di salti e corse in circolo. Correre in circolo attorno ai piedi è invece un segnale mutuato dal rituale di corteggiamento che però ha perso in parte il significato sessuale essendo mantenuto anche da soggetti sterilizzati.

Infine la lingua e i denti. Come si leccano fra loro, i conigli leccano i loro compagni umani per manifestare affetto e rafforzare il mutuo legame; uno scambio di tenerezze spesso è sollecitato da segnali di ricerca di attenzione come colpetti col naso o anche morsetti e bassi suoni gutturali. Altre volte un piccolo morso segnala contrarietà o paura, come ad esempio di essere sollevato in maniera maldestra.

Interazione con i bambini

La decisione di adottare un animale da compagnia per accontentare un bambino è frequente, ma bisogna tener conto di diverse cose quando la scelta cade su un coniglio. Innanzitutto un bambino in età prescolare o elementare probabilmente non è in grado di accudire correttamente a un coniglio senza incorrere in disattenzioni o errori anche fatali. La responsabilità dell’animale deve essere quindi sempre dell’adulto, anche se il piccolo proprietario col tempo imparerà da questi piccoli doveri ad assumersi delle responsabilità. Inoltre il temperamento nervoso e apprensivo dei conigli non li rende molto adatti a spartire o spazio con i piccoli umani entusiasti e chiassosi, che istintivamente tendono a manipolare e portare in giro i loro animaletti.

L’adulto di casa deve quindi attentamente supervisionare i rapporti fra bimbi e conigli, imparando a riconoscere dal linguaggio corporeo dell’animale quando esso sta effettivamente godendo della compagnia dei piccoli e quando invece essa è per lui uno stress.

La prima cosa da fare è insegnare ai bimbi la giusta maniera di coccolare un coniglio e di giocare con lui; spiegate senza sgridarlo che i trattamenti rudi allontaneranno da lui il suo animaletto e che invece la gentilezza e la pazienza lo faranno avvicinare. Alcuni bambini possono essere troppo vivaci o non sufficientemente maturi per capire questi concetti o per seguire queste regole e quindi può essere sensato scegliere un animale diverso o aspettare un po’ di tempo prima di adottare qualunque pet.

Un’altra cosa da chiarire è che ai conigli non piace essere presi e portati in giro, e che i rapporti con essi si intrattengono sul pavimento; spiegate anche che quando saranno più grandi impareranno a farlo ma che prima devono dar prova di gentilezza e autocontrollo. Un coniglio di taglia grande è più adatto per i bambini perché cade meno nella categoria del giocattolino da tenere sempre in mano, allo stesso modo per cui un robusto Labrador è più adatto per i piccoli di un delicato e nervoso yorkshire.

Quando il coniglio comincia ad andare in giro per casa, è importante che abbia modo di ritirarsi in pace quando ne sente il bisogno e che ai bambini sia ben chiaro che quando l’animale è stanco o spaventato ha il diritto di riposarsi. Posizionare la gabbia contro un muro o dietro un cancelletto in modo che il coniglio possa raggiungerla ma il bimbo no è un’utile garanzia che la regola venga rispettata.

Il coniglio medio non ama i party quindi è bene far sparire gli animaletti di casa in occasione di feste di compleanno e simili; invece se vengono uno o due amichetti si può mostrare loro il coniglietto e consentire gioco e coccole ma sempre sotto controllo. Nessun animale domestico dovrebbe esser lasciato insieme a bambini senza sorveglianza per evitare incidenti da entrambe le parti.

Rapporti con gli altri animali

Intrattenere rapporti con altri individui è parte importante della vita di un animale sociale come il coniglio. Conigli tenuti insieme possono sviluppare un forte legame, soprattutto se di sesso diverso, e manifestarlo dormendo insieme e con interminabili sedute di coccole e pulizie reciproche. Alcuni conigli sembrano aver dimenticato in parte le naturali capacità sociali della loro specie e a volte ci vuole molta pazienza per indurli ad accettare compagni della loro specie; la sterilizzazione è comunque una premessa indispensabile per una casa multilapinica. Anche così, l’introduzione di due animali di sesso diverso spesso sfocerà in un corteggiamento appassionato… che è comunque meglio di una zuffa furibonda! Converrà in ogni caso preparare il terreno consentendo agli animali di annusarsi fra le sbarre della gabbia, invertendo le gabbie e consentendo periodi di libertà alternati in una stanza, cosicché i futuri compagni possano abituarsi al reciproco odore; dopo una settimana si può tentare un primo incontro. Un po’ di corse in tondo e qualche ciuffo di pelo che vola è normale all’inizio, ma se la situazione dovesse farsi pesante è bene munirsi di uno spruzzino e di guanti e separare i due contendenti. Se invece dopo le prime scaramucce i due siedono ai due angoli della stanza e cominciano a pulirsi, di solito non manca molto al momento in cui passeranno a pulirsi reciprocamente. Se l’amicizia ci mette un po’ ad instaurarsi, condividere situazioni di lieve stress, come ad esempio un viaggio in macchina, può aiutare lo stabilirsi di un legame; vale comunque la pena di insistere perché, una volta che si è raggiunto lo scopo, apparirà evidente come i nostri animali sono più felici e sereni di quando erano singoli.

I conigli sviluppano relazioni con altri animali di casa, e possono instaurare con essi una gerarchia sociale che vede un coniglio sicuro di sé tentare di dominare gli altri membri della famiglia, umani compresi. Gatti e conigli possono farsi buona compagnia, e ci sono gatti o conigli che non amano affatto i membri della loro stessa specie ma vivono in armonia con quelli dell’altra. Se si evita l’introduzione di un coniglietto molto piccolo a un gatto adulto o di un gattino a un coniglione di 5 kg la probabilità che i due animali si facciano del male è molto remota purchè entrambi abbiano le unghie tagliate corte.

Più delicato è il rapporto con i cani. Se è vero che è molto più facile convincere un cane rispetto a un gatto ad accettare un nuovo membro del gruppo, è anche vero che l’istinto ad inseguire del cane può rispuntare all’ improvviso e che un singolo errore può essere fatale: per questo è più facile portare un coniglietto in una casa dove vive già un cane (purchè esso sia ben educato e correttamente socializzato) che introdurre un giovane cane irruento dove già viva un coniglio che non ha esperienza con un grande predatore. E’ fondamentale se si vuole avere successo in questa convivenza essere sicuri che il cane veda il coniglio come un membro del branco (e non solo come un oggetto del padrone su cui è posto un veto) e inculcare bene nella testa del cane che i giochi di inseguimento col coniglio NON sono permessi, anche se il coniglio probabilmente li stimolerà. Con le razze tranquille si può anche giungere ad una affidabilità completa, tanto da lasciare gli animali soli per periodi di tempo indeterminati; con razze ad alto istinto predatorio come i terrier, i segugi e molti cani da difesa probabilmente è più sicuro limitarsi a periodi di gioco sotto sorveglianza. Come quando si introduce un bambino a un cane, è importante che la presenza del coniglio per il cane sia sempre fonte di relax e di coccole e non di frustrazione, per evitare l’insorgere di sentimenti negativi verso il nuovo membro del branco che lo allontana dal padrone: per questo è saggio aspettare che l’abitudine a vedere il coniglio dietro le sbarre della gabbia assopisca l’impulso predatorio in modo da non dover riprendere il cane severamente quando si tenterà il primo incontro “libero”.

Un compagno meno impegnativo per un coniglietto solitario è il porcellino d’India. Queste due specie hanno bisogni fisici e psicologici abbastanza simili e condividono spazi abbastanza sovrapponibili, per cui stanno piuttosto bene insieme. Le cavie tendono mediamente ad essere più timide (anche per differenza di taglia) quindi i conigli destinati a convivere con loro devono essere sterilizzati onde limitare atteggiamenti aggressivi e pesanti approcci sessuali.

 Consigli generali e problemi particolari

Rinforzo positivo
E’ oramai opinione comune che l’apprendimento procede molto più velocemente e con migliori risultati se sostenuto da premi piuttosto che da punizioni. Questo è ancora più vero per una specie come il coniglio caratterizzata da marcate reazioni di esitazione. Conviene quindi bandire dal rapporto con il coniglio ogni forma di rudezza e individuare invece un alimento che il nostro nuovo animale gradisce sopra ogni altro: quello dovrà essere somministrato con estrema parsimonia e solo per premiare un comportamento desiderato (uso della lettiera, risposta al richiamo, rientrare in gabbia, farsi prendere in braccio….)

Interazione fisica
Bandire la fretta è il segreto per conquistare la fiducia del coniglio. Quando arriva il nostro nuovo ospite, i primi giorni sarà meglio lasciarlo tranquillo in gabbia ad ambientarsi; dopo uno o due giorni potremmo cominciare a fargli sentire la nostra voce e il nostro odore attraverso le sbarre somministrando nel contempo dei premi in cibo. Solo successivamente l’animale potrà essere lasciato libero, ma non illudiamoci: anche il coniglietto che accettava golosamente l’insalata dalla nostra mano sarà probabilmente terrorizzato in uno spazio aperto con un mostro di 70 kg pieno di appendici volteggianti. L’approccio giusto sarà quindi quello di sedere fermi sul pavimento (leggendo magari, o telefonando) finchè non sarà lui ad avvicinarsi cautamente per investigare; allora troverà di nuovo l’odore familiare e l’atteso premio. Col tempo sarà possibile muoversi in maniera più naturale e prendere sempre più l’iniziativa nel contatto col nostro coniglio.

Bere dalla siringa
Questa è un’abitudine che il proprietario saggio introdurrà fino dai primi giorni. Il beccuccio di una siringa piena di acqua zuccherata o succo di frutta verrà intinto nello zucchero o nella marmellata e presentato al coniglietto. La prima volta aspettiamoci il familiare balzo disgustato di tutte le volte che tocchiamo il suo musino solleticoloso, ma appena si sarà reso conto che al solletico segue qualche sorsata di liquido dolce, imparerà ad apprezzare la siringa… cosa che ci faciliterà molto la vita quando sarà necessario somministrare al nostro animale una medicina o alimentarlo forzatamente.

Rosicchiare per casa
Il principale problema dato dalla libertà di un coniglio in casa è la compulsione di questi animali a esplorare l’ambiente coi denti e a rodere una grande varietà di substrati, fra cui cavi, oggetti di plastica e gomma, libri, tappeti, tessuti, tappezzeria e spigoli dei muri. Frequentemente i conigli attraversano periodi di passione per oggetti particolari (es. srotolare tutta la carta igienica) per poi dimenticarsene e rivolgere la loro attenzione ad altro. Questo comportamento è profondamente radicato nel coniglio e solo in parte può essere modificato dal nostro intervento. Il proprietario può tentare di dissuadere il coniglio dall’azione appena intrapresa battendo forte col piede per terra, premiando l’animale se desiste e offrendo qualcosa di alternativo, ad esempio un ramo. Per animali più testardi si può unire al suono e alla voce uno spruzzo d’acqua. Molti conigli però resistono ai tentativi di correzione scuotendo la testa e le spalle, con un gesto curiosamente simile al nostro fare spallucce: questi soggetti sono particolarmente sicuri di sé e per loro è meglio puntare su un perfetto “bunny-proofing”. I repellenti per cani e gatti o altre sostanze fortemente profumate tipo dopobarba o creme per massaggi funzionano con alcuni conigli; tuttavia è improbabile che da soli possano eliminare completamente il problema.

Comportamenti eliminatori inappropriati
Questo genere di problema di solito dipende da un errato addestramento durante l’infanzia. Molti neoproprietari “non hanno cuore” di confinare il coniglietto per le prime settimane dopo l’acquisto concedendo la libertà progressivamente: in questo modo però non si stabilisce il condizionamento ad usare la lettiera e l’animale sporcherà sul pavimento. Conigli non sterilizzati di entrambi i sessi inoltre usano urine e feci per marcare il territorio: pavimento, mobili, letti e divani e anche proprietario e altri animali di casa possono essere fatti segno di odorosi spruzzi di urina. Sebbene questo comportamento non sia atteso prima dei 4-6 mesi, occasionalmente anche cuccioli più giovani possono manifestarlo. La sterilizzazione chirurgica è la soluzione, tenendo presente che i miglioramenti sono veloci nei maschi (pochi giorni) mentre nelle femmine i comportamenti indesiderati possono continuare per qualche mese.

Pseudogravidanze, costruire il nido, aggressività legata a
Può verificarsi nelle femmine intere, che cominciano a strapparsi il pelo dall’addome, costruiscono un nido (aggravamento del rosicchiare in giro per casa) e difendono un’area circostante lo stesso in maniera notevolmente aggressiva. La sterilizzazione è fondamentale in questi casi, non solo per correggere il comportamento indesiderato, ma anche perché spesso queste fluttuazioni ormonali segnalano problemi a carico dell’apparato riproduttore come cisti ovariche o neoplasie uterine.

Aggressività verso le persone
I conigli hanno caratteri individuali e personalità. Espressione della personalità di un animale è la sua percezione all’interno della gerarchia sociale e il tentativo di migliorarla. Un comportamento aggressivo è spesso la soluzione che un animale trova a questo problema. In alcuni casi esso può essere inconsapevolmente insegnato dal proprietario stesso che reagisce esageratamente ai morsettini esploratori del cucciolo oppure a quelli di avvertimento di un animale più adulto, tipo “lasciami passare” o “mettimi giù”: se un animale realizza che mordendo suscita timore e rispetto, sicuramente lo rifarà e imparerà che quello è un modo facile ed efficace per ottenere ciò che desidera. In altri casi invece il comportamento aggressivo è determinato da stimoli ormonali: un maschio intero può mordere per frustrazione sessuale, molte femmine intere sono ciclicamente aggressive e sempre piuttosto possessive nei confronti della gabbia o della cuccia. La sterilizzazione è ovviamente la migliore terapia per queste forme. Se il comportamento di difesa del territorio parzialmente residua dopo la sterilizzazione, conviene all’inizio pulire la gabbia e la cuccia in assenza del “proprietario” per evitare stress ripetuti, e in seguito cominciare ad associare la presenza delle nostre mani nella gabbia con una leccornia. Più grande è la gabbia più facile è abituare il coniglio a condividerla temporaneamente con le nostre mani. Infine alcuni conigli possono essere dominanti per natura e imporre la propria personalità aggredendo e mordendo anche senza provocazione. Con questo genere di soggetti funziona bene un approccio stoico, ricambiando l’aggressione con coccole, leccornie e contatto corporeo: solitamente dopo un certo periodo le manifestazioni aggressive vengono sostituite da rituali di saluto seppure un po’ esuberanti.

Aggressività verso altri animali
L’aggressività verso i propri simili è in gran parte dovuta a contese gerarchiche e quindi non è del tutto eliminabile con la sterilizzazione. Una accorta, graduale introduzione aiuta a stabilire rapporti cordiali fra due conigli che non si conoscono; tuttavia anche animali abituati a convivere possono all’improvviso diventare competitivi e farsi anche seriamente male. Allo stesso modo alcuni conigli (soprattutto femmine) possono non riuscire mai a convivere pacificamente e devono essere tenuti separati. Può anche accadere che in un gruppo di conigli uno assuma il ruolo di paria, attaccato da tutti gli altri: questi soggetti non vengono aggrediti se lo spazio è sufficiente per mantenere le distanze, ma possono soffrire pesantemente se non ci sono mangiatoie, abbeveratoi e punti di riposo per consentirgli una vita normale senza interferire con i dominanti.

Una situazione potenzialmente molto pericolosa si realizza quando un coniglio sicuro di sé cerca di dominare il pastore tedesco di casa, illuso anche dal fatto che il cane si è sempre contenuto per obbedienza al padrone. In generale è sempre sconsigliato lasciare un coniglio e un cane da soli, il coniglio tende a essere invadente e incalzante nelle sue profferte sociali e può suscitare nel cane reazioni difensive o di avvertimento che possono essere molto pericolose anche senza intenzione da parte del cane.

Naturalmente questo è solo uno schema di massima, poi sarà la convivenza col singolo coniglio a insegnarci il suo peculiare modo di comunicare: tuttavia un po’ di pazienza per imparare una nuova lingua è indispensabile all’inizio della convivenza.


Relazione tenuta in occasione dell’incontro “Dalla padella all’abbraccio” tenuta a Ferrara