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PANICO : ARRIVANO I BOTTI DI CAPODANNO!!!

I conigli come tutti gli altri animali soffrono a causa dei botti di Capodanno.

 

Ogni anno si ripresenta la barbara usanza dei botti di capodanno, dannosissimi per gli animali.

E’ un’usanza che ha origini molto antiche nel tempo, è una tradizione che appartiene a molte culture ed ha molteplici significati. Serve per rendere solenne il momento di passaggio da un anno all’altro. Il fuoco per esempio simboleggia la necessità di rischiarare il cammino del prossimo anno e serve a “bruciare” i residui negativi dell’anno passato. Il rumore invece spaventa gli spiriti e le energie negative allontanandole.
Con l’invenzione della polvere da sparo i due elementi, fuoco e rumore, sono stati fusi.
E’ un rito collettivo delle vecchie tribù. Ormai ognuno lo vive in casa propria o al massimo nei locali con gli amici.

Come tutti apprezzo anche io le manifestazioni organizzate da professionisti in fuochi d’artificio che per lo meno hanno ragione di esistere e donano  uno spettacolo pirotecnico nel cielo creando delle suggestive coreografie. Non riesco invece proprio a comprendere l’usanza di far esplodere quella specie di “ordigni” solo rumorosi e alquanto pericolosi ed imprevedibili; peggio ancora la tradizione di sparare con vere armi dei proiettili vaganti in aria (magari già un pò brilli sotto effetto delle bollicine) per il solo gusto di generare un intenso boato !

no ai botti

Ogni anno ci sono fior di campagne per evidenziare la pericolosità di questi “esplosivi” che proprio perchè imprevedibili possono generare ustioni di terzo grado, causare perdita di arti, menomazioni, cecità e sordità permanente ed ogni anno puntualmente questa stupida tradizione si trasforma per centinaia di persone in una dolorosa degenza al Pronto Soccorso e danni permanenti.

Eppure non mancano le continue campagne informative delle varie Associazioni di animali, che ricordano quanto siano pericolosi dei rumori così forti ed improvvisi per qualsiasi animale che non riesce a comprenderne le ragioni.

Ogni anno non se ne parla molto, ma si registrano una serie innumerevoli di morti di infarto di CANI, GATTI, UCCELLI ed ovviamente LAGOMORFI e RODITORI proprio a seguito degli spaventi dei botti nella sera di Capodanno!

Avendo un udito ben più sviluppato del nostro, il boato generato dalle esplosioni più intense è percepito in modo talmente amplificato da disorientarli del tutto e terrorizzarli!

Alcuni dei nostri animali passeranno la mezzanotte da soli in casa mentre noi saremo a cene da amici, concerti e veglioni. Se vivete in città immaginate quindi di trovarvi come loro da soli e chiusi in casa, luci spente in piena notte, senza confusione ne come noi avvolti da musica assordante, “trenini” e conto alla rovescia con la bottiglia di spumante in mano!

All’ improvviso una serie sempre crescente di boati assordanti, esplosioni, fischi e scoppettii continui; lampi colorati che si intravedono fuori dalla finestra; antifurti delle auto che suonano all’ impazzata e vetri che tremano per risonanza. Con le zampe e con i baffi inoltre percepiscono intensamente queste forti vibrazioni. Qualsiasi animale entra quindi in stato di allerta e di forte stress non riuscendo ad interpretare quanto sta accadendo e vivendolo come uno stato di imminente pericolo.

I nostri amati coniglietti  non fanno alcuna eccezione, anzi  essendo per natura delle prede indifese, il loro stato di allerta è maggiormente amplificato rispetto ai predatori! Alcuni di loro entrano in un profondo stato di stress generato dal rilascio improvviso di adrenalina, che dura a lungo e può generare crisi tachicardiche e blocchi intestinali. Inoltre per la reazione di fuga possono incorrere a lesioni accidentali correndo impauriti per casa. Ancora più a rischio gli animaletti anziani o cardiopatici.

Se la notte del 31 festeggerete in casa con loro, l’ideale ovviamente sarebbe tentare di isolare acusticamente al meglio la zona in cui si trovano gli animali. Se possibile rifugiateli nelle stanze più interne e più silenziose. Se avete finestre con doppi infissi e abbattimento acustico tenetele rigorosamente ben chiuse, quindi chiudete zanzariere, abbassate le tapparelle o chiudete le persiane, spiegate le tende. Se il vostro coniglietto ha una sua tana di paglia, di fieno, di plastica o dove comunque l’animaletto si rifugia ogni volta che si sente in pericolo, lasciategliela a disposizione nella stanza magari insieme al suo tappetino o copertina. E’ preferibile inoltre quella sera non saziare subito l’animale all’ ora di cena in modo da potergli offrire un diversivo proprio quando cominciano ad esser spaventati dai forti rumori.

Di solito con il cibo si va sul sicuro! E’ possibile che così l’animaletto si concentri maggiormente sul premio ricevuto e sia meno concentrato se sente dei rumori diversi dal solito. Non offrite subito tutta la porzione di cibo in quanto spesso i “botti e i mortaretti” continuano per ore e potrebbe esser utile calmarlo anche in seguito con qualche uvetta in più o bocconcino per lui prelibato. Se notate che il coniglietto è terrorizzato, voi ovviamente state calmi: il coniglio, la cavia, il criceto come molti altri animali percepiscono il vostro stato ansioso e hanno voi come riferimento. Se vi agitate anche voi,lo interpreteranno come se c’è qualcosa che non va. Se possibile sedetevi a terra accanto a loro ma senza forzarli nel prenderli in braccio, parlate con voce tranquilla e rassicurante e se gradiscono accarezzateli e offriteli qualche leccornia.

Se la notte del 31 non sarete con loro  è consigliabile invece limitare lo spazio a disposizione. Se abituati a stare in giardino, teneteli meglio al sicuro in casa per questa notte. Chiudeteli  nel proprio recinto o in una stanza messa in sicurezza (in genere il bagno!) con molto fieno fresco a disposizione. Quando l’animale ha paura infatti difficilmente capisce bene quello che sta facendo poichè è letteralmente in panico e potrebbe cominciare a saltare e correre in maniera sconnessa per casa cercando un riparo, scivolando sul pavimento e rischiando di sbattere contro spigoli, mobili, termosifoni e oggetti fuori posto provocandosi gravi lesioni. E’ preferibile quindi restringere l’area a disposizione in nostra assenza. Solo prima di uscire dategli le verdurine preferite e qualche premietto in più da nascondere nel fieno per tenerlo impegnato. Lasciate sempre disponibili anche dei legnetti da rosicchiare o qualche gioco adatto con cui tenersi impegnato. Anche in questo caso cercate sempre di insonorizzare quanto più possibile la stanza chiudendo bene le finestre, le tende e lasciando a disposizione tappetini e copertine che diminuiscono le vibrazioni del pavimento. Mettete nel recinto/stanza le abituali “tane” rifugio o una semplice cassetta di legno rovesciata o uno scatolo di cartone con un foro della giusta misura dove potersi rifugiare di istinto. Meglio se sul pavimento sotto la tana mettiamo una copertina che fungerà da fonoassorbente (assicuratevi però qualche giorno prima che non la rosicchi e tenda ad ingerirla!). Ovviamente è preferibile lasciare sempre la luce accesa. Alcuni consigliano anche di lasciare accesa la radio (magari la temporizziamo per accendersi già verso le 23:00) o programmiamo l’avvio di un CD in loop a volume medio/alto in modo da coprire quanto possibile il rumore improvviso dei botti nel totale silenzio. Appena rientrate dalla serata assicuratevi che il vostro animaletto stia bene e passate con lui qualche momento per rassicurarlo con premietti, coccole e rassicurarlo.

Il giorno seguente è sempre meglio controllare che il coniglietto stia bene e spallini regolarmente. Capita spesso infatti che in seguito a forti eventi stressanti l’animale vada incontro a rallentamenti e blocchi intestinali dovuti all’alta concentrazione di catecolamine rilasciate durante l’evento stressante. Per compensare, il giorno seguente è sempre preferibile diminuire la quantità di verdure e aumentare la quantità di fieno, controllando che ne assumi in quantità abbondanti.

di BRUNO MASELLI


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Psicopatologia della sua vita quotidiana: comportamento, necessità e bisogni del coniglio in casa

Dott. Alessandro Melillo, Med. Vet.

Introduzione

Il primo passo da fare prima (o immediatamente dopo) l’adozione di un coniglietto è far piazza pulita nella nostra testa di un bel po’ di preconcetti e false idee. Molti si aspettano che il coniglio sia un animale docile e passivo, qualcosa di simile a un peluche; altri pensano che si tratti di un animale stupido, giusto un giocattolino morbido per il bambino ma sicuramente non interessante per una persona adulta. In realtà il coniglio è un animale pieno di contraddizioni, ed è proprio questo che li rende così divertenti: prudente e curioso allo stesso tempo, riservato ma affettuoso, vivace ma anche gran pigrone e addirittura capace di dimenticare la sua timidezza sorprendendoci con comportamenti arroganti se non decisamente aggressivi, come tutti i timidi il coniglio richiede tempo e pazienza per esprimere compiutamente la sua personalità.

Prepararsi per un nuovo membro della famiglia

Diversi studi hanno dimostrato che il comportamento del coniglio domestico non si discosta significativamente da quello del suo antenato coniglio selvatico; come questo Bunny è un animale sociale che vive in gruppi familiari, scava tane e concentra le ore di attività all’alba e al tramonto, riservando invece le ore centrali della giornata alla digestione e al riposo. Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto ai ritmi della vita cittadina, dove la maggior parte delle persone lavora buona parte del giorno e può riservare solo le ore serali ai propri animali domestici. D’altro canto è anche all’origine di diversi problemi che possono creare i conigli in casa, dalla compulsione a rodere e scavare nei divani e nelle fioriere.

Prima di acquistare o adottare un coniglio conviene porsi alcune domande sulla propria disponibilità di tempo da dedicare sia all’animale in sé che agli inevitabili lavori domestici extra; sul proprio temperamento, se il coniglio è l’animale più adatto per noi e se noi siamo adatti ad avere un coniglio come animale da compagnia; se siamo disposti ad imparare un modo di comunicare più sottile e del tutto diverso da quello di animali da compagnia più usuali come il cane e il gatto; e soprattutto se abbiamo il senso dell’umorismo indispensabile per farci una bella risata sui piccoli disastri che inevitabilmente si verificheranno.

A proposito di scelta, purtroppo in Italia il concetto di coniglio da compagnia è ancora indissolubilmente legato a quello di taglia nana, con la ricerca di esemplari piccolissimi: questo pregiudizio supporta la vendita di coniglietti giovanissimi (con elevata mortalità nei giorni postacquisto) e limita fortemente la diffusione di tantissime razze (sia ornamentali che “da carne”) che sarebbero invece adattissime al ruolo di pet, spesso più dei nervosi e delicati “nanetti”. Io non ho ben chiaro perché un gatto di 3,5 kg è considerato un animale piccolo, mentre un coniglio di 3 viene salutato da esclamazioni di meraviglia: “ma è enorme!!!”, però vorrei spezzare una lancia a favore dei conigli di taglia media e grande, siano essi di pura razza o ibridi, ricordando come essi siano in generale più robusti, meno soggetti a problemi congeniti e dentali rispetto ai nani e più resistenti a malattie e traumi, rendendo possibile trattamenti medici e chirurgici che spesso risultano inattuabili nei soggetti troppo piccoli con conseguente inevitabile perdita dell’animale. Inoltre i conigli grandi sono sicuramente più adatti nelle famiglie con bambini piccoli che possono fare seriamente del male a un delicato soggetto nano anche se cercano di maneggiarlo con attenzione. Un altro punto da valutare è l’età di adozione: vale la pena di tener presente che anche i conigli attraversano una fase di infanzia (durante la quale apprendono le buone abitudini che cerchiamo di insegnare), una di adolescenza (4-8 mesi, durante il quale le dimenticano tutte, comportandosi da veri terremoti iperattivi, scavando, rosicchiando, sporcando in giro) e infine una di maturità che (soprattutto se avremmo provveduto a sterilizzarlo) finalmente ci restituirà il coniglietto dolce e educato che credevamo di aver perso per sempre. Soprattutto se non abbiamo molto tempo o molta pazienza può quindi valer la pena di considerare l’adozione di un coniglio più adulto fra quelli che cercano una nuova casa, risparmiandoci così diverse settimane di nervosismi e arrabbiature sicuri che potremo comunque instaurare un rapporto del tutto soddisfacente col nostro coniglio.

Una volta presa la decisione di adottare un coniglio, cominciamo a valutare cosa è realmente utile per sistemare in casa il nostro nuovo ospite. Anche se progettiamo di concedergli la più ampia libertà in casa, il coniglio ha bisogno di una gabbia dove rifugiarsi nei momenti di privacy e dove poter essere rinchiuso all’occorrenza; se l’animale gode veramente di molta libertà è sufficiente che la gabbia sia ampia a sufficienza da consentirgli di sdraiarsi senza finire nell’ angolo dei bisogni; se invece deve passare molto tempo in gabbia è indispensabile che questa sia ampia abbastanza da contenere uno spazio per il riposo, uno per il gioco, uno per cibo e acqua e infine uno per sporcare.

Le gabbie devono essere fatte di metallo e plastica, evitando tutti i materiali rosicchiabili o che possono infradiciarsi di urina. Accessori indispensabili sono: ciotole per il cibo (ideali in ceramica o acciaio); beverini a goccia; lettiera per le deiezioni.

E’ importante che il coniglietto cominci a usare la lettiera regolarmente PRIMA di uscire dalla gabbia. Per evitare che la lettiera venga interpretata come una comoda cuccia è importante che almeno parte della gabbia abbia un fondo confortevole per riposare, ad esempio un tappetino.

Una volta che il nuovo arrivato si è ambientato con la sua nuova casa e con noi, è il momento di cominciare a concedergli progressivamente maggior libertà nell’ appartamento. La parola chiave per acquisire e mantenere buone abitudini igieniche è PROGRESSIVAMENTE. Le prime volte concediamo al coniglietto brevi periodi di libertà in un ambiente molto limitato, ad esempio una nicchia del muro chiuso con un cancelletto per bambini, in modo da massimizzare le probabilità che faccia spontaneamente ritorno nella sua gabbia dopo pochi minuti per espletare le sue necessità fisiologiche. Man mano che l’abitudine alla lettiera si consolida sarà possibile aumentare il raggio d’azione del nostro ospite.

A questo punto però dovremo confrontarci con un’altra esigenza del coniglio, soprattutto se non sterilizzato: la necessità di marcare il territorio. La presenza di parecchie lettiere sparse per la casa in molti casi risolve il problema offrendo al coniglio punti fissi da coprire col suo odore: questa abitudine può essere consolidata portando il coniglio dalla gabbia a una lettiera e non consentendogli di uscire finchè non abbia urinato nel posto consentito; in questo modo si stabilirà il condizionamento “uso della lettiera-libertà” e nel giro di poco l’animale vi andrà spontaneamente appena uscito dalla gabbia. L’uso della lettiera è molto incoraggiato se si forniscono lettiere grandi e profonde contenenti una generosa quantità di fieno: dato che gran parte dei pellets fecali vengono prodotti durante il pascolo, una cassetta grande abbastanza perché l’animale possa sia mangiare che defecare senza contaminazione è particolarmente adatto per questa specie. Chiaramente la sterilizzazione sia del maschio sia della femmina è un potente ausilio all’ apprendimento e al mantenimento di corrette abitudini igieniche.


Un concetto fondamentale per mantenere un coniglio libero in casa è quello del “rabbit-proofing” ossia del rendere l’ambiente sicuro. Cavi elettrici e telefonici, piante d’appartamento, libri, tessuti e mobili sono tutti a rischio di essere gravemente danneggiati e, ancora più grave, di danneggiare il coniglio che le rosicchiasse. E’ quindi fondamentale spostare tutto il possibile oltre la portata dell’animale e rendere inaccessibile ciò che non può essere spostato. Lastre di plexiglass o lamine di legno naturale possono essere applicate agli spigoli dei muri per prevenirne il rosicchiamento; i cavi possono essere fatti scorrere attraverso tubi corrugati o di materiale plastico. Copriletto e teli vari salvano letti e divani da attività di scavo.

Se però procediamo a limitare in questo modo le naturali attività del nostro coniglio, dobbiamo offrire alternative perché egli possa sfogare in maniera accettabile i suoi impulsi. I conigli sono programmati per rosicchiare e masticare e hanno bisogno di farlo. Paglia, fieno e legno in tutte le sue forme forniscono il substrato ideale a una sana attività rosicchiatoria. Una cesta di vimini riempita di paglia, rami freschi e giocattoli di legno naturale per pappagalli fornisce molte diverse occasioni per sfogare questo bisogno naturale; anche gli economici stuoini di vimini o fibra di cocco sono ottimi per riposare e rosicchiare nello stesso tempo (e anche i gatti li amano per farsi le unghie, fra l’altro!). Anche una scatola di cartone offre infinite possibilità: un coniglio può entrarci dentro, saltarci su, rosicchiarla, scavarla, graffiarla e portarla in giro; anche una busta di carta può essere un giocattolo estremamente divertente ed economico, come i rotoli dello scottex o della carta igienica. Posto che si fornisca solo carta e cartone naturali, questi passatempi sono innocui in quanto raramente il coniglio ne ingerisce quantità significative (a meno che non soffra di carenza di fibra nell’ alimentazione) e comunque il suo intestino può processare grandi quantità di scorie indigeribili. Molti conigli apprezzano anche giocattoli per cani, gatti o bambini piccoli, purchè si muovano, facciano rumore e si possano anche masticare un pochettino: palline di filo metallico o di plastica dura, giochino di legno, mazzi di chiavi di metallo o di plastica, sonaglini vari sono graditi… soprattutto a notte fonda quando usarli può svegliare l’intero isolato!

Interazione con il proprietario

Ma i conigli sono animali sociali, quindi oltre a giocare da soli amano intrattenere rapporti con altre creature. Molti proprietari di primo coniglio, dopo un’iniziale fase di scetticismo, scoprono quanto il loro animale può essere interattivo e rimangono incantati dalle abilità comunicative di questi animali. Ma come parla un coniglio? Con atteggiamenti e posture del corpo, con versi e suoni e rumori, e con combinazioni di questi.

Un coniglio pienamente rilassato, in pace col mondo riposa con gli arti completamente estesi e può addirittura scivolare di fianco o sulla schiena. In questo momento non è il caso di stimolarlo perché si rischia di svegliarlo di soprassalto, cosa che non è piacevole per nessuno.

Un coniglio in vena di coccole approccerà invece il suo partner umano o animale rannicchiandosi sui quattro piedi e stendendo il collo orizzontalmente col mento sul pavimento. Questa postura indica sottomissione passiva sia di fronte a un’aggressione ma anche in senso affettivo, col che l’animale segnala che non intende iniziare alcuna competizione… similmente a un cane che offre il ventre al padrone.

Un animale rannicchiato con la testa alta e gli occhi ben aperti e sporgenti è invece un animale teso e spaventato… questo è come più spesso noi vediamo i conigli sul tavolo da visita, quando non cercano rifugio saltando in braccio al padrone.

Infine, i conigli possono rabbrividire e scrollarsi ma di solito non in risposta al freddo ma a un odore o sapore fastidioso, ad esempio se accarezzati da persone pesantemente profumate. Un invito alla moderazione da parte di chi ha naso sensibile!

I conigli producono una certa varietà di suoni, anche se in genere sono creature silenziose. Il più piacevole da sentire è un leggero battere dei denti che somiglia alle fusa del gatto ed ha esattamente lo stesso significato, ossia piacere e appagamento in un contesto sociale. Molto simile è il digrignare i denti che è segno di dolore da parte di un animale seriamente sofferente. La postura del corpo, gli occhi e il contesto aiutano a differenziare questi due suoni molto simili.

Poi ci sono i cosiddetti suoni di protesta: gemiti, soffi e rumori nasali che indicano che l’animale preferisce stare per conto suo, ad esempio se ha i cuccioli o è in falsa gravidanza. Alcuni conigli emettono questo genere di suoni per indicare che non amano essere sollevati.

Più gravi sono i grugniti e i ringhi, a volte sottolineati da un percettibile sbattere dei denti: un coniglio che vocalizza in questo modo, spesso battendo insieme le zampe anteriori sul pavimento, potrebbe in breve passare a metodi più diretti…

I conigli comunicano molto con i piedi, in effetti: tutti conoscono il sonoro battere uno o entrambi i piedi per richiamare l’attenzione su uno stimolo esterno potenzialmente pericoloso (un estraneo, ad esempio) o anche su di sé. In altri casi il coniglio batte i piedi per segnalare contrarietà, ad esempio a un odore che non gradisce, o anche al fatto che quel tipo in camice bianco si sta prendendo troppe libertà.

I piedi servono anche per danzare: i conigli esprimono la loro gioia con una elaborata danza di salti e corse in circolo. Correre in circolo attorno ai piedi è invece un segnale mutuato dal rituale di corteggiamento che però ha perso in parte il significato sessuale essendo mantenuto anche da soggetti sterilizzati.

Infine la lingua e i denti. Come si leccano fra loro, i conigli leccano i loro compagni umani per manifestare affetto e rafforzare il mutuo legame; uno scambio di tenerezze spesso è sollecitato da segnali di ricerca di attenzione come colpetti col naso o anche morsetti e bassi suoni gutturali. Altre volte un piccolo morso segnala contrarietà o paura, come ad esempio di essere sollevato in maniera maldestra.

Interazione con i bambini

La decisione di adottare un animale da compagnia per accontentare un bambino è frequente, ma bisogna tener conto di diverse cose quando la scelta cade su un coniglio. Innanzitutto un bambino in età prescolare o elementare probabilmente non è in grado di accudire correttamente a un coniglio senza incorrere in disattenzioni o errori anche fatali. La responsabilità dell’animale deve essere quindi sempre dell’adulto, anche se il piccolo proprietario col tempo imparerà da questi piccoli doveri ad assumersi delle responsabilità. Inoltre il temperamento nervoso e apprensivo dei conigli non li rende molto adatti a spartire o spazio con i piccoli umani entusiasti e chiassosi, che istintivamente tendono a manipolare e portare in giro i loro animaletti.

L’adulto di casa deve quindi attentamente supervisionare i rapporti fra bimbi e conigli, imparando a riconoscere dal linguaggio corporeo dell’animale quando esso sta effettivamente godendo della compagnia dei piccoli e quando invece essa è per lui uno stress.

La prima cosa da fare è insegnare ai bimbi la giusta maniera di coccolare un coniglio e di giocare con lui; spiegate senza sgridarlo che i trattamenti rudi allontaneranno da lui il suo animaletto e che invece la gentilezza e la pazienza lo faranno avvicinare. Alcuni bambini possono essere troppo vivaci o non sufficientemente maturi per capire questi concetti o per seguire queste regole e quindi può essere sensato scegliere un animale diverso o aspettare un po’ di tempo prima di adottare qualunque pet.

Un’altra cosa da chiarire è che ai conigli non piace essere presi e portati in giro, e che i rapporti con essi si intrattengono sul pavimento; spiegate anche che quando saranno più grandi impareranno a farlo ma che prima devono dar prova di gentilezza e autocontrollo. Un coniglio di taglia grande è più adatto per i bambini perché cade meno nella categoria del giocattolino da tenere sempre in mano, allo stesso modo per cui un robusto Labrador è più adatto per i piccoli di un delicato e nervoso yorkshire.

Quando il coniglio comincia ad andare in giro per casa, è importante che abbia modo di ritirarsi in pace quando ne sente il bisogno e che ai bambini sia ben chiaro che quando l’animale è stanco o spaventato ha il diritto di riposarsi. Posizionare la gabbia contro un muro o dietro un cancelletto in modo che il coniglio possa raggiungerla ma il bimbo no è un’utile garanzia che la regola venga rispettata.

Il coniglio medio non ama i party quindi è bene far sparire gli animaletti di casa in occasione di feste di compleanno e simili; invece se vengono uno o due amichetti si può mostrare loro il coniglietto e consentire gioco e coccole ma sempre sotto controllo. Nessun animale domestico dovrebbe esser lasciato insieme a bambini senza sorveglianza per evitare incidenti da entrambe le parti.

Rapporti con gli altri animali

Intrattenere rapporti con altri individui è parte importante della vita di un animale sociale come il coniglio. Conigli tenuti insieme possono sviluppare un forte legame, soprattutto se di sesso diverso, e manifestarlo dormendo insieme e con interminabili sedute di coccole e pulizie reciproche. Alcuni conigli sembrano aver dimenticato in parte le naturali capacità sociali della loro specie e a volte ci vuole molta pazienza per indurli ad accettare compagni della loro specie; la sterilizzazione è comunque una premessa indispensabile per una casa multilapinica. Anche così, l’introduzione di due animali di sesso diverso spesso sfocerà in un corteggiamento appassionato… che è comunque meglio di una zuffa furibonda! Converrà in ogni caso preparare il terreno consentendo agli animali di annusarsi fra le sbarre della gabbia, invertendo le gabbie e consentendo periodi di libertà alternati in una stanza, cosicché i futuri compagni possano abituarsi al reciproco odore; dopo una settimana si può tentare un primo incontro. Un po’ di corse in tondo e qualche ciuffo di pelo che vola è normale all’inizio, ma se la situazione dovesse farsi pesante è bene munirsi di uno spruzzino e di guanti e separare i due contendenti. Se invece dopo le prime scaramucce i due siedono ai due angoli della stanza e cominciano a pulirsi, di solito non manca molto al momento in cui passeranno a pulirsi reciprocamente. Se l’amicizia ci mette un po’ ad instaurarsi, condividere situazioni di lieve stress, come ad esempio un viaggio in macchina, può aiutare lo stabilirsi di un legame; vale comunque la pena di insistere perché, una volta che si è raggiunto lo scopo, apparirà evidente come i nostri animali sono più felici e sereni di quando erano singoli.

I conigli sviluppano relazioni con altri animali di casa, e possono instaurare con essi una gerarchia sociale che vede un coniglio sicuro di sé tentare di dominare gli altri membri della famiglia, umani compresi. Gatti e conigli possono farsi buona compagnia, e ci sono gatti o conigli che non amano affatto i membri della loro stessa specie ma vivono in armonia con quelli dell’altra. Se si evita l’introduzione di un coniglietto molto piccolo a un gatto adulto o di un gattino a un coniglione di 5 kg la probabilità che i due animali si facciano del male è molto remota purchè entrambi abbiano le unghie tagliate corte.

Più delicato è il rapporto con i cani. Se è vero che è molto più facile convincere un cane rispetto a un gatto ad accettare un nuovo membro del gruppo, è anche vero che l’istinto ad inseguire del cane può rispuntare all’ improvviso e che un singolo errore può essere fatale: per questo è più facile portare un coniglietto in una casa dove vive già un cane (purchè esso sia ben educato e correttamente socializzato) che introdurre un giovane cane irruento dove già viva un coniglio che non ha esperienza con un grande predatore. E’ fondamentale se si vuole avere successo in questa convivenza essere sicuri che il cane veda il coniglio come un membro del branco (e non solo come un oggetto del padrone su cui è posto un veto) e inculcare bene nella testa del cane che i giochi di inseguimento col coniglio NON sono permessi, anche se il coniglio probabilmente li stimolerà. Con le razze tranquille si può anche giungere ad una affidabilità completa, tanto da lasciare gli animali soli per periodi di tempo indeterminati; con razze ad alto istinto predatorio come i terrier, i segugi e molti cani da difesa probabilmente è più sicuro limitarsi a periodi di gioco sotto sorveglianza. Come quando si introduce un bambino a un cane, è importante che la presenza del coniglio per il cane sia sempre fonte di relax e di coccole e non di frustrazione, per evitare l’insorgere di sentimenti negativi verso il nuovo membro del branco che lo allontana dal padrone: per questo è saggio aspettare che l’abitudine a vedere il coniglio dietro le sbarre della gabbia assopisca l’impulso predatorio in modo da non dover riprendere il cane severamente quando si tenterà il primo incontro “libero”.

Un compagno meno impegnativo per un coniglietto solitario è il porcellino d’India. Queste due specie hanno bisogni fisici e psicologici abbastanza simili e condividono spazi abbastanza sovrapponibili, per cui stanno piuttosto bene insieme. Le cavie tendono mediamente ad essere più timide (anche per differenza di taglia) quindi i conigli destinati a convivere con loro devono essere sterilizzati onde limitare atteggiamenti aggressivi e pesanti approcci sessuali.

 Consigli generali e problemi particolari

Rinforzo positivo
E’ oramai opinione comune che l’apprendimento procede molto più velocemente e con migliori risultati se sostenuto da premi piuttosto che da punizioni. Questo è ancora più vero per una specie come il coniglio caratterizzata da marcate reazioni di esitazione. Conviene quindi bandire dal rapporto con il coniglio ogni forma di rudezza e individuare invece un alimento che il nostro nuovo animale gradisce sopra ogni altro: quello dovrà essere somministrato con estrema parsimonia e solo per premiare un comportamento desiderato (uso della lettiera, risposta al richiamo, rientrare in gabbia, farsi prendere in braccio….)

Interazione fisica
Bandire la fretta è il segreto per conquistare la fiducia del coniglio. Quando arriva il nostro nuovo ospite, i primi giorni sarà meglio lasciarlo tranquillo in gabbia ad ambientarsi; dopo uno o due giorni potremmo cominciare a fargli sentire la nostra voce e il nostro odore attraverso le sbarre somministrando nel contempo dei premi in cibo. Solo successivamente l’animale potrà essere lasciato libero, ma non illudiamoci: anche il coniglietto che accettava golosamente l’insalata dalla nostra mano sarà probabilmente terrorizzato in uno spazio aperto con un mostro di 70 kg pieno di appendici volteggianti. L’approccio giusto sarà quindi quello di sedere fermi sul pavimento (leggendo magari, o telefonando) finchè non sarà lui ad avvicinarsi cautamente per investigare; allora troverà di nuovo l’odore familiare e l’atteso premio. Col tempo sarà possibile muoversi in maniera più naturale e prendere sempre più l’iniziativa nel contatto col nostro coniglio.

Bere dalla siringa
Questa è un’abitudine che il proprietario saggio introdurrà fino dai primi giorni. Il beccuccio di una siringa piena di acqua zuccherata o succo di frutta verrà intinto nello zucchero o nella marmellata e presentato al coniglietto. La prima volta aspettiamoci il familiare balzo disgustato di tutte le volte che tocchiamo il suo musino solleticoloso, ma appena si sarà reso conto che al solletico segue qualche sorsata di liquido dolce, imparerà ad apprezzare la siringa… cosa che ci faciliterà molto la vita quando sarà necessario somministrare al nostro animale una medicina o alimentarlo forzatamente.

Rosicchiare per casa
Il principale problema dato dalla libertà di un coniglio in casa è la compulsione di questi animali a esplorare l’ambiente coi denti e a rodere una grande varietà di substrati, fra cui cavi, oggetti di plastica e gomma, libri, tappeti, tessuti, tappezzeria e spigoli dei muri. Frequentemente i conigli attraversano periodi di passione per oggetti particolari (es. srotolare tutta la carta igienica) per poi dimenticarsene e rivolgere la loro attenzione ad altro. Questo comportamento è profondamente radicato nel coniglio e solo in parte può essere modificato dal nostro intervento. Il proprietario può tentare di dissuadere il coniglio dall’azione appena intrapresa battendo forte col piede per terra, premiando l’animale se desiste e offrendo qualcosa di alternativo, ad esempio un ramo. Per animali più testardi si può unire al suono e alla voce uno spruzzo d’acqua. Molti conigli però resistono ai tentativi di correzione scuotendo la testa e le spalle, con un gesto curiosamente simile al nostro fare spallucce: questi soggetti sono particolarmente sicuri di sé e per loro è meglio puntare su un perfetto “bunny-proofing”. I repellenti per cani e gatti o altre sostanze fortemente profumate tipo dopobarba o creme per massaggi funzionano con alcuni conigli; tuttavia è improbabile che da soli possano eliminare completamente il problema.

Comportamenti eliminatori inappropriati
Questo genere di problema di solito dipende da un errato addestramento durante l’infanzia. Molti neoproprietari “non hanno cuore” di confinare il coniglietto per le prime settimane dopo l’acquisto concedendo la libertà progressivamente: in questo modo però non si stabilisce il condizionamento ad usare la lettiera e l’animale sporcherà sul pavimento. Conigli non sterilizzati di entrambi i sessi inoltre usano urine e feci per marcare il territorio: pavimento, mobili, letti e divani e anche proprietario e altri animali di casa possono essere fatti segno di odorosi spruzzi di urina. Sebbene questo comportamento non sia atteso prima dei 4-6 mesi, occasionalmente anche cuccioli più giovani possono manifestarlo. La sterilizzazione chirurgica è la soluzione, tenendo presente che i miglioramenti sono veloci nei maschi (pochi giorni) mentre nelle femmine i comportamenti indesiderati possono continuare per qualche mese.

Pseudogravidanze, costruire il nido, aggressività legata a
Può verificarsi nelle femmine intere, che cominciano a strapparsi il pelo dall’addome, costruiscono un nido (aggravamento del rosicchiare in giro per casa) e difendono un’area circostante lo stesso in maniera notevolmente aggressiva. La sterilizzazione è fondamentale in questi casi, non solo per correggere il comportamento indesiderato, ma anche perché spesso queste fluttuazioni ormonali segnalano problemi a carico dell’apparato riproduttore come cisti ovariche o neoplasie uterine.

Aggressività verso le persone
I conigli hanno caratteri individuali e personalità. Espressione della personalità di un animale è la sua percezione all’interno della gerarchia sociale e il tentativo di migliorarla. Un comportamento aggressivo è spesso la soluzione che un animale trova a questo problema. In alcuni casi esso può essere inconsapevolmente insegnato dal proprietario stesso che reagisce esageratamente ai morsettini esploratori del cucciolo oppure a quelli di avvertimento di un animale più adulto, tipo “lasciami passare” o “mettimi giù”: se un animale realizza che mordendo suscita timore e rispetto, sicuramente lo rifarà e imparerà che quello è un modo facile ed efficace per ottenere ciò che desidera. In altri casi invece il comportamento aggressivo è determinato da stimoli ormonali: un maschio intero può mordere per frustrazione sessuale, molte femmine intere sono ciclicamente aggressive e sempre piuttosto possessive nei confronti della gabbia o della cuccia. La sterilizzazione è ovviamente la migliore terapia per queste forme. Se il comportamento di difesa del territorio parzialmente residua dopo la sterilizzazione, conviene all’inizio pulire la gabbia e la cuccia in assenza del “proprietario” per evitare stress ripetuti, e in seguito cominciare ad associare la presenza delle nostre mani nella gabbia con una leccornia. Più grande è la gabbia più facile è abituare il coniglio a condividerla temporaneamente con le nostre mani. Infine alcuni conigli possono essere dominanti per natura e imporre la propria personalità aggredendo e mordendo anche senza provocazione. Con questo genere di soggetti funziona bene un approccio stoico, ricambiando l’aggressione con coccole, leccornie e contatto corporeo: solitamente dopo un certo periodo le manifestazioni aggressive vengono sostituite da rituali di saluto seppure un po’ esuberanti.

Aggressività verso altri animali
L’aggressività verso i propri simili è in gran parte dovuta a contese gerarchiche e quindi non è del tutto eliminabile con la sterilizzazione. Una accorta, graduale introduzione aiuta a stabilire rapporti cordiali fra due conigli che non si conoscono; tuttavia anche animali abituati a convivere possono all’improvviso diventare competitivi e farsi anche seriamente male. Allo stesso modo alcuni conigli (soprattutto femmine) possono non riuscire mai a convivere pacificamente e devono essere tenuti separati. Può anche accadere che in un gruppo di conigli uno assuma il ruolo di paria, attaccato da tutti gli altri: questi soggetti non vengono aggrediti se lo spazio è sufficiente per mantenere le distanze, ma possono soffrire pesantemente se non ci sono mangiatoie, abbeveratoi e punti di riposo per consentirgli una vita normale senza interferire con i dominanti.

Una situazione potenzialmente molto pericolosa si realizza quando un coniglio sicuro di sé cerca di dominare il pastore tedesco di casa, illuso anche dal fatto che il cane si è sempre contenuto per obbedienza al padrone. In generale è sempre sconsigliato lasciare un coniglio e un cane da soli, il coniglio tende a essere invadente e incalzante nelle sue profferte sociali e può suscitare nel cane reazioni difensive o di avvertimento che possono essere molto pericolose anche senza intenzione da parte del cane.

Naturalmente questo è solo uno schema di massima, poi sarà la convivenza col singolo coniglio a insegnarci il suo peculiare modo di comunicare: tuttavia un po’ di pazienza per imparare una nuova lingua è indispensabile all’inizio della convivenza.


Relazione tenuta in occasione dell’incontro “Dalla padella all’abbraccio” tenuta a Ferrara

 

Conquistare un coniglio timido

Uno dei preconcetti sbagliati più comuni che le persone hanno sui conigli, è che a loro piaccia essere tenuti in braccio e coccolati. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che sembrano dei peluche. Sfortunatamente, molte persone acquistano conigli senza conoscere la loro vera natura e questa è una delle principali ragioni per cui creature adorabili ed intelligenti sono messi da parte non appena raggiungono la maturità sessuale, quando cioè, iniziano ad affermare la loro forte personalità.

Sei afflitto dal fatto che il coniglio non ami essere tenuto in braccio. Tuttavia, considera per un attimo la storia naturale del coniglio. Si tratta di una specie che vive a terra, preda di innumerevoli predatori. È completamente contro natura per un coniglio voler essere sollevato dal terreno e preso in braccio, dove non può controllare i propri movimenti e azioni.
Quando forzi un coniglio prendendolo in braccio contro la sua volontà, ribadisci la sua innata convinzione che sei un predatore che cerca di trattenerlo. Tenere un coniglio mentre lui si dimena e scalcia è pericoloso non solo per l’umano (scoprirai presto i suoi artigli affilati!), ma anche per il coniglio stesso.
Capita troppo di frequente che giovani conigli riportino fratture alle gambe, collo e dorso in seguito ad insistenza nel voler portare in giro in braccio il coniglio e maneggiarlo contro la sua volontà. Se ami il tuo coniglio non agisci in questo modo.

Pensa a questo: se al tuo cane o al tuo gatto non piace essere portato in giro, probabilmente non li forzi. Perché allora trattare il tuo coniglio in modo diverso, semplicemente perché il suo aspetto è simile ad un peluche? Per capire il comportamento di un coniglio, devi iniziare a pensare come un coniglio!

Prima di tutto, acquista una copia di The House Rabbit Handbook di Marinell Harriman, il libro più accurato ed aggiornato sulle cure di un coniglio.
In secondo luogo, ricorda che un coniglio, diversamente da cane e gatto, si è evoluto come una specie preda. Cani e gatti sono predatori e la maggior parte di essi non ha paura di essere presi in braccio. Rinforzando questa naturale tendenza, gli allevatori hanno selezionato generazioni e generazioni di cani e gatti domestici in modo che i loro discendenti avessero poca diffidenza. Questo significa che cani e gatti domestici generalmente non hanno paura degli umani.

I conigli domestici sono completamente diversi da questo punto di vista. Per secoli, i conigli sono stati allevati principalmente per la carne, la pelliccia e altre caratteristiche fisiche. Questo significa che quando accogli in casa un coniglio, accogli uno splendido animale dalle fattezze fisiche domestiche, ma dal cuore e lo spirito di un animale selvatico. È quindi più impegnativo conquistare la fiducia di questa creatura sensibile ed intelligente piuttosto che conquistare il cuore di un cagnolino o un micino, allevato a fidarsi di noi dalla nascita.

La maggior parte dei conigli è timida di natura. Sta a te, decisamente più adattabile, scendere a compromessi e alterare il tuo comportamento in modo che il coniglio capisca che sei un suo amico.
Seguendo alcuni passi puoi cercare di conquistare la fiducia del tuo coniglietto timido:

  1. Tu ed il coniglietto dovreste trovarvi insieme in una stanza tranquilla e privata, senza altri animali o distrazioni.
  2. Tieni un piccolo premio, come un pezzo di carota o un pezzettino piccolo di mela o banana in una mano. (Ricorda che questi cibi sono da considerare come piccoli premi e non come l’unica alimentazione del coniglietto! Coniglietti alimentati con troppi carboidrati digeribili sono dei perfetti candidati per seri problemi gastrointestinali!)
  3. Stenditi a pancia in giù sul pavimento e lascia che il coniglio esca dal suo rifugio (gabbia aperta). È abbastanza cruciale che la gabbia abbia un’apertura tale da permettere che il coniglio acceda liberamente, in modo che tu non debba maneggiarlo per farlo uscire o rimetterlo dentro. Il coniglio deve avere libertà assoluta di scegliere se uscire o rientrare. La sua naturale curiosità lo porterà comunque da te.
  4. Non ti aspettare che il coniglio si avvicini immediatamente. Resta tranquillo e paziente, anche se ci vogliono molte ore. I conigli sono curiosi per natura, e alla fine si avvicinerà per annusarti.
  5. Resisti alla tentazione di allungarti e toccare il coniglio. Lascia invece che sia lui ad annusarti, saltarti intorno e conoscere il tuo odore. Questo gli farà capire che non sei una minaccia.
  6. Se il coniglio trova il premio che hai in mano, tieni il premio per un po’ mentre lui lo mordicchia.
  7. Ripeti questi semplici punti ogni giorno. Gradualmente puoi iniziare a sfiorare il coniglio, dandogli un delicato grattino sulla fronte (di solito i conigli lo adorano!). Non forzarlo mai ed in nessun caso devi inseguirlo. Questo vanificherebbe tutta la paziente attesa per conquistarsi la sua fiducia. Un coniglio generlamente non apprezza giocare a rincorrersi con qualcuno 30 volte più grande di lui! È semplicemente un comportamento non naturale (essendo un animale preda) e non significa di certo che sia poco intelligente!
  8. Man mano che il coniglio diventa gradualmente meno timido, puoi iniziare a prendere più familiarità con lui, accarezzando la sua schiena, lasciando che si distenda con un fianco accanto al tuo braccio.. qualunque contacco che sia comodo e naturale per entrambi. Sembra che molti conigli trovino la nostra faccia meno spaventosa rispetto ad una mano. Il tuo coniglio potrebbe permetterti volentieri di dargli una calda “musatina” – strofinare il naso contro naso – (specialmente se canticchi molto piano e dolcemente; questo è infatti il modo in cui a volte comunicano i conigli fra loro), mentre invece non permetterti di avvinare la mano.
  9. Una volta che il coniglio capisce che sei un amico, si legherà molto fortemente a te. È imporntate sterilizzare il coniglio (specialmente se è una femmina) quando raggiunge la maturità sessuale ed inizia a voler montare qualunque cosa, te incluso – qualunque appendice capiti a tiro: braccia, gambe, piedi. La sterilizzazione fermerà questo comportamento ma soprattutto eliminerà il rischio molto elevato di tumori al sistema riproduttivo delle coniglie. La sterilizzazione in alcuni casi può rendere più facile l’insegnamento dell’uso della lettiera (anche se alcuni conigli non sterilizzati utilizzano tranquillamente la lettiera, mentre altri sterilizzati no). Ovviamente, essendo un’operazione da svolgere in anestesia totale (gassosa) deve essere svolta esclusivamente da un bravo veterinario esperto in conigli.

Mentre segui le indicazioni per conquistare un coniglietto timido, cerca di immaginare come possa sembrare il mondo a questo piccolo nuovo ospite peloso. Si ritrova in un ambiente completamente nuovo, dove c’è uno grosso “animale” dall’odore strano che appare sempre sopra di lui. Non immagina che stai cercando di diventare suo amico. Il suo istinto gli dice: “AAAAAAAAGH!!! Sta per mangiarmi!”. Perciò sta a te, il suo nuovo “genitore”, provvedere ad uno spazio sicuro e tranquillo per lui, in cui possa imparare a sentirsi protetto e rilassarsi (per una casa a misura di coniglio vedi Casa Lapina).
Cerca di vedere il mondo attravero gli occhi del coniglio. Immagina di essere al suo posto. Nessuno parla la sua “lingua”, è stato portato via dalla famiglie e forse è la sola caas che abbia mai conosciuto, e non ha idea di quali siano i tuoi piani per lui: amarlo, rinchiuderlo in gabbia per sempre o mangiarlo! Devi guadagnarti la sua fiducia progressivamente e pazientemente. Possono volerci ore, giorni, settimane o mesi, dipende dalla personalità del coniglio.

Una delle lamentele più comuni di chi compra un coniglio per i suoi bambini che si rivela essere timido, è che il coniglio “non si rivela il tipo di animale domestico che avrebbero voluto per i loro bambini”. Cerchiamo di bandire questo tipo di pretese! Il coniglio non è un peluche per bambini!
Piuttosto che restare delusi dal fatto che il coniglio non è come si aspettava (è abbastanza possibile che non gli piacerà mai essere preso in braccio), cogli l’occasione per insegnare ai tuoi bambini il rispetto per un tipo di animale molto diverso, che ha necessità, sensazioni e comportamenti diversi da un cane ed un gatto e che NON è un giocattolo di poco conto. Se i bambini vogliono davvero qualcosa da portarsi in giro in braccio, loro hanno bisogno di un peluche – NON un coniglio vivo!

Inoltre, ricorda che la responsabilità ultima del benessere del coniglio appartiene agli adulti in famiglia – non ai bambini. La maggior parte dei bambini inzia a capire veramente la necessità di cure costanti e devote verso un altro essere vivente in tarda adolescenza. Questa può essere un’opportunità per iniziare ad insegnare un’importante lezione di vita (purchè non sia a scapito del coniglietto!).

Il tuo coniglio è una creatura estremamante intelligente, dall’amore e fedeltà smisurate, che può diventare un membro della famiglia a tutti gli effetti, se solo gli permetti di essere ciò che lui è in realtà: un coniglio! Se tu e la tua famiglia siete in grado di assicurargli questo, avrete un compagno di vita incredibilmente meraviglioso.

Fonte

Winning Over a Shy Bunny di Dana M. Krempels, Ph.D Department of Biology University of Miami, FL.
Traduzione a cura di La collina.
Grazie a Dana M. Krempels per aver autorizzato la traduzione e diffusione dell’articolo su questo sito.

Un Natale sicuro per i nostri coniglietti

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Le feste di Natale rappresentano per la famiglia un’occasione di gioia ma a volte anche di stress, a causa dei preparativi e della confusione causata dall’arrivo degli ospiti. Tutto questo può coinvolgere anche il coniglio di casa, che può inavvertitamente trovarsi esposto a pericoli imprevisti. Vediamo alcune precauzioni da prendere durante questo periodo dell’anno.

Per prima cosa, consideriamo le decorazioni. Le decorazioni elettriche, collegate alla presa di corrente, sono molto rischiose; i fili elettrici vanno messi in sicurezza, impedendo al coniglio di raggiungerli con i denti. Vanno quindi sistemati fuori portata oppure protetti con avvolgi-cavi rigidi, in vendita nei negozi. Mordere i cavi elettrici rappresenta un grave pericolo, perché il coniglio può andare incontro ad arresto cardiaco o causarsi gravi ustioni in bocca.

Anche gli altri tipi di decorazioni (come nastri, stelle filanti, palline e altri oggetti che si appendono all’albero di Natale), possono essere rischiosi, se rosicchiati e ingeriti. Occorre fare attenzione ad appenderli abbastanza in alto da non essere raggiunti dal coniglio; i rami più bassi dell’albero possono eventualmente essere lasciati spogli, o decorati con oggetti “sicuri” come oggetti di legno o vimini non trattati, che possono essere “rubati” e rosicchiati senza pericolo. In alternativa, l’albero va protetto con una piccola recinzione o sistemato in una stanza in cui il coniglio non abbia accesso. È poco probabile che i nastri dei pacchetti rappresentino un rischio concreto, possono anzi essere un diversivo divertente, se si lascia che il coniglio ci giochi sotto supervisione.

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L’albero di Natale vero non rappresenta un pericolo se viene rosicchiato, tutt’al più occorre fare attenzione che un coniglio particolarmente robusto e vivace non riesca a rovesciare un piccolo albero non adeguatamente fissato. Se l’albero è sintetico il coniglio non deve potersi avvicinare per evitare che ingerisca pezzetti di plastica sicuramente dannosi.

Altre piante di stagione possono risultare pericolose. La famosa stella di Natale (poinsettia o Euphorbia pulcherrima) è molto meno tossica di quanto si ritiene, ma contiene un lattice irritante per contatto, per cui va tenuta fuori portata.

Altre piante possono invece rappresentare un pericolo, come il pungitopo (bastano 20 bacche per uccidere una persona adulta), il vischio e alcune specie di edera. In molte decorazioni le bacche del vischio e del pungitopo vengono sostituite da palline, che se ingoiate possono causare un’ostruzione intestinale mortale.

Le candele possono rappresentare un doppio pericolo. Se il coniglio curioso si avvicina troppo per indagare l’oggetto insolito, si può bruciacchiare o peggio ustionare. Oppure può rovesciare la candela, causando un incendio.  Eventuali candele vanno quindi messe ben fuori dalla portata dei conigli (e anche dei bambini).

A Natale spesso arrivano amici e parenti per festeggiare insieme il Natale, e un po’ di confusione è inevitabile, in particolare se tra gli ospiti ci sono bambini vivaci e chiassosi. Un coniglio particolarmente timido può restare traumatizzato dalla presenza di tanti estranei e dal chiasso, fino al punto di sviluppare un blocco intestinale per lo stress. Sarà quindi prudente lasciarlo in una stanza tranquilla, al sicuro dai rumori e dalla curiosità degli ospiti. Se invece il nostro coniglio ha un carattere spigliato e si trova a suo agio anche con gli estranei, dovremo istruire i nostri ospiti (soprattutto i più piccoli) a trattarlo con rispetto e a non prenderlo in braccio (in genere i conigli non amano essere sollevati da terra). In nessun caso lasciate l’animale insieme ai bambini senza supervisione; maneggiarlo in modo goffo può causargli serie conseguenze, come fratture a carico di zampe, schiena o denti, e un incidente invalidante o mortale può avvenire in pochi secondi.

Per evitare di stressare il coniglio, cercate di non variare troppo la sua routine giornaliera, anche se siete nel mezzo dei preparativi o nell’ intrattenimento degli ospiti.

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L’ultimo dell’anno evitate di spaventare inutilmente la bestiola con petardi e fuochi d’artificio: anche gli animali dei vicini vi ringrazieranno per l’attenzione.

Nei giorni di festa tradizionalmente si indulge in delizie come panettone, pandoro, frutta secca, cioccolato, torrone e dolciumi vari, ma questa regola non deve valere anche per i conigli. La somministrazione di questi squisiti alimenti può facilmente alterare il loro delicato apparato digerente, fino allo sviluppo di enteriti mortali. Non si deve quindi cedere alla tentazione di condividere con il piccolo amico tanta abbondanza, neppure una briciola, per non creare cattive abitudini e incitare l’animale a mendicare. Salatini, patatine fritte e frutta secca salata sono egualmente pericolosi perché possono causare un avvelenamento da sale se ingeriti in quantità. Tutti gli alimenti pericolosi vanno posti in zone assolutamente fuori dalla portata dei conigli, che sono in grado di saltare con facilità sopra i tavolini e a volte riescono anche a raggiungere il ripiano della tavola, se sufficientemente motivati dalla presenza di leccornie lasciate incustodite.

Evitare di offrire alimenti inappropriati e di effettuare cambi improvvisi di alimentazione, attenendosi invece alla salutare routine di fieno e verdure, è il modo migliore di trattare i conigli anche durante le feste. Passate le feste, il loro intestino continuerà ad essere in piena forma e il problema di ritrovare la linea sarà solo nostro…

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Fili elettrici: Attrazione Fatale !

ECCO ALCUNE SPIEGAZIONI E CURIOSITA’ DEL PERCHE’ I NOSTRI PELOSI SONO ATTRATTI DAI FILI ELETTRICI!!

Occhio al filo!

Quei dentini non sono messi lì a caso. Sembrano davvero fatti apposta per devastare qualsiasi filo elettrico corra per casa, e per far disperare te, padrone di un coniglio alla ricerca di una soluzione per scoraggiare il piccolo peloso dal rovinare i tuoi preziosi apparecchi elettrici.

Ma innanzitutto, perché questa attrazione irresistibile per i fili che conducono la corrente?

Qualcuno ipotizza che i conigli “sentano” la corrente e ne siano attratti, qualcun altro che sia un istinto insopprimibile perché i cavi casalinghi rappresentano le radici di cui i conigli dovevano liberarsi per alloggiare meglio nelle loro tane: ma forse, più semplicemente, i conigli mordono e rosicchiano per “limarsi” un po’ i denti ed evitare che crescano a dismisura, essendo a crescita continua.

Il problema, comunque, rimane: come scoraggiarlo e proteggerlo dal pericolo di prendere la scossa? La soluzione più pratica e veloce sono i passacavi, quei tubi di plastica dura, tagliabili su misura, dentro cui nascondere i cavi oggetto delle attenzioni del tuo coniglio. Sono efficaci? Sì – ma devono proprio essere di plastica dura per resistere agli attacchi di quei dentini affilati – perché quanto meno dovrebbero consentirti di arrivare in tempo e sgridare il tuo coniglio e tentare di fargli capire che non deve mordere i fili che trova per casa.

Se le apparecchiature a cui tieni di più si trovano in una stanza particolare, ad esempio uno studio o un salotto, l’altra soluzione – la più ovvia – è evitare che il coniglio ci entri quando può agire indisturbato perché né tu né un tuo famigliare è presente. Perchè all’interno dei fili elettrici passano delle vibrazioni che solo loro riescono a sentire, queste vibrazioni ovviamente sono generate dalla corrente che passa attraverso il filo, loro ne sono infastiditi e tendono pertanto a rosicchiare il filo per spezzare il passaggio di questi rumori per loro fastidiosi.

Non tutti i conigli sono demolitori e tranciano o scorticano qualsiasi materiale… direi semplicemente che il motivo principale è che è nella loro natura (istinto) il bisogno di rosicchiare e masticare, per il fatto ,che hanno i denti a crescita continua .( I loro denti non hanno la radice come i denti dei carnivori ,ma sono muniti di un nucleo germinativo, che permette la loro crescita continua).

In condizioni normali i denti del coniglio crescono mediamente alla velocità di circa 2 mm a settimana, ma il consumo dovuto alla masticazione di cibi fibrosi e allo sfregamento con i denti corrispondenti li mantiene ad una lunghezza costante e regolare.

LA FASE DELLA PUBERTÀ

 a cura del MED. VET. MARZIA POSSENTI

LA PUBERTA‘ NEL CONIGLIO: come riconoscerla e cosa fare per migliorare il rapporto con il coniglio in questo delicato periodo

E’ importante chiarire il ruolo della puberta’ nello sviluppo comportamentale del coniglio.

Poiche’ si tratta di un mammifero questa specie segue molte delle “regole comportamentali” di questo gruppo di animali. Una di queste regole consiste nelle caratteristiche della puberta’: la puberta’ e’ il momento in cui gli organi sessuali maturano e iniziano a produrre ormoni sessuali, principalmente testosterone nel maschio ed estrogeni e progesterone nella femmina.
La coniglia diviene pubere attorno ai 5-6 mesi, il coniglio attorno ai 4: conigli di peso maggiore divengono puberi piu’ tardi rispetto a conigli piu’ piccoli.

Dal punto di vista dello sviluppo psico-etologico e’ un momento cruciale, durante il quale il coniglio “rimette in discussione” tutte le cose apprese fino a quel momento.

Durante questo periodo compaiono i comportamenti legati alla sfera sessuale, come il corteggiamento e la copula vera e propria, e il comportamento di difesa del territorio.

Nella femmina iniziano anche, pressoche’ costantemente, le false gravidanze con conseguente aumento dell’intolleranza alle manipolazioni, difesa di cuccioli immaginari e della tana, strappamento del pelo della giogaia, riduzione dell’appetito.
I sintomi di falsa gravidanza possono essere presenti tutti o soltanto in parte, e con vari gradi di evidenza.

In ogni caso si tratta di un periodo molto delicato durante il quale, proprio perche’ tutto viene rimesso in discussione, il coniglio puo’ “dimenticare” cose apprese nei mesi precedenti, come la socializzazione con il gruppo umano con cui vive.

Poiche’, soprattutto nelle femmine, l’aggressivita’ puo’ aumentare molto in questo periodo e’ facile che il coniglio venga maneggiato di meno, meno coccolato, che ci si interagisca meno. Questo puo’ rappresentare un vero pericolo, perche’ il coniglio puo’ andare incontro ad un processo denominato “desocializzazione secondaria” per cui perde la socialita’ con l’uomo appresa durante i mesi precedenti la puberta’.

E’ di fondamentale importanza dunque sterilizzare i conigli appena presentano i primi segni di puberta’, ovvero appena divengono irrequieti, tentano di montare gli oggetti o gli altri membri del gruppo, anche umani, mordono se si mettono le mani in gabbia mentre prima non lo facevano, adottano dei pupazzi o altri oggetti come se fossero figli da difendere, divengono intolleranti alle coccole, saltellano insistentemente attorno ai piedi dei proprietari (i conigli maschi), magari spruzzandoli con le urine, iniziano a marcare con feci ed urine luoghi dove prima non sporcavano.

Anche il comportamento di marcatura del territorio, assieme a quello di difesa, compare alla puberta’ e fa sì che il coniglio non solo difenda attivamente i luoghi che ritiene propri (solitamente la gabbia) aggredendo con morso e rampando, ma marchi questi posti con urine e feci insistentemente e quotidianamente.
Tutti i sintomi descritti finora non compaiono alla puberta’ costantemente in tutti i conigli e con la stessa intensita’: ogni coniglio e’ diverso e potra’ presentare combinazioni diverse di questi comportamenti, ma in ogni caso dovra’ essere sterilizzato al piu’ presto appena li presentera’, compatibilmente con il suo stato di salute e con la gravita’ dei comportamenti, in modo da evitare i fenomeni di desocializzazione gia’ descitti ed il processo di fissazione dei comportamenti, frequente soprattutto con le marcature.

La fissazione dei comportamenti lo portera’ a mantenere comportamenti tipici della puberta’ e dell’adulto non sterilizzato anche dopo la sterilizzazione e potrebbe richiedere una terapia del comportamento per essere curato.
In altre parole piu’ tempo passa fra la puberta’ e la sterilizzazione e piu’ e’ probabile che il coniglio mantenga comportamenti come marcare o mordere anche dopo l’intervento.

Per quanto riguarda invece i comportamenti relativi alla falsa gravidanza scompaiono appena vengono eliminati dal circolo gli ormoni sessuali. Bisogna inoltre considerare che gli ormoni in circolo al momento della sterilizzazione non vengono eliminati con l’intervento chirurgico, ma vengono lentamente metabolizzati dall’organismo nelle settimane successive alla sterilizzazione: non bisogna dunque pensare che i comportamenti legati alla puberta’ scompariranno immediatamente dopo l’intervento, ma che andranno scemando lentamente fino a sparire del tutto nell’arco di 2-3 settimane.

E’ importante ricordare infine che, per la coniglia, la sterilizzazione e’ di fondamentale importanza anche per la prevenzione delle patologie uterine, estremamente frequenti in questa specie (2 coniglie su 3 dopo i 3 anni): la violenta stimolazione ormonale cui viene sottoposto l’utero in questa specie rende estremamente frequenti problemi quali la piometra (accumulo di pus nell’utero) e le neoplasie sia benigne che, molto piu’ spesso purtroppo, maligne.

Purtroppo non esiste nessuna terapia che sia ugualmente efficace nel risolvere sia i problemi comportamentali che organici conseguenti alla pubertà, ne consegue che, se per un maschio che non presenta i comportamenti problematici dell’adulto la sterilizzazione si potrebbe anche evitare (anche se si tratta di evenienze rarissime), per la femmina e’ comunque da consigliare per evitare non soltanto problemi comportamentali ma anche patologie organiche.

Med. Vet. Marzia Possenti