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Il colore degli occhi: i Melanociti

Negli esseri umani ma anche in diverse specie di animali, il colore degli occhi è determinato dalla quantità  di luce che viene riflessa dal diaframma, una struttura muscolare che controlla la quantità  di luce che entra nell’occhio.

La gamma di colori degli occhi può variare dal blu al nocciola al marrone , dipende dal livello di pigmento melanina immagazzinato nei melanosoma (‘pacchetti’ di pigmento nei melanociti dell’iride).
Gli occhi azzurri contengono minime quantità  di pigmento all’interno di un piccolo numero di melanosomi.
Iridi dagli occhi verde-nocciola mostrano livelli di pigmento medio in un numero moderato di melanosomi , mentre per i marroni gli occhi sono il risultato di alti livelli di melanina immagazzinati in molti melanosomi.

 

Coniglio : Colori Occhi

(clicca sulle miniature)

MARRONE
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Tra i conigli, il gene che produce gli occhi marroni è dominante, e quindi il colore più comune dell’ occhio di coniglio è il marrone.
BLU

Varie tonalità di blu  sono meno comuni 
BLU/GRIGIO

Varie tonalità di  grigio sono meno comuni

ROSA
Una mutazione nella struttura di una proteina transmembrana altera il trasporto di eumelanina attraverso le membrane cellulari impedendone la pigmentazione

 

 

Casi particolari Influenza esterna Influenza interna
Rosso rubino
Non  proprio un ‘colore degli occhi’


Sono conigli albini, e gli occhi rossi sono un prodotto della loro mancanza di pigmenti di melanina. Poichè non è presente nessun pigmento di melanina, non c’è colore e ciò che vediamo rosso è in realtà il colore dei vasi sanguigni all’interno del occhio.
Marmorizzata








Parte della iride è di colore diverso rispetto al resto.
FLASH DELLA FOTO
 
Effetto artificiale prodotto dal flash durante la foto.
Cataratta “Bianco”


Una condizione medica in cui il cristallino dell’occhio diventa progressivamente opaco, con conseguente visione offuscata. Se l’ occhio del coniglio appare internamente bianco bisogna consultare al più presto il veterinario

 

CONIGLIO NANO: TUTTE LE BASI DA CONOSCERE

IL CONIGLIO NANO
(cosa fare e cosa non fare)

di
Marta Avanzi, Dr. Med. Vet.

1 – Conosciamo il coniglio

1.1 – Il coniglio come pet

Aspetti positivi

E’ intelligente, vivace e ama giocare (se non è sempre tenuto rinchiuso).
Si affeziona molto al proprietario.
E’ silenzioso e pulito.
Se sterilizzato, alimentato correttamente e vaccinato regolarmente, ha pochi problemi di salute.


Aspetti negativi

Non ama la solitudine e richiede quindi molte attenzioni se tenuto da solo.
Può rovinare i mobili e sporcare in giro quando è lasciato libero.
Richiede una certa spesa per le cure veterinarie (vaccinazioni, sterilizzazione ed eventuali problemi di salute).
Non è adatto a bambini piccoli o con maniere poco delicate.
Non è adatto a vivere rinchiuso.
I soggetti non sterilizzati possono presentare problemi di comportamento.


Principali errori di gestione

Alimentazione inadeguata, causa principale di problemi di salute.
Cadute dall’alto (dalle braccia, dalla terrazza).
Mantenimento in una gabbia piccola e dal fondo inadeguato.


Il coniglio rappresenta un eccellente animale da compagnia.
Ha un carattere sociale, pertanto cerca spontaneamente la compagnia delle persone e può stabilire un forte legame affettivo con il proprietario.
E’ intelligente e attivo, ama giocare ed interagire con le persone che lo accudiscono, purché non rimanga costantemente rinchiuso in una gabbia e abbia la possibilità di uscire regolarmente.
Spesso può essere educato ad utilizzare la cassetta per i bisogni, anche se a volte si dimostra meno preciso e affidabile di un gatto.
Il coniglio, soprattutto se di taglia nana, non è invece indicato come animale per bambini al di sotto di 6-7 anni, a causa della sua estrema fragilità.
Accade spesso che in queste circostanze l’animale cada di mano al bambino fratturandosi un arto o i denti, o venga strapazzato come se fosse un oggetto di peluche.
Inoltre i conigli non amano, in genere, essere sollevati da terra e portati in giro in braccio.
Il coniglio richiede ogni giorno di essere accudito (la gabbia deve essere pulita tutti i giorni) e lasciato per un po’ libero di muoversi al di fuori della gabbia, e questo richiede del tempo da dedicargli quotidianamente.
Il coniglio in giro per la casa può provocare danni, lasciando in giro i suoi bisogni e rovinando il mobilio con i denti.

1.2 – Classificazione e origine

Classe Mammiferi
Ordine Lagomorfi
Famiglia Leporidi
Genere Oryctolagus
Specie O.Cuniculus

Il coniglio non appartiene all’Ordine dei Roditori, come comunemente si crede e come è tuttora riportato in certi dizionari, ma a quello dei Lagomorfi.
I Lagomorfi si differenziano dai Roditori principalmente per la presenza di quattro incisivi superiori, mentre i Roditori ne possiedono due.
Esistono numerose razze di conigli (quelle riconosciute sono più di 60), che variano notevolmente per taglia, struttura delle orecchie, colorazione, tipo di pelliccia, forma del cranio.
Si va dalle razze giganti come il gigante fiammingo che può superare gli 8 kg, al nano olandese che pesa meno di un kg.
Tutte appartengono però alla stessa specie.
Il coniglio è originario dell’Europa del sud e del Nord Africa.
Già i Fenici, nei loro viaggi, ne conoscevano e apprezzavano le carni, tanto che chiamarono la Spagna “Terra dei Conigli” (i-shepan-im, da cui il nome poi latinizzato in Hispania).
Gli antichi Romani ne iniziarono l’allevamento e anche, involontariamente, la diffusione, a causa di alcuni soggetti fuggiti che iniziarono a replicarsi allo stato libero adattandosi a diversi tipi di ambienti.
Furono i monaci medioevali che iniziarono il vero e proprio processo di addomesticamento, iniziando ad operare una selezione in base alle caratteristiche di docilità (adattamento alla cattività) e funzionali (taglia e tipo di mantello).

1.3 – Comportamento e carattere

I conigli sono di natura animali socievoli, gregari e gerarchici.
Vivono in gruppi familiari, composti in media da 6-10 conigli, al cui intero si stabilisce una gerarchia: la femmina ed il maschio dominanti comandano sugli altri individui.
Tramite le ghiandole poste sotto il mento e vicino all’ano marcano sia il territorio sia gli altri conigli, comportamento manifestato più frequentemente dagli individui dominanti.
I diversi conigli del gruppo si riconoscono tramite l’olfatto, e gli individui estranei, il cui odore non viene riconosciuto, vengono scacciati.
Il coniglio di casa mantiene questo comportamento: marca il territorio con il suo odore, in modo da renderlo “familiare”, e ricavarne quindi un senso di sicurezza.
I conigli marcano in modo molto efficace anche con l’urina, come i gatti; questa fastidiosa abitudine viene eliminata con la sterilizzazione.
I conigli selvatici, soprattutto le femmine, scavano nel terreno profonde e complesse tane sotterranee, composte da diverse camere e provviste di numerosi ingressi.
Le tane sono spesso costruite al limite di zone boscose che bordano prati o campi coltivati.
L’abilità di scavare tane permette ai conigli non solo di sfuggire ai predatori e di tenere i piccoli al sicuro, ma anche di mettersi al riparo dalle condizioni atmosferiche avverse.
I conigli passano la giornata al sicuro dentro le tane, ed escono soprattutto al crepuscolo e all’alba, in cerca di cibo.
Si nutrono di erbe, foglie, germogli, radici e in inverno, quando il cibo scarseggia, anche della corteccia degli alberi.
Sopperiscono ad una dieta relativamente povera dal punto di vista nutritivo con la coprofagia (l’assunzione delle proprie feci), che permette una più efficace utilizzazione dell’alimento sfruttando la digestione della fibra operata dalla flora intestinale.

1.4 – Caratteristiche anatomiche e fisiologiche

Il coniglio è una preda per eccellenza, e la sua anatomia e psicologia sono adattate a questo suo ruolo nella catena alimentare.
Questo mammifero ha due mezzi di difesa: una è l’immobilità totale, con il corpo appiattito al suolo, atteggiamento che utilizza nel tentativo di rendersi invisibile ai predatori, l’altro è la fuga precipitosa.
La struttura corporea del coniglio si è evoluta proprio in funzione di una rapida fuga, che gli consente di raggiungere la tana nel più breve tempo possibile.
Il coniglio ha, infatti, uno scheletro leggero (rappresenta l’8% del peso corporeo) e una muscolatura ben sviluppata, caratteristiche che gli permettono di correre velocemente.
Poiché lo scheletro è fragile, e la muscolatura degli arti posteriori molto forte, se l’animale è afferrato in modo inadeguato e si divincola energicamente, può con la forza dei suoi stessi muscoli causare la frattura o la lussazione della colonna vertebrale, paralizzandosi.
I conigli hanno una vista eccellente, con un campo visivo di quasi 190° per occhio, che permette di vedere in tutte le direzioni senza muovere la testa, con una visione binoculare anteriormente, posteriormente e in alto.
Davanti al naso è invece presente un punto cieco, per cui il coniglio afferra il cibo aiutandosi con il tatto fornito dalle labbra, anziché con la vista.
A causa delle loro abitudini crepuscolari i conigli hanno una sensibilità alla luce otto volte superiore a quella umana: sono in grado di vedere nella penombra molto meglio di noi.
Per quanto riguarda la percezione dei colori, sembra che i conigli riescano a distinguere il blu ed il verde.
Le orecchie sono molto vascolarizzate e hanno un ruolo importante nella termoregolazione, dal momento che rappresentano il 12% della superficie corporea; sono delicate e sensibili, e non devono mai essere utilizzate per afferrare il coniglio.
I conigli utilizzano le orecchie anche per segnalare i loro stati d’animo: attenzione, irritazione, aggressività.
In alcune razze nane le orecchie sono piuttosto piccole; le varietà di razze ariete hanno le orecchie pendenti, incapaci di movimento.
I denti costituiscono una struttura molto complessa e specializzata.
La formula dentale è: 2/1 incisivi, 0/0 canini, 3/2 premolari e 3/3 molari; significa che da ogni lato della testa hanno due incisivi superiori e uno inferiore, non hanno canini, hanno tre premolari superiori e due inferiori, e tre molari superiori e tre inferiori.
Dei quattro incisivi superiori, solo due sono visibili quando si scostano le labbra: gli altri, molto più piccoli, si trovano dietro.
Gli incisivi inferiori sono due.
Gli incisivi hanno la funzione di tagliare in pezzi della giusta lunghezza i fili d’erba afferrati dalle labbra.
All’interno della bocca, non visibili ad un esame diretto, si trovano i denti interni, con cui il coniglio mastica il cibo.
Dal punto di vista anatomico sono divisi in premolari e molari, ma hanno tutti un aspetto e una funzione simile, vale a dire masticare e triturare il cibo.
Tutti i denti del coniglio, sia gli incisivi sia i denti interni, hanno la particolarità di essere a crescita continua, vale a dire che si allungano in modo continuo per tutta la vita.
La loro lunghezza resta in realtà costante perché l’allungamento viene controbilanciato dal consumo causato dalla masticazione di alimenti ricchi di fibra, quali erba, fieno, vegetali fibrosi.
Se l’alimentazione invece non è corretta, ed è ricca di alimenti energetici e poco abrasivi (semi, cereali, carboidrati) si determina una grave patologia a carico dei denti, detta malocclusione.
La cavità toracica, che contiene il cuore e i polmoni, è relativamente piccola rispetto all’addome.
Il coniglio è un erbivoro stretto, con un apparato digerente fortemente specializzato.
Lo stomaco ha essenzialmente la funzione di immagazzinare il cibo ingerito, ed è costantemente pieno di alimento; anche dopo diversi giorni di digiuno nello stomaco è ancora presente dell’alimento.
Una particolarità dei conigli è che sono incapaci di vomitare.
L’organo più voluminoso dell’addome è rappresentato dall’intestino cieco, in cui si trovano batteri ed altri microrganismi che aiutano nella digestione dell’alimento, producendo sostanze utili come ad esempio molte vitamine.
Per il corretto funzionamento dell’intestino è di fondamentale importanza che l’alimento contenga molta fibra (che si trova nell’erba, nel fieno e nelle verdure).
La fibra infatti stimola la motilità intestinale e permette lo sviluppo di batteri benefici.
Se la fibra è insufficiente, si possono avere problemi di rallentamento della motilità intestinale (e quindi un blocco o stasi) o lo sviluppo di batteri pericolosi, e quindi diarrea e anche morte.
Anche i carboidrati sono dannosi per la salute dei conigli, perché permettono lo sviluppo intestinale di batteri pericolosi per la salute; pertanto a questi animali non devono essere somministrati alimenti quali dolciumi, biscotti, pane, fioccati, ecc.
Alternate alle normali feci dure, che vengono abbandonate in giro, i conigli producono un altro tipo di feci, dette ciecotrofo, che mangiano direttamente dall’ano appena emesse.
Questo tipo di feci, più tenere e umide delle feci normali, e coperte di muco, sono ricche delle sostanze nutritive prodotte dalla flora batterica intestinale.
I testicoli fino a 12 settimane di età restano dentro l’addome, e poi scendono nello scroto attraverso un’apertura della parete addominale detta canale inguinale; il canale inguinale resta sempre aperto per cui i testicoli possono rientrare nella cavità addominale.
Ogni testicolo è dotato di un proprio sacco scrotale, quasi del tutto privo di peli. Il coniglio ha la caratteristica che, come i marsupiali, i testicoli si trovano davanti al pene anziché dietro.
Le mammelle sono 4-5 paia e si estendono dall’inguine alla gola; nei maschi i capezzoli sono rudimentali e non si vedono.
Lateralmente al pene o alla vulva sono presenti due fossette, dette tasche inguinali, che contengono ghiandole odorifere utilizzate per marcare l’ambiente.
La cute, protetta dalla folta pelliccia, è molto sottile e delicata, ed è priva di ghiandole sudoripare; essendo incapace di sudare il coniglio tollera male le alte temperature.
Le zampe non hanno cuscinetti plantari: la loro superficie inferiore è protetta da un folto rivestimento di pelo.
Le dita, che sono 5 nelle zampe anteriori e 4 in quelle posteriori, sono tutte dotate di unghie non retrattili.

1.5 – Riconoscimento del sesso

Accade spesso che al momento dell’acquisto il venditore non sappia indicare con precisione di che sesso è il coniglietto, perché nei coniglietti di poche settimane di età non è facile riconoscere il sesso: sia il pene che la vulva si trovano alla stessa distanza dall’ano (uguale distanza ano – genitale), e hanno un aspetto molto simile.
Saper identificare con precisione il sesso è di importanza fondamentale se si comprano due conigli anziché uno: se non sono tutti dello stesso sesso si pone molto presto il problema della sterilizzazione chirurgica, per evitare gravidanze indesiderate.
Il riconoscimento del sesso richiede un po’ di pratica, ma è fattibile anche in soggetti molto giovani.
Si deve premere alla base dell’organo genitale per visualizzare lo sbocco dell’uretra: nel maschio è rotondeggiante, mentre nella femmina ha la forma di una fessura che si alluna fino alla base.
In caso di dubbio, è bene far confermare l’identificazione del sesso da parte di un veterinario esperto in conigli o da un allevatore.
Dopo i tre mesi di età nel maschio si verifica la discesa dei testicoli che si localizzano ai lati del pene, e questo permette di identificare con sicurezza il maschio.
Nel maschio adulto il pene, dopo essere stato sfoderato con una delicata pressione alla base, è ben riconoscibile, e permette di identificare il sesso anche nei soggetti sterilizzati.

1.6 – Longevità

I dati riguardanti la longevità dei conigli tenuti come pet sono piuttosto discordanti.
Nei testi meno recenti la vita media è considerata di 5-8 anni, ma con il miglioramento delle conoscenze scientifiche, che hanno permesso di impostare una corretta alimentazione e di eseguire vaccinazioni sicure ed efficaci, la durata della vita si è allungata a 10 anni e oltre.
Il potenziale di vita è considerato di 15 anni.

1.7 – Come maneggiare il coniglio

Saper afferrare un coniglio in modo corretto è molto importante per evitare di procurargli delle lesioni; i conigli hanno infatti un apparato scheletrico delicato, che può facilmente fratturarsi o in seguito ad una caduta o a causa della contrazione violenta dei muscoli del posteriore, che può provocare la frattura della colonna vertebrale.
Pertanto occorre porre molta cura a contenere il coniglio in modo sicuro e fermo, in modo che non cada e non si agiti violentemente.
Non si deve mai cercare di immobilizzare con la forza un coniglio che lotta e si divincola: se l’animale cerca di resistere violentemente perché non vuole essere afferrato deve essere immediatamente lasciato, e riavvicinato dopo un po’, quando si è calmato.
Funziona bene avvicinare il coniglio in modo calmo, usando un tono di voce rilassato, ed eventualmente coprirgli occhi e carezzarlo dolcemente.
Esistono diverse tecniche per sollevare in modo sicuro un coniglio.
Un tipo di presa consiste nel far scivolare una mano sotto il torace afferrando saldamente gli arti anteriori, mentre l’altra mano afferra e sostiene gli arti posteriori.
Con gli arti ben immobilizzati, e il peso del corpo sostenuto da entrambe le mani, si appoggia la schiena del coniglio contro il proprio torace, con una presa sicura.
Un coniglio spaventato può tranquillizzarsi se si infila la sua testa sotto un braccio, in modo da coprirgli gli occhi.
E’ importante mantenere sempre intorno alle zampe una presa decisa, in modo da non farselo sfuggire nel caso compia movimenti improvvisi, e soprattutto non permettere alle zampe posteriori di scalciare.
I soggetti più spaventati e irrequieti possono, in caso di necessità, essere afferrati e sollevati dopo averli coperti ed avvolti con un asciugamano.
Quando si ha a che fare con un coniglio spaventato si deve anche fare attenzione a non ricevere morsi, calci e graffi.
I bambini piccoli devono essere educati su come trattare il coniglio, evitando di afferrarlo e portarlo in giro come un giocattolo, soprattutto se si tratta di conigli di taglia nana o molto giovani, che vengono spesso lasciati cadere dai bambini, riportando come conseguenza fratture e lussazioni. 

2 – L’acquisto

2.1 – Il sesso

Se si prevede di sterilizzare il coniglio, l’unica differenza sostanziale tra maschio e femmina consiste nel fatto che la sterilizzazione è più semplice nel maschio, e comporta quindi
una spesa minore.
A parte questo, tra maschio e femmina sterilizzati non vi sono grandi differenze: la personalità ed il carattere sono più che altro un fatto individuale.
Un maschio non sterilizzato può avere la tendenza a marcare il territorio con feci e urine, e quindi sporcare di più in casa, e a montare i piedi o le mani dei proprietari, per cercare di accoppiarsi.
La femmina non sterilizzata può essere più scontrosa e nervosa e andare incontro a problemi legati alla pseudogravidanza o a tumori dell’utero.

2.2 – La razza

Premettiamo che i coniglietti in vendita nei negozi sono raramente di razza pura, ma che ciò nulla toglie loro come animali da compagnia.
La razza ed il colore sono in gran parte fattori puramente estetici.
Più importante è invece il discorso legato alla taglia.
Vi è un forte e diffuso pregiudizio che solo i conigli di razza nana siano adatti al ruolo di animali da compagnia, ma questo è completamente falso.
E’ come sostenere che i pinscher possono essere dei buoni cani da compagnia, mentre labrador o terranova no perché sono grandi.
Al contrario, i conigli di razza nana sono generalmente più nervosi, sono più delicati per le loro piccole dimensioni (soprattutto nelle mani di un bambino) e sono molto più difficili da curare (fare un prelievo di sangue o una terapia endovenosa in un coniglio poco più grande di un criceto è certamente più difficile che farlo in un coniglio di tre chili).
Ogni coniglio, di qualunque razza, può essere un animale affettuoso e vivace, anche un coniglio “da carne”, anche un coniglio di razza gigante.
I conigli di alcune razze nane, inoltre, essendo brachicefali (con il cranio più corto rispetto al normale, per conferire loro un eterno aspetto da cuccioli) tendono ad avere una malocclusione congenita dei denti incisivi.
Per quanto riguarda invece i conigli delle razze a pelo lungo, questi richiedono molte più attenzioni perché devono essere spazzolati tutti i giorni, altrimenti il loro mantello si trasforma presto in un ammasso infeltrito e inestricabile.
Se non avete tempo e pazienza per questo lavoro, optate per un animale a pelo corto, anche perché tosare i conigli non è facile.

2.3 – Il numero di animali

Il coniglio è un animale socievole che ha bisogno di interagire con i suoi simili, o almeno con dei sostituti rappresentati dai proprietari: per questo è tanto affettuoso.
Se non potete dedicare al coniglio del tempo tutti i giorni può essere una soluzione prenderne due, in modo che si facciano compagnia.
Ovviamente un maschio e una femmina non sterilizzati non sono un’opzione valida, in quanto in pochi mesi vi trovereste ad affrontare un’esplosione demografica.
Tenete presente che al momento della vendita, quando sono ancora molto piccoli, non è facile capire di che sesso sono i coniglietti, quindi potreste trovarvi con una coppia di cui come minimo dovrete sterilizzare il maschio (e senza tardare, vista la precocità della maturità sessuale).
Pertanto fate verificare il genere del coniglietto da una persona competente.
In caso di animali sterilizzati, il numero massimo di animali che vorrete tenere dipenderà poi dal tempo e dallo spazio che potrete dedicare loro, e da considerazioni economiche per l’acquisto di gabbie e alimento e per le cure veterinarie.
Se volete tenere più di un animale, è preferibile acquistarli insieme, in modo che imparino subito a convivere e non ci siano in futuro problemi di inserimento e accettazione di un animale “estraneo”.

2.4 – L’età

L’età minima alla quale acquistare un coniglietto è di sei settimane, ma sarebbe preferibile che il piccolo fosse rimasto con la madre fino a otto.
Nei negozi spesso i piccoli vengono messi in vendita prima, a 4-5 settimane, perché inteneriscano il possibile acquirente con la loro taglia minuta da “peluche”, e a volte per spacciare per nani soggetti di taglia media.
Purtroppo non c’è modo di stabilire l’età precisa di un coniglietto, ma i veri “nani” hanno già dalle prime settimane di vita le orecchie più corte dei loro cugini di taglia maggiore.
Non stabiliamo invece un’età massima per adottare un coniglio: è un’ottima iniziativa dare casa a un coniglio già adulto, o addirittura anziano, che deve essere ricollocato per i motivi più diversi.
Un coniglio già adulto è in genere più calmo, avendo già superato la fase di irruenza giovanile, e il suo carattere è noto e non riserverà sorprese.
Inoltre si può abituare alla nuova casa e affezionare ai nuovi proprietari come qualunque altro animale, a meno che non sia stato trascurato o maltrattato (nel qual caso può essere necessario un maggior periodo di adattamento e di “recupero”).

2.5 – Dove prendere il coniglio

Prima di pensare ad acquistare un coniglio, prendete in considerazione l’idea di adottare uno dei tanti conigli abbandonati posti in adozione, anche se un po’ più grande, che ha bisogno di essere ricollocato per vari tipi di problemi insorti con la precedente famiglia, o salvato da una situazione di maltrattamento.
E’ un ottimo modo per rendere felice una povera bestiola abbandonata.
Coniglietti di molti colori e tipi di mantello si trovano comunemente in vendita nei negozi per animali, ma anche nelle fiere.
In quest’ultimo caso occorre un po’ più di prudenza nell’acquisto, perché se in seguito compare qualche problema è più difficile rintracciare il venditore.
Una via alternativa è rappresentata da piccoli allevatori amatoriali, che hanno allevamenti in piccola scala che gestiscono per passione.
In questo caso c’è la possibilità di visitare l’allevamento per verificare le condizioni in cui sono cresciuti gli animali.

2.6 – La scelta del negozio

Se possibile, comprate animali solo da negozianti che li tengono bene, che ne conoscono la corretta gestione (alimentazione compresa) e che hanno una buona reputazione.
Per prima cosa valutate la gabbia in cui sono tenuti gli animali:

  • deve presentare un buon grado di igiene
  • l’alimentazione deve essere adeguata (pretendere la presenza di verdure fresche a tutte le ore in negozio è un po’ eccessivo, ma perlomeno deve essere presente del fieno pulito e non ci devono essere granaglie o pane secco)
  • non devono essere presenti feci diarroiche (se anche uno dei piccoli è colpito, meglio evitare l’intero gruppo)
  • nessuno degli animali deve presentare evidenti segni di malattia (molte malattie sono contagiose)

Due di questi punti meritano un approfondimento.
Per quanto riguarda l’alimento, molto spesso nella gabbia dei coniglietti noterete la presenza di mix di semi e fioccati e di pane secco, entrambi deleteri per la salute.
Tuttavia, pochi giorni di alimentazione errata non saranno stati in grado di causare problemi permanenti nei giovani coniglietti.
Diverso è il discorso di un soggetto che, rimasto per varie ragioni invenduto a lungo, ha già subito le conseguenze di mesi di regime alimentare errato.
In tal caso non è escluso che in futuro questo soggetto possa andare incontro a problemi dentali.

2.7 – La scelta del soggetto

Di solito nella scelta del coniglietto da acquistare ci si basa su considerazioni principalmente estetiche (la taglia, il colore, il tipo di pelo, le orecchie dritte o pendenti), tutti elementi non importanti per garantire la scelta di un animale sano e di buon carattere.
Ancora peggio è comprare un coniglietto in cattive condizioni di salute perché ci fa pena (in questo modo negozianti senza scrupoli non vengono certo incoraggiati a tenere gli animali in condizioni migliori).
Più che sulla bellezza (criterio comunque soggettivo) cercate di puntare su un animale docile, non eccessivamente timido, e soprattutto sano.
Per la scelta prendete tutto il tempo che ritenete necessario, senza farvi mettere fretta: state per scegliere un animale che dovrà tenervi compagnia per molti anni, ed è importante partire subito con il piede giusto.
Iniziate il controllo osservando per alcuni minuti l’animale nella gabbia: il coniglietto deve essere vivace e curioso, anche se in un momento di riposo lo potrete vedere disteso e rilassato; scartate un soggetto che se ne sta rintanato in un angolo e non si muove mai.
Quando vi avvicinate, gli animali devono mostrare attenzione (curiosità, o comunque un certo grado di allarme).
Chiedete di prendere in mano il coniglietto che vi interessa: un animale eccessivamente timido sarà molto agitato e cercherà di divincolarsi (attenzione che non cada e non si faccia male); questo non esclude comunque che in pochi giorni non diventi affettuoso e mansueto, una volta abituato al contatto umano.
In effetti non è facile predire che carattere avrà da adulto un animale di poche settimane.
A questo punto effettuate un breve check up del coniglietto:
  • palpebre arrossate, con il pelo impiastricciato o essudato denso e bianco indicano la presenza di congiuntivite
  • il pelo intorno alle narici dovrebbe essere assolutamente pulito e asciutto, in caso contrario può essere presente una rinite (una infezione delle prime vie respiratorie, che è potenzialmente un problema cronico)
  • anche nel caso che le narici appaiano pulite, se la parte interna delle zampe anteriori presenta il pelo impiastricciato, questo significa che il coniglio si è sporcato pulendo lo scolo nasale e che quindi ha una rinite
  • i denti incisivi devono essere dritti e regolari, quelli inferiori non devono essere più sporgenti di quelli superiori
  • dentro le orecchie non si devono vedere croste o arrossamenti passate le dita sui margini delle orecchie e alla base delle unghie: la presenza di croste può indicare la presenza di rogna (comunque facilmente curabile)
  • zone della pelle senza pelo, o con croste, o con eccessiva forfora, possono indicare la presenza di funghi o parassiti
  • passando la mano sul corpo, non si devono sentire noduli o tumefazioni, e non si deve avere la sensazione di un’eccessiva magrezza
  • la zona anale deve essere pulita, senza residui di feci (nei conigli a pelo lungo però è facile che le feci restino impigliate nel pelo, e questo vi deve far capire quante attenzioni in più questo tipo di conigli vi richiederà)
  • la parte inferiore delle zampe non deve essere arrossata e non devono essere presenti croste

2.8 – L’arrivo a casa

Al momento dell’acquisto del coniglio, o meglio ancora prima di portare a casa l’animale, provvedete a procurarvi la gabbia, gli accessori e una scorta di fieno e pellet di buona qualità.
Molto probabilmente l’alimentazione somministrata in negozio non sarà stata corretta, per cui il cambio di dieta deve essere fatto con un po’ di gradualità e di accortezza per evitare disturbi intestinali.
Se il coniglietto aveva a disposizione solo alimenti secchi, l’erba e le verdure vanno lasciate
a disposizione solo dopo alcuni giorni, in modo graduale.
Un controllo costante dell’aspetto delle feci garantisce che l’intestino funzioni regolarmente; la comparsa di diarrea va invece considerata un campanello di allarme.
Il primo giorno il coniglio deve essere lasciato tranquillo nella gabbia, per dargli modo di ambientarsi, anche se bisogna resistere alla tentazione di coccolarlo.
E’ un errore lasciarlo subito libero di girare per tutta la casa, perché in questo modo ci sono poche possibilità di insegnargli a sporcare nella cassetta.
Solo quando usa la cassetta dei bisogni con regolarità, gli si deve permettere di uscire dalla gabbia, lasciando però inizialmente a disposizione un’area piuttosto ristretta, in modo che continui ad usare la cassetta che continuerà ad avere nelle vicinanze.
L’uso regolare della cassetta sarà premiato con un ampliamento graduale dello spazio a disposizione.
Può eventualmente rendersi necessario, con il tempo, la sistemazione di più cassette in punti strategici, in modo che ce ne sia sempre una vicina all’occorrenza.

2.9 – La prima visita veterinaria

Dopo l’acquisto il coniglietto deve essere fatto visitare prima possibile, pertanto dovete informarvi in anticipo di dove reperire un veterinario che tratti questo tipo di animali; non affidatevi a un veterinario qualunque: la fisiologia e le patologie del coniglio sono profondamente diverse da quelle di cani e gatti, e non conoscendole si possono fare davvero danni gravi.
Il coniglietto deve essere portato in ambulatorio nella sua gabbia, se non è troppo ingombrante, o in alternativa in un trasportino per gatti, mettendo sul fondo dei giornali per assorbire l’urina.
Non lasciate nella gabbia o nel trasportino il beverino per l’acqua, che a causa dei movimenti del trasporto finirebbe per spandere tutto il contenuto inzuppando il fondo.
Portate con voi un campione del mangime, per valutarne l’adeguatezza, e un campione di feci per una ricerca dei parassiti intestinali.
Il veterinario durante la prima visita non solo valuta lo stato di salute del coniglietto, ma verifica che sappiate come alimentarlo ed allevarlo correttamente.
Nel corso della visita potrete anche chiedere chiarimenti su eventuali dubbi che potete avere sulla corretta gestione dell’animale.
Secondo la situazione locale, il veterinario stabilirà eventualmente un piano vaccinale contro la mixomatosi e la malattia emorragica virale.

3 – L’alimentazione

Una dieta corretta è fondamentale per la salute del coniglio: la stragrande maggioranza dei problemi di salute dei conigli da compagnia sono infatti causati da alimenti inappropriati.
Purtroppo su questo argomento circolano molte informazioni sbagliate, a detrimento della salute di questi animali.
I conigli sono erbivori, e in natura consumano una dieta ricca di fibra e povera di carboidrati e di grassi: erba, piante di campo, foglie, germogli.
La fibra è indispensabile al benessere del coniglio: stimola la motilità intestinale e favorisce lo
sviluppo di una flora batterica benefica che protegge dalle infezioni intestinali e quindi da problemi di diarrea; permette un adeguato consumo dei denti prevenendo i problemi di malocclusione, lo tiene impegnato perché richiede una masticazione prolungata, impedendogli di annoiarsi e sviluppare problemi di comportamento.
Inoltre previene l’obesità, che causa molti problemi di salute e accorcia la vita del coniglio.

3.1 – Fieno

La base dell’alimentazione deve essere rappresentata dal fieno, che deve essere sempre disponibile in quantità illimitata: apporta al coniglio tutti gli elementi nutritivi di cui ha necessità ed è ricco di fibra.
Il fieno deve essere fresco e pulito; va scartato se sono presenti muffe. Il fieno fresco è di colore verde, di odore aromatico e privo di polvere.
Il fieno più adatto ai conigli è quello di erbe miste (fieno di prato polifita); il fieno di erba medica, al contrario, è eccessivamente ricco di calcio e può causare problemi nei conigli che hanno terminato l’accrescimento.

3.2 – Erba

L’erba fresca costituisce l’alimento ideale dei conigli, quello che consumano in natura.
Apporta gli stessi benefici del fieno, e garantisce un consumo dei denti anche maggiore.
Se possibile, si deve permettere al coniglio di brucare liberamente da un prato o un giardino: ciò gli consente anche di fare attività fisica e di godere dei benefici del sole.
In tal caso occorre prendere ogni precauzione per evitare la fuga e l’attacco da parte di altri animali quali cani o gatti.
In alterativa, l’erba può essere raccolta e messa nella gabbia dell’animale, avendo l’accortezza di eliminarla prima che appassisca e fermenti.
L’erba secca invece non dà nessun problema.
L’erba destinata all’alimentazione del coniglio non deve essere stata contaminata da nessuna sostanza chimica (antiparassitari, diserbanti, scarichi delle automobili).

3.3 – Vegetali

Verdure fresche e pulite possono costituire una buona integrazione alla dieta; tutte le verdure adatte all’alimentazione umana sono anche adatte al consumo da parte dei conigli:
radicchio, insalata, carote, foglie di carota, coste, cicoria, broccoli, indivia, cetrioli, ecc.
Si deve evitare l’insalata brasiliana, in quanto è particolarmente scarsa dal punto di vista nutritivo.
Il coniglio può avere a disposizione verdura fresca in quantità illimitata.
Il preconcetto che la verdura fresca causi al coniglio disturbi intestinali è del tutto infondato, salvo il caso di un cambio brusco di alimentazione in un animale che è sempre stato alimentato con cibi secchi; in tal caso l’introduzione dei vegetali deve avvenire con molta gradualità.
La verdura bagnata, in un coniglio abituato ad una dieta ricca di vegetali freschi, non causa nessun disturbo digestivo; fanno eccezione l’erba medica ed il trifoglio, che essendo molto ricchi di proteine se dati bagnati possono causare meteorismo (sviluppo di gas per i processi di  fermentazione).

3.4 – Frutta

La frutta deve essere somministrata in quantità molto moderata, perché può dare problemi di obesità.
Non ci sono particolari restrizioni per quanto riguarda i tipi di frutta da somministrare.

3.5 – Pellet

Il pellet è un mangime composto da cilindretti di fieno pressato; può rappresentare un’integrazione dell’alimentazione, soprattutto per soggetti in crescita o in riproduzione.
Non è tuttavia indispensabile per una corretta alimentazione.
Un buon pellet deve contenere almeno il 18% di fibra, e dare un apporto di calcio moderato.
Sono da evitare i pellet che contengono una dose di fibra insufficiente, o che sono composti di cereali.
Il pellet deve essere somministrato in quantità limitata, in genere 1-2 cucchiai al massimo per giorno.
In caso di obesità deve essere ridotto o anche eliminato.

3.6 – Le miscele commerciali (cosiddetti “mangimi per conigli”)

Gli alimenti per conigli costituiti da miscele di semi e cereali (girasole, mais, grano, riso), fioccati, frutta secca e simili, venduti come mangimi per conigli da compagnia, sono completamente controindicati: essendo troppo ricchi di grassi e carboidrati, poveri di fibra e di calcio, predispongono il coniglio a gravi disturbi e sono la causa principale di problemi di salute nei conigli.
Di conseguenza non devono mai essere somministrati, neanche occasionalmente.
Con il tempo causano gravi patologie dentali (malocclusione e secondariamente ascessi della testa) perché non permettono un adeguato consumo dei denti.
Contengono una quantità di calcio scarsa, che predispone a problemi scheletrici, mentre il livello eccessivo di grassi predispone all’obesità.
Non hanno abbastanza fibra e al contrario la quantità di carboidrati (amido) è elevata, per cui possono causare disturbi intestinali come stasi o diarrea.
I conigli sono erbivori, non granivori, e questa loro caratteristica fisiologica deve essere rispettata se si vuole che restino sani.
Le patologie che comunemente si vedono nei conigli da compagnia alimentati con questi mangimi non esistono nei conigli selvatici che si nutrono di erbe di campo.

3.7 – Alimenti proibiti

Oltre alle miscele di semi, granaglie e fioccati, non fanno parte dell’alimentazione naturale del coniglio, e possono causare gravi disturbi intestinali, i carboidrati: pane, biscotti, fette biscottate, grissini e simili.
E’ un’idea tanto diffusa quanto completamente sbagliata che il pane secco faccia bene ai denti: per consumare i denti il coniglio ha bisogno di masticare fieno, erba e verdure.
Non dimentichiamo poi che quando parliamo di consumo dei denti ci riferiamo anche ai denti interni, molari e premolari, che non subirebbero alcun consumo con la masticazione del pane sbriciolato dagli incisivi ed impregnato di saliva.
Lo zucchero e gli alimenti zuccherati favoriscono lo sviluppo di batteri intestinali dannosi, causa di diarrea e anche di morte, e non devono mai essere offerti, come si devono evitare tutti i tipi di snack a base di cereali, semi, melassa e frutta secca che si trovano in vendita per conigli e roditori.
Sono tossiche la cioccolata e le parti verdi (comprese le foglie) di patate, pomodori e melanzane.

3.8 – Vitamine ed sali minerali

Di norma non serve somministrare ai conigli vitamine ed sali minerali.
Questi animali producono a livello del cieco quasi tutte le vitamine di cui hanno bisogno, per effetto dei batteri intestinali, e le assumono poi ingerendo il ciecotrofo.
Se esposto alla luce solare diretta, anche per brevi periodi, il coniglio sintetizza spontaneamente la vitamina D di cui ha bisogno.
Le verdure sono ricche di sali minerali.
Il mangime in pellet è quasi sempre ricco di integrazioni minerali e vitaminiche (a volte anche in eccesso).
Al contrario, un’integrazione eccessiva con alcuni tipi di vitamine e di sali minerali può causare problemi di salute (soprattutto per quanto riguarda la vitamina D e il calcio).
Se fornite un’alimentazione corretta non date integrazioni di alcun tipo.

3.9 – Acqua

Nella gabbia deve essere sempre presente un contenitore di acqua fresca e pulita.
I contenitori ideali sono gli abbeveratoi a goccia, che impediscono al coniglio di sporcare o rovesciare l’acqua.
L’abbeveratoio deve essere lavato tutti i giorni, e disinfettato almeno una volta la settimana; un paio di volte al giorno è opportuno controllare se funziona correttamente, perché questo tipo di contenitori a volte si blocca o perde svuotandosi completamente.
Se i conigli hanno a disposizione molta verdura fresca in genere consumano poca acqua.

4 – L’alloggio

4.1 – La gabbia

I conigli non sono animali “da gabbia” (in effetti non esistono animali da gabbia!); non sono adatti a vivere costantemente confinati in gabbia, che rappresenta pur sempre una specie di prigione.
Tuttavia nei momenti di riposo e quando non sono sorvegliati, per la loro sicurezza devono essere tenuti rinchiusi (a meno che non si decida di allestire una stanza appositamente dedicata a loro).
Le dimensioni minime della gabbia dipendono dal tempo che il coniglio vi resta rinchiuso (può anche essere di dimensioni ridotte se passa molto tempo fuori) e dalla sua taglia (ovviamente maggiore è la taglia più spazio richiede l’animale).
La gabbia deve essere abbastanza ampia da alloggiare comodamente una cassetta per i bisogni e una piccola casetta che funga da tana, o quantomeno un giaciglio (altrimenti il coniglio andrà a dormire nella casetta per i bisogni).
Il tipo di fondo è molto importante per la salute dei piedi del coniglio: un fondo di griglia è sconsigliato e può predisporre a problemi di pododermatite (infezioni dei piedi).
Il substrato ideale deve essere morbido, pulito e asciutto.
Si può porre sul fondo del materiale assorbente come carta, pellet di tutolo di mais, segatura, e sopra di questo uno spesso strato di fieno che assicura ai piedi dell’animale il massimo benessere.
Un altro materiale adeguato è rappresentato dal pellet di carta riciclata, in vendita nei negozi per animali come lettiera per gatti.
Il pellet di tutolo di mais, e ancor di più il ghiaino per gatti o il granulato per roditori non sono assolutamente adeguati, mentre possono essere impiegati nella cassetta dei bisogni.
I trucioli non sono indicati per i conigli a pelo lungo (angora, Jersey wooly) perché si aggrovigliano al pelo.
Il materiale del fondo deve essere rimosso e sostituito tutti i giorni.
I conigli producono abbondanti deiezioni e urinano molto; questo materiale, se lasciato per giorni nella gabbia, causa problemi di salute (infezione ai piedi per la sporcizia e problemi respiratori per i vapori di ammoniaca).
La gabbia non deve rappresentare per il coniglio una prigione ma la sua tana, in cui ritirarsi quando vuole riposare o mangiare.
Quando il coniglio sceglie di rientrare nella gabbia si deve rispettare la sua privacy, evitando di disturbarlo o di tirarlo fuori di peso.
Molti conigli reagiscono aggressivamente quando i proprietari mettono le mani nella gabbia per le pulizie o per tirar fuori l’animale.
Si tratta di un comportamento relativamente normale (il coniglio difende il suo territorio).
Per evitare questo inconveniente è sufficiente metter mano alla gabbia quando il coniglio è uscito di sua spontanea volontà.

4.2 – Come rendere sicura la casa (“a prova di coniglio”)

Perché il coniglio rappresenti veramente un animale da compagnia, e possa mostrare tutta la sua personalità e la sua intelligenza, è necessario permettergli di uscire dalla gabbia, esplorare l’ambiente e interagire con i membri della famiglia.
Questo deve avvenire in un ambiente sicuro e controllato, per evitare sia che si faccia del male, sia che danneggi l’arredamento.
Uno dei pericoli principali è costituito dai fili elettrici, che masticati possono causare la morte dell’animale.
I fili elettrici, dell’antenna TV, del telefono, del computer, devono essere sistemati in modo da non essere raggiungibili (ad esempio fissandoli in alto) oppure vanno protetti facendoli scorrere dentro tubi di plastica.
Altri pericoli possono essere rappresentati da piante da appartamento (magari non tossiche di per sé, ma trattate con sostanze tossiche), sigarette, farmaci, prodotti per la pulizia della casa.
La stoffa, se ingerita, può causare un blocco intestinale.
Un pericolo a cui spesso non si pensa è rappresentato dal sacchetto di pane raffermo o da una scatola di biscotti, che possono causare al coniglio un’enterite mortale se ne mangia certa quantità di questi alimenti.
Altro genere di pericolo è rappresentato dalle cadute dall’alto (da terrazze e balconi) e dalla presenza in casa di altri animali, in particolare cani e furetti.

4.3 – Come impedire al coniglio di danneggiare la casa

Per i conigli è un comportamento naturale esplorare l’ambiente con i denti, rosicchiando quanto capita a tiro.
Per evitare che questo si traduca nella distruzione di mobilio, tappeti, coperte, tende e tappezzerie si deve da un lato tener d’occhio il coniglio, fin che non ha imparato a comportarsi bene, dall’altro offrirgli la possibilità di dirigere questo suo comportamento verso altri oggetti.
Per quanto riguarda il primo punto, le prime uscite dalla gabbia devono avvenire sotto stretta sorveglianza; ogni volta che il coniglio inizia a rodere un oggetto vietato, gli si deve mettere davanti alla bocca la mano dicendogli “No!” in tono deciso, ma senza mai punirlo fisicamente.
Allo stesso tempo si deve permettere all’animale di sfogarsi con giocattoli e passatempi innocui, ad esempio palline di plastica dura, tubi di cartone, pezzetti di legno, giocattoli per neonati, cesti di vimini non trattati con vernici.
Si possono costruire dei divertenti passatempi praticando delle aperture su scatoloni collegati tra loro con dei tunnel di tubi, o riempiendo uno scatolone di fieno.
Ogni giocattolo deve essere in materiale non tossico, e va eliminato se il coniglio tende a roderlo e ad ingoiarne i pezzi.
Anche il cartone, se ingerito in una certa quantità, dà problemi di costipazione.
Un passatempo gradito da alcuni conigli, che coinvolge direttamente il proprietario, consiste nel fare il tiro alla fune con un pezzo di stoffa, o giocare a rincorrersi.
Di solito, passato il primo anno di vita, il coniglio diventa più tranquillo e manifesta minori tendenze distruttive.
Tuttavia solo se si può essere pienamente sicuri della sua affidabilità lo si può lasciare libero di girare incustodito, in caso contrario è preferibile lasciarlo al sicuro nella gabbia quando non ci si può occupare di lui.

4.4 – All’aperto

Se si porta il coniglio all’aria aperta occorre prendere ogni precauzione per evitare incidenti e fughe.
Il luogo scelto deve essere tranquillo in modo che l’animale non si spaventi per rumori o per la presenza di persone, animali o macchine, soprattutto durante le prime uscite.
Un buon sistema per tenere il coniglio sotto controllo consiste nell’applicargli un guinzaglio a pettorina, anche se alcuni conigli non vi si adattano e rifiutano di muoversi.
Un altro buon sistema è di costruire una recinzione, sia temporanea sia permanente, in cui custodire l’animale.
A meno che non si tratti di una recinzione assolutamente sicura, è sempre bene tener d’occhio il coniglio per verificare che non scappi o che non venga aggredito da cani o gatti.
Non bisogna dimenticare che i conigli possono scavarsi rapidamente una via di fuga al di sotto di una rete.
Se il coniglio è tenuto all’aperto, anche sono temporaneamente, deve avere la possibilità di ripararsi dal sole, dalla pioggia e dal freddo.
Il calore eccessivo, in particolare, rappresenta un grave pericolo, perché i conigli non sudano e sono predisposti a sviluppare un colpo di calore se sono esposti a temperature ambientali elevate senza possibilità di riparo.
I conigli sopportano bene le temperature basse, ma si devono evitare sbalzi di temperatura come il passaggio dal calore dell’appartamento al freddo dell’inverno.

5 – Riproduzione

Se pensate di far riprodurre la vostra coniglia il consiglio migliore è di non farlo: di conigli abbandonati o bisognosi di una casa ce ne sono fin troppi, e non è il caso di contribuire ad aggravare la situazione.
Inoltre si pone poi il problema di trovare una sistemazione adeguata ai piccoli; molte volte, nell’impossibilità di trovare direttamente una famiglia che adotti i coniglietti, si ricorre al negozio di animali per liberarsene.
In questo modo non vi è alcuna garanzia che i piccoli verranno affidati a persone responsabili (il negoziante non è tenuto ad indagare sulle buone intenzioni dell’acquirente).
Non solo: buona parte dei coniglietti in vendita nei negozi sono acquistati come animali da pasto per boa e pitoni, una prospettiva molto triste ma perfettamente legale (e che non deve essere motivo di scandalo: basta pensare alle migliaia di conigli allevati per essere macellati).
Di seguito troverete ugualmente delle informazioni sulla riproduzione, nel caso aveste adottato o inavvertitamente acquistato una coniglia già gravida.
I conigli sono riproduttori molto precoci e prolifici; la maturità sessuale si verifica tra i 4 e i 6 mesi di età (è più anticipata nelle razze nane e più tardiva in quelle di maggiori dimensioni).
La stagione riproduttiva nei climi miti dura tutto l’anno.
Le coniglie non hanno un vero e proprio ciclo estrale, bensì un periodo di recettività di 7-10 giorni, in cui sono fertili ed accettano il maschio, seguito da un periodo di non recettività di 1-2 giorni, in cui si sviluppano nuovi follicoli.
L’estro è poco appariscente; la recettività è indicata da un aumento della vulva (caratteristica che tuttavia è incostante), atteggiamento di monta, irrequietezza, sfregamento del mento.
L’ovulazione è indotta dall’accoppiamento, ma può verificarsi anche per altri stimoli, in assenza del maschio.
Se l’accoppiamento non è fecondo o se la coniglia ovula senza essersi accoppiata si può verificare una pseudogravidanza, o falsa gravidanza, della durata di circa 18 giorni, con ingrossamento delle mammelle e formazione del nido.
La coniglia può avere da 4 a 8 cucciolate all’anno, e da 3 a 12 piccoli per cucciolata, con una media di 7, tuttavia un’attività riproduttiva così intensa è deleteria per la sua salute e sicuramente è sconsigliabile negli animali tenuti come pet.
La gravidanza dura mediamente 31-32 giorni con un range di 29-35.
La coniglia gravida deve essere separata dal maschio o da altri conigli; nella sua gabbia deve essere posta una casetta nido imbottita di paglia, fieno o stracci.
Prima del parto la futura madre prepara il nido strappandosi del pelo con cui imbottisce il nido.
Questo fenomeno è molto importante per la sopravvivenza della nidiata: sono, infatti, dei feromoni
presenti nel pelo del nido che attireranno la madre verso i piccoli e la spingeranno a fornire loro le cure di cui hanno bisogno.
I piccoli nati sono completamente inetti, nudi, ciechi e con le orecchie chiuse.
Dopo il parto il nido con i piccoli non deve essere toccato, e la coniglia va disturbata meno possibile, altrimenti si può verificare l’abbandono della cucciolata.
Il cannibalismo è raro, se la famigliola non viene disturbata.
La coniglia non resta nel nido con i piccoli, al contrario di quanto fanno le gatte; allatta i piccoli solo una o due volte al giorno e resta pochissimo tempo nel nido (circa 5 minuti); questo comportamento è del tutto normale e non va scambiato con una scarsa attenzione nei confronti dei piccoli.
Per capire se i piccoli sono adeguatamente accuditi, basta osservarli: devono avere la pelle rosa e liscia, e se sfiorati scattano come molle.
Se invece la pelle ha un colore scuro e un aspetto raggrinzito, significa che ci sono dei problemi.
I piccoli iniziano a consumare cibo solido intorno alle tre settimane di età, e sono svezzati a 4 – 6 settimane.
Inizialmente si lascia loro a disposizione del fieno e del pellet, e gradualmente si introducono erba e/o verdure.
Per una buona socializzazione non è bene togliere i piccoli alla madre prima delle sei settimane, mentre otto settimane è l’età ideale per darli in adozione.
Se si attende più a lungo si possono avere problemi di gravidanze indesiderate.

6 – La salute

6.1 – Le cure

Il coniglio è un animale molto pulito e non necessita di cure particolari.
Può essere utile spazzolare il mantello (soprattutto durante la muta, quando vi è un abbondante ricambio della pelliccia) per asportare il pelo morto.
Questa operazione è particolarmente importante nelle razze a pelo lungo, e va condotta quotidianamente per evitare che il pelo si infeltrisca e formi dei nodi.
I nodi vanno eventualmente tagliati via, perché se vengono ingoiati dal coniglio durante la pulizia possono causare pericolosissime ostruzioni intestinali.
Anche se raramente se e presenta la necessità, il coniglio può essere lavato, con l’accortezza di non fargli prendere freddo.
La possibilità che accetti un bagno dipende dal carattere individuale: alcuni si lasciano lavare senza difficoltà, soprattutto se sono abituati da piccoli, per altri rappresenta un evento traumatico al quale reagiscono molto male.
In quest’ultimo caso è meglio non insistere, tanto più se se si tratta di un coniglio che ha problemi di salute o difficoltà respiratoria: lo stress può anche causare un arresto cardiaco.
Per il bagno si può utilizzare uno shampoo delicato per bambini oppure un prodotto dermatologico specifico per gatti.
Lo shampoo deve essere accuratamente risciacquato, dopo di che si deve asciugare con cura prima frizionando con degli asciugamani e poi utilizzando l’asciugacapelli regolato al minimo.
Durante la stagione calda può anche essere messo ad asciugare all’aperto.
Può capitare che, per vari motivi, il coniglio abbia la zona intorno all’ano sporca.
In tal caso lo si può lavare sostenendo il posteriore e mettendo la parte sporca sotto il rubinetto, facendo scorrere dell’acqua tiepida.
Mentre una persona sostiene il coniglio, l’altra lava delicatamente sotto l’acqua corrente.

6.2 – Il taglio delle unghie

In genere i conigli che vivono in casa senza la possibilità di scavare hanno problemi di eccessiva crescita delle unghie, che devono essere periodicamente tagliate per evitare che si spezzino o crescano in direzioni anomale; l’operazione viene condotta utilizzando un piccolo tronchese per le unghie dei gatti, reperibile nei negozi per animali.
Nei conigli con le unghie non pigmentate si vede chiaramente la parte irrorata, di colore rosa, alla base dell’unghia, che non deve essere tagliata; nelle unghie colorate questa si distingue meno bene, per cui le prime volte fatevi mostrare dal veterinario o da una persona esperta fino a che punto si può tagliare senza danno.
Se per errore l’unghia viene accorciata troppo e sanguina, è sufficiente tenere premuta la parte alcuni minuti, finché il sangue non coagula.

6.3 – La sterilizzazione

La sterilizzazione consiste in un intervento chirurgico che rende l’animale incapace di riprodursi; a questo scopo nel maschio si asportano i testicoli e nella femmina l’utero e le ovaie.
Con la sterilizzazione inoltre cessa l’effetto degli ormoni sessuali sul cervello, in modo che viene eliminata la loro influenza sul comportamento.
I conigli sterilizzati tendono a sporcare meno fuori dalla cassetta, perché sentono meno lo stimolo a marcare il territorio con l’urina e le feci.
I maschi smettono di montare i piedi o le mani del proprietario, e le femmine non vanno incontro alla pseudogravidanza.
In generale, i conigli sterilizzati, sia maschi che femmine, sono più socievoli e docili, meno frustrati ed aggressivi.
Nella coniglia, la sterilizzazione presenta il vantaggio di prevenire le malattie dell’utero, in particolare i tumori, che possono essere frequenti dopo i cinque anni di età.

7 – Le vaccinazioni

I conigli devono essere vaccinati contro due malattie, la mixomatosi e la malattia emorragica virale.
La diffusione di queste malattie può variare secondo le località, per cui in caso di dubbio chiedete informazioni al vostro veterinario oppure presso il più vicino Istituto Zooprofilattico.
Il veterinario deciderà il tipo e la frequenza delle vaccinazioni, secondo l’età, la situazione locale ed il tipo di vaccino.
La vaccinazione viene sempre preceduta da un’accurata visita clinica per controllare lo stato di salute del coniglio.
Molti veterinari preferiscono somministrare i due tipi di vaccini a distanza di circa 15 giorni uno dall’altro, per minimizzare l’incidenza di eventuali effetti collaterali (inappetenza, dolorabilità locale), e anche perché non si conosce l’effettiva risposta vaccinale quando i due vaccini vengono somministrati contemporaneamente.
Le vaccinazioni sono senz’altro consigliabili, anche se il coniglio vive in appartamento, perché la trasmissione può avvenire tramite insetti vettori, e sono entrambe malattie molto gravi che il vaccino previene efficacemente.

7.1 – Mixomatosi

7.1.1 – Storia della malattia

La mixomatosi è una malattia virale molto contagiosa e che provoca nel coniglio un’elevata mortalità.
E’ stata segnalata per la prima volta nel 1896 in Sud America, dove aveva provocato una gravissima epidemia nelle popolazioni locali di conigli, che erano stati importati all’inizio di quel secolo.
In seguito si scoprì che il virus responsabile della malattia nei conigli era endemico nella specie locale di lagomorfi selvatici, Sylvilagus brasiliensis, che ospitavano il virus, fungendo da “serbatoio”, ma che non si ammalavano (questo tipo di fenomeno si verifica quando un virus si è adattato a convivere con la specie animale che infetta, provocandole un disturbo minimo).
Nel 1950 il virus è stato diffuso in Australia dalle autorità allo scopo di decimare i conigli, che importati due secoli prima, si erano replicati in tal numero da rappresentare una minaccia per la flora e la fauna locali.
Dopo un’iniziale decimazione di questi lagomorfi, il virus nel giro di pochi anni si è attenuato, dando luogo ad un ceppo meno virulento e diventando endemico nella popolazione di conigli che ripresero ad aumentare di numero.
Oggi il virus australiano uccide solo il 40% degli animali colpiti, anche per un fenomeno di selezione degli individui più resistenti.
Nel 1952 in Francia la malattia fu deliberatamente diffusa tra i conigli allo scopo di decimare le popolazioni selvatiche che danneggiavano l’agricoltura.
Da lì la malattia si diffuse in tutta Europa, causando la morte di milioni di conigli selvatici e domestici, e diventando endemica.
In Europa convivono sia la forma originale molto virulenta, sia un ceppo più attenuato del virus della mixomatosi.

7.1.2 – Trasmissione

La malattia può trasmettersi sia direttamente (un coniglio ammalato infetta uno sano che gli sta accanto) tramite l’accoppiamento o il reciproco contatto, sia in modo indiretto attraverso vari tipi di vettori, in particolare insetti e artropodi (zecche, acari, pidocchi, zanzare, pulci, flebotomi).
Pulci e zanzare possono veicolare nel loro interno il virus per lunghi periodi, agendo come serbatoio della malattia.
In questo modo il virus ha la possibilità di diffondersi in vaste zone, anche dove non vi è la presenza di conigli infetti.

7.1.3 – Sintomi

L’andamento può essere acuto, subacuto o cronico; alcuni conigli sono portatori asintomatici, vale a dire che contraggono il virus, e sono anche in grado di diffonderlo nell’ambiente, ma non manifestano sintomi.
L’incubazione è di 5-15 giorni.
I sintomi comprendono:
abbattimento, congiuntivite, scolo dagli occhi, rigonfiamenti cutanei sulla testa e gli arti, infiammazione degli organi genitali.
La morte sopravviene in 5-10 giorni.
Esiste anche una forma caratterizzata da congiuntivite e sintomi respiratori, senza lesioni cutanee, ma con edema dei genitali.
La mortalità è elevata, e non esiste alcuna terapia.
La maggior parte dei conigli che sopravvivono all’infezione diventano resistenti e non si ammalano più, ma possono restare per lungo tempo veicolo di contagio per altri conigli.

7.1.4 – Vaccinazione

La vaccinazione per la mixomatosi è sicura, efficace e quasi sempre priva di effetti collaterali (molto raramente il coniglio manifesta un breve periodo di minor vivacità o minor appetito).
La prima vaccinazione si può eseguire già a 30 giorni di età; il veterinario in seguito stabilisce la frequenza dei successivi richiami.
La protezione offerta da questo tipo di vaccino dura 4- 6 mesi.

7.1.5 – Legislazione

La mixomatosi è una malattia a denuncia obbligatoria.
La legge prevede che ogni coniglio infetto sia ucciso e distrutto, e che il caso sia riportato alle autorità sanitarie.

7.2 – MEV (Malattia Emorragica Virale)

7.2.1 – Sinonimi

Malattia X
Viral Haemorrhagic Disease – VHD
Rabbit Haemorrhagic Disease – RHD
Rabbit Calicivirus Disease – RCD

 

La Malattia Emorragica Virale (MEV) è una malattia infettiva acuta del coniglio caratterizzata da gravi lesioni polmonari ed epatiche.
L’agente responsabile è un calicivirus specifico del coniglio, che non colpisce nessun’altra specie animale.

7.2.2 – Storia

La malattia fa la sua comparsa per la prima volta in Cina nel 1984 (in precedenza la malattia era completamente sconosciuta), in conigli angora importati dalla Germania.
In meno di nove mesi si diffonde in un’area di 50.000 km quadrati uccidendo mezzo milione di conigli.
Nel 1986 raggiunge l’Europa, dove si diffonde in modo inarrestabile.
Nel 1995 in Australia venne presa in esame la possibilità di utilizzare il virus della MEV nella lotta biologica ai conigli, che avevano invaso il continente.
Il virus fu introdotto sperimentalmente in una piccola isola a 4 km dalle coste meridionali dell’Australia, ma dopo soli sette mesi sfuggì al controllo e iniziò imprevedibilmente a diffondersi sul continente iniziando l’invasione dell’Australia.
Ogni tentativo di contenere la diffusione del virus fu vano, e si decise di lasciare che si replicasse liberamente, sfruttando la sua azione devastante per contenere la popolazione di conigli.
Si calcola che abbia ucciso 10 milioni di conigli in sole otto settimane.
Nel 1988 la malattia arrivò in Messico, ma venne eradicata tramite la distruzione di decine di migliaia di conigli.
La MEV ha fatto il suo ingresso ufficiale negli Stati Uniti a partire dal 2000, con tre focolai confermati dalle autorità sanitarie.

7.2.3 – Patogenesi

La via di ingresso principale del virus nell’organismo del coniglio è orale (attraverso la bocca), ma è possibile anche la diffusione attraverso l’aria e l’inoculazione.
Il coniglio infetto diffonde il virus tramite secreti ed escreti (saliva, lacrime, urina, ecc.).
La malattia si trasmette sia per via diretta (per contatto diretto con un coniglio ammalato) sia indiretta (anche tramite insetti vettori: pulci, mosche, zanzare), e colpisce solo i conigli al di sopra di 30-50 giorni di vita.
Il tempo di incubazione è di 36-72 ore.
La mortalità è altissima (80-100% nei conigli sopra i due mesi di vita), e non esiste alcuna terapia.
Il virus è molto resistente nell’ambiente.

7.2.4 – Sintomi

Un sintomo tipico è rappresentato dalla morte improvvisa del coniglio; non di rado il proprietario esce di casa lasciando l’animale in perfette condizioni e rientra trovandolo morto.
Talvolta sono presenti segni di tipo neurologico: testa piegata all’indietro, incoordinazione, movimenti di pedalamento delle zampe, crisi eccitative.
In alcuni casi si osserva la fuoriuscita di liquido emorragico dalle narici.
La morte è causata da un’alterazione massiva della coagulazione del sangue, che causa emorragie in tutti gli organi, in particolare nei polmoni.

7.2.5 – Vaccinazione

In commercio esistono due tipi di vaccini spenti (a virus ucciso).
La prima dose va somministrata dopo i due mesi di età e in seguito si effettua un richiamo ogni 6-12 mesi (secondo il tipo di vaccino) per tutta la vita del coniglio.

7.2.6 – Legislazione

La MEV è una malattia a denuncia obbligatoria; il regolamento di polizia veterinaria prevede l’abbattimento dei conigli infetti e la distruzione delle carcasse.
Questa patologia non costituisce alcun rischio per la salute umana.
Autore: Marta Avanzi, Dr. Med. Vet.
Fonte: http://www.aaeweb.net

Campanellino al collo per conigli

Coniglio con campanello al colloI conigli si intrufolano ovunque, sanno essere rapidi nei movimenti e poiché sono prede non devono farsi sentire, quindi sono molto silenziosi. Solo ogni tanto si riescono a sentire le loro unghiette che fanno tic-tic sul pavimento.

Immagino che sarà capitato anche a te di trovarti il coniglietto tra i piedi, letteralmente, mentre camminavi per casa. Sei lì che stai andando dal soggiorno alla cucina e mentre muovi i tuoi passi ecco che il peloso ti si infila tra le gambe e rischia di farti inciampare, ma anche di essere calpestato o colpito.

Non è raro infatti essere protagonisti di scene comiche in cui si sbatte da qualche parte per evitare di colpire con un calcio il coniglietto che passa tra i piedi.

Ecco perché devi prestare attenzione a dove metti i piedi mentre cammini, soprattutto se hai per compagno di vita e coinquilino un coniglio.

Alcune persone pensano di risolvere la situazione ed evitare incidenti appendendo al collo del loro beniamino orecchiuto un collarino con un campanellino. Ogni volta che il coniglio si muove almeno lo si sente e non si rischia di fargli del male.

È sicuramente vero e comodo, per noi umani, ma che ripercussioni ha il campanellino sul tuo amico coniglio?

Robot vs CityImmagina per un istante di vivere in un mondo con edifici altissimi, scarsi nascondigli ed robot enormi e armati che non aspettano altro che di trovarti, catturarti e portarti via per farti diventare loro schiavo e immagina che ti abbiano messo indosso un aggeggio tecnologico che bippa o suona a ogni tuo movimento, per rilevare la tua presenza, in modo da scovarti ovunque tu sia. Come ti sentiresti?
Adesso immagina anche di avere delle enormi orecchie e che il tuo udito sia super sviluppato. Potresti essere quasi un supereroe, se non fosse per quell’aggeggio che ti rivela e disturba in continuazione, riduce i tuoi superpoteri e non ti permette di captare i nemici nei paraggi. Non è una bella sensazione, vero?

Eppure è più o meno come si sente il tuo coniglio con il campanellino addosso.

Piuttosto che appendergli un sonaglio al collo, allora, cerca di stare più attento agli spazi domestici. D’altronde tu sei nel tuo territorio, ma il tuo coniglio non è propriamente nel suo. Lui si adatta, certo, ma rispettare i suoi spazi, le sue caratteristiche etologiche e le sue esigenze è un tuo preciso compito, che gli dimostrerà anche il tuo amore.

di Romy Carminati

LA LETTIERA ED IL CONIGLIO EDUCATO

Come si inizia

Il bello di avere un coniglio è di poter lasciarlo libero per casa come un gatto, perché come il gatto non sporca in giro ma anzi è molto bravo nell’usare la cassetta igienica.

I conigli tendono spontaneamente a fare i bisogni in un angolo e questo comportamento istintivo è alla base dell’educazione alla cassetta. L’addestramento alle buone abitudini inizia quando portiamo a casa il coniglietto di pochi mesi: poiché è imprudente lasciare libero un animaletto piccolo (non solo di età, ma anche di dimensioni), delicato e spesso spaventato, i primi tempi lo lasceremo in una grande gabbia o in una zona delimitata di una stanza, in modo che si ambienti e impari a conoscerci. In un angolo della sua area riservata troverà sistemazione una cassetta igienica di dimensioni adeguate al coniglietto, con i bordi bassi per facilitare l’entrata e l’uscita. Il giovane animale ha bisogno di tempo ed esperienza per imparare ad utilizzare la cassettina; la sua abilità aumenta progressivamente con il tempo per cui occorre avere un po’ di pazienza. Le prime uscite dalla zona limitata devono avvenire lasciando aperta la porta della gabbia o del recinto, in modo che il coniglietto possa uscire e rientrare a piacere e limitando lo spazio esterno a disposizione. In questo modo l’animale rientrerà spontaneamente per fare i bisogni nella cassettina.

Lo spazio a cui l’animale può accedere liberamente va aumentato progressivamente, controllando che ritorni nella cassettina per sporcare. Ad un certo punto sarà opportuno sistemare altre cassette in diversi punti degli spazi liberi, collocandole magari nelle zone che il coniglio, lasciando dei “ricordini”, mostrerà di preferire.

L’età critica

A circa sei mesi di età i conigli, sia maschi che femmine, raggiungono la maturità sessuale: entrano in azione gli ormoni, che influenzano profondamente il comportamento. I conigli iniziano a marcare quello che considerano il loro territorio, cioè la casa, sia con le feci che con le urine. A questo punto sarà impossibile convincerli ad usare esclusivamente la cassetta per deporvi i bisogni e l’unico modo per riportarli alle buone maniere sarà la sterilizzazione. Non dimentichiamo che questa procedura ha anche altri vantaggi: elimina la frustrazione legata al fatto di non potersi accoppiare e previene i tumori dell’apparato riproduttivo, frequenti soprattutto nelle femmine. Inoltre avremo la soddisfazione di poter lasciare libero il coniglio per casa senza che lasci ovunque tracce tangibili della sua presenza costringendoci alla fine a relegarlo in gabbia, o a seguirlo con paletta e straccio.

Il coniglio adulto

Dopo la sterilizzazione il coniglio di norma è piuttosto “educato” e tende a utilizzare con una certa precisione la cassettina igienica. Per minimizzare gli incidenti domestici, possibili di tanto in tanto anche con i conigli più bravi, occorre seguire qualche semplice regola. Più lo spazio a disposizione è ampio (ad esempio diverse stanze, o tutta la casa) più cassettine è opportuno collocare in diversi punti.

Le cassette vanno sistemate in zone tranquille, in cui il coniglio si senta sicuro e non subisca spaventi o non venga disturbato, altrimenti si terrà alla larga.

Quando si pulisce la cassetta può essere utile lasciare all’interno qualche pellet fecale, in modo che il coniglio “ricordi” che quello è il posto giusto da utilizzare.

Se sistemiamo una cassetta per la prima volta in un certo punto, collocarvi dentro del cibo può essere modo perché il coniglio la noti e vi entri dentro.

Quale materiale

Il materiale da mettere nella cassetta può essere di molti tipi. Tra i materiali migliori abbiamo i pellet di vari materiali naturali (paglia pressata, carta riciclata o tutolo di mais), che sono assorbenti e controllano gli odori. Da evitare invece il ghiaino per gatti, perché se ingerito può dare disturbi intestinali.

Si può anche utilizzare una vaschetta ampia e dai bordi rialzati ripiena di fieno: i conigli spesso mangiano e defecano contemporaneamente, per cui il fieno svolge allo stesso tempo la funzione di alimento e di materiale igienico. Il coniglio mangerà solo il fieno pulito, pertanto occorrerà cambiare spesso il contenuto della cassetta.

CONIGLI ALL’ APERTO SI… MA IN SICUREZZA

Anche i conigli amano la vita all’aria aperta: se si dispone di un giardino, è bello lasciarli liberi di correre, scavare, brucare l’erba e godere del sole. Niente si avvicina di più allo stile di vita naturale e permette a questi animali di poter esprimere il loro comportamento istintivo, per non parlare dei benefici sulla salute. Tuttavia, stare fuori casa comporta una serie innumerevole di gravi pericoli. Conoscerli e prevenirli è indispensabile per consentire di vivere questi momenti di “vita selvaggia” in relativa sicurezza.

Mai da solo

La prima regola, che eviterebbe quasi del tutto qualunque incidente, è di non lasciare mai, neppure per un minuto, il coniglio incustodito. Se lo si porta fuori casa l’animale va seguito e sorvegliato a vista per tutto il tempo. Si deve quindi programmare il tempo da dedicare alla libera uscita in modo da non avere impegni o distrazioni: niente pentola sul fuoco, cellulare dimenticato in casa, amici in visita, piccole commissioni da sbrigare. Sono purtroppo frequenti gli incidenti che capitano in un attimo di distrazione.  Se per qualche motivo dobbiamo tornare in casa, dobbiamo far rientrare Bunny con noi.

Detto questo, se vogliamo essere coscienziosi dobbiamo comunque prendere altre precauzioni, perché la prevenzione è sempre la regola migliore.

Impenetrabile come Fort Knox

Il giardino o il cortile devono assolutamente impedire ad animali  come cani e gatti di entrare, al coniglio di uscire, ad eventuali estranei di intrufolarsi o di allungare le mani. Ecco infatti i pericoli principali a cui sono esposti i conigli lasciati all’aperto.

Aggressioni da parte di altri animali. Cani e gatti possono uccidere un coniglio in pochi istanti, o comunque procurargli lesioni così gravi da non lasciargli scampo. Occorre sempre tenere a mente che il coniglio è un tipico animale da preda, che risveglia gli istinti predatori dei carnivori.

Fuga. Il coniglio ama esplorare l’ambiente ed è anche un abile scavatore: reti a filo del terreno o cancellate con le sbarre non abbastanza strette possono consentirgli di allontanarsi in pochi attimi. Una volta fuori dal giardino, il coniglio è esposto ad un ambiente pericoloso e ostile che difficilmente gli consentirebbe di sopravvivere a lungo.

Furto. Non è raro il caso di conigli “misteriosamente” scomparsi dal giardino di casa ritenuto a prova di fuga. Un simpatico coniglietto, soprattutto se amichevole e docile, può attirare l’attenzione di qualche passante malintenzionato.

Un ambiente gradevole

I conigli sopportano bene il freddo, possono correre felicemente in mezzo alla neve, non temono la pioggia e hanno una pelliccia protettiva che li difende dalle intemperie. Ciò contro cui non hanno protezione è invece il caldo. Il limite di temperatura “gradevole” per i conigli e di 25°C; sopra i 30°C possono stare male e persino morire per un colpo di calore. Non basta una zona ombreggiata, occorre verificare la temperatura anche all’ombra. Se è eccessiva, meglio restare in casa al fresco. Se il coniglio appare affaticato, resta disteso e ansima, va immediatamente portato in una stanza fresca: un colpo di calore può uccidere in pochi minuti.

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Niente stress

Come animali da preda, i conigli non amano le situazioni stressanti e gli spaventi. In particolare, possono causare uno stress acuto con conseguenze dannose sulla salute i rumori improvvisi: il passaggio di una moto, il rombo di un motore, l’abbaiare di un cane, le grida dei bambini.

Se il giardino confina con una strada trafficata o il cane dei vicini, valutiamo bene la situazione prima di portare fuori il coniglio.

Giardino biologico

Nel giardino possono finire molte sostanze tossiche a cui il coniglio non va esposto, come antiparassitari, concimi, prodotti per la lotta a zanzare, formiche e lumache. Se vogliamo lasciare che Bunny scorazzi libero e felice, dobbiamo rinunciare a qualche trattamento e lasciare che la natura prenda il sopravvento.

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Piante pericolose

Se l’erba è l’alimento migliore per i conigli, e le piante di campo che crescono in giardino sono in generale perfettamente commestibili, molte piante da giardino e da vaso possono essere pericolose. Tra queste elenchiamo tasso, oleandro, azalea, rododendro e ciclamini. In caso di dubbio, meglio fare una ricerca e verificare l’innocuità della pianta.

Protetti dal vaccino

All’aperto i conigli sono maggiormente esposti al contatto con zanzare, mosche e altri insetti che possono veicolare due gravi malattie virali specifiche del coniglio, la mixomatosi e la malattia emorragica. Se il vaccino è consigliato a tutti i conigli che vivono in casa, a maggior ragione devono essere regolarmente protetti con la vaccinazione quelli che escono all’aperto. Oggi è disponibile un nuovo vaccino, specifico per i conigli da compagnia, che con una sola iniezione li protegge per un anno da entrambe le malattie. Non dimentichiamo quindi questa importante precauzione.

Carta d’identità

Nella malaugurata ipotesi che il coniglio scappi e si perda, vi è un modo per permettere a chi lo trova di rintracciare il proprietario: l’applicazione del microchip. È auspicabile che ad ogni coniglio venga applicato il microchip e si effettui la sua registrazione all’Anagrafe Conigli. In tal modo è come se l’animale avesse una sua “carta d’identità” incorporata, che in caso di smarrimento gli permette di essere riportato a casa. Il microchip viene inserito dal veterinario con una semplice iniezione, rapida e indolore.

Rapido recupero

Se decidiamo di lasciare Bunny a scorrazzare per il giardino, dobbiamo avere la certezza di poterlo riprendere in qualunque momento, soprattutto in caso di pericoli improvvisi. Doverlo inseguire per tutto il giardino fino allo sfinimento (nostro) non è, in tutti i casi, una pratica consigliabile. Se un coniglio non vuole farsi riprendere quando lo decidiamo e ama fare il ribelle, prima di liberarlo in giardino dobbiamo addestrarlo ad accorrere ad uno specifico richiamo, offrendogli un premio quando obbedisce. In alternativa, lo si può abituare alluso del collare a pettorina, a cui attaccheremo un lungo guinzaglio da lasciare a terra. All’occorrenza, bloccando il guinzaglio potremo pian piano raggiungere Bunny e riportarlo al sicuro. Attenzione però: vale sempre la regola di non perdere mai di vista l’animale, perché anche il guinzaglio, se si impiglia, può rappresentare un pericolo.

Maschio o femmina? Come determinare il sesso di un coniglio

Questo articolo vuole essere un aiuto su come determinare il sesso del proprio coniglio, in questo modo la scelta del suo nome dovrebbe essere più semplice!

Sessare un coniglio generalmente non è troppo difficile da fare (salvo casi particolari), anche se è necessaria una certa pratica e generalmente è più facile distinguere un maschio da una femmina dopo i 3 mesi di età.
Infatti per determinare il sesso di un coniglio più giovane bisogna generalmente essere molto vicini, mentre per un coniglio più grande si può vedere anche a distanza.
Un coniglio maschio più grande è più semplice da identificare, la testa ed il corpo sono generalmente più “compatte” rispetto ad una coniglia. Le coniglie di razza media e grande sviluppano spesso una tasca di pelle sotto il mento, chiamata giogaia, inoltre, generalmente sono più grandi dei conigli della stessa razza.

Posizionati su una sedia comoda tenendo il coniglio in braccio per qualche minuto. Quando il coniglio è calmo, con molta delicatezza giralo a pancia in su, con la testa, il torace ed il posteriore raccolti contro il tuo addome, mentre le zampe posteriori a debita distanza da te. Assicurati di tenere fermamente il posteriore e non permettere al coniglio di scalciare. Le zampe e i muscoli posteriori di un coniglio sono molto potenti mentre il suo scheletro è così sottile (i conigli sono fatti per scappare velocemente!) che un calcio mal dato può causare una frattura alla colonna!

Per determinare il sesso del coniglio occorre analizzare i suoi organi sessuali.

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Il prepuzio è la protuberanza soffice fra le zampe posteriori. Fai una leggera pressione usando l’indice ed il medio sulla parte anteriore (il lato verso di te) ed il tessuto rosa interno emergerà in entrambi i sessi.

Coniglietta

In una giovane femmina, il tessuto avrà aspetto piuttosto conico, con una fessura che parte dalla punta all’indietro fino alla coda. Nelle femmine più adulte, il tessuto potrebbe essere più “carnoso”, ma il taglio è anch’esso generalmente dalla punta verso il fondo.

In questo link potrete trovare foto da vicino di una femminuccia: foto “intime” di coniglietta.

Coniglietto

Se il coniglio è un giovane maschio, il tessuto rosa avrà un aspetto più simile ad un cilindro con un piccolo buco nel centro. Se il coniglio inizia a maturare sessualmente, la punta del pene potrebbe fuoriuscire. Il pene di un maschio sterilizzato usualmente non è abbastanza grande da fuoriuscire, sebbene questo non è sempre vero in tutti i casi. Un coniglio maturo non sterilizzato avrà testicoli grandi ed evidenti su entrambi i lati del prepuzio (molto più di quanto una persona non esperta di conigli si possa aspettare, tanto da farli scambiare per “tumori” sulla loro “coniglietta”). Generalmente sono di colore rosa con vene piuttosto in evidenza, ma possono essere anche color grigio. Hanno forma di “salsicciotti” e partono dall’inizio del prepuzio curvando indietro fino alla coda. Se il coniglio è spaventato, potrebbe ritrarre i testicoli, rendendo difficile vederli.
Inoltre, i testicoli devono essere mantenuti ad una certa temperatura per produrre lo sperma, pertanto nelle giornate fredde si ritraggono verso il corpo, mentre nelle giornate calde scendono più in basso, in questo modo il coniglio regola la loro temperatura, ed è per questo che nei giorni caldi si possono vedere molto bene in un coniglio già sviluppato

Al seguente link potrete trovare foto da vicino di un maschietto: foto “intime” di coniglietto.

A questo link potrete trovare ulteriori foto in cui appaiono gli organi sessuali di conigli e coniglie giovani e adulti/e: Sexing Rabbits.

Se sei in dubbio, ovviamente, la soluzione migliore è rivolgersi presso un buon veterinario esperto in esotici, con il quale discutere, inoltre, di un’eventuale sterilizzazione del coniglio quando sarà sufficientemente grande. Tendenzialmente si consiglia di sterilizzare dopo la scesa dei testicoli per un coniglietto maschio (di solito intorno ai 4-5 mesi di età) e dopo i 6-8 mesi di età per una femmina. Queste tempistiche sono da considerarsi in linea di massima, la maturazione sessuale ed il completo sviluppo di un coniglio dipendono molto dal tipo di razza: generalmente le razze medio-grandi raggiungono il completo sviluppo meno rapidamente rispetto alle razze nane. Pertanto si consiglia di consultare il proprio veterinario esperto in conigli.

Fonte

How Can I Determine My Rabbits’ Sex? di Dana M. Krempels, Ph.D Department of Biology University of Miami, FL.
Traduzione a cura di La collina.
Grazie a Dana M. Krempels per aver autorizzato la traduzione e diffusione dell’articolo su questo sito.