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Anatomia di base del Coniglio

I conigli sono animali che inteneriscono così tanto. Quei grandi occhi, enormi orecchie, naso sinuoso, quelle forti zampe posteriori e quella coda così particolare. Comprendiamo adesso che cosa fa del coniglio la creatura che è.

I conigli sono animali unici, membri della famiglia di animali conosciuta come lagomorfi. Non fanno parte dei roditori, come spesso si pensa. Il nome scientifico del coniglio domestico è Oryctolagus cuniculus.

Il naso del coniglio è relativamente piccolo, ma il senso dell’olfatto è piuttosto buono. Poiché si tratta di prede, i loro sensi sono molto sviluppati. Pertanto, oltre a un eccellente olfatto, i conigli possiedono anche una vista ben sviluppata.

Poiché i loro occhi sono posizionati più lateralmente di gran parte degli altri mammiferi, hanno un campo visivo panoramico (circa 190 gradi) per consentire loro di vedere meglio i predatori. I conigli possiedono una sensibilità alla luce otto volte superiore a quella umana. Hanno poi un doppio sistema di retina di coni e bastoncelli nell’occhio. È interessante notare che i loro occhi intercettano prontamente i movimenti e pare siano sensibili alle sfumature di blu e verde presenti al crepuscolo (quando escono per mangiare). Mentre possono vedere bene lateralmente, non riescono a vedere la piccola area sotto alla bocca, quindi si affidano alle sensibili labbra e ai baffi per trovare il cibo.

I conigli possiedono una terza palpebra, chiamata membrana nittitante, la quale si muove per la cornea (superficie dell’occhio), offrendo protezione e lubrificazione.

Le patologie di occhi e naso più comuni sono le infezioni causate dal batterio Pasteurella multocida. Questo batterio, che può provocare una miriade di problemi al coniglio, e agli occhi, può manifestarsi sotto forma di congiuntivite e secrezioni verdastre. La pasteurellosi può anche originare secrezioni nasali, solitamente verdastre. Esistono poi altri batteri che possono causare infezioni agli occhi e alle vie respiratorie superiori. Anche la cornea può ulcerarsi in seguito a traumi, abrasioni o infezioni batteriche aggressive.

È interessante sapere che se, per qualche ragione, il coniglio viene tenuto saldamente attorno al collo per un qualsiasi lasso di tempo (ad esempio per pulire le orecchie, spazzolarlo, ecc…) ciò può far gonfiare i bulbi oculari e farglieli uscire dalle orbite, a causa di occlusione (blocco) dell’apporto di sangue alla vena giugulare esterna, che costituisce la fonte primaria di drenaggio venoso di occhi e testa (a differenza di altri animali, nei quali la principale fonte di drenaggio è costituita dalla vena giugulare interna, che è più difficile da comprimere per la sua localizzazione più profonda).

Quelle orecchie enormi dei conigli hanno svariati scopi, oltre a far apparire un coniglio come un coniglio! Le orecchie rappresentano una larga porzione sulla superficie totale del corpo di un coniglio, circa il 12%. Esse sono fragili e sensibili e non devono MAI essere usate per sollevare o tenere un coniglio. Le orecchie hanno un sistema di apporto di sangue piuttosto sorprendente, che aiuta a regolare la temperatura corporea, e le deviazioni più grandi si trovano tra le arterie e le vene delle orecchie proprio per questo scopo. Naturalmente, quelle grandi orecchie sono l’ideale anche per la percezione dei suoni. I conigli hanno infatti un udito molto acuto.

Gran parte dei problemi alle orecchie è connessa agli acari delle orecchie. Nei conigli con gli acari delle orecchie si riscontra solitamente un essudato ceroso nero/marrone dal cattivo odore nei canali auricolari. Un altro problema delle orecchie interessa la parte centrale o interna dell’orecchio e provoca inclinazione della testa, un movimento dell’occhio anomalo chiamato nistagmo e problemi d’equilibrio.

I denti del coniglio sono a radice aperta, ciò significa che crescono continuamente. Gli incisivi superiori e inferiori sono strutturati in modo tale da agire come strumenti taglienti a scalpello. Gli incisivi possono crescere di 10 – 12 centimetri all’anno e se i denti non sono correttamente allineati, essi possono crescere eccessivamente, soprattutto gli incisivi, sebbene anche i molari e i premolari (denti guanciali) possono sviluppare delle aree più appuntite che possono irritare i tessuti della bocca. Per il controllo dei denti guanciali è necessario l’utilizzo di un otoscopio, un endoscopio a fibre ottiche o altri strumenti che ne consentano la corretta visualizzazione, poiché i conigli hanno una bocca molto piccola e stretta, che si apre di pochi millimetri. Gli incisivi cresciuti troppo possono aver bisogno di essere tagliati frequentemente per evitare disturbi alimentari. Se i denti sono gravemente mal occlusi, la scelta migliore può essere quella di farli rimuovere chirurgicamente da un veterinario, in modo da avere una soluzione permanente.

La pelle e il pelo dei conigli possiedono delle proprietà peculiari. Il pelo è molto fitto e sottile, la pelle è fine e può lacerarsi facilmente. È necessario pettinare il coniglio con regolarità per rimuovere il pelo perso in modo da contribuire alla prevenzione dell’ingestione di pelo, che darebbe origine a palle di pelo (tricobezoari) nell’apparato gastrointestinale. Se un coniglio necessita di essere operato, è opportuno tenere la pelle tirata per evitare di lacerarla mentre viene impiegato il tosatore elettrico.

Acari e pidocchi non sono comuni nel pelo, tuttavia talvolta è diagnosticato l’acaro del pelo del coniglio, la Cheyletiella parasitovorax. Può presentarsi come forfora o pelle secca e il pelo del dorso e della parte posteriore del collo può essere rado. In alcuni casi, il coniglio colpito da acari del pelo può mostrare prurito. Anche le pulci possono infestare i conigli, soprattutto quelli che sono alloggiati all’esterno o che vivono in una casa con più animali insieme a cani o gatti. Come per il trattamento per gli acari del pelo, è consigliabile consultare un veterinario esperto in medicina per conigli e trattare anche l’ambiente per l’infestazione di parassiti.

I conigli con una dieta povera di fibre possono strapparsi il loro stesso pelo. I conigli più dominanti possono strappare il pelo a quelli sottomessi. Le femmine in calore possono strapparsi il pelo e quelle gravide vicine al parto possono portarsi via del pelo dalle zampe anteriori, dalla giogaia, dalla parte inferiore del torace e dai fianchi per costruire un nido.

I conigli affetti da malattie dentali possono sbavare, con conseguente dermatite umida dovuta alla saliva. Le femmine con una grande giogaia (una piega cutanea sopra alla gola e al collo) possono sviluppare una dermatite umida in quella zona se bevono da una ciotola anziché da un beverino. È imperativo correggere il problema di fondo per consentire alla pelle di asciugarsi.

La pelle intorno agli orifizi urinari, al perineo e all’addome ventrale può infiammarsi per l’esposizione cronica all’urina. Ciò può accadere come conseguenza di problemi all’apparato urinario. L’infiammazione da urina può manifestarsi anche in un coniglio con problemi spinali (che ha quindi problemi a trattenere l’urina) o con problemi di deambulazione associati all’obesità. Per correggere i problemi della pelle e prevenire dermatiti è fondamentale correggere la causa di fondo. Balsami e pomate sono spesso dannose e inutili. La tosatura del pelo è d’aiuto e l’applicazione di un astringente favorirà la guarigione. Ad ogni modo, consultate sempre il vostro veterinario per conigli per problemi medici e utilizzate solo medicinali prescritti per il vostro coniglio.

I conigli possiedono tre paia di ghiandole olfattive utilizzate per marcare il territorio. Poiché i conigli sono molto territoriali, usano queste ghiandole per definire i loro territori. Si tratta delle ghiandole mentoniere, di quelle anali e di quelle inguinali. Le dimensioni delle ghiandole e l’entità della marcatura dipendono dal livello di attività sessuale di ogni coniglio sano. I conigli maschi marcano più delle femmine e i conigli dominanti marcano con più frequenza, soprattutto in presenza di sottoposti. Le femmine utilizzano le ghiandole olfattive anche per marcare i loro cuccioli.

La pelle della femmina ha quattro o cinque paia di ghiandole mammarie e di capezzoli, mentre, a differenza di altri mammiferi, i maschi non hanno alcun capezzolo. Le femmine possono sviluppare una mastite infettiva o una mastite cistica non infettiva del tessuto mammario. Le ghiandole mammarie cistiche possono infine diventare malignità e il cancro può diffondersi ai linfonodi, ai polmoni o ad altri organi.

I conigli tollerano il freddo molto meglio del caldo e dell’umidità. La pesante pelliccia, in combinazione con l’obesità, nei conigli più anziani, può provocare colpi di calore, stress da calore, infertilità o morte. Le temperature al di sotto dei 5° Celsius possono essere pericolose ed è consigliabile fornire ai conigli delle protezioni dal freddo e dal vento per prevenire malattie o lesioni. Le temperature al di sopra degli 30° Celsius non sono ben tollerate.

La pelle di un coniglio ammalato di sifilide del coniglio o spirochetosi venerea causata dall’organismo batterico spirocheta (Treponema paraluis-cuniculi) può mostrare delle lesioni che indicano la presenza della malattia, come ulcere, croste, lesioni bianche o tumefazioni. Queste solitamente si trovano sulla pelle del perineo e dei genitali, ma possono trovarsi anche intorno a mento, labbra, narici e palpebre, manifestandosi come dure sporgenze bianche della pelle, sembrando quasi delle corna.

Gatti, cani e roditori possiedono dei cuscinetti plantari; i conigli invece hanno della folta peluria compatta che ricopre le dita e i garretti. I conigli con un alloggio non idoneo e quelli in sovrappeso possono sviluppare metatarsi e zampe posteriori ulcerate. Se notate che le zampe o la loro parte posteriore appaiono ulcerate o infette, rivolgetevi al veterinario per una cura. I conigli possiedono delle unghie molto affilate che è bene accorciare periodicamente durante le toelettature di routine.

Lo scheletro del coniglio è piuttosto delicato se paragonato a quello di altri animali. È opportuno sostenere sempre il loro posteriore quando vengono sollevati, poiché è probabile che scalcino, provocando la frattura del dorso e il danneggiamento del midollo spinale. Spesso si riscontrano anche fratture tibiali. A causa del loro scalciare, di una manipolazione scorretta o altri episodi traumatici, possono rompersi altre ossa.

I conigli hanno una cavità toracica relativamente piccola. Solitamente respirano attraverso il naso, pertanto se un coniglio ricorre alla bocca è un grave segno. A causa della loro cavità orale così piccola, è difficile posizionare un tubo endotracheale all’interno della trachea durante le procedure anestetiche. Se un coniglio ha una significativa infiammazione alle vie respiratorie superiori dovuta a un’infezione da Pasteurella o un altro batterio, se non viene intubato durante l’anestesia, c’è un maggior rischio di mortalità durante la procedura.

Se mai doveste notare una secrezione nasale od oculare, respirazione rumorosa, respirazione attraverso la bocca o altri sintomi respiratori, portate il vostro coniglio da un veterinario esperto in conigli per una visita.

Il cuore dei conigli è relativamente piccolo se paragonato a quello di altre specie, e i conigli più piccoli hanno battiti cardiaci più veloci di quelli più grandi e una frequenza cardiaca che va dai 180 ai 250 battiti al minuto. Nel coniglio, la valvola atrioventricolare destra del cuore possiede soltanto due lembi valvolari (cuspidi) anziché i normali tre di altre specie (bicuspide vs. tricuspide). Le vene dei conigli hanno pareti molto sottili e sono soggette alla formazione di ematomi (una raccolta di sangue sotto la pelle) dopo un prelievo di sangue, pertanto è importante che il veterinario prenda delle particolari precauzioni durante e dopo la venipuntura per prevenire lacerazioni ed ematomi.

Nella cavità toracica del coniglio, oltre a cuore e polmoni, si trova il timo, una ghiandola linfatica localizzata nell’area mediastinica della cavità (nella parte mediana della cavità toracica e davanti al cuore) e nella parte inferiore del collo. Il timo è essenziale per il corretto funzionamento del sistema immunitario dei maschi giovani, e in molte specie di animali il timo inizia ad atrofizzarsi, o restringersi, nell’età della pubertà e il tessuto linfatico viene rimpiazzato da grasso. Nei conigli, il timo è funzionale e presente per tutta la vita.

L’addome dei conigli è grande se paragonato con la cavità toracica. L’apparato gastrointestinale è lungo e lo stomaco e il cieco sono larghi. Il grosso stomaco solitamente contiene del cibo (fieno, pellet, verdure e feci ingerite) in ogni momento. Per via della peculiare anatomia del suo stomaco, il coniglio non può vomitare. Se lo stomaco è dilatato da cibo, gas, corpi estranei o pelo, o se il fegato è molto gonfio, lo stomaco può essere incapace di svuotarsi nell’intestino. L’ultima parte dell’intestino tenue si collega con il cieco e costituisce un’estroflessione dell’intestino chiamata sacculus rotundus, che ha un aspetto esteriore a favo, contiene un gran numero di follicoli linfatici ed è a volte chiamato tonsilla ileo-cecale. Questo è anche un punto frequentemente soggetto a occlusione da corpi estranei.

Il cieco, una porzione dell’intestino, è di gran lungo l’organo interno più grande nell’addome. Mentre il cieco umano è chiamato anche appendice e non sembra avere funzioni utili (oltre a fornire una sfida diagnostica ai chirurghi umani), il cieco del coniglio si ripiega su sé stesso tre volte e contiene cibo ingerito semifluido. Normalmente l’intestino si contrae sequenzialmente, per spingere il cibo ingerito attraverso l’apparato gastrointestinale dall’alto verso il basso, per così dire, e queste contrazioni prendono il nome di peristalsi. Ma nel coniglio esistono anche contrazioni antiperistaltiche che fanno retrocedere i fluidi e il cibo ingerito attraverso il colon e nel cieco. Qui, ha luogo la fermentazione dei contenuti intestinali e, periodicamente, il cieco si contrae e i contenuti fermentati vengono spinti nel colon ed espulsi dall’ano, dove le feci vengono direttamente ingerite da parte del coniglio. Questo fenomeno ,ovvero l’ingestione di feci, è chiamato coprofagia o ciecotrofia. Le feci molli provenienti dal cieco sono dette feci notturne o ciecotrofi e consistono in grappoli di piccole palline, diverse dalle singole feci dure prodotte normalmente durante il giorno. I ciecotrofi notturni sono ricoperti da una specie di muco che funge da barriera contro il pH acido dello stomaco, assicurando che il contenuto venga assorbito nell’intestino tenue.

Tra gli altri organi addominali si trova il pancreas, che ha due funzioni: la prima è quella di fornire gli enzimi per la digestione, l’altra è quella di controllare il livello degli zuccheri nei tessuti e nel flusso sanguigno. Il fegato si trova sotto al diaframma e svolge svariate funzioni riguardanti il metabolismo, la disintossicazione e la digestione. La femmina del coniglio possiede una cistifellea la cui principale secrezione è la bile, contenente biliverdina, piuttosto che la bilirubina prodotta da gran parte dei mammiferi.

I reni, gli ureteri, la vescica e l’uretra fanno tutti parte dell’apparato urinario del coniglio. È interessante sapere che un coniglio di due chilogrammi beve tanta acqua quanta ne beve un cane di 10 chilogrammi in una giornata normale, perciò se paragonati ad altre specie, i conigli hanno solitamente un alto consumo di acqua. Tra i problemi connessi all’apparato urinario più frequenti si trova quello della presenza di un alto livello di calcio nel sangue che dà origine a calcoli, fango o sabbia biliare che possono colpire reni, ureteri, vescica o uretra. Gran parte dei mammiferi hanno una escrezione urinaria di calcio irrilevante, pari a meno del due per cento, ma nei conigli, la frazione di escrezione di calcio equivale al 45-60% circa. Questa escrezione di calcio attraverso i reni può far sì che il minerale causi una serie di problemi non appena viene espulso, portando a depressione, diminuzione di appetito, perdita di peso, letargia, sangue nelle urine, minzione inferiore o nulla, difficoltà ad urinare, denti digrignati, postura ricurva e infiammazione da urina della pelle intorno all’estremità del posteriore. Le urine possono apparire torbide e dense. Eseguendo delle radiografie, è possibile che si trovi sabbia biliare o calcoli dovuti al calcio nell’apparato urinario.

Per ridurre il calcio escreto attraverso i reni, è consigliabile dare ai conigli fieno timoteo e di erba e verdure. I pellet a base di erba medica non devono essere somministrati, poiché questa ha un alto contenuto di calcio, e se non si offre alcun tipo di pellet, è opportuno dare al coniglio dei pellet a base di fieno di erba o timoteo.

Per svariate ragioni può aver luogo un blocco renale. Vari composti e farmaci sono tossici per i reni dei conigli. Occasionalmente, in quanto problema ereditario, nei reni si possono anche trovare delle cisti. Le urine dei conigli possono assumere diverse colorazioni, rosso incluso, per via dell’espulsione attraverso l’urina delle porfirine delle piante.

Esiste un organismo protozoale microsporeo, detto Encephalitozoon cuniculi, che ha affinità con le pareti dei reni e del sistema nervoso. I sintomi di un’infezione ai reni solitamente sono subclinici e non evidenti, anche se possono manifestarsi delle lesioni microscopiche.

L’apparato riproduttivo femminile dei conigli è unico per differenti aspetti. Esso presenta due corna uterine separate, al contrario di cani e gatti, che hanno un’unica struttura uterina. Ogni corno si apre nella vagina separatamente. I conigli sono ovulatori indotti, come i gatti e i furetti,e non hanno ciclo estrale. L’orifizio esterno è la vulva, che solitamente si gonfia e assume un colore purpureo quando la femmina è ricettiva al maschio per l’accoppiamento.

Il maschio possiede due sacche scrotali prive di peluria anteriori rispetto al pene, mentre in molti mammiferi le sacche scrotali sono caudali (posteriori) rispetto al pene. I testicoli scendono nelle sacche scrotali entro 12 settimane di età circa, tuttavia i canali inguinali non si chiudono, come avviene invece in molte altre specie, impedendo ai testicoli di rientrare nelle cavità all’interno del corpo. Il pene si trova sopra all’ano e può essere fatto fuoriuscire con una delicata pressione su un lato dell’apertura genitale. Sia la femmina che il maschio hanno due tasche inguinali, una per ogni parte dell’apertura urogenitale, che possono essere riempite con una secrezione ghiandolare scura e dal forte odore.

È bene far controllare qualsiasi secrezione della vulva da un veterinario per conigli. Le femmine possono sviluppare un cancro (adenocarcinoma) dell’utero. Possono presentarsi polipi e iperplasia endometriale delle pareti uterine, fatto, questo, che può progredire in lesioni cancerose. All’interno dell’utero possono avere origine anche l’endometrite, la metrite o la piometra. Le infezioni possono essere di entità irrilevante o molto gravi, con le corna uterine piene di batteri, globuli bianchi, scorie e fluidi. Con la palpazione addominale, alcune radiografie e/o gli ultrasuoni è possibile visualizzare le corna uterine dilatate. Raramente, possono aver luogo degli ascessi delle ovaie, di norma come conseguenza della piometra.

I testicoli del maschio possono venire infettati da batteri, provocando l’orchite. Di solito, un coniglio con l’orchite può avere una febbre intermittente, diminuzione dell’appetito e perdita di peso. I testicoli possono essere gonfi, caldi o rossi, oppure gli ascessi possono essere interni, con una tumefazione minima. Anche l’epididimo può infettarsi. Questo è una struttura allungata collegata all’estremità del testicolo. L’infezione può sia colpire contemporaneamente l’epididimo e il testicolo, sia colpire separatamente le due strutture.

Per prevenire problemi dell’apparato riproduttivo sono consigliate la castrazione del maschio e l’ovarioisterectomia (sterilizzazione) della femmina in età giovanile. Questi interventi sono normalmente eseguiti da un veterinario per conigli esperto, tuttavia la sterilizzazione è un’operazione più delicata, poiché si tratta di un’operazione addominale maggiore, proprio come per molte femmine di altre specie.

La coda è composta da vertebre coccigee, tendini, legamenti, nervi, arterie, vene, muscoli e pelle. L’ultimo osso della coda di norma è in qualche modo appuntito. La coda è mobile e può essere utilizzata per la comunicazione tra conigli. Durante il rituale di accoppiamento la coda può essere abbassata.

Abbiamo adesso trattato l’anatomia del coniglio dalla punta del naso alla punta della coda. Appartenendo alla famiglia dei lagomorfi, i conigli hanno differenze anatomiche uniche in confronto ad altri animali domestici esotici.

Italian Translation gracioiusly provided by Sara Giorgi

Le varie razze di coniglio

La tassonomia è la disciplina che raggruppa gli organismi secondo la loro storia evolutiva e le correlazioni con altri organismi.
La tassonomia è una scienza in continuo cambiamento, dato che le conoscenze sulle specie diventano sempre più ampie e gli strumenti di indagine sempre più sofisticati (per esempio l’analisi del DNA). Le categorie tassonomiche tradizionali, dette taxa (taxon al singolare), dalla più piccola alla maggiore, sono: la specie, il genere, la famiglia, l’ordine, la classe, il phylum, il regno e il dominio.

Ad esempio:

Categoria Uomo Europeo Coniglio ARIETE nano
Dominio Eukarya (eucarioti) Eukarya (eucarioti)
Regno Animalia (animali) Plantae (piante)
Phylum Chordata (cordati) Antophyta (antofite)
Classe Mammalia (mammiferi) Mammalia (mammiferi)
Ordine Primates (primati) Lagomorfi
Famiglia Hominidae (ominidi) Leporidi
Genere Homo Oryctolagus
Specie Homo Sapiens Oryctolagus Cuniculus
Razza Caucasica** Ariete nano
** Seppur molto discutibile ancora una suddivisione della razza umana, va intesa solo a livello tassionomico!
L’appartenenza al Tipo Cordati è dovuta all’esistenza di una corda dorsale o Notocorda, formata da un cordone di cellule vacuolizzate che costituiscono l’asse del corpo. Nel Sottotipo Vertebrati tale corda è limitata alla sola regione podalica.
Proseguendo troviamo la Classe Mammiferi e la Sottoclasse Placentati, giustificate, rispettivamente, dalla presenza di ghiandole mammarie e di una placenta strettamente connessa alla parete uterina.
Continuando a scendere abbiamo l’ordine dei Lagomorfi, che sono poi i cosidetti “Duplicidentati”, caratterizzati dalla presenza, nella mascella superiore, di una doppia coppia di incisivi (i posteriori più piccoli), tagliati obliquamente a scalpello. Tutti i denti del coniglio (6 incisivi, 10 premolari, 12 molari) hanno radici aperte e sono quindi a crescita continua.
L’appartenenza alla Famiglia dei Leporidi è dovuta alla notevole lunghezza delle orecchie e degli arti posteriori, atti al salto, e di contro alla brevità della coda. I Leporini, poi, presentano una fenditura nel labbro superiore che lo divide in due parti distinte (labbro leporino).
Arrviamo, infine, al genere Oryctolagus che fa riferimento all’attitudine del coniglio a scavare (oryktes = scavatore, lagos = lepre) e alla Specie Cuniculus che esprime la sua attitudine a costruire cunicoli.
Per indicare il coniglio si deve quindi usare la denominazione Oryctolagus cuniculus perchè, secondo le norme dettate dalla nomenclatura biologica, il nome scientifico deve essere costituito da un nome generico, nel nostro caso Oryctolagus, seguito da un nome specifico, appunto cuniculus.
Dal coniglio domestico (Oryctolagus cuniculus) sono derivate numerose razze e 43 sono quelle riconosciute dallo standard italiano.
Genere Bunolagus
Genere Lepus
Genere Nesolagus
Genere Oryctolagus
Genere Pentalagus
Genere Poelagus
Genere Pronolagus
Genere Romerolagus
Genere Sylvilagus
Razze pesanti
Razze medie
Razze leggere
Razze speciali
  • Angora
  • Rex
  • Satin
  • Volpe
  • TESTA DI LEONE (in realtà è un incrocio tra un coniglio d’ Angora ed un Nano Colorato)

Senza standard

Accoppiamento e Gravidanza

La riproduzione del Coniglio nano

PREMESSA: La scelta migliore è di evitare assolutamente l’accoppiamento di coniglietti domestici in quanto già sono molti i pet abbandonati in cerca di casa presso le varie associazioni! Se proprio ne desiderate altri ADOTTATELI!!! Detto questo però è importante comunque conoscere il ciclo riproduttivo (e comportamentale) della riproduzione e gestazione. 

di Cristiano Papeschi

Il coniglio è noto per essere una animale molto prolifico e capita spesso ai proprietari di questi splendidi animali di avere o desiderare una cucciolata per cui vediamo insieme quali sono le principali cose da sapere.
La maturità sessuale giunge, per entrambi i sessi, intorno ai 5 mesi di età ma il primo accoppiamento andrebbe posticipato di almeno un altro mese per consentire il completo sviluppo fisico degli animali. La femmina non ha un calore vero e proprio come gli altri mammiferi da compagnia ma è recettiva per quasi tutto l’anno  e l’ovulazione è indotta dal coito e di conseguenza il maschio può accoppiarsi in qualunque momento ed è caratterizzato da una spiccata libido. Questo fatto va tenuto presente nella scelta e nella gestione degli animali in quanto nel caso dell’acquisto di una coppia maschio/femmina è bene procedere alla sterilizzazione della femmina o alla castrazione del maschio (o meglio entrambe le cose) per evitare ripetuti e continui accoppiamenti che comporterebbero frequenti cucciolate nonché lo sfinimento fisico degli adulti con gravi conseguenze sulla salute.
Nel caso di animali interi è bene che il maschio e la femmina siano mantenuti separatamente in gabbie ed ambienti diversi. Al momento dell’accoppiamento è necessario portare la femmina dal maschio poiché quest’ultimo necessita del suo territorio e dei suoi odori per condurre a buon fine l’atto riproduttivo. La prima fase è il “corteggiamento” a volte tumultuoso e movimentato in cui spesso la femmina (soprattutto se alla prima esperienza) non sempre accetta di buon grado le avances del maschio e fugge all’impazzata per la gabbia o la stanza fino a che il maschio non riuscirà a confinarla in un angolo.
La monta dura pochi secondi e al termine di questa il maschio si disinteresserà alla femmina per alcuni minuti per poi ripetere l’accoppiamento. Si sconsiglia di far accoppiare più di due volte consecutivamente per evitare stress eccessivi ed infarti. Al termine dell’accoppiamento la femmina dovrà essere riportata delicatamente nei suoi alloggi.

Accoppiamento

La gestazione ha una durata media di 29-31 giorni ed è influenzata dal numero e dalla dimensione dei cuccioli. Per tutta la durata della gestazione la coniglia deve essere lasciata tranquilla per evitare ritardi nell’annidamento dell’embrione ed eventuali aborti. All’interno della gabbia o dell’ambiente in cui risiede la femmina deve essere presente una scatola nido (in commercio ne esistono di molte forme e dimensioni) che deve essere messa a disposizione della futura mamma almeno 4-5 giorni prima della data presunta del parto e riempito con truciolo o fieno morbido. La coniglia provvederà a coibentare il nido con il pelo strappato da collo, fianchi ed addome pertanto non ci allarmiamo per le “spelate” confondendole con patologie alopeciche quali tigna e rogna. La funzione del pelo nel nido è duplice: mantenere una temperatura adeguata intorno ai 35°C e aggregare i piccoli grazie ai feromoni che impregnano il pelo. Soprattutto a ridosso del parto la femmina dovrà beneficiare di tanta tranquillità.
Un parto normale dura in genere da mezz’ora ad un’ora e la femmina non deve essere disturbata in alcun modo tanto più che partorirà al sicuro nel nido (e così deve essere…attenzione se doveste trovare piccoli in giro per la gabbia). Durante il parto la coniglia pulisce i piccoli ad uno ad uno e provvede ad allattarli. Gli stessi coniglietti cercheranno la mammella grazie a stimoli termici e chemiotattici poiché  al momento della nascita saranno sono ciechi, sordi e glabri. Mamma coniglia non darà ai piccoli molte cure parentali limitandosi ad allattarli 1-2 volte al giorno e ricoprendoli poi con il pelo; per tutto il resto della giornata li ignorerà. E’ bene che la scatola-nido sia di dimensioni adeguate ed abbia una sonda inferiore di almeno 1-2 cm per evitare che i piccoli possano trascinarsi fuori da questa andando spesso incontro a morte in quanto mamma coniglia (a differenza di mamma gatta) non provvederà certo a riportarli dentro.

Coniglietti neonati (foto Cristiano Papeschi)

Nei primissimi giorni dopo il parto è buona norma non disturbare né la femmina durante l’allattamento né i piccoli durante il resto della giornata per evitare il rischio che la coniglia possa disinteressarsene. E’ però necessario controllarli almeno una volta al giorno all’interno del nido per essere sicuri che siano nutriti (si vede l’addome teso dopo la poppata), che non ci siano morti e che il materiale all’interno del nido non sia troppo sporco o contaminato con feci ed urine (attenzione agli odori anomali e nauseabondi che non sono mai segnali positivi di buona salute della nidiata) e che la madre non li abbia trascinati per errore fuori dal nido (foto); in caso di sporco eccessivo dovremo procedere alla sostituzione di parte del materiale della lettiera facendo attenzione a lasciare il pelo materno.
Nei giorni successivi al parto ed a seguito di una buona lattazione i coniglietti inizieranno a crescere aumentando di giorno in giorno di peso, aprendo gli occhi e coprendosi di pelo:
Fino ai 20-25 giorni di vita i piccoli si nutriranno esclusivamente di latte dopodichè inizieranno ad assumere alimento solido diminuendo gradualmente l’ingestione di latte; lo svezzamento non dovrebbe avvenire prima delle 5-6 settimane.
Il distacco dalla mamma è sempre un grosso trauma ed è bene affrontarlo in buone condizioni di salute. Attenzione al maschio (che fino a qui avevamo dimenticato) che potrebbe essere nocivo per la prole e quindi deve essere allontanato subito dopo l’accoppiamento. È buona norma separare i fratellini dalle sorelline e i figli maschi dalla madre (nonché i maschi tra di loro) leggermente in anticipo sulla maturità sessuale (testimoniata dall’inizio di lotte per la supremazia). I maschi dovrebbero essere mantenuti singolarmente separati a meno che non siano stati castrati in anticipo altrimenti il rischio di litigi e ferite, a volte gravi, è sempre in agguato, pertanto è bene imparare a determinare il sesso  dei piccoli gia a due mesi o ricorrere a qualcuno che lo sappia fare. A volte può instaurarsi una pseudo-gravidanza (o gravidanza isterica) a seguito di ovulazione spontanea della femmina senza accoppiamento. La durata media della pseudo-gravidanza è intorno ai 15 giorni e le modificazioni anatomo-fisiologiche (ingrossamento dell’addome e delle mammelle) e comportamentali (la femmina si strappa il pelo per fare il nido) avvengono esattamente come nella gravidanza vera. Al termine della pseudo-gravidanza la coniglia ritorna fertile ma nel caso questo fenomeno si ripetesse troppo spesso è bene pensare alla sterilizzazione onde evitare problemi di salute successivi (cisti ovariche e piometra).

La riproduzione

Riproduzione

Se pensate di far riprodurre la vostra coniglia il consiglio migliore è di non farlo: di conigli abbandonati o bisognosi di una casa ce ne sono fin troppi, e non è il caso di contribuire ad aggravare la situazione. Inoltre si pone poi il problema di trovare una sistemazione adeguata ai piccoli; molte volte, nell’impossibilità di trovare direttamente una famiglia che adotti i coniglietti, si ricorre al negozio di animali per liberarsene. In questo modo non vi è alcuna garanzia che i piccoli verranno affidati a persone responsabili (il negoziante non è tenuto ad indagare sulle buone intenzioni dell’acquirente). Non solo: buona parte dei coniglietti in vendita nei negozi sono acquistati come animali da pasto per boa e pitoni, una prospettiva molto triste ma perfettamente legale (e che non deve essere motivo di scandalo: basta pensare alle migliaia di conigli allevati per essere macellati).

Di seguito troverete ugualmente delle informazioni sulla riproduzione, nel caso aveste adottato o inavvertitamente acquistato una coniglia già gravida.

I conigli sono riproduttori molto precoci e prolifici; la maturità sessuale si verifica tra i 4 e i 6 mesi di età (è più anticipata nelle razze nane e più tardiva in quelle di maggiori dimensioni). La stagione riproduttiva nei climi miti dura tutto l’anno.

Le coniglie non hanno un vero e proprio ciclo estrale, bensì un periodo di recettività di 7-10 giorni, in cui sono fertili ed accettano il maschio, seguito da un periodo di non recettività di 1-2 giorni, in cui si sviluppano nuovi follicoli.

L’estro è poco appariscente; la recettività è indicata da un aumento della vulva (caratteristica che tuttavia è incostante), atteggiamento di monta, irrequietezza, sfregamento del mento. L’ovulazione è indotta dall’accoppiamento, ma può verificarsi anche per altri stimoli, in assenza del maschio. Se l’accoppiamento non è fecondo o se la coniglia ovula senza essersi accoppiata si può verificare una pseudogravidanza, o falsa gravidanza, della durata di circa 18 giorni, con ingrossamento delle mammelle e formazione del nido. La coniglia può avere da 4 a 8 cucciolate all’anno, e da 3 a 12 piccoli per cucciolata, con una media di 7, tuttavia un’attività riproduttiva così intensa è deleteria per la sua salute e sicuramente è sconsigliabile negli animali tenuti come pet. La gravidanza dura mediamente 31-32 giorni con un range di 29-35.

La coniglia gravida deve essere separata dal maschio o da altri conigli; nella sua gabbia deve essere posta una casetta nido imbottita di paglia, fieno o stracci. Prima del parto la futura madre prepara il nido strappandosi del pelo con cui imbottisce il nido. Questo fenomeno è molto importante per la sopravvivenza della nidiata: sono, infatti, dei feromoni presenti nel pelo del nido che attireranno la madre verso i piccoli e la spingeranno a fornire loro le cure di cui hanno bisogno.

I piccoli nati sono completamente inetti, nudi, ciechi e con le orecchie chiuse. Dopo il parto il nido con i piccoli non deve essere toccato, e la coniglia va disturbata meno possibile, altrimenti si può verificare l’abbandono della cucciolata. Il cannibalismo è raro, se la famigliola non viene disturbata. La coniglia non resta nel nido con i piccoli, al contrario di quanto fanno le gatte; allatta i piccoli solo una o due volte al giorno e resta pochissimo tempo nel nido (circa 5 minuti); questo comportamento è del tutto normale e non va scambiato con una scarsa attenzione nei confronti dei piccoli.

Per capire se i piccoli sono adeguatamente accuditi, basta osservarli: devono avere la pelle rosa e liscia, e se sfiorati scattano come molle. Se invece la pelle ha un colore scuro e un aspetto raggrinzito, significa che ci sono dei problemi.

I piccoli iniziano a consumare cibo solido intorno alle tre settimane di età, e sono svezzati a 4 – 6 settimane. Inizialmente si lascia loro a disposizione del fieno e del pellet, e gradualmente si introducono erba e/o verdure. Per una buona socializzazione non è bene togliere i piccoli alla madre prima delle sei settimane, mentre otto settimane è l’età ideale per darli in adozione. Se si attende più a lungo si possono avere problemi di gravidanze indesiderate.

Tratto da http://www.aaeconigli.it/

La FISIOPATOLOGIA GASTROINTESTINALE

FISIOPATOLOGIA GASTROINTESTINALE

 

Le maggiori patologie che coinvolgono il sistema gastrointestinale sono causate dalla dieta e hanno tutte come primi sintomi l’alterazione della produzione di feci e anoressia.

Il sistema gastrointestinale del coniglio è adeguato alla lavorazione di grandi quantità  di fibre.
Il bolo arriva alla fine dell’esofago ed entra nello stomaco attraverso una valvola chiamata cardias, che a causa della sua struttura è responsabile del fatto che i conigli non possono vomitare. Il loro stomaco, che non deve mai essere vuoto, secerne molta acqua e molti succhi gastrici ad acidità  molto alta (pH 1-2).
Il pH dello stomaco dei conigli in allattamento è più alto (pH 5-6.5), ciò permette ai batteri buoni presenti nel latte materno di raggiungere e colonizzare il cieco. Purtroppo, passano anche batteri patogeni come E. coli; la flora batterica intestinale dei conigli in svezzamento non è stabilizzata quindi i cuccioli possono essere soggetti ad enteriti. Il bolo attraversa la valvola pilorica (muscolare), e passa nel duodeno, formato da un tratto ascendente ed uno discendente, qui incontra i succhi biliari e pancreatici, quindi attraversa il primo tratto dell’intestino detto digiuno fino all’ileo. Il bolo attraversa la valvola ileocolica e si trova da una parte il cieco, un grande tubo avvolto su se stesso che finisce in una piccola appendice; dall’altra il colon ascendente, divisibile in 4 parti che nell’ultima il fusus coli, in cui le feci vengono suddivise in palline da parte delle contrazioni della parete muscolare. Successivamente, troviamo il colon trasverso e il colon discendente, poi il retto e l’ano.

Lungo tutto il percorso il bolo subisce delle trasformazioni. Dal duodeno all’ileo i villi intestinali assorbono i nutrienti, lasciando passare la parte fibrosa. Oltre la valvola ileocolica, nel colon discendente è in grado di separare le particelle non più digeribili da quelle ancora metabolizzabili.
Le prime, più grandi, attraversano il colon, stimolandone la motilità, e vengono eliminate sotto forma di palline molto dure e asciutte; le seconde, più piccole, con i fluidi, vengono inviate nel cieco e sottoposte all’azione della flora batterica ciecale dalla quale si ottengono acidi grassi, subito assorbiti, vitamine, proteine e minerali. Le contrazioni muscolari delle pareti del duodeno e del colon che permettono al bolo di scendere sono attivate da un ormone secreto da cellule specializzate della loro parete.


I carboidrati contenuti nel pane, nei cereali e simili, inibiscono la sua produzione inducendo quindi una diminuzione della motilità intestinale. All’interno del cieco troviamo un ecosistema di diverse specie di microrganismi il cui equilibrio è legato strettamente alla dieta, all’età e dallo stress dell’animale.
La microflora ciecale è formata da vari batteri aerobici e anaerobici, tra i quali anche alcuni possibilmente patogeni, come il Clostridium, che diventano patogeni quando l’equilibrio si altera.
La microflora ciecale ha le seguenti funzioni:
-Metabolizza la cellulosa, l’emicellulosa, le pectine e gli oligosaccaridi che non sono stati digeriti dal digiuno e dall’ileo;-Sintetizza gli acidi grassi volatili, che verranno assorbiti dalle pareti del cieco, come fonte energetica;-Sintetizza aminoacidi e vitamine che verranno assorbiti dalle pareti;-Produce i ciecotrofi.
Il pH del cieco e la composizione della microflora sono molto legati. La produzione di acidi grassi volatili dovuta alla fermentazione tende ad aumentare l’acidità dell’ambiente, effetto contrastato dalla produzione di fluido alcalino da parte dell’appendice.Sbalzi maggiori di pH dal range ottimale (5.7-6.1) portano ad alterazioni della microflora favorendo la crescita di batteri patogeni.
Tutto ciò che rimane nel cieco dopo la fermentazione batterica e l’assorbimento dei nutrienti, viene concentrato nei ciecotrofi.Si tratta di feci morbide, umide e fortemente odorose, ricche di aminoacidi, minerali, vitamine e batteri.Durante la produzione dei ciecotrofi la fisiologia del cieco e del colon cambia; cessano tutte le attività di rimescolamento, ogni contrazione spinge la materia ciecale verso il colon e da qui, fino al fusus coli dove la massa viene suddivisa in palline rivestite da muco e vengono mangiate dal coniglio direttamente dall’ano. Il coniglio avverte l’arrivo del ciecotrofo grazie alla stimolazione di meccanorecettori rettali e al loro caratteristico odore.I ciecotrofi vengono espulsi una o due volte al giorno, dopo 4 ore dai pasti, durante il riposo. In questa fase, il pH dello stomaco aumenta per non danneggiare i batteri presenti nel ciecotrofo; tutti i nutrienti indispensabili, i batteri e l’acqua vengono riassorbiti dai diversi tratti dell’intestino e gli scarti sono eliminati sotto forma di feci dure. Alcune volte è possibile trovare ciecotrofi nell’ambiente perchè può accadere che il coniglio non li mangi.


Se il coniglio non mangia mai il ciecotrofo questo può essere dovuto a due fattori: i fattori meccanici e i fattori fisiologici.
FATTORI MECCANICI: motivi per cui il coniglio non riesce a mangiare il ciecotrofo:
– Obesità: il coniglio non riesce a raggiungere l’ano;

– Nodi di pelo: grumi di pelo cotonoso potrebbero impedire l’accesso all’ano frequenti nei conigli angora;

– Giogaia: il lembo di pelle sotto al mento può raggiungere dimensioni tali da impedire al coniglio di arrivare all’ano;

– Torcicollo: sia esso di origine neurologica o meno, impedisce al coniglio di raggiungere l’ano.

FATTORI FISIOLOGICI: problemi di salute che inibiscono la coprofagia:
-Dieta: se troppo ricca di proteine e povera di fibre o ipercalorica può limitare l’appetito per i ciecotrofi;

-Spaventi, paure, bruschi cambiamenti di dieta o di routine;

-Dolore: il coniglio potrebbe avere dolore alle ossa, alle articolazioni o alla muscolatura;

-Malocclusioni: problemi dentali dolorosi possono impedire al coniglio di mangiare il ciecotrofo;

-Dermatiti: piaghe, ustioni o infezioni alla zona perianale inibiscono lo stimolo alla coprofagia.

10 errori comuni nella gestione del coniglio

1: Esagerare col pellet

Dare troppo pellet può far ingrassare il coniglio e causargli problemi di digestione. Inoltre troppo pellet crea sazietà rapidamente ed il coniglio tenderà a mangiare poco fieno, indispensabile per la limatura dei denti! Un cucchiaio da minestra al giorno può bastare per un coniglio di taglia media. Il coniglio vi implorerà per averne di più ma non dovete cedere!


2: Dare mangimi misti

Estremamente dannosi per il delicatissimo intestino dei conigli, questi mangimi faranno ingrassare il vostro pelosetto senza fornirgli i nutrienti e le fibre di cui ha bisogno per crescere sano e per non incorrere in pericolosi blocchi. Evitare assolutamente i mangimi del supermercato e del consorzio in quanto non affatto adatti ai coniglietti da compagnia. Inoltre questi mangimi non sono adatti alla corretta alimentazione  e spesso sono molto dannosi.

3: Dare troppe carote

Le carote sono ricche di zuccheri e possono causare molti problem di salute nel coniglio, se date troppo spesso. Dare solo un pezzettino di carota (delle dimensioni di una moneta) al giorno come premio oppure una carota di medie dimensioni al massimo 2 volte a settimana.


4: dare troppa frutta

Stesso problema delle carote: la frutta è molto zuccherina e può causare diversi problemi al coniglio se data troppo spesso. Dare solo un pezzettino di frutta (meglio la buccia lavata) come premio ogni tanto.

5: Non fornire abbastanza fieno fresco

Idealmente il coniglio necessita di consumare una quantità di fieno giornaliera pari alle sue dimensioni. Mantenete sempre la fieniera del vostro coniglio rifornita di fieno di prato di buona qualità!


6: Dare troppo fieno ricco di calcio

Il fieno di erba medica è troppo ricco di calico e può causare problem di calculi nei conigli predisposti. E’ sempre meglio dare questo tipo di fieno con molta moderazione o evitarlo proprio a favore del fieno di prato verde.

7: Comprargli snack in vendita nei negozi

La maggior parte degli snack per conigli in vendita nei negozi sono veri e propri attentati alla salute del vostro coniglio! Pieni di coloranti e additivi chimici, sono spesso composti da granaglie e semi vari che fanno malissimo a questi animali. Se volete premiare il vostro coniglio di tanto in tanto con qualcosa di goloso dategli un pezzetto di frutta o un uvetta!

8: Tenere sveglio il vostro coniglio

I conigli sono più attivi all’alba e al tramonto. Durante il giorno sono molto più tranquilli e rilassati ed è il momento in cui si riposano di più. Perciò cercate di non disturbare il vostro coniglio durante il giorno perché è il momento in cui ha più bisogno di riposare!


9: Non spazzolare il Vostro coniglio

Pensare che il coniglio vada spazzolato solo quando è in muta è un errore comune. Il coniglio, specie le razze a pelo lungo, ha bisogno di essere spazzolato regolarmente tutto l’anno. E non dimenticate di spazzolare anche sotto alla pancia e sulle zampette dove possono formarsi dei nodi fastidiosi.

10: Non tenere sotto controllo la salute del vostro coniglio

Non lasciate solo al veterinario il compito di controllare lo stato di salute del coniglio quando lo portate per I vaccine annuali. Controllate spesso che le orecchie, gli occhi, le zampotte e il sederino del vostro coniglio siano puliti e assicuratevi che le unghie non necessitino di una scorciatina. Controllate che il pelo attorno alla bocca non sia bagnato e che non abbia parassiti. Palpate il vostro coniglio su tutto il corpo per assicurarvi che non ci siano bozzi o gonfiori. Infine pesatelo regolarmente.