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IL SALUTO RITUALE DEL CONIGLIO

Il saluto del coniglio


“Mi lascia molto perplessa la scarsità di osservazioni etologiche sull’ atteggiamento di saluto che un coniglio domestico manifesta verso il suo amico (umano o non). Dato che il “saluto” è il più comune atteggiamento sociale di un coniglio non-dominante, sarebbe opportuno mostrare di comprendere il senso del messaggio e reagire come farebbe un altro coniglio: chinarsi lentamente fino a lui, per accarezzargli delicatamente la zona della testa, soprattutto la canna nasale, il contorno occhi e la fronte.”

I conigli sono animali che vivono in gruppi numerosi e come tali hanno sviluppato un complesso sistema di comunicazione che comprende suoni (in massima parte troppo deboli per un umano, eccetto le grida di paura), aromi (odori percepiti col naso e feromoni scandagliati con l’apposito organo vomeronasale) e atteggiamenti del corpo, che combinati tra loro offrono un efficace, articolato sistema di comunicazione sociale.Tralasciando per limiti fisici di osservazione il complesso sistema di suoni e di odori di cui i conigli si servono, resta di facile osservazione soltanto il linguaggio del corpo. Almeno quello occorre sforzarsi di comprenderlo, anche se, putroppo, è meno di 1/3 del loro ricco “vocabolario”!!!

Per comprendere le posture del corpo che un coniglio usa nei confronti dell’uomo, occorre ovviamente prima comprenderle nell’ambito dei rapporti tra i diversi conigli di uno stesso gruppo sociale.Nell’osservazione di un gruppo di conigli che ha già definito stabilmente la propria gerarchia di branco (nelle condizioni e negli spazi adatti, ciò richiede 48 ore di scontri tra adulti, talora violenti), quello che maggiormente colpisce è la gentilezza reciproca della massima parte delle relazioni, la cortesia insita nella specie e la capacità di dispensare affetto al prossimo, indipendentemente dal sesso e dal ruolo sociale di questi; i conigli sono creature gentili che necessitano di grandi spazi per poter vivere felicemente in armonia.

Un buon esempio di linguaggio del corpo è quello che comunemente io chiamo il “saluto”, l’equivalente di un inchino medioevale.

Quando due conigli amici si incontrano nel corso del loro vagabondare, se si riconoscono a prima “vista” e desiderano interagire, si avvicinano frontalmente senza alcun bisogno di annusarsi in dettaglio (l’annusamento ostentato fa parte degli atteggiamenti di presa di contatto tra estranei, normalmente non lo si usa tra appartenenenti allo stesso gruppo sociale) e subito quello dei due gerarchicamente più basso nella struttura sociale del branco china la testa ben piatta orizzontalmente, rasente al suolo, mentre tutto il suo corpo eccetto le orecchie (attente) tende alla posizione globosa e resta immobile per alcuni momenti, l’altro lo osserva da vicino per accertarsi di essere oggetto di adeguato rispetto (in caso l’omaggio non si riveli adeguato, segue una veloce aggressione-promemoria).

Dato che rispettivi ruoli sono già chiaramente definiti, questo inchino non indica paura (le orecchie NON sono piatte sul corpo e tese spasmodicamente all’indietro ma attente, rivolte all’insù, gli occhi sono serenamente socchiusi in segno di benessere, NON sono spalancati per il terrore), si tratta al tempo stesso di un cortese riconoscimento della posizione sociale dell’altro e di una ricerca di attenzione sociale. Il saluto viene infatti sovente completato spingendo la testa in avanti sotto il mento del compagno: è quest’ultima una richiesta di coccole che il dominante è solito accogliere con gentilezza, somministrando leccatine affettuose dirette agli occhi e alla fronte. Il sottomesso indica chiaramente a sua volta di gradire le attenzioni in atto, mantenendosi immobile nella posizione di saluto e socchiudendo beatamente gli occhi.

Questa richiesta di coccole viene anche riservata al proprio compagno da una femmina affezionata (saltuariamente anche da parte di lui verso di lei), nella coppia il maschio non castrato ha infatti il ruolo del dominante.

Il saluto è il più comune atteggiamento che un coniglio non-dominante rivolge al suo amico umano, in segno di omaggio, dopo essergli corso incontro. Il modo corretto di rispondere non è certo prendere in braccio il povero coniglio (che MOLTO raramente gradisce), o cercare di rassicurarlo pensandolo spaventato. Sarebbe molto meglio mostrare di comprendere il senso del messaggio, chinandosi lentamente fino a lui, per accarezzargli delicatamente la zona della testa, soprattutto la canna nasale, il contorno-occhi e la fronte. Al coniglio fa infinitamente piacere ed egli lo manifesta chiaramente restando immobile ad occhi serenamente socchiusi, può anche sollecitarci a continuare spingendo la sua canna nasale sotto alla nostra mano.

NOI CONIGLIETTI… DA FORUM DI PROTTY

Musatine a tutti i musetti dolcissimi che si sono affacciati a questa porta e che ci annusano curiosi e timidi! Non abbiate paura di entrare: qui siamo tutti schiavi di voi pelosi, siamo la vostra ombra al sole e le vostre zampine nel buio. Dovete sapere che noi umani siamo un po’ imbranati nei vostri confronti. Armatevi di pazienza e dateci fiducia: impariamo in fretta!

Alle volte vorremmo che vi comportaste come cani e gatti, che vi arrampicaste alle nostre gambe o che ci leccaste per arruffianarvi un po’ di coccole. Ma voi siete speciali: non abbaiate e non miagolate. Siete silenziosi e nei vostri saltelli, corse e spiattellate per terra scopriamo la vostra felicità.
Ci scrutate da lontano e ascoltate la nostra voce. Non vi piace chi urla e chi si sbraccia troppo. Certo un bel morsetto o un ringhio ci fanno capire il vostro indice di gradimento, ma il più delle volte vi date alla fuga (e come non darvi ragione).

Meglio chi si siede per terra, chi sa aspettare la vostra voglia di conoscerci. E allora, piano piano, facendo quasi finta di nulla vi avvicinate curiosi e timorosi. Ci annusate per benino e spostando leggermente la testa ci guardate. State lì, fermi per qualche secondo, come se voleste farci una foto e poi di nuovi pronti alla scoperta del mondo.

Passano i giorni e quei muri diventano familiari. Ohibò, avete già trovato il vostro angolo dei bisogni e sarà il caso che lì noi schiavetti ci mettiamo una lettiera sempre pulita e con del fieno fresco. Lo so, vi piace mangiucchiare quei filetti profumati mentre fate i vostri bisogni… viziatelli! Più in là scorgete una cosa strana: cosa sarà mai tutta quella roba verde? Vi avvicinate e anche lì una bella annusatina: che sapore avrà mai…. Ma boccone dopo boccone sembra piacervi, specie quella arancione e dura, o quel bel pezzetto bianco e duro, la fogliolina bordeaux… per non parlare di quelle morbide e rosse. Già, sono le carote, i finocchi, il radicchio e le fragoline. Vi piacciono, vero? Certo che vi piacciono ma ricordatevi che lì c’è sempre il fieno… avete presente? Mangiatene tanto, non vi fa ingrassare e poi lo sapete che vi tiene ad hoc i dentini. D’altraparte siam fifoni anche noi col dentista e ci teniamo tanto alla vostra salute. Anche voi avete il medico di fiducia. A dire il vero ve lo cerchiamo noi, tartassando di domande fin quando siamo certi della loro esperienza e competenza.

Ricordatevi (mettetevi un bel post it) che almeno 2 volte l’anno lo dovrete vedere. Non è bello? Vi prende e vi ribalta a pancia in su? Vabbè, voi chiudete gli occhietti e rilassatevi un attimo. Vi deve controllare i denti, le orecchie, sentire il vostro morbido panciotto e controllare le unghiette. Se necessario, vi farà anche la zampicure! E poi vi dovrà vaccinare: eh si, una punturina ogni 6 mesi contro 2 brutte malattie. Sono la MIXO e la MEV che vengono spesso trasmesse dalle zanzare. Certo che possiamo ucciderle ma loro mica bussano prima di entrare. Non abbiate paura è una punturina tra le scapole che nemmeno sentirete… e lo sapete che poi avrete il vostro amato premietto.

Nella vostra casa ci saranno un po’ di pericoli. Noi non ci pensiamo a tante cose ma anche voi vi impegnate per benino, eh?? E allora non resta che ingegnarci con eliche di plastica per non farvi rosicchiare fili e cavi elettrici. Vi piacciono i mobili? Mannaggia, è ovvio che vi piaccia il legno. E allora noi potremmo darvi dei rametti di salice o di nocciolo e sugli stipiti dei mobili che avete adocchiato usare del nastro bioadesivo trasparente. Voi non lo vedrete ma il vostro musino lo riconoscerà e…ahi!!…vi ricorderà di stare alla larga.

La solitudine non è bella per nessuno e allora per voi conigliettisingle noi schiavetti dobbiamo darvi dei giochini. A dire il vero preferireste un compagno lapino. Come non capirvi, per quanto amore possiamo darvi siamo mica conigli! E allora per chi non è ancora pronto al grande passo potrà darvi degli scatoloni di cartone, dei tappetini, che vi faranno senz’altro piacere. Vi piace che noi corriamo e voi dietro all’inseguimento, ma voi siete velocissimi e ci raggiungete in un secondo! È anche vero che ve la spassate un mondo a dormicchiare, eh? La pennichella pomeridiana è sacra ma la sera e la mattina vi scatenate con noi in corse e coccole.

Insomma, ci dovrete sopportare per tanti e tanti anni ma noi vi vogliamo un gran bene.
Piccoli, grandi, pelosoni, orecchie su o giù, neri, bianchi, mesciati, siete straordinari.

Non abbiate paura di loro, dei loro silenzi.
Non lo sapete ancora? I coniglietti parlano, basta ascoltarli col cuore e guardarli con amore.

Tratto dal forum Protty

ABITUARE IL CONIGLIO A FARE I BISOGNI IN CASSETTA

COME ABITUARE NELLA PRATICA IL CONIGLIO AD UTILIZZARE LA CASSETTA DEI BISOGNI

Alessandro Bellese, Med. Vet.

In linea di massima i conigli scelgono istintivamente uno o pochi posti (generalmente angoli) per urinare e depositare la maggior parte dei pellet fecali. Per quanto riguarda l’urina, per abituare il coniglio ad urinare in un determinato posto, spesso basta solo mettere una cassetta all’interno della gabbia nel punto in cui ha già deciso di sporcare. Per le feci, generalmente è sufficiente fornire al coniglio un posto dove si senta sicuro e che sappia non possa essere invaso da altri. Risulta molto importante quindi che la gabbia diventi a tutti gli effetti la sua tana. Ci sono però dei fattori che condizionano queste positive abitudini. Tali fattori possono essere propri dell’animale (età, funzionalità ormonale, stato di salute etc.), oppure esterni ad esso (gestione della gabbia, tipi di cassetta e lettiera, stress etc.). 

 INFLUENZA DELL’ETA’

In linea di massima i conigli adulti sono più facili da educare rispetto ai giovani, soprattutto se molto giovani. La capacità di imparare di un coniglio aumenta con la crescita e l’esperienza. Inoltre l’istinto territoriale proprio degli adulti, se correttamente orientato già indirizza l’animale a depositare feci ed urine vicino alla tana. 

INFLUENZA DELLA STERILIZZAZIONE

I conigli raggiungono la maturità sessuale a 4-6 mesi, a questo punto l’influsso ormonale fa si che inizino a marcare il territorio, il che si manifesta spesso con spruzzate di urina su varie postazioni del presunto territorio La sterilizzazione (sia nel maschio che nella femmina) diminuisce fino ad eliminare questa necessità. Quindi l’evacuazione fisiologica verrà più probabilmente effettuata sulla cassetta da lettiera. 

 TIPI DI LETTIERA

Quando si sceglie il tipo di lettiera bisogna tenere in mente che:

  • Spesso i conigli passano molto tempo sulla lettiera della cassetta
  • I conigli assaggiano sempre qualche pezzo di lettiera
  • L’urina di coniglio ha un odore molto forte

Le lettiere consigliate sono di materiale organico, in particolare fatte di erba medica, avena, carta etc. Si può utilizzare il fieno, in questo caso va cambiato frequentemente in quanto il coniglio lo mangia.

Sono sconsigliate le lettiere di trucioli di legno morbido resinoso come pino o cedro, poiché le esalazioni emesse sembra possano causare danni epatici.

Altresì sconsigliate sono le lettiere per gatti, alcune delle quali sono state associate ad intossicazione da zinco. 

PRO E CONTRO DI VARI TIPI DI LETTIERA

  • Lettiere d’argilla: polverose, l’aspirazione di tali polveri può predisporre a polmoniti. Le sostanze deodoranti contenute possono essere tossiche
  • Lettiere agglomeranti: se ingerite o aspirate possono agglomerarsi nell’apparato digerente o respiratorio del coniglio.
  • Segatura di cedro: le esalazioni possono causare danni epatici
  • Tutolina: può andare bene ma non controlla bene gli odori
  • Fogli di carta da giornale: buon potere assorbente ma non controlla gli odori
  • Segatura di pioppo: sicura e con buon potere assorbente
  • Pellet di polpa di carta: buon potere assorbente ed un discreto controllo degli odori
  • Pellet di erba medica o avena: controlla bene gli odori, ma mangiato in quantità eccessiva può causare problemi
  • Pellet per alimentazione conigli: sconsigliato per conigli in soprappeso

Considerazioni sull’uso dei pellet alimentari come lettiere

  • Un coniglio giovane userà normalmente e la lettiera e la sua ciotola sia per prendere il cibo, sia per fare i bisogni.
  • Per accelerare i tempi di apprendimento è utile spostare il più spesso possibile il cibo sporcato nella lettiera e lavare la ciotola del cibo ogni volta che si aggiunge nuovo cibo.
  • In linea di massima i conigli mangiucchiano i pellet nella lettiera quando sono appena messi e freschi, quando si sporcano perdono di interesse.
  • Alcuni conigli urinano e defecano nelle loro ciotole del cibo volontariamente. Questo soprattutto in un coniglio recentemente introdotto in un nuovo ambiente rappresenta un avvertimento per gli intrusi: “questo è il mio piatto!!!”.

 

I conigli imparano facendo la cosa giusta ed essendo ricompensati per questo e non tramite errori e punizioni, bisogna quindi metterli nelle condizioni di poter fare solo la cosa giusta.

Due punti essenziali nell’insegnamento ad usare la cassetta da lettiera sono:

  • Attenta osservazione
  • Tempismo

I conigli generalmente “dicono” dove e quando vogliono eliminare.

In genere eliminano pochi secondi dopo essere usciti dalla gabbia o dopo aver fatto l’ispezione preliminare dei dintorni. Molti conigli manifestano segnali corporei come indietreggiare verso un angolo, alzare la coda e rilassare leggermente le orecchie. In alcuni casi vanno direttamente dove hanno urinato il giorno precedente.

Conoscendo questi segnali si possono tempestivamente disporre delle cassette dove serve e cercare di abituarli ad usarle costantemente. Non serve a nulla metterli nella cassetta dopo che hanno urinato e defecato, anzi in questo modo gli si insegnerebbe ad andare nella cassetta dopo aver eliminato.

Ecco alcuni punti utili che possono risultare utili durante il periodo di “insegnamento”:

  • Cominciare con una cassetta nella gabbia, ed una o più cassette nello spazio di libertà
  • Se urina in un angolo della gabbia, diverso da quello dove è presente la cassetta, spostare quest’ultima su quell’angolo
  • Non allarmarsi se usa la cassetta per distendersi. Anzi, più utilizzano e divengono confidenti con la cassetta più facilmente la useranno.
  • Una volta che il coniglio si sarà abituato ad utilizzare la cassetta nella gabbia, lasciarlo girare nell’area di libertà
  • Se va in un angolo dove non c’è una cassetta, o solleva la coda nell’atteggiamento tipico, o produce un singolo suono battendo le zampe, portarlo gentilmente alla gabbia ed alla sua cassetta o ad un’altra cassetta dell’area di libertà. Questo va fatto gentilmente e con precauzione, in modo da non dare l’impressione che la gabbia o la cassetta dei bisogni rappresentino una punizione
  • Una manciata di fieno, di prezzemolo, di pellet, un pezzetto di mela o un gioco nella cassetta possono essere motivo di attrazione
  • Quando avrà usato la cassetta le prime volte, elogiare il coniglio e dargli un premio (alimento particolarmente gradito)
  • Quando sarà abituato a fare i bisogni nella cassetta della prima stanza lasciata a disposizione, si può cominciare ad ampliare l’area esplorabile
  • Questo processo deve essere attuato con calma e pazienza. Se l’area di libertà diviene ampia (magari fino a comprendere tutta la casa) sarà bene aumentare il numero di cassette dei bisogni
  • Una volta che sarà abituato ed userà abitualmente le cassette si potrà cominciare a diminuirne il numero. Inizialmente più cassette si utilizzano meglio è.
  • Conviene mantenere una certa routine giornaliera. I conigli sono animali piuttosto abitudinari.

Punizioni e rimproveri non servono nell’educazione dei conigli. In linea di principio bisogna far associare l’utilizzo della cassetta a qualcosa di piacevole e non a paura e punizioni.

Se il coniglio fa troppi errori, spesso significa che almeno inizialmente ha troppo spazio libero a disposizione e poca supervisione. L’area di libertà in un coniglio non ancora abituato alla cassetta dovrebbe essere limitata ad una sola stanza contenente tante cassette. Una volta abituato ad usarle si riduce di numero e si amplia l’area di libertà, fornendo il nuovo territorio di cassette.

Si deciderà poi se, quante e dove lasciare cassette oltre a quella all’interno della gabbia.

Alcuni conigli amano lanciare la loro lettiera fuori della cassetta, per ovviare a questo problema si può tentare di utilizzare cassette coperte o diversi tipi di lettiera. 

 

MINZIONE FUORI DALLA CASSETTA DEI BISOGNI

A volte i conigli emettono l’urina ad una certa distanza all’indietro, che in questo modo finisce al di fuori della cassetta. In questi casi conviene:

  • Utilizzare una cassetta coperta
  • Alzare le sponde

SE IL CONIGLIO URINA O DEFECA APPENA FUORI DALLA CASSETTA DEI BISOGNI (SOPRATTUTTO SE PRIMA ERA ABITUATO AD UTILIZZARE LA CASSETTA DEI BISOGNI)

Le cause più comuni di questo comportamento sono:

  • patologie urinarie
  • problemi comportamentali
  • territorialità

PATOLOGIE URINARIE

    • Infezione/infiammazione delle vie urinarie
    • Sabbia vescicale
    • Calcoli vescicali
    • Malattie renali

PROBLEMI COMPORTAMENTALI

    • Confinamento in gabbia e nell’area circostante
    • Elogiare i comportamenti appropriati
    • Ripetizione dei passi base dell’educazione alla cassetta
    • Osservazione e vigilanza durante il tempo fuori della gabbia

Una volta eliminate le cause mediche tramite una visita veterinaria, vanno valutate quelle comportamentali. Generalmente la causa va ricercata in una rottura della routine, come: riduzione o aumento improvviso del tempo a disposizione fuori dalla gabbia, ospiti per casa, introduzione di nuovi animali, spostamento della gabbia, eventi emozionali intensi (in positivo o negativo) etc.

Qualsiasi sia la ragione il coniglio si sente insicuro e cerca di ricostruire la propria fiducia sottolineando la propria firma (la firma è rappresentata dai pellet fecali nella gabbia e nella cassetta, la sottolineatura da chiazze di urina e mucchietti di pellet accanto alla cassetta ed alla gabbia). A meno che la causa non sia ancora in corso, nel qual caso può essere rimossa, la sua identificazione non è così importante. Il punto importante non è cosa ha scatenato l’alterazione comportamentale, ma l’abitudine che ne deriva. E’ importante agire al primo insorgere del problema, perché più tempo passa più il comportamento si fissa. Più la cattiva abitudine si ripete più è probabile che diventi una costante.

Come risolvere la situazione:

Tale metodo non è necessariamente efficace al 100% poiché determina anch’esso una variazione della routine, cosa che spesso è causa dell’instaurarsi di una cattiva abitudine.

Purtroppo non vi sono alternative. L’importante è cercare di agire con cambi minimi alla routine.

Un trucco può consistere nell’aggiungere una cassetta dei bisogni nell’area di movimento libero; questa novità, associata magari al posizionamento di qualche frammento di alimento particolarmente apprezzato al suo interno, può invogliare il coniglio ad entrare nella cassetta per investigare. Una volta dentro, spesso fanno qualche bisogno, ed allora il gioco è fatto.

E’ importante comprendere che questo processo richiede tempo e possono essere necessarie settimane per ripristinare il comportamento corretto.

IL Grooming

Grooming

Creato da Reny:

Il grooming è un’comportamento istintivo dei conigli appartenenti allo stesso gruppo “famiglia” . Oltre a prendersi cura del proprio mantello i conigli si aiutano nella toelettatura reciproca (si leccano e mordicchiano il pelo dolcemente) specialmente nei punti da loro stessi difficilmente raggiungibili come la fronte, gli occhi,le orecchie la nuca ecc.. come se si scambiassero il favore , ma questo comportamento quotidiano rafforza anche le reciproche relazioni:  è come un comportamento d’affiliazione …

Se il tuo coniglio ha nei tuoi confronti questo tipo di attenzioni, vuol dire che ti riconosce come il membro della sua “famiglia” è un po come per noi di ricevere una affettuosa carezza da un famigliare o amico  e sarebbe carino da parte tua, come farebbe il suo simile di rendergli affettuosamente questo onore…dandogli delle tenere carezze.
In genere il grooming lo praticano tutti i conigli tra di loro…

Per loro è come un favore reciproco per aiutarsi avvicenda a mantenere il pelo pulito anche nelle zone dove da soli non arrivano, e inoltre è un modo per rafforzare le reciproche relazioni ,come un comportamento di affiliazione. Ovvio che un coniglio dominante manifesta la superiorità a volte con un po di prepotenza… pretendendo la scelta del cibo migliore, del posto dove riposare e anche delle attenzioni come ricevere la pratica di grooming da altri membri del gruppo ma anche lui infine ricambia questo gesto.

Le femmine intere sono continuamente esposte agli sbalzi ormonali, in quanto sono quasi sempre recettive e la presenza di un’altro coniglio, anche se sterilizzato aumenta in loro l’istinto di riprodursi quindi anche lo stress ormonale  spesso si riflette su di lei rendendola suscettibile, volubile e persino aggressiva.

Comunque anche tra i conigli che vivono insieme in modo pacifico a volte ci sono delle piccole scaramucce che spesso riguardano la scala gerarchica. Quando nel gruppo c’è un coniglio dominante ( nel mio lo è addirittura una femmina piu anziana – matriarca) i conigli subdominanti spesso se ancora giovani a volte cercano di sfidare il coniglio dominante o risalire rispetto agli altri il proprio posto nella scala gerarchica. Quindi è una continua conferma e ricerca di migliorare la loro posizione nel gruppo. Anche i miei conigli a volte si “bisticciano”un po.. qualche volta si tratta solo di un breve episodio, altre volte dopo un lungo periodo di convivenza pacifica puo accadere anche piu volte al giorno…. Cmq come ho detto i conigli interi sono molto piu soggetti a questi comportamenti che i conigli sterilizzati.

 

CONVIVENZA TRA CONIGLI ED ALTRI ANIMALI

Possiamo stare insieme?


POSSIAMO STARE INSIEME? Il coniglio e gli altri animali a confronto

Il sogno di molte persone che amano gli animali è quello di dividere la casa con tanti amici appartenenti a specie diverse e di realizzare un serena convivenza anche tra animali molto diversi tra loro. Fatta eccezione per alcuni casi in cui il binomio predatore/preda non è affatto consigliabile (impossibile pensare di mettere insieme, ad esempio, furetti e conigli), questa convivenza può instaurarsi, tenendo comunque presente che ogni animale ha una propria indole e personalità, e che quindi è senza dubbio sconveniente generalizzare, poiché i cani, i gatti e gli stessi conigli sono molto diversi tra loro.

Quanto l’istinto di predatore possa essere tenuto a freno e quanto benevola possa essere l’accettazione di un animale-preda, è qualcosa che non può essere stabilito a priori e presenta un numero infinito di variabili, non è da escludersi la possibilità di rinunciare all’idea e tenere gli animali separati.

Premessa quanto mai necessaria è che occorre una certa gradualità, nonché pazienza, nel fare le rispettive introduzioni, ed è necessario i primi tempi essere sempre presenti durante gli incontri, e non lasciare mai gli animali da soli, se non quando essi non siano riusciti a raggiungere un evidente e sereno accordo, possibilmente da diverso tempo. Nel caso poi di animali di taglie molto differenti, si consiglia, nonostante indole pacifica e reciproca accettazione, di non lasciarli mai incustoditi insieme in ogni caso. Un cane di grossa taglia potrebbe, involontariamente, a scopo di gioco e non di attacco, ferire il coniglio di dimensioni decisamente inferiori. Da non sottovalutare, infine, il caratterino stizzoso di alcuni conigli che spesso, sotto gli occhi increduli di chi li vede come dolci, soffici ed indifesi esserini, potrebbero sferzare pericolosi colpi di zampa nei confronti di gattini e cagnolini estremamente mansueti.

Approccio coniglio-cane

La premessa è che è opportuno non lasciare MAI cani e conigli da soli in casa.

Detto questo si può tuttavia cercare di farli approcciare facendo molta attenzione. L’introduzione iniziale può avvenire in diversi modi, escludendo categoricamente il primo incontro lasciandoli liberi insieme, perché il cane potrebbe rincorrere il coniglio spaventandolo anche fino a farlo morire d’infarto.

Nello scegliere le modalità di incontro ci sono diverse questioni che vano tenute presenti:

► se si decide di tenere il coniglio in gabbia e di far avvicinare il cane alla gabbia, occorre ricordare che il coniglio si terrorizza maggiormente se gli vengono ostacolate le possibilità di fuga.

All’interno della gabbia, con un “predatore” vicino a lui, si sentirebbe intrappolato, e se in aggiunta il cane dovesse reagire abbaiando e ringhiando, il coniglietto potrebbe spaventarsi a morte.

Si potrebbe cercare di tranquillizzare il cane, lodandolo, carezzandolo e parlandogli con voce tranquilla ed eventualmente premiarlo se rimanesse calmo, ma si correrebbe il rischio che il cane impari in tal modo a RISPETTARE LA GABBIA, NON IL CONIGLIO!!!

Non c’è assolutamente alcuna corrispondenza tra il comportamento che il cane dimostra con il coniglio in gabbia e quello che potrebbe dimostrare con il coniglio in libertà.

► Un’alternativa è fare esattamente l’opposto, ovvero tenere il cane in gabbia (tipo KENNEL), ed il coniglio in libertà.

Il cane non dovrebbe vivere la cosa come una “punizione”, pertanto va sempre lodato e premiato quando si trova nella gabbia, specialmente se rimane calmo davanti al coniglio che si muove.

Per quanto questo sistema possa sembrare mortificante per il cane (è ingiusto per qualsiasi animale essere chiuso in una gabbia, anche per il coniglio!), è in realtà la soluzione migliore, poiché il cane, in tal modo, ha la possibilità di abituarsi gradualmente alla corsa del coniglio, principale innesco del comportamento predatorio.

Solo dopo che si è abituato in seguito a questi “incontri”tramite le sbarre, che possono essere ripetuti più volte, si può provare l’incontro senza gabbia, tenendo il cane al guinzaglio e il coniglio libero. E’ preferibile essere in due persone, uno che tiene il cane al guinzaglio e l’altro che accudisce il coniglio.

Fondamentale che la presenza del coniglio sia UN’ESPERIENZA POSITIVA associata a lodi e coccole e premi alimentari, se il cane si vede sempre sgridato e allontanato in presenza del coniglio non tarderà a identificarlo come un odioso intruso fra lui e la sua famiglia e prima o poi gliela farà pagare.

Questi approcci possono più volte essere ripetuti, osservando di volta in volta l’atteggiamento dei due, se tutto procede bene, si può passare al contatto corporeo. Si può tenere il coniglio in braccio, all’altezza del volto del cane, così che possa vederlo bene.

Occorre stare in allerta per cingere eventualmente il coniglio in caso di manifestazioni eccessive da parte del cane, in caso contrario, se quest’ultimo si mostra calmo e annusa e lecca docilmente il coniglio, lo si può lodare e dargli in premio qualcosa che gradisce molto. Se tutti i tentativi procedono bene, si può procedere a liberare entrambi nella stessa stanza, si consiglia in ogni caso di essere molto vigili e preferibilmente di essere, come già detto, in due persone, per tenere la situazione sotto maggiore controllo. Se i tentativi di approccio falliscono ripetutamente si consiglia vivamente di abbandonare l’idea ed evitare di stressare ulteriormente il coniglio (può essere tenuto in una stanza separata, possibilmente in compagnia di un suo simile).

Non si ripeterà mai abbastanza che sono pochissimi i cani che possono essere lasciati soli con un coniglio, e ve ne sono alcuni con i quali l’approccio è vivamente sconsigliato: terrier, segugi e molti cani da difesa.

Approccio coniglio-gatto

Nel caso di gatto e coniglio, bisogna tenere presenti alcune cose di fondamentale importanza.

I conigli in natura sono animali gregari, vivono in gruppo e sono animali naturalmente portati alla socializzazione, i gatti sono animali più solitari.

Inoltre, l’istinto di cacciare nel gatto è decisamente radicato, e se il coniglio scappa, il gatto corre dietro al coniglio inevitabilmente e questo è molto frequente e spesso difficilmente controllabile.

Per il gatto domestico la caccia è un gioco, anzi, è il suo gioco preferito, questo passatempo può non essere ritenuto altrettanto spassoso dal coniglio! Occorre tuttavia sottolineare che i gatti spesso associano una preda ad un animale di piccole dimensioni pertanto non sempre tendono a considerare il coniglio una preda, anzi spesso con i conigli di taglia grande si instaura un bellissimo legame.

E’ preferibile quindi l’approccio di un gatto adulto con un coniglio adulto.

MA COSA ACCADE IN CASO CONTRARIO?

Ovvero, cosa succede se al coniglio viene affiancato un gattino ancora cucciolo? La cosa può sembrare paradossale, ma per un coniglio può essere molto più pericoloso ritrovarsi ad avere a che fare con un gattino che con un gatto adulto.

Un gattino, sicuramente innocuo dal punto di vista fisico, ha una maggiore tendenza a giocare, anzi il gioco predatorio nel cucciolo di gatto è particolarmente insistente, questo può arrivare a stressare un coniglio fino a provocare gravi problemi (non ultimo la morte del coniglio).

Come per l’approccio con il cane è preferibile far incontrare i due attraverso la gabbia (il gatto in gabbia), tenendo però presente che non è inconsueta la tendenza del gatto di infilare le zampe tra le sbarre per graffiare il coniglio.

Occorre parlare al gatto con dolcezza e rimproverarlo se cerca di graffiare il coniglio, spruzzandolo eventualmente con dell’acqua se non dovesse smettere. Se il gatto si dimostra particolarmente mansueto nei confronti del coniglio, e si decide che non c’è pericolo a lasciare entrambi liberi tentando un approccio diretto, si consiglia di mettere a disposizione del coniglio, in ogni caso, delle tane dentro le quali il gatto non può avere accesso (piccole casette, scatoloni con un buco troppo piccolo per far passare il gatto), di modo che il coniglio eventualmente inseguito possa trovare velocemente rifugio.

● Un inconveniente che spesso si presenta a chi ha gatto e coniglio che convivono, riguarda il momento della pappa. Molte volte si sente dire: “Il mio coniglio ruba le crocchette al gatto!”.

Lì per lì può sembrare una cosa divertente e c’è da dire che il coniglio può anche gradire particolarmente il cibo del suo amico gatto. A dirla tutta ci sono molte cose che il coniglio può gradire, ma che sono dannosissime per la sua salute (pane, biscotti e tutto ciò che va contro la sua natura di ERBIVORO STRETTO).

Va bene tenere insieme un animale carnivoro con un animale erbivoro, ma è importantissimo rispettare le loro differenti abitudini alimentari e impedire al coniglio di avere accesso alla ciotola del gatto.

Ingerire le crocchette del gatto può essere molto pericoloso per il coniglio, perché questo va ad alterare la sua flora intestinale esponendolo a diverse problematiche, e se la cosa si protraesse non è da escludere il decesso del coniglio.

Il coniglio e la cavia

Si è ormai diffusa l’abitudine di tenere insieme conigli e cavie. Nella grande maggioranza dei casi la cosa funziona, anzi tra alcuni conigli e porcellini si istaurano delle splendide amicizie.

Se poi si considera il fatto che i due mangiano più o meno le stesse cose e hanno le stesse esigenze dal punto di vista gestionale (la lettiera può essere la stessa), tale scelta è sicuramente preferibile rispetto ad altre. Occorre però, anche in questo caso, fare le opportune precisazioni.

► Innanzitutto è vivamente consigliabile che il coniglio sia sterilizzato, quindi inutile pensare di fare la scelta del porcellino per non affrontare la sterilizzazione, che sembrerebbe invece necessaria nel caso di due conigli, al fine di evitare cucciolate. Il coniglio, maschio o femmina che sia, potrebbe insistentemente montare la cavia (tra l’altro di dimensioni inferiori), stressandola enormemente o rischiando di provocarle dei danni.

Si ricorda, inoltre, che nella femmina di coniglio la sterilizzazione è una pratica preventiva anti- tumorale, pertanto la si consiglia in ogni caso.

► Se il coniglio (come si spera) è abituato a vivere libero, occorre tener presente che in alcuni casi può essere più difficile far abituare la cavia all’uso della lettiera, rispetto al coniglio. E’ necessario anche mettere in evidenza come, per le esigenze della cavia, un recinto alquanto spazioso può essere sufficiente, in quanto la cavia ama stare molto tempo appartata nelle sue tane (casette/rifugi/scatoli/zone coperte e sicure), mentre lo stesso spazio potrebbe risultare angusto per il coniglio, dotato di forti zampe posteriori muscolose, adatte al salto e alla corsa.

Il coniglio, privato dello spazio sufficiente per correre, saltare ed esplorare, soffre molto. La conformazione fisica del porcellino è decisamente differente.

► Si sono verificati diversi casi in cui le cavie hanno iniziato a…brucare i conigli!

Può succedere, infatti, che alcune cavie prendano l’abitudine di strappare o rosicchiare il pelo dei conigli. Finché la pratica risulta sporadica e non fastidiosa per il coniglio, le sole questioni estetiche non ci preoccupano, ma se quest’abitudine si manifesta in maniera insistente può divenire fonte di disagio e problemi per il coniglio, si consiglia in tal caso l’allontanamento del porcellino.

► Va tenuto presente, infine, che le cavie sono molto sensibili ad un batterio (Bordetella bronchiseptica) di cui i conigli possono essere portatori sani: il rischio che una cavia sviluppi una polmonite in seguito al contatto con un coniglio è in effetti remoto, me è bene essere consapevoli di questa eventualità ( Alessandro Melillo- “Voglio una cavia”-gruppo editoriale Castel Negrino).

Fatta questa panoramica su alcuni tipi di convivenza, concludiamo dicendo, doverosamente, che gli animali sono sempre in grado di sorprenderci e non è sempre facile stabilire a priori quale sarà il loro atteggiamento.

Infinite sono le sorprese che ci riservano come infinite sono le gioie che sanno donare ai nostri cuori.

Con ognuno di loro sono necessari pazienza, cautela, amore e rispetto, senza forzatura alcuna. Solo amandoli e rispettandoli, riusciremo a conoscerli e a comprenderli fino in fondo.

A cura di amiCOniglio WWW.AMICONIGLIO.IT

Insieme, liberi e felici si può!

Associazione di volontariato no profit

Il comportamento del coniglio

IL COMPORTAMENTO DEL CONIGLIO

Marzia Possenti, medico veterinario

Lo sviluppo comportamentale:

Il coniglio è una specie nidicola, i piccoli nascono nudi e con occhi ed orecchie chiusi.
Gli occhi si aprono completamente a dieci giorni, mentre invece le orecchie ad una settimana di vita. Anche il mantello risulta completo dopo una settimana dalla nascita. Il tatto e l’olfatto sono invece molto sviluppati sin dalla nascita, così come la sensibilità alla temperatura.
Mentre nelle altre specie nidicole la madre trascorre molto tempo con i piccoli, dedicandosi alla loro pulizia, a riscaldarli, a stimolarli ed a nutrirli, per i conigli questo non avviene.
La mancanza di cure parentali complesse è una strategia volta ad evitare che il nido venga individuato dai predatori e probabilmente è strettamente legata allo sviluppo dei piccoli che in questa specie è molto più rapido rispetto alle classiche specie nidicole.
La madre allatta i piccoli una-due volte al giorno e trascorre nella tana soltanto il tempo necessario per assolvere questo compito. I piccoli imparano a riconoscerne l’odore dalla secrezione delle ghiandole anali che avvolge le feci che essa deposita all’ingresso della tana e nel nido e, poiché sono attratti da quest’odore, la posizione in cui la madre lascia le proprie feci fa si che i piccoli non si allontanino dal nido.
Dunque i coniglietti neonati presentano pochi e semplici comportamenti, incentrati su di un ciclo di 22 ore: durante il giorno dormono mantenendosi a stretto contatto l’uno con l’altro, nel centro del nido, per mantenere la temperatura corporea, con un continuo movimento di rotazione dei piccoli che permette a quelli che si trovano alla periferia di spostarsi verso il centro, attratti dal calore, in modo che nessun coniglietto rimanga troppo tempo ai margini del gruppo e quindi si raffreddi.
Dopo circa 22 ore l’attività aumenta ed i coniglietti iniziano a strisciare lentamente verso l’uscita del nido. All’arrivo della madre si raccolgono sotto di lei e cercano il capezzolo per succhiare il latte.
Una traccia odorosa li guida fino ad esso, composta prima dall’odore del pelo ed in seguito dall’odore emesso dall’area attorno al capezzolo. Mentre succhiano manipolano l’addome materno con gli arti anteriori, stimolando la produzione di latte. Una volta terminato di nutrirsi urinano tutti senza bisogno di essere stimolati dalla madre prima di sprofondare di nuovo nella parte centrale del nido, che in questo modo rimane asciutto.
Nei primi 11 giorni di vita i coniglietti aumentano notevolmente di peso ed iniziano a mangiare il materiale del nido, di cui non hanno più bisogno perché sono ormai forniti di pelliccia per mantenere la temperatura corporea.
Fra gli 8 ed i 12 giorni mangiano anche le palline di feci lasciate dalla madre, probabilmente per costituirsi una valida flora intestinale. L’aroma delle feci della madre dipende dal tipo di piante di cui si è nutrita e sembra che questo aiuti il coniglietto a capire quali piante mangiare una volta svezzato.
I coniglietti sviluppano la capacità di muoversi in modo coordinato a due settimane di vita, ed iniziano a seguire la madre sempre più verso l’esterno della tana, entro le due settimane fanno la loro prima uscita dal nido.
Lo svezzamento inizia a tre settimane, momento in cui i coniglietti iniziano a mangiare erba e piante, ed è completo a 4-6 settimane. A questa età la madre smette semplicemente di andare al nido a nutrirli e li lascia da soli.
Nei conigli domestici lo sviluppo è decisamente diverso, la cure parentali spesso superano le sei settimane e non è raro che coniglietti di due o più mesi tentino ancora di succhiare il latte dalla madre, senza peraltro che ella li allontani.
Le coniglie domestiche spesso allattano i piccoli più di una volta al giorno, possono arrivare anche a 4 poppate e spesso rimangono con i piccoli più tempo delle loro conspecifiche selvatiche.
E’ importante comprendere però che la madre deve potersi allontanare dai piccoli, soprattutto quando essi iniziano ad essere in grado di saltellare fuori dal nido. Poiché la coniglia è molto sensibile agli odori è importante che i proprietari non mettano le mani nel nido.
Se la coniglia è molto ben socializzata con l’uomo potrebbero non esserci conseguenze, ma in caso contrario la coniglia potrebbe abbandonare il nido come farebbe se vi sentisse l’odore di un predatore o addirittura arrivare ad uccidere i piccoli.
Nel periodo che precede la pubertà i piccoli raramente si mostrano aggressivi se non per gioco e, se presi in mano, presentano il comportamento di freezing, ovvero s’immobilizzano completamente.
Questo comportamento viene spesso confuso dal proprietario per l’accettazione del contatto fisico, quando in realtà si tratta di una situazione di forte timore e tensione emotiva. Questa incomprensione è la causa più frequente di mancata o incompleta socializzazione all’uomo nei conigli domestici.
Il proprietario deve imparare a distinguere il freezing (in cui il coniglio rimane immobile ma i suoi muscoli sono tesi e l’espressione facciale è rigida con gli occhi “fuori dalle orbite”, ovvero la tensione del muscoli rende evidente la sclera degli occhi e la pupilla è fortemente dilatata) dal rilassamento che si accompagna alle coccole in un coniglio ben socializzato.
Spesso i proprietari prendono in braccio il coniglietto all’improvviso, sollevandolo da terra senza neppure sostenere gli arti e soprattutto senza lasciare che sia lui a decidere se vuole essere preso in braccio.
I conigli hanno paura dell’altezza e sono terrorizzati dal non avere gli arti che poggiano su una superficie solida, inoltre tutti i conigli in quanto preda hanno timore delle ombre che provengono dall’alto, perchè in natura vengono spesso predati da uccelli rapaci.
Ecco spiegato il timore che i conigli spesso sviluppano per lo stare in braccio, a volte una vera e propria fobia con reazioni di paura che possono giungere fino all’aggressione della persona che cerca di prenderli.
La qualità e la quantità dei contatti con l’uomo dal primo al terzo mese di vita segnerà il coniglio per tutta la vita. È proprio in questo lasso di tempo che il coniglio può essere facilmente socializzato con altre specie, ed un errore in questo processo può avere ripercussioni sui rapporti futuri con le altre specie con cui dovrà convivere, primo fra tutti l’uomo.


E’ importante comprendere che:

a) dovrà essere sempre il coniglio a decidere di avvicinarsi all’individuo da socializzare, e mai viceversa.

b) bisogna tenere presente che i conigli temono ciò che è alto, perciò per facilitare l’avvicinamento del coniglietto sarà bene sedersi o addirittura sdraiarsi in terra, tenendo in mano del cibo invitante e chiamandolo con voce gentile.

c) i suoni forti ed improvvisi ed i movimenti a scatto determineranno un’immediata reazione di fuga.

Una volta abituato il coniglietto a mangiare fra le gambe del proprietario mentre egli è seduto in terra si potrà passare a convincerlo a salire sulle gambe mentre si è accovacciati e soltanto allora si potrà tentare di prenderlo in braccio, sollevandosi lentamente e mettendo subito un braccio sotto le sue zampe ed un altro sopra la sua groppa, per evitare che salti cadendo in terra.

La discesa testicoli nel maschio avviene a 3 mesi di vita, la femmina è fertile dal quarto mese circa, in generale la pubertà giunge prima per il maschio ed è completa entro i 4-6 mesi di vita.
La pubertà segna un momento di cambiamenti imponenti nel comportamento del coniglietto, poiché compaiono tutti i comportamenti legati alla sfera sessuale ed all’età adulta.
Il coniglio maschio inizia a montare le femmine e la femmina accetta il corteggiamento dei maschi. Nei conigli selvatici come anche nei domestici i piccoli vengono tollerati fino alla pubertà poi vengono scacciati o devono sottostare alla rigida struttura gerarchica del gruppo.
Molto spesso i maschi si allontanano dal gruppo di origine e formano un’altra “famiglia”, non sempre all’interno della stessa colonia.
Le femmine più frequentemente rimangono all’interno del gruppo di origine. Nel coniglio domestico durante la pubertà compaiono i comportamenti di corteggiamento e copula nel maschio, che spesso vengono rivolti ai membri “umani” del gruppo e possono iniziare le pseudogravidanze nelle femmine.
Un altro elemento importante di questo periodo è lo stimolo alla “scalata sociale” che può essere molto forte anche in questa specie e determinare, qualora fossero presenti privilegi sociali, problemi di squilibri gerarchici con il gruppo famigliare.

La comunicazione:

il coniglio è una specie sociale fortemente territoriale. I conigli selvatici vivono in gruppi di 4-10 conigli con una struttura fortemente gerarchizzata: il gruppo è controllato da una coppia dominante e le altre coppie o singoli si trovano tutti in una posizione gerarchica ben precisa.
All’interno del gruppo i maschi hanno il compito di perlustrare il territorio per individuare la presenza di estranei.
Sarà poi compito del maschio dominante scacciare gli intrusi.
La difesa del territorio è molto meno decisa al di fuori della stagione riproduttiva e può capitare che altri conigli, sia maschi che femmine, entrino a far parte del gruppo. In casa le ore luce sono sempre molte, la disponibilità di cibo è elevata tutto l’anno e d’inverno il riscaldamento permette di ottenere una temperatura mite, quindi per molti conigli domestici la stagione riproduttiva non si arresta con l’autunno, ma prosegue per tutto l’anno.

Le femmine scavano cunicoli molto complessi, composti di corridoi di collegamento e di “stanze” per il riposo comune. I conigli sono animali crepuscolari: in natura passano la maggior parte del giorno nei loro cunicoli ed escono nel tardo pomeriggio, poco prima del tramonto.
Poiché si tratta di animali fortemente sociali i conigli domestici si adattano facilmente ai ritmi circadiani dei proprietari, arrivando ad essere attivi soprattutto durante il giorno ed a dormire di notte.
In ogni caso i picchi di massima attività si verificano la sera e molti proprietari descrivono corse e salti proprio in questo momento della giornata. Proprio per questo motivo il coniglio è un animale che si può adattare alla vita famigliare laddove i proprietari lavorino durante il giorno e siano presenti in casa dal tardo pomeriggio.
Poiché i conigli sono animali fortemente territoriali è importante comprendere che non è facile far convivere pacificamente due conigli nella stessa casa se non si attua un corretto inserimento del nuovo arrivato ed una buona gestione del territorio.
La maggior parte dei conigli “da compagnia” vive solo con i proprietari, ma spesso viene lasciata sola in casa per molte ore al giorno e la possibilità di avere un compagno o una compagna rende più sopportabile questo quotidiano “abbandono”.
Le coppie più facilmente gestibili sono maschio e femmina, avendo cura di sterilizzare entrambi non appena raggiungono la pubertà, ma è possibile avere anche coppie di femmine, soprattutto se sono cresciute assieme.
Le coppie di maschi sono pressoché impossibili da formare se non sono sterilizzati, ed in ogni caso si consiglia sempre la sterilizzazione perché rende più semplice l’inserimento di nuovi membri del gruppo e da stabilità al legame evitando l’aumento di competitività legato al periodo riproduttivo.

Per inserire un nuovo arrivato è bene:

a) non utilizzare un ambiente famigliare al “padrone di casa”, bensì un territorio neutrale, precedentemente ripulito dalle tracce odorose.

b) attirare entrambi i conigli con dei bocconcini appetitosi (uno per ciascuno) ed avvicinarli mentre mangiano dalle mani del proprietario.
Se si tratta di conigli molto possessivi sul cibo meglio evitare di utilizzare alimenti particolarmente appetiti, ci si puo’ servire di fieno lasciato in mucchi sparsi per la zona d’incontro.

c) mai mettere le gabbie a contatto se due conigli non hanno già instaurato un legame affettivo: la gabbia è sempre troppo piccola perché uno dei due conigli possa allontanarsi abbastanza da non essere considerato una minaccia per il proprio territorio dal vicino. Inoltre i conigli, soprattutto i maschi interi e le femmine in corso di pseidugravidanza, spesso non tollerano intrusioni nella gabbia e possono aggredire provocando lesioni anche gravi. Questo comportamento può essere esacerbato dalla presenza del cibo ed in alcuni casi può comparire anche soltanto in questo caso.

Il comportamento di difesa del territorio è strettamente legato alla presenza degli ormoni sessuali: sia maschi che femmine presentano questo comportamento più marcato prima della sterilizzazione. La maggior parte dei conigli maschi ed anche molte femmine alla pubertà iniziano a marcare con le urine oggetti e persone.
La sterilizzazione determina l’estinzione di questo comportamento nella maggior parte dei casi: il comportamento di marcatura può persistere nel caso in cui si sia instaurata un’abitudine, ovvero sia trascorso molto tempo tra l’inizio del comportamento e la sterilizzazione.
Il coniglio marca con le urine sia oggetti che luoghi che individui, con le feci, spesso depositate in piccoli mucchietti in luoghi ben visibili ai limiti del territorio nel coniglio selvatico, distribuite in giro per la gabbia e nei luoghi che percepisce minacciati nel domestico, ed in particolare con la secrezione delle ghiandole inguinali che avvolge le feci durante l’emissione, con la ghiandola del mento più spesso oggetti o punti strategici del territorio, ma anche i conigli sottomessi ed i membri del gruppo.
In particolare la ghiandola del mento sembra presentare una composizione particolare nel coniglio dominante, ovvero una maggior quantità di 2-fenossietanolo. Si tratta di una sostanza comunemente utilizzata dalle aziende produttrici di profumi per rendere più persistente l’aroma, in effetti è un fissativo degli odori: il maschio dominante può marcare con il mento lasciando una traccia odorosa più persistente degli altri conigli.
Il comportamento di marcatura è più evidente nel maschio ma anche le femmine lo presentano, soprattutto in relazione con la stagione riproduttiva.
Ogni cambiamento, anche minimo, nel territorio del coniglio può stimolare la comparsa del comportamento di marcatura anche in conigli sterilizzati. Poiché un coniglio correttamente socializzato considera membri del proprio gruppo tutti coloro che convivono con lui in casa è importante saper leggere i segnali comunicativi di questa specie per non incorrere in errori ed incomprensioni che porterebbero a patologie della relazione, che rappresentano la maggior parte dei problemi comportamentali dei conigli.

Quando due conigli sconosciuti s’incontrano possono presentarsi tre situazioni:

a) nel primo caso uno dei due conigli, di solito colui che si trova al di fuori del proprio territorio, si allontana

b) nel secondo caso uno dei due conigli può presentare un comportamento di sottomissione, l’altro allora si avvicinerà con postura alta, arti rigidi ed andatura molto lenta, sfregando il mento contro gli oggetti che trova sul percorso e raspando il terreno con gli arti anteriori, potrebbe arrivare a poggiare il mento sulla nuca del sottomesso

c) nel terzo caso entrambi i conigli si fronteggeranno con numerose dimostrazioni di “forza”, ovvero sfregamenti del mento, raspare il terreno e avanzando con postura alta e rigidità degli arti, con le orecchie in avanti e lo sguardo fisso sull’avversario.

A volte lo scontro si limita a questa fase ed uno dei due contendenti fugge o assume la posizione di sottomissione, ma se entrambi insistono si arriva allo scontro, con attacchi portati con gli incisivi e gli arti anteriori.
Questo tipo di scontri può essere molto pericoloso per la salute di un coniglio, poiché sia gli artigli che i denti sono molto affilati ed i colpi sono portati senza risparmiare energie.
Purtroppo in casa molto spesso non c’è spazio sufficiente per un coniglio per fuggire dal proprio avversario e si arriva facilmente e direi costantemente allo scontro fisico, peraltro molto rapido e pressoché impossibile da interrompere per il proprietario se non con un forte spruzzo di acqua sul muso dei contendenti o con un intenso rumore che spaventi entrambi (si preferisce l’acqua per evitare lo sviluppo di fobie).

Quando invece si incontrano due conigli che si conoscono uno dei due abbassa la testa mostrando la fronte, e l’altro lo annusa e poi inizia a leccarlo. Molte intolleranze fra conigli nascono proprio dalla mancata comprensione di questo messaggio durante i primi incontri (perche’ uno o entrambi i conigli non lo hanno potuto apprendere dal gruppo famigliare di origine) o perché nessuno dei due conigli è disposto a leccare l’altro. In questo caso ci può essere un breve inseguimento. Solitamente il coniglio che chiede ed ottiene più spesso di essere leccato è quello di status sociale più elevato.

Un coniglio può scuotere la testa o battere il piede in terra con forza quando si sente infastidito o irritato da qualcosa o qualcuno ed assumerà la posizione di allerta ogni volta che penserà di percepire un potenziale pericolo.

Il comportamento alimentare:

il coniglio è un erbivoro, i conigli selvatici si nutrono di alimenti molto poveri come le erbe dei prati e del sottobosco, raramente di frutta. Poiché si tratta di un’alimentazione composta per la maggior parte di fibra il coniglio necessita di mangiare molto per sostentarsi, per questo motivo il comportamento alimentare occupa una gran parte della giornata di un coniglio e l’esigenza di masticare continuamente non può essere repressa pena gravi problemi comportamentali in questa specie.
E’ importante fornire un’alimentazione il più simile possibile a quella naturale, ovvero fieno a volontà,erbe di campo (le erbacce dei prati incolti) verdure fresche (soprattutto in foglia, poiché più ricche di fibra) e piccole quantità di pellettato composto unicamente di erbe e non di farine di cereali.
Il coniglio possiede un metabolismo fortemente conservativo e tende ad immagazzinare tutto ciò che non gli serve immediatamente sotto forma di grasso, quindi se non viene alimentato con alimenti ricchi di fibra tenderà ad ingrassare fino a diventare obeso, stato purtroppo molto frequente in questa specie. Gli alimenti più ricchi vanno dunque razionati e forniti come premio.
Poiché il coniglio è molto attratto dagli alimenti dolci, e poiché il fruttosio è l’unico zucchero che è in grado di digerire, l’utilizzo di pezzetti di frutta come premio per le sedute di educazione è un ottimo incentivo per questa specie.
La dieta dev’essere il più possibile varia non soltanto per evitare carenze di vitamine o elementi, ma anche come forma di arricchimento ambientale: poiché il numero di ore che un coniglio trascorre mangiando è molto alto una dieta monotona renderà noiose le ore trascorse ad alimentarsi.
Gli alimenti nuovi vanno però inseriti gradatamente, in modo da evitare pericolose modifiche della flora microbica intestinale. Fra gli 8 ed i 12 giorni i coniglietti mangiano le palline di feci lasciate dalla madre nel nido, probabilmente per costituirsi una valida flora intestinale. L’aroma delle feci della madre dipende dal tipo di piante di cui si è nutrita e sembra che questo aiuti il coniglietto a capire quali piante mangiare una volta svezzato.
Bisogna tenere presente questo concetto quando si offre al coniglietto appena adottato dell’alimento: molti coniglietti mangiano di gusto alimenti ricchi di cereali perché ne hanno “sentito il sapore” nelle feci della madre (che molto probabilmente è stata alimentata con miscele commerciali a base di cereali).
E’ uno dei motivi, oltre alla forte attrazione che gli zuccheri esercitano su questa specie, per cui educare un coniglio ad alimentarsi con fieno e verdure è spesso lungo e complesso. Da ricordare infine che il coniglio ha l’abitudine d’ingerire le feci: non si tratta di feci vere e proprie ma di ciecotrofo, ovvero il prodotto del primo passaggio dell’alimento più fine nel cieco, dove avviene la digestione della cellulosa. Solitamente il coniglio ingerisce questo prodotto direttamente dall’ano nelle prime ore del mattino, ma qualora fosse obeso o soffrisse di problemi articolari o neurologici (ad esempio infezione daEncefalitozoon cuniculi)potrebbe essere impossibilitato ad ingerirlo e lo si potrebbe trovare nella gabbia: si tratta di pellets fecali leggermente più morbidi, a volte a grappoli, di colore più chiaro delle feci normali e leggermente lucido.
Poiché al coniglio piace mangiare mentre vaga per casa (come farebbe se si trovasse in un prato, suo ambiente naturale) è meglio distribuire il cibo in più zone, quelle più frequentate dal coniglio, e mettere piccoli mucchi di fieno nelle zone dove non si vuole che rosicchi oggetti vietati.

Il comportamento dipsico e somestesico:

il coniglio selvatico non assume molti liquidi. Per una preda il momento dell’abbeverata può essere molto pericoloso, poiché i predatori conoscono i luoghi in cui l’acqua è disponibile e li controllano in attesa dell’arrivo delle prede.
Ma in natura il coniglio si alimenta soprattutto la sera ed al mattino presto, quando la rugiada bagna le piante, e quindi assume la maggior parte dei liquidi che gli necessitano in questo modo.
Nel coniglio domestico la quota di acqua assunta nel corso della giornata varia sensibilmente in relazione al tipo di dieta. Se l’alimento somministrato è per la maggior parte asciutto, ovvero fieno e pellettato, la quota di acqua aumenterà sensibilmente, mentre invece tenderà a ridursi molto se verrà fornita più verdura e frutta fresche. Anche se il miglior modo per lasciare l’acqua a disposizionerimane comunque il beverino, poiché non può essere contaminato da feci o urine e si pulisce facilmente, lasciare al coniglio una piccola quantità d’acqua in una ciotola molto piccola può essere una valida alternativa, soprattutto se la si posiziona vicino alla mangiatoia per il pellettato.
Molti conigli amano bere mentre mangiano il cibo secco, alcuni utilizzano l’acqua per ammorbidire il cibo direttamente in bocca, mentre masticano.

Per quanto concerne il comportamento somestesico il coniglio selvatico utilizza il leccamento sia per pulirsi che come mezzo per cementare legami sociali. A volte si presenta “fuori contesto” ed in questo caso si tratta di un comportamento di sostituzione. L’allo-grooming (ovvero la pulizia del compagno) viene utilizzato dai conigli appartenenti allo stesso gruppo nei periodi di riposo ed i conigli domestici correttamente socializzati leccano il proprietario nei momenti di riposo e dedicati alle coccole.Poiché il coniglio è un animale che ama pulirsi è bene evitare di lavarlo senza pettinarlo: con il semplice lavaggio si mobilizzano molti peli morti che il coniglio ingerisce in gran quantità e possono predisporre, se ci sono altre condizioni che lo favoriscono come l’alimentazione errata, alla replezione dello stomaco ad opera dei tricobezoari. In generale il coniglio si pulisce da solo, ma nelle razze a pelo lungo è importante abituare il coniglio ad essere pettinato fin da piccolo, per evitare la formazione di nodi dolorosi da strecciare e che spesso richiedono la tosatura del paziente.

Il sonno:

pochi proprietari possono affermare di aver visto il proprio coniglio dormire, ovvero disteso e con gli occhi chiusi.
Poiché si tratta di una specie preda il coniglio non si può permettere sonni molto lunghi, perciò durante la giornata fa tanti piccoli sonni brevi mantenendo comunque un elevato grado di attenzione all’ambiente circostante. Si può affermare che il livello di arousal del coniglio non scende molto durante il sonno, sicuramente non quanto scende nel cane o nel gatto.
I conigli domestici tendono a fare sonni leggermente più lunghi dei loro parenti selvatici, ma mantengono sempre un elevato grado di attenzione. Alcuni conigli molto ben socializzati riescono a dormire più profondamente quando sono in braccio al proprietario che li coccola. In ogni caso qualsiasi rumore o variazione dell’ambiente circostante provoca come minino l’immediata apertura degli occhi.

Il gioco e l’arricchimento ambientale:

i conigli selvatici amano molto giocare fra di loro, soprattutto a rincorrersi, e lo stesso gioco può essere effettuato in casa inseguendo il coniglio e lasciandosi inseguire. Questo gioco presenta però dei rischi se effettuato con conigli non correttamente socializzati.
Tentare d’inseguire un coniglio che non considera ancora un pericolo la persona che lo insegue può determinare lo sviluppo di paure ed in seguito di fobie: il coniglio impara a temere il proprietario perché lo rincorre. Un buon gioco da fare con i coniglietti può essere una specie di riporto, in cui si mostra al coniglietto un gioco che ama, per esempio un rametto da rosicchiare, e lo si lancia a poche decine di centimetri di distanza.
Il coniglio correrà a prenderlo e, quando l’avrà preso, lo si potrà richiamare indietro offrendogli un bocconcino appetitoso.
La maggior parte dei conigli ama giocare con oggetti da spingere, come palline o cose che rotolano. Meglio evitare oggetti molto rumorosi che potrebbero evocare reazioni di paura. Inoltre un buon luogo di gioco per conigli può essere attrezzato con tubi dritti o che fanno delle curve e scatoloni in cui siano stati aperti più fori in cui il coniglio possa infilarsi.
Ciascun oggetto deve essere o di materiale commestibile senza pericoli per il coniglio (come carta, legno o cartone) oppure molto duro, in modo che non possa essere ingerito. I conigli amano correre ed è importante che lo facciano su di un terreno adatto ai loro piedi delicati.
In natura i conigli camminano sulla terra o sull’erba, ovvero substrati morbidi.
Il pavimento è troppo duro per i loro piedi delicati e può causare traumi ripetuti che, col tempo, possono essere all’origine delle pododermatiti (ovvero infezioni della cute o peggio delle ossa del piede).
E’ buona norma tappezzare i luoghi in cui si aggira il coniglio con tappetini sottili di gomma o di plastica morbida. I tappeti non sono efficaci poiché la stoffa consuma i peli che proteggono i piedi.
Nel caso si desiderasse utilizzarli andrebbero coperti di fieno, soprattutto nei punti in cui il coniglio rimane fermo a riposarsi.

I conigli amano scavare, soprattutto le femmine ma anche i maschi, perciò può essere utile posizionare in casa, in un luogo accessibile al coniglio, un vaso piatto e largo con dell’erba: i conigli amano rotolarsi, mangiarla e scavare ed in questo modo si riduce anche il rischio d’ingestione di piante ornamentali, che sono quasi tutte tossiche. Ovviamente si può insegnare al coniglio a non rosicchiare queste piante utilizzando il no ma se non gli si fornisce una valida alternativa sarà sempre attratto da questi vegetali. I cosiddetti giochi da rosicchiare non sono in realtà giochi, ovvero non hanno il compito di permettere al coniglio di giocare bensì servono a lasciarlo rosicchiare, comportamento che questa specie presenta per molte ore al giorno.

Il gioco è un ottimo mezzo di socializzazione ed è indispensabile per formare il legame affettivo fra proprietario e coniglio. I percorsi ad ostacoli sono un buon gioco da fare con il coniglio, che imparerà a seguire la mano del proprietario e a considerarlo una guida per l’esplorazione dell’ambiente che lo circonda.

I conigli non sono animali da gabbia: considerano una punizione l’essere rinchiusi ed allontanati dal gruppo sociale cui appartengono, ovvero la famiglia.
Spesso in questo caso rovesciano le ciotole e rosicchiano e tirano le sbarre, provocandosi gravi problemi dentari.
In effetti la soluzione migliore consiste nel dedicare una stanza al coniglio o ai conigli, coprendo eventuali fili elettrici ed arricchendola con giochi a loro disposizione, dove i conigli possano rimanere quando i proprietari non possono controllarli, e lasciare libero accesso a tutta la casa in presenza dei proprietari.

Meglio ancora se lo si lascia libero di girare per tutta casa, in modo che possa divertirsi anche nelle ore in cui lui è sveglio ed il resto della famiglia no. La gabbia può essere considerata la tana in cui rifugiarsi o dove dormire, dunque può essere anche di piccole dimensioni o addirittura non esserci, se il coniglio ha altre cucce dove dormire.

Il comportamento di eliminazione:

I conigli selvatici predispongono nel loro territorio delle zone, definite “latrine”, in cui viene eliminata la maggior parte delle deiezioni sia fecali che urinarie. Certo una parte delle urine e delle feci viene depositata in altri luoghi, solitamente bene in vista, con lo scopo di marcare il proprio territorio ed il territorio del gruppo. Proprio questo comportamento relativo alle latrine può essere utilizzato per insegnare al coniglio ad urinare e defecare nella cassetta igienica. Certo una piccola quantità di pellets fecali verrà sparsa costantemente nella gabbia, soprattutto dopo le operazioni di pulizia, per marcare il territorio, ma la maggior parte delle deiezioni verrà deposta nella cassetta igienica.
La marcatura con le feci è la più frequente nel coniglio, anche sterilizzato, di entrambi i sessi.
L’apprendimento si basa sulla propensione del coniglio a sporcare negli angoli e lontano dal luogo in cui mangia e si riposa.

Molti testi riportano che il coniglio ha difficoltà a trattenere a lungo feci ed urine, ma una volta correttamente educato il coniglio tenderà ad eliminare sempre nello stesso posto, al massimo in due luoghi distinti e sarà disposto a trattenere feci ed urine fino a raggiungere il luogo che abitualmente utilizza per questo scopo. La cassetta igienica dovrebbe avere i bordi più alti rispetto alle classiche cassette da gatto ed un punto più basso per permettere l’ingresso senza difficoltà: i conigli non amano dover saltare molto per raggiungere il luogo di eliminazione.
Un buon compromesso può essere una cassetta igienica da gatto, piuttosto grande, con un’apertura su uno dei lati in modo che la sponda non sia più alta di 2-3 cm.
La corretta educazione all’eliminazione può essere persa in parte o completamente in seguito a patologie delle vie urinarie o renali, a dolori articolari o muscolari che rendano difficile raggiungere l’interno della cassetta (non si verifica se la cassetta è quella indicata precedentemente), a gravi patologie intestinali o in caso di ripresa del comportamento di marcatura territoriale in seguito a modificazioni ambientali o inserimento di nuovi elementi nel nucleo famigliare, o in pubertà.
In questo caso, oltre ad individuare la causa del problema ed instaurare un’adeguata terapia medica e/o comportamentale, bisognerà rieducare il coniglio ad una corretta eliminazione.
Non bisogna infatti mai dimenticare il fatto che sia le urine che le feci rappresentano un mezzo per marcare il territorio.

Il comportamento di aggressione:

Il coniglio può presentare diversi tipi di comportamento di aggressione, ma sfortunatamente essi sono difficilmente distinguibili fra di loro poiché presentano una sequenza molto simile e soprattutto molto rapida, quindi difficilmente identificabile. Il coniglio aggredisce sia mordendo con gli incisivi che rampando con le unghie degli arti anteriori. Il coniglio abbassa le orecchie e si slancia verso l’avversario con gli arti anteriori sollevati e la bocca aperta, con gli incisivi bene in mostra.
Se ne deduce che il miglior modo per identificare il tipo di comportamento di aggressione è lo studio del contesto che lo ha scatenato.

Il comportamento di aggressione territoriale viene messo in atto quando il coniglio sente minacciato il proprio territorio.
Tutti i conigli considerano proprio territorio la gabbia in cui vivono ed è quindi buona norma non pulirla in loro presenza.
A volte questo comportamento si presenta soltanto quando è presente del cibo: poiché il coniglio selvatico difende il tratto di pascolo che apprezza maggiormente da eventuali avversari il coniglio domestico, soprattutto se non correttamente o completamente socializzato o se preda di squilibri gerarchici, può percepire come una minaccia la presenza del proprietario mentre sta mangiando. A volte l’aggressione si verifica quando il proprietario mette la ciotola con il cibo all’interno della gabbia. L’aggressione territoriale è più evidente e frequente nei conigli maschi interi e nelle femmine gravide o con pseudogravidanza.
Nel primo caso è evidente come l’azione degli ormoni sessuali renda più reattivo il coniglio: il comportamento di difesa del territorio compare alla pubertà e si riduce molto nei conigli sterilizzati. Nel caso di coniglie si tratta di comportamento di aggressione “materno”, ovvero la madre difende il nido ed i piccoli che vi si trovano dentro (anche se immaginari).
Questo comportamento viene preceduto da segnali di minaccia e d’irritazione come mostrare i denti, battere il piede in terra o un grugnito basso e sordo, oppure dalla posizione di allerta, alcuni autori descrivono anche sobbalzi sul posto ma solitamente è difficile osservarli nei confronti dell’uomo. Il lasso di tempo che intercorre fra la fase di minaccia e l’aggressione vera e propria è spesso molto breve ed il segnale di allerta è difficile da interpretare per i proprietari, che vanno spesso incontro ad aggressioni.
Solitamente si tratta di un morso singolo seguito da un passo indietro e dall’assunzione della posizione di allerta, ma se “l’intruso” non si allontana può essere seguito da altre aggressioni.
Alcuni conigli inseguono l’intruso mentre si sta allontanando.

Il comportamento di aggressione per irritazione si presenta solitamente in conigli poco o mal socializzati quando il proprietario cerca di prenderli, carezzarli soprattutto sul posteriore o pettinarli o verso persone specifiche di cui il coniglio ha timore. E’ solitamente connesso a tentativi di contatto che il coniglio teme e che vuole evitare.
La sequenza di aggressione è molto simile alla precedente ma la fase di minaccia può essere assente o molto rapida, ed in genere è contemporanea al morso. I morsi possono essere multipli se l’oggetto dell’irritazione non si allontana velocemente.
In alcuni casi può essere legato a squilibri gerarchici, ma si tratta sempre di aggressione per interrompere il contatto.

Il comportamento di aggressione da paura è caratterizzato da morsi anche multipli con contemporanea evacuazione di feci e/o urine ed è anch’esso frequentemente legato a tentativi di cattura di conigli non socializzati. Una volta lasciato libero il coniglio si nasconde rendendo una nuova cattura è pressoché impossibile.

Il comportamento di aggressione gerarchica si verifica unicamente con i conspecifici ed è caratterizzato dalla sequenza di azioni descritte nel capitolo sulla comunicazione.

Come accennato precedentemente l’identificazione del tipo di comportamento di aggressione richiede un’analisi precisa del contesto in cui si è verificato, tenendo conto che molto spesso possono coesistere più motivazioni per un’aggressione: ad esempio l’irritazione e la difesa del territorio.

Il comportamento sessuale:

Il coniglio selvatico è un poliestrale stagionale, ovvero un animale in cui la femmina presenta più cicli estrali durante la stagione riproduttiva, che inizia con l’allungarsi delle giornate, la presenza di una maggior quantità di cibo a disposizione e una temperatura più mite, ovvero in primavera e prosegue per tutta l’estate. Al termine della stagione riproduttiva la fertilità sia nei maschi che nelle femmine si riduce drasticamente fino a scomparire del tutto. I conigli che vivono in casa possono presentare attività riproduttiva anche per tutto l’anno, poiché il cibo viene loro fornito in abbondanza, la sera sono sottoposti a luce artificiale e la temperatura è resa mite anche in inverno grazie al riscaldamento.

Le coniglie presentano dei cicli estrali di circa 7 giorni. Nei primi 3-4 giorni la cellula uovo matura nell’ovaio.
Appena l’ovulo è maturo, ovvero per i successivi 2-5 giorni, la coniglia è recettiva al maschio ed accetta il corteggiamento e l’accoppiamento. L’ovulazione della coniglia è indotta dal rapporto sessuale ma non si è sicuri se sia semplicemente la stimolazione della vagina a determinarla.
Molto probabilmente è l’insieme di stimolazioni provocate dal maschio ad indurre il passaggio della cellula uovo nelle tube di Falloppio.
Questo fa sì che l’ovulazione possa essere causata anche da stimoli molto simili a quelli che si hanno durante l’accoppiamento e potrebbe essere la spiegazione dell’elevata frequenza di pseudogravidanze in coniglie domestiche adulte che non si accoppiano: le coccole, in particolare quelle localizzate nella regione del collo e dietro la nuca, potrebbero “mimare” la presa del maschio al momento del coito e determinare l’ovulazione e, di conseguenza, la pseudociesi, della durata di 16 giorni, durante i quali la coniglia non è fertile.
Si tratta di una tesi ancora da dimostrare ma che sembra piuttosto plausibile.
Il ciclo ormonale (e quindi comportamentale) delle femmine prosegue anche durante la gravidanza, infatti molte femmine vengono coperte verso il quattordicesimo giorno di gestazione, anche se la frequenza degli accoppiamenti diminuisce molto.
Poiché alle modificazioni ormonali indotte dalla gravidanza, e dalla pseudogravidanza, si associano delle modifiche comportamentali è possibile evidenziare nelle coniglie domestiche dei “cambiamenti di umore” di natura ciclica relativi alla sequenza ciclo estrale-recettività all’accoppiamento-ovulazione non fertile-pseudociesi.
Durante il periodo recettivo la coniglia è solitamente molto socievole e cerca le coccole e le attenzioni del proprietario, quando poi compare la pseudociesi può divenire intollerante alle manipolazioni e presentare un comportamento di aggressione territoriale anche marcato. In realtà si tratta di un comportamento di aggressione materno, lo stesso che la coniglia presenta quando si cerca di avvicinarsi al nido in cui si trovano i piccoli.
Alcune coniglie possono presentare tutta la sequenza di costruzione del nido, ovvero scavare in terra (solitamente all’interno della gabbia), strapparsi il pelo dalla giogaia e rimanere accucciata o distesa nel nido come ad imitare il parto.
Alcune coniglie giungono perfino a ridurre l’assunzione di cibo durante la pseudociesi e ad adottare un fantoccio.
Le coniglie selvatiche scavano un buco non molto profondo lontano dalla tana in cui dormono con il gruppo, per evitare che altre coniglie possano avvicinarsi alla nidiata, poiché sicuramente eliminerebbero tutti i coniglietti.
In casa è importante fornire alla femmina un luogo tranquillo e riparato dove partorire ed evitare intrusioni nel nido fino al venticinquesimo giorno, momento in cui lo svezzamento sarà già iniziato ed i piccoli saranno più indipendenti.
Il comportamento di costruzione del nido è indotto dall’azione di vari ormoni, in particolare un ruolo cardine viene giocato dagli estrogeni, dal progesterone, dalla prolattina, dall’ossitocina e sembra che anche il testosterone abbia un ruolo attivo in alcuni aspetti della costruzione del nido, soprattutto in sinergia con il progesterone, e che determini la riduzione di assunzione di alimento tipica di questa fase.
Il comportamento di strappamento del pelo è fondamentale, poiché la coniglia secerne un feromone di appagamento nella regione della giogaia proprio quando lo strappa ed esso permea il nido.
I coniglietti sono attratti da questo odore e tendono a restare tutti uniti nel nido.
Se la coniglia non ha fatto il nido con il pelo i coniglietti si disperdono e possono venire schiacciati o, peggio ancora, divorati dalla madre. Sia il maschio che la femmina difendono il nido e marcano le zone attorno ad esso. Anche il comportamento di corteggiamento e di accoppiamento dei conigli mostra delle caratteristiche particolari che sono indispensabili per una corretta interpretazione di alcuni comportamenti del coniglio domestico.
Il coniglio maschio individua la femmina recettiva all’accoppiamento attraverso i feromoni che essa emette ed inizia un comportamento d’inseguimento partendo da circa 5 metri di distanza, poi si avvicina gradualmente assumendo un’andatura impettita, irrigidendo gli arti e girandole attorno in cerchi sempre più stretti, a volte girandosi e spruzzandola di urina.
In alcuni casi ci può essere un’inversione di ruoli e la femmina può inseguire il maschio con modalità simili.
Infine si ha l’accoppiamento: il maschio afferra la femmina per la pelle dietro la nuca ed effettua poche spinte pelviche, al termine delle quali sviene per pochi secondi cadendo di lato a fianco a lei. Molti conigli domestici maschi interi effettuano i giri di corteggiamento attorno alle gambe del proprietario e possono anche spruzzare urine.
Molti conigli maschi alla pubertà eseguono la sequenza di accoppiamento con mani e piedi del proprietario.
Tutti questi comportamenti, solitamente poco apprezzati dal proprietario, scompaiono dopo la sterilizzazione nella femmina, nel maschio possono permanere nel caso in cui il paziente si sia accoppiato prima della sterilizzazione, ma con molta meno veemenza e soltanto su conspecifici di sesso femminile che siano favoervoli all’accoppiamento.
Un maschio non sterilzizato invece tenderà a tampinare molto insistentemente anche le femmine sterilizzate, provocando spesso aggressioni da irritazione da parte loro e rovinando in questo modo la relazione.

Bisogna considerare che non sempre la monta è indice di attività sessuale: i conigli si montano anche con scopo gerarchico, anche se più spesso poggiano il mento sulla nuca del sottomesso, marcandolo. La monta serve a punire e rimettere in riga soggetti che hanno commesso delle violazioni piuttosto gravi. Questo può avvenire anche con le persone, non soltanto con altri conigli.

Tratto da un articolo della :

Dott.ssa Marzia Possenti

medico veterinario