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Come si svolge la visita di un Veterinario Esperto?

Visita clinica del coniglio

Il coniglio domestico mantiene inalterata la sua caratteristica di animale da preda, caratteristica che ne influenza la fisiologia e la psicologia. È infatti facilmente soggetto, in condizioni di stress, paura o dolore, al rilascio di catecolamine. Queste a loro volta predispongono al blocco della motilità intestinale, con conseguente ileo, o peggio ad ischemia dei vasi coronarici e quindi ad un immediato arresto cardiaco, oppure a ischemia dei vasi renali e quindi ad insufficienza renale e morte. Come animale da preda il coniglio ha una muscolatura degli arti potente ma un’ossatura leggera, relativamente fragile, per poter sfuggire rapidamente ai predatori. Questo tipo di struttura fisica lo predispone a fratture e lussazioni vertebrali in caso di contenimento errato (Fig. 1). Il coniglio deve essere pertanto manipolato sempre in modo delicato, per non ferirlo. Gli si devono evitare stress come ad esempio il ricovero accanto a potenziali predatori o a fonti di disturbo. L’analgesia va sempre attuata in tutte le condizioni potenzialmente dolorose, come malattie, lesioni o interventi chirurgici.

I pazienti conigli possono manifestare un’ampia gamma di personalità, dal coniglio molto spaventato che resta appiattito sul tavolo (Fig. 2) lasciandosi manipolare senza opporre alcuna resistenza, a quello ben socializzato e completamente a suo agio anche in un ambiente estraneo, che mangia tranquillamente sul tavolo da visita. Occasionalmente, alcuni pazienti in preda al terrore si lanciano giù dal tavolo correndo all’impazzata, o si divincolano furiosamente se manipolati, esponendosi al rischio di lesioni. È importante conoscere il temperamento individuale dei nostri pazienti abituali, o riconoscere quello dei pazienti nuovi in base al loro linguaggio del corpo e a quanto riferisce il proprietario, e agire sempre con cautela in caso di dubbio. Ciò aiuta a prevenire conseguenze disastrose, come fratture agli arti per cadute dal tavolo o fratture spinali se il coniglio si divincola quando viene contenuto. I conigli più nervosi e quelli più spaventati e stressabili richiedono un approccio più cauto e delicato nel manipolarli, hanno una prognosi più riservata in caso di malattie e chirurgie, e vanno ricoverati solo se indispensabile e per il tempo minimo necessario.

 Il coniglio è un erbivoro obbligato. La dentatura, composta di denti a crescita continua, è altamente specializzata verso una dieta erbivora, ricca di fibra e molto abrasiva, composta di erbe e piante di campo. La somministrazione di una dieta inadeguata, caso frequentissimo nei conigli in cattività, determina l’insorgenza di frequenti patologie dentali. Anche l’apparato digerente è specializzato per una dieta erbivora. Nel colon avviene la separazione tra la porzione di fibra indigeribile, espulsa con le feci dure, e quella digeribile che viene inviata in senso retrogrado al cieco. Nel cieco, che rappresenta l’organo più voluminoso dell’apparato digerente, avvengono processi di fermentazione a opera della flora intestinale, con produzione di aminoacidi, vitamine e acidi grassi, in parte assimilati direttamente dalla parete del cieco e in parte ingeriti tramite il fenomeno della ciecotrofia. La somministrazione di una dieta inadeguata causa frequenti disturbi intestinali, dalla stasi alla diarrea all’enterite fulminante. L’alimentazione ha quindi un’importanza centrale nella salute del coniglio pet: la maggior parte dei disturbi di salute del coniglio dipendono, direttamente o indirettamente, da errori alimentari. È pertanto fondamentale sapere qual è la dieta corretta ed educare il proprietario al riguardo.

L’intestino del coniglio per funzionare correttamente ha bisogno di alimenti ricchi di fibra, indispensabile per stimolare la motilità intestinale, principalmente l’erba ed il fieno. L’erba può essere consumata direttamente in giardino, per chi ne ha la possibilità, o raccolta e offerta fresca. In mancanza di erba, si offrono verdure coltivate come insalate, radicchi, cicoria, indivia, foglie di carota, finocchi, sedano. Il fieno deve essere sempre presente. Il pellet commerciale, anche se di composizione corretta, va dato in quantità molto limitata o evitato del tutto, come pure la frutta. Entrambi questi alimenti predispongono all’obesità e non favoriscono una masticazione fisiologica. I mangimi composti da semi, cereali, fioccati, carrube, mais e frutta disidratata o secca sono assolutamente controindicati: predispongono a patologie dentali e disturbi digestivi. Da evitare completamente sono anche i carboidrati di ogni tipo, che possono portare all’insorgenza di enterotossiemie letali.

ISTRUZIONI PER L’APPUNTAMENTO

Quando il proprietario chiama per l’appuntamento si deve chiedere il motivo della visita, per stabilire se si tratta di un’urgenza. La visita va fissata in modo da minimizzare i tempi di attesa, e quindi lo stress e la possibile vicinanza a predatori come cani e gatti, se non è possibile organizzare una sala d’attesa a parte per questo tipo di animali.

Se in sala d’aspetto sono presenti cani che abbaiano o bambini che gridano, è opportuno far entrare subito il coniglio e tenerlo in un ambiente tranquillo fino al momento della visita. Non si deve permettere al proprietario di tenere il coniglio in grembo fuori dal trasportino o peggio di lasciarlo libero sul pavimento della sala d’aspetto.

Consigli per il trasporto

Chiedere di portare il libretto vaccinale ed eventuali esami e radiografie o farmaci prescritti da altri.

Nel caso di coniglietti appena acquistati, o prima visita, far portare le confezioni degli alimenti e un campione di feci.

Far trasportare il coniglio nella gabbia, se non è troppo grande (Fig. 3), o meglio in un trasportino per gatti in plastica (Fig. 4) con del materiale antiscivolo e assorbente sul fondo, ad esempio un grosso asciugamano ripiegato. Evitare di riempire il trasportino di fieno, segatura e simili.

Togliere i contenitori dell’acqua durante il viaggio.

Non portare mai l’animale a digiuno, anche in caso siano previsti esami o anestesie.

Attenzione a non esporre l’animale a temperature elevate durante il trasporto. In macchina non esporre il trasportino al sole.

 

Motivi di visita urgente

Anoressia di più di 12 ore di durata.

Evidente stato di malessere, immobilità, disinteresse all’ambiente.

Difficoltà respiratoria (la respirazione a bocca aperta è un’emergenza).

Diarrea.

Ferite o traumi (cadute, aggressioni).

Perdite di sangue dalla vulva.

Tentativi continui di urinare.

Perineo imbrattato di urina o feci.

Consigli per il ricovero

In caso si preveda di ricoverare il coniglio, chiedere al proprietario di portare i seguenti oggetti.

Una scorta dell’alimento preferito, sia secco che fresco, e del fieno consumato abitualmente.

La gabbia, se è sufficientemente spaziosa ma comunque trasportabile.

I contenitori abituali del cibo e dell’acqua.

La cassetta dei bisogni e il materiale usato per riempirla.

Se il coniglio ha un compagno, può essere desiderabile tenerli insieme, per facilitare la ripresa e diminuire lo stress.

 

CONTENZIONE

Una corretta contenzione è indispensabile per prevenire lesioni al coniglio. Inoltre, dimostrando al proprietario di saper maneggiare il suo animale con sicurezza, delicatezza e competenza si rafforza la sua fiducia nelle capacità del veterinario. I soggetti particolarmente recalcitranti o spaventati vanno sedati piuttosto che contenuti con un uso eccessivo della forza, per impedire che si lesionino.

Il coniglio non va mai afferrato per le orecchie; non solo gli si procura dolore e paura, ma si ottiene una pessima opinione da parte del proprietario.

Vi sono diversi metodi per maneggiare il coniglio in modo sicuro; in tutti i casi la presa deve essere delicata, per non danneggiare l’animale, ma ferma, per evitare che sfugga dalle mani per uno scatto improvviso. Si può sollevare e trasportare il coniglio sostenendone il corpo con un braccio e immobilizzando gli arti anteriori con la mano, mentre l’altra mano copre gli occhi per tranquillizzarlo (Fig. 5), oppure si può infilargli la testa sotto il braccio per bloccargli la visuale (Fig. 6). Anche avvolgere il coniglio in un asciugamano aiuta a contenerlo e allo stesso tempo a tranquillizzarlo (Fig. 7).

Per osservare la regione ventrale, la parte inferiore degli arti e il perineo si utilizza la cosiddetta presa “a C”. Una mano sostiene il treno posteriore, l’altra blocca gli arti anteriori e il corpo viene fatto poggiare contro il torace dell’operatore (Figg. 8 e 9). Questa presa è utile per valutare il sesso dei coniglietti e per tagliare le unghie, quando si ha a disposizione un aiuto.

 

Durante la visita il paziente va poggiato su una superficie non scivolosa (come un grosso asciugamano o un tappetino di gomma) (Fig. 10): se si sente scivolare l’animale può agitarsi e ferirsi. Una contenzione adeguata per eseguire iniezioni sottocutanee consiste nel coprire gli occhi con una mano e porre l’altra sul dorso, in modo che non indietreggi (Fig. 11). Per eseguire iniezioni intramuscolari a livello dei muscoli lombari conviene avvolgere l’animale in un asciugamano, lasciando libero solo la zona lombare.

 

Occorre sempre esercitare una delicata presa per immobilizzare il coniglio e prevenire cadute dal tavolo. Solo proprietari esperti e affidabili possono essere incaricati in prima persona di sorvegliare e contenere l’animale sul tavolo da visita.

Conigli molto spaventati e inclini a scappare lanciandosi dal tavolo vanno visitati sul pavimento, accucciandosi in terra.

 

ANAMNESI

Come per specie più tradizionali, l’anamnesi è un elemento fondamentale della valutazione del paziente coniglio; se ben condotta e approfondita, spesso è in grado di orientare con precisione il clinico sulla causa del problema. Dall’anamnesi si possono inoltre rilevare eventuali (frequentissimi) errori di gestione, su cui il proprietario va opportunamente educato. Nella raccolta dell’anamnesi va dato spazio alle osservazioni del proprietario sullo stato di salute e sul comportamento dell’animale: un proprietario attento e affezionato riesce a cogliere sottili modificazioni molto utili per indirizzare il clinico. D’altronde, vi sono proprietari incuranti o impreparati che non riescono a cogliere segni assolutamente palesi di grave malessere.

Origine. I coniglietti provenienti da negozi, allevamenti e mercatini hanno elevata incidenza di ectoparassiti, dermatofitosi, coccidiosi e infezioni respiratorie batteriche. Spesso sono venduti troppo giovani e non adeguatamente svezzati e sono predisposti a gravi problemi digestivi.

Età. I giovani sono particolarmente esposti a disturbi intestinali (spesso gravi) nel periodo dello svezzamento e del passaggio all’alimentazione solida e a traumi da caduta quando convivono con bambini piccoli. I conigli anziani possono avere problemi degenerativi osteoarticolari. La malocclusione acquisita si manifesta in genere dopo i 3 anni di età. Nei conigli anziani possono essere più frequenti le neoplasie, sebbene in generale poco comuni nel coniglio.

Sesso ed eventuale sterilizzazione. Il sesso, soprattutto dei giovani, va controllato al momento della visita perché spesso il proprietario non ha idea del sesso o questo viene identificato in maniera errata. Le coniglie intere sono soggette a carcinomi uterini e altre patologie riproduttive. I conigli interi adulti possono manifestare problemi comportamentali quali aggressività e marcatura con feci e urine.

Stato vaccinale. I conigli sono soggetti a due importanti malattie virali, mixomatosi e MEV (malattia emorragica virale), malattie letali contro cui i conigli vanno vaccinati regolarmente.

Gestione. Il continuo confinamento in gabbia non è appropriato, ma il periodo in libertà deve avvenire in ambienti sicuri e sotto supervisione. Il proprietario va educato a rendere la casa “a prova di coniglio”, eliminando i potenziali pericoli e prevenendo eventuali danni che l’animale può provocare. La gabbia deve essere adeguatamente spaziosa e con un substrato adatto alle zampe dei conigli. I conigli continuamente confinati in gabbia possono essere predisposti a pododermatite, obesità, stasi intestinale, ipercalciuria.

Alimentazione. Non si può enfatizzare a sufficienza l’importanza di una dieta adeguata per la salute del coniglio. Si deve indagare minuziosamente la dieta somministrata, non solo al momento ma anche negli anni precedenti, perché le patologie dentali possono essere causate da errori alimentari di vecchia data. Occorre chiedere se vengono somministrati “extra” come biscotti e simili, anche se in modo occasionale.

Oltre a patologie dentali (malocclusione, ascessi dentali), l’alimentazione errata può causare stasi gastrointestinale, alterazione del ciecotrofo, obesità (e patologie a questa correlate), ipercalciuria e dermatite perineale secondaria.

Appetito. I conigli mangiano per gran parte della giornata. Un’anoressia di 12 ore di durata è indice di un problema; dopo 24 ore richiede un’immediata visita. Dopo 48 ore possono già insorgere complicanze correlate ad una lipidosi epatica.  In caso dimalocclusione sintomatica, spesso il coniglio pur non alimentandosi ha fame e dimostra interesse per il cibo, anche se non riesce ad ingerirlo. In caso di stasi gastrointestinale l’animale è invece disinteressato al cibo. Questo è un indizio utile nella valutazione delpaziente che non si alimenta.

Sete. I conigli che consumano molti alimenti freschi bevono di rado. Un aumento della sete può essere correlato a insufficienza renale, ma anche ad una diminuzione dell’appetito: spesso i conigli che mangiano meno compensano le richieste idriche bevendo di più.

Feci. La produzione di feci, la loro quantità e aspetto è un indizio utilissimo dello stato di salute. I conigli normali producono circa 150 pellet fecali al giorno, rotondi e asciutti, composti di fibra (Fig. 12). La mancata produzione di feci indica la presenza di stasi(primaria o secondaria). La produzione di feci più piccole e di forma irregolare si osserva spesso all’inizio di una stasi o durante la sua risoluzione (Fig. 13). L’emissione di feci “a catenella” o cordoniformi può essere dovuta all’ingestione di pelo (Fig. 14), soprattutto durante la muta nei conigli a pelo lungo, oppure dalla presenza di fibra molto lunga, dovuta ad una masticazione inadeguata per alterazioni della tavola dentaria (malocclusione) (Fig. 15-16). Le due cose si possono differenziare stemperando le feci in acqua e osservando se sono presenti peli o fibre vegetali. Il ciecotrofo normalmente non si osserva perché viene ingerito, anche se occasionalmente può essere lasciato sul pavimento (Figg. 17-18). Ha forma di palline lucenti, ricoperte di muco, di odore acidulo pungente. La diarrea va distinta dall’emissione di ciecotrofo. In caso di diarrea (Fig.19), la produzione di pellet fecali è del tutto assente e spesso l’animale mostra abbattimento. Quando vi è emissione di ciecotrofo alterato (Figg. 20-21), che non viene consumato, la normale produzione di feci continua e il coniglio non mostra risentimento generale; questa condizione in genere è causata da una carenza di fibra.

 

Urine. Le urine del coniglio sono normalmente molto torbide per la presenza abbondante di cristalli di calcio (Figg. 22-23). Il colore normale varia da giallo a crema a rosa-arancio o rosso a marrone, per la presenza di pigmenti vegetali (Fig. 24). Tali colorazioni quando virano verso il rosso possono trarre in inganno il proprietario inesperto, ma è prudente escludere la presenza di vera ematuria (Fig. 25), indice di problemi urogenitali (in particolare dell’utero).

 

Caratteri della minzione (frequenza e quantità, aspetto dell’urina, urinazione inappropriata). Problemi di minzione possono essere causati da malattie dell’apparato urinario ma anche muscoloscheletrico o del sistema nervoso. La minzione inappropriata può essere un problema comportamentale legato alla marcatura.

Vivacità. Una riduzione della vivacità è quasi sempre indice di patologie. Con il trascorrere degli anni è fisiologica una diminuzione progressiva dell’attività fisica.

Comportamenti insoliti/diversi. Un cambio delle abitudini alimentari o eliminatorie, o del comportamento (aggressività, tendenza a nascondersi), possono indicare problemi di salute.

Precedenti problemi sanitari. Occorre chiedere se il coniglio ha avuto precedenti problemi di salute, come si sono manifestati, che trattamenti sono stati intrapresi e con che esito.

Motivo della visitaSi deve chiedere quando è iniziato il problema e come si è manifestato, la sua evoluzione, le eventuali terapie già tentate e loro esito. La somministrazione di antibiotici enterotossici può causare disbiosi intestinale e quindi enterite. I cortisonici, anche se somministrati per brevi periodi o per uso topico, possono indurre grave immunodepressione.

Altre informazioni ritenute rilevanti. Il proprietario va incoraggiato a riferire ogni altra informazione che ritiene utile che non sia già stata chiesta esplicitamente. Alcuni proprietari particolarmente attenti riescono cogliere alterazioni fisiche o comportamentali che sfuggono alla visita di routine.

ESAME CLINICO

La visita deve essere sempre completa e accurata, anche se la causa della patologia può apparire ovvia. È opportuno procedere in modo sistematico, per evitare di trascurare qualche elemento.

Prima di maneggiare il coniglio è opportuno osservarlo nel trasportino o nella gabbia per valutare i caratteri del respiro, lo stato del sensorio e altri atteggiamenti anomali che il coniglio può mascherare mentre viene visitato. Un aumento della frequenza respiratoria può avere cause fisiologiche (paura, caldo) o patologiche (patologie cardiache, polmonari, intratoraciche). In caso di patologie si può anche osservare un respiro più lento e profondo.

I soggetti con grave compromissione respiratoria vanno manipolati con estrema delicatezza per non precipitare una crisi respiratoria. Eventualmente, prima della visita vanno posti sotto ossigeno e stabilizzati.

L’auscultazione del torace non è semplice da interpretare, per le ridotte dimensioni e per l’elevata frequenza cardiaca e respiratoria. Si deve utilizzare un fonendoscopio pediatrico, a testina piccola, e auscultare il cuore sia a destra che a sinistra. Si auscultano entrambi i campi polmonari. La presenza di suoni polmonari anomali, o l’assenza di suoni, può essere dovuta a polmonite, masse mediastiniche, ascessi polmonari, tumori. La maggior parte dei tumori polmonari sono metastasi di carcinomi uterini.

Lo stato corporeo si registra con una scala da 1 a 5: 1 = molto magro, 2 = magro, 3 = normale, 4 = grasso, 5 = obeso.

Punteggio 1: Molto magro (Figg. 26-27). Le ossa del bacino, le costole e la spina dorsale si palpano distintamente e sono molto prominenti. La copertura dei muscoli e del grasso è molto scarsa. Il dorso è incurvato verso il basso.

Punteggio 2: Magro. Le ossa del bacino, le costole e la spina dorsale si palpano facilmente. La copertura muscolare è scarsa e il grasso è quasi assente. Il dorso è piatto.

Punteggio 3: Ideale (Fig. 28). Le ossa del bacino, le costole e la spina dorsale si palpano facilmente, ma appaiono arrotondate e non sono prominenti. L’addome e la cute del collo non sporgono. Il dorso è piatto.

Punteggio 4: Grasso. È necessario premere per riuscire palpare le ossa di bacino, costole e spina dorsale a causa dello spesso strato di grasso. L’addome e la cute del collo sporgono leggermente.

Punteggio 5: Obeso (Figg. 29-30). Le costole non si palpano, è difficile sentire le ossa del bacino e la spina dorsale a causa dello spesso strato di grasso. L’addome e la cute del collo sporgono.

Il coniglio tende ad accumulare il grasso prevalentemente a livello viscerale, e solo i soggetti molto grassi hanno un evidente pannicolo sottocutaneo. Lo stato di magrezza può essere mascherato dal pelo e spesso il proprietario non si rende conto di un eventuale stato di cachessia. È importante registrare il peso ad ogni visita, per monitorare eventuali variazioni nel tempo.

Le narici devono essere pulite e senza croste o scolo (Fig. 31). Poiché il coniglio è a respirazione nasale obbligata, un’infezione delle prime vie nasali può avere gravi implicazioni sulla salute. Lo scolo nasale può essere mono o bilaterale (Fig. 32). Il coniglio si pulisce le narici con gli arti anteriori: anche se le narici appaiono pulite, la presenza di pelo imbrattato sugli arti anteriori (“segno del fazzoletto”) può indicare una rinite (Fig. 33).

La cute di naso e labbra può essere sede di infezioni da Treponema paraluiscuniculi (sifilide del coniglio) che si manifestano con lesioni crostose-ulcerative, dermatofitosi (Fig. 34) (con formazione di lesioni alopeciche desquamative eritematose) e rogna sarcopitca (Fig. 35), che causa formazione di spesse croste.

Gli occhi devono essere puliti e senza scoli (Fig. 36). Le palpebre possono essere sede di dermatofitosi o rogna sarcoptica (Fig. 37). In corso di mixomatosi le palpebre presentano noduli e tumefazioni, con scolo purulento, spesso così gravi da impedirne l’apertura. Difetti congeniti non frequenti sono ectropion ed entropion, anche in combinazione (Fig. 38).

Un’epifora può essere causata da congiuntivite o, più spesso, dall’ostruzione del dotto nasolacrimale per infezioni o patologie dentali (Fig. 39). Secondariamente ad epifora si può osservare imbrattamento del pelo, alopecia, eritema fino alla formazione di estese lesioni erosive e crostose lungo la faccia (Fig. 40). Il punto lacrimale (nel coniglio è presente solo quello inferiore) è presente sulla congiuntiva della palpebra inferiore, vicino al canto mediale, e lo si osserva tirando delicatamente di lato la palpebra (Fig. 41). Ha l’aspetto di una piccola incisura a forma di “V”.

Esercitando una lieve pressione sul globo oculare si ottiene la protrusione della terza palpebra. Nei maschi interi durante la stagione riproduttiva presentano l’ipertrofia su base ormonale della ghiandola di Harder, il che fa apparire la terza palpebra di colore rosa più intenso e più prominente. La ghiandola di Harder può prolassare o andare incontro a neoplasie.

La congiuntiva oculare e la sclera si valutano sollevando delicatamente le palpebre (Fig. 42). In caso di infiammazione la mucosa può apparire fortemente congesta (Fig. 43).  La cornea deve essere perfettamente trasparente. In corso di cheratite si può osservare un opacamento con colorazione bluastra e la formazione di vasi neoformati di origine sclerale. Nello spessore della cornea si possono sviluppare ascessi, detti stromali, che appaiono come lesioni di colore biancastro o giallo (Fig. 44). L’eterocromia dell’iride è un reperto frequente (Fig. 39).  La causa più frequente di uveite è la rottura del cristallino secondaria a infezioni da E. cuniculi contratte in utero (Fig. 45).

La cataratta (Figg. 46-47), uni o bilaterale, può essere causata da alterazioni senili o infezioni da E. cuniculi. Non è invece correlata a diabete, che è estremamente raro nel coniglio.

Osservando la testa di fronte, gli occhi devono essere simmetrici. Un esoftalmo monolaterale può indicare la presenza di un ascesso retrobulbare secondario a malocclusione o più raramente di un tumore. L’esoftalmo bilaterale è in genere secondario alla presenza di una massa mediastinica (timoma o linfoma) che ostacolando il ritorno venoso al cuore causa dilatazione dei vasi periorbitali (Fig. 48).

Scostando le labbra si osservano gli incisivi (Figg. 49-50). Devono essere dritti e regolari, con lo smalto liscio e uniforme. Il consumo di erba e vegetali può causare una fisiologica colorazione scura. I grandi incisivi superiori presentano lungo tutta la superficie labiale un solco longitudinale, assente in quelli inferiori. La loro estremità deve essere affilata e il morso orizzontale. I piccoli incisivi sono denti a sezione rotonda, di piccole dimensioni, posti direttamente dietro i grandi incisivi superiori. Gli incisivi inferiori devono poggiare nell’incisura formata da grandi incisivi e piccoli incisivi. La presenza di linee trasversali indica una distrofia dello smalto secondaria a infezioni o carenze alimentari. Un morso obliquo (Fig. 51), irregolare o piatto (Fig. 52) indica la presenza di malocclusione. Uno o più incisivi possono essere assenti per traumi (Fig. 53) o infezioni. In caso di malocclusione degli incisivi (Figg. 54-55) questi non si consumano correttamente e crescono indefinitamente, lesionando i tessuti molli della bocca. La malocclusione degli incisivi può essere primaria (congenita), secondaria a traumi o infezioni o a malocclusione dei molariformi. La presenza di incisivi perfetti non esclude la presenza di anomalie dei molariformi anche gravi.

Le mucose devono essere rosee. Mucose bluastre indicano una grave insufficienza respiratoria. Il pallore può essere associato ad anemia (Fig. 56) o shock. Nelle femmine intere mature o anziane la causa principale di anemia è rappresentata da anomalie uterine con emorragia cronica.

Il bordo inferiore della mandibola deve essere liscio; la presenza di tumefazioni indica ascessi dentali (Fig. 57) o allungamento eccessivo delle radici per malocclusione. La palpazione della faccia non deve evocare dolore e non deve rilevare la presenza di tumefazioni o noduli, che possono indicare ascessi dentali e osteomielite (Fig. 58). La cute di mento e gola deve essere asciutta. La presenza di scialorrea (e secondariamente di dermatite umida) è quasi sempre indice della presenza di una malocclusionesintomatica (Fig. 59).

padiglioni auricolari possono essere portati eretti o, nelle razze ariete, pendenti (Fig. 60). I padiglioni possono essere sede di dermatofitosi (Fig. 61) o di rogna sarcoptica.  In corso di mixomatosi presenta caratteristiche lesioni nodulari e a placche rilevate (Fig. 62). Dopo l’ispezione esterna si esamina il condotto uditivo con l’otoscopio. Il condotto uditivo può presentare una certa quantità di cerume chiaro. La presenza di pus indica un’infezione. In corso di rogna psoroptica (Fig. 63) il condotto uditivo si riempie di croste spesse, che con il tempo si estendono alla testa e al resto del corpo. A carico del padiglione auricolare sono possibili lesioni (Fig. 64) (es. morsi di altri conigli, aggressioni da parte di cani), otoematoma (Fig. 65), raramente tumori (Fig. 66). È possibile l’agenesia congenita del padiglione (Fig. 67).

 

Il mantello deve essere pulito, lucente, regolare (Fig. 68-69). Il corpo è completamente ricoperto di pelo, eccetto la parte interna del padiglione auricolare e lo scroto, in cui è molto rado. Normalmente si osserva un’area alopecica o di diradamento del pelo a livello della nuca (Fig. 70), più accentuata durante la muta. Nei conigli a pelo lungo, come gli Angora, il pelo tende a formare nodi e a infeltrirsi se non viene spazzolato quotidianamente. La muta avviene per aree discrete e si propaga in direzione cranio-caudale. È quindi normale durante il cambio del pelo osservare una netta demarcazione tra il pelo nuovo in crescita e quello vecchio (Fig. 71-72), che si depila a ciuffi con estrema facilità. In certi soggetti prima della crescita del pelo nuovo rimangono delle zone alopeciche, a cute integra.

   La presenza di desquamazione cutanea, rilevabile soprattutto sul dorso (Fig.73), può essere correlata all’infestazione da Cheyletiella spp. Un altro parassita rinvenibile sul pelo, adeso al fusto, a mala pena osservabile a occhio nudo, l’acaro Listrophorus (Leporacarus) gibbus. Scostando il pelo sulla parte posteriore del corpo si possono evidenziare eventuali feci di pulci. Passando le mani lungo il corpo non si devono rilevare noduli o tumefazioni, le cui cause principali sono gli ascessi sottocutanei (Fig. 74). I tumoricutanei sono poco comuni. A livello di sottocute si può osservare edema, un riscontro poco comune che può essere causato da insufficienza cardiaca o renale. Spandimenti sottocutanei possono essere secondari a avvelenamento da anticoagulanti (Fig. 75), peraltro rari.

Le dita sono cinque nell’arto posteriore e quattro in quello posteriore, dotate di unghie non retrattili a crescita continua, chiare o pigmentate (Fig. 76). Le unghie di eccessiva lunghezza (Fig. 77) vanno tagliate, per evitare che si strappino o che causino una deformazione della posizione delle dita. Le dita possono essere sede di dermatofitosi (Fig. 78) o rogna sarcoptica (79), le cui lesioni possono inizialmente restare mascherate sotto il pelo. La superficie inferiore degli arti è ricoperta di pelo e non presenta cuscinetti. In caso di errori di gestione (fondo troppo duro o abrasivo, o sporco e umido), si può osservare la presenza di alopecia, eritema, ulcerazioni, croste e pus (pododermatite) (Figg. 80-81). Nei casi più gravi l’arto appare grossolanamente deformato per l’estensione dell’infezione al tessuto osseo. L’infezione può progredire risalendo lungo l’arto fino a coinvolgere tutti gli elementi ossei.

La zona perineale deve essere pulita, senza alopecia e infiammazione (Figg. 82-85). A lato dell’apertura genitale nei due sessi si trovano le ghiandole inguinali, due tasche cutanee in cui si può trovare una piccola quantità di cerume bruno (Fig. 85). Nella zona perineale si può osservare una dermatite (Fig. 86-87) secondaria a disturbi intestinali (alterazione del ciecotrofo, che rimane adeso alla cute causando infiammazione), urinari (ipercalciuria e conseguente urinazione inappropriata, con imbrattamento di urina) e neurologici/ortopedici (per l’incapacità di assumere una posizione adeguata per urinare, ancora con imbrattamento di urina). Nella stagione calda la dermatite perineale può rapidamente aggravarsi con una miasi (Fig. 88).

Nel maschio intero non è raro il riscontro di un’erniazione della vescica in uno dei sacchi scrotali (Fig. 89), che si manifesta come una dilatazione fluttuante del sacco, indolente. Sempre nel maschio intero si possono rilevare lesioni traumatiche dello scroto nei soggetti che convivono con altri maschi interi, a causa di morsi durante le zuffe (Fig. 90).

A carico dei testicoli si possono osservare neoplasie, uni o bilaterali, che si manifestano con aumento di volume o irregolarità della forma (Figg. 91-92). Più raramente sono possibili ascessi testicolari, in questo caso dolenti alla palpazione. Il criptorchidismo, uni o bilaterale, è poco comune; nei conigli non sterilizzati si differenzia dalla temporanea retrazione dei testicoli in addome per la mancanza del sacco scrotale. A livello dell’ano possono esser presenti papillomi, talvolta sanguinanti (Fig. 93).

La palpazione dell’addome deve avvenire in modo delicato, per non evocare dolore e non causare l’eventuale rottura di visceri. Alla palpazione degli organi addominali è normale che il coniglio manifesti disagio, ma una risposta algica non è normale.

Lo stomaco normalmente è tenero e facilmente comprimibile. In caso di stasi gastrointestinale può apparire dilatato o dal contenuto denso. La milza è di dimensioni molto ridotte e non è palpabile; le patologie della milza nel coniglio sono rarissime. I reni sono molto mobili e relativamente ventrali, soprattutto se è presente un abbondante strato di tessuto adiposo sottolombare.

Il cieco, che occupa la maggior parte del volume addominale, è di consistenza tenera. In caso di costipazione ciecale il suo contenuto può essere molto denso. Se è presente meteorismo, la palpazione dell’addome può evocare la sensazione di sciacquio o di presenza di gas.

La vescica si palpa nella parte posteriore dell’addome; la sua palpazione deve essere particolarmente delicata in quanto in presenza di un’ostruzione uretrale da calcoli una manualità poco delicata ne può causare la rottura. In caso di ipercalciuria si può rilevare la presenza di una massa densa.

L’utero normale è di piccole dimensioni e non è palpabile, a meno che non sia presente una infiltrazione di grasso del mesometrio particolarmente abbondante, come accade nelle coniglie molto grasse. Nelle coniglie mature e anziane il reperto di un utero aumentato di volume è frequente. La causa più comune è il carcinoma uterino, ma sono possibili anche mucometra e piometra. L’utero gravido è rilevabile a partire dal 20-22° giorno di gravidanza.

In caso di disturbi vescicali (cistite, ipercalciuria) la delicata compressione della vescica permette di ottenere con facilità l’emissione di urina, cosa che non avviene normalmente. Nei conigli con ipercalciuria l’urina può avere una consistenza semisolida per l’abbondante presenza di calcio (Fig. 94).

Nelle femmine intere le mammelle possono essere aumentate di volume in corso di pseudogravidanza, alterazioni cistiche oppure neoplasie (relativamente rare e spesso correlate a patologie uterine).

Si palpano gli arti per valutare lo sviluppo muscolare e l’eventuale presenza di tumefazioni (ascessi, tumori) o tragitti fistolosi (Figg. 95-96).

La visita neurologica è difficile da eseguire per la scarsa collaborazione del paziente, che tende a immobilizzarsi in condizioni di paura e stress. Il coniglio non risponde al riflesso di minaccia.

Si può porre il coniglio sul pavimento, ricoperto da materiale non scivoloso come un grande asciugamano, e osservare come si muove. Un coniglio con uno stato mentale normale tende ad esplorare l’ambiente. Le lesioni spinali hanno una prognosi infausta. La mancanza di dolore profondo indica una lesione spinale completa. Paralisi o paresi degli arti possono dipendere anche da lesioni cerebrali. La presenza di una deviazione della testa (sindrome vestibolare) è frequente (Fig. 97). Le cause più comuni sono le infezioni dell’orecchio medio o interno, ma possono dipendere anche da lesioni cerebrali.

L’ispezione della cavità orale è una procedura abbastanza sgradita e viene solitamente lasciata alla fine della visita. Il coniglio va tenuto sul tavolo da visita da un aiuto, eventualmente avvolto in un asciugamano per una migliore contenzione, con la testa sul bordo. Si inserisce da una commissura orale un otoscopio con cono lungo e si osservano i molariformi di entrambe le arcate, ripetendo l’operazione dalla commissura opposta. Occorre avere familiarità con la normale conformazione dei molariformi per non scambiare la loro struttura fisiologica con punte patologiche, in quanto presentano un profilo seghettato (Figg. 98-99). Il morso è inoltre anisognato, con i denti mandibolari più ravvicinati alla linea mediana di quelli mascellari. I molariformi superiori presentano una parte emersa (corona clinica) molto breve, leggermente più lunga in quelli inferiori.

A carico dei molariformi si può osservare irregolarità del piano di occlusione (Fig. 100) (con denti di altezza e direzione diversa), distrofia (con alterazione dello smalto e perdita della struttura fisiologica) e punte dentali di varia lunghezza (Figg. 101-102). Non di rado solo alcuni denti sono interessati da alterazioni patologiche e si trovano accanto a denti relativamente normali. L’ispezione del cavo orale nel coniglio conscio permette di valutare non più del 50% della dentatura. Se si rilevano anomalie, un esame più approfondito richiede il ricorso all’anestesia generale.

La temperatura normale è di 38,3°-40°C. Lo stress o una temperatura ambientale elevata possono indurre un significativo rialzo termico, anche fino a 40,5°C. I processi infettivi invece raramente inducono ipertermia. Nei soggetti debilitati è facile osservare unatemperatura corporea molto bassa, anche fino a 34°C o meno. La mucosa rettale è molto delicata e facilmente lesionabile, pertanto la temperatura va misurata con un termometro di plastica morbida, di piccolo diametro, del tipo impiegato nei neonati, ben lubrificato. Durante le visite di routine e nei conigli clinicamente sani il rilievo della temperatura rettale è generalmente superfluo.

EDUCAZIONE DEL PROPRIETARIO

In considerazione del fatto che quasi tutti i problemi riscontrati nella pratica clinica derivano da errori di gestione, l’educazione del cliente assume una particolare importanza nella prevenzione delle patologie del coniglio. Il proprietario va in particolare informato dettagliatamente sulla corretta alimentazione e sulle gravi conseguenze degli errori alimentari, sulla gestione del coniglio in casa per evitare incidenti, sul modo sicuro di maneggiarlo (soprattutto se sono presenti bambini piccoli). Si deve istituire un piano vaccinaleregolare, e si deve consigliare la sterilizzazione.

Alimentazione È importante spiegare al proprietario che il coniglio è un erbivoro obbligato e come tale va alimentato, pena l’insorgenza di gravi disturbi. La somministrazione di alimenti inappropriati quali semi e carboidrati (cereali, pane, fioccati, ecc.) causa i seguenti problemi.

Insufficiente consumo della dentatura, alterazione della crescita dei denti e insorgenza di malocclusione cronica progressiva, ascessi e osteomielite a carico di mascelle e mandibole. Ascessi a carico dei molariformi superiori possono causare esoftalmo e cecità.

Rallentamento del transito intestinale per mancanza di fibra, fino alla stasi intestinale completa che, se non trattata, porta a morte.

Obesità, che porta a patologie gravi a carico di cuore, fegato e reni. Inoltre predispone a problemi articolari e pododermatite. L’obesità aumenta notevolmente i rischi anestesiologici e riduce l’aspettativa di vita.

Gestione domestica Far presente che il coniglio non è adatto a vivere in gabbia. Oltre a rappresentare una forma di maltrattamento, il confinamento continuo predispone a diverse patologie, tra cui obesità, alterazioni scheletriche, ritenzione di urina e quindi ipercalciuria, a sua volta causa di dermatiti della zona perineale.

La casa deve essere messa in sicurezza (“bunny proofing”) per evitare incidenti. Se il coniglio viene portato all’aperto, ciò deve avvenire in condizioni di assoluta sicurezza e sempre sotto continua supervisione.

Vaccinazioni I conigli devono essere vaccinati contro due malattie, la mixomatosi e la malattia emorragica (MEV), malattie virali specifiche del coniglio ed entrambe mortali. L’incidenza è molto elevata nel Nord, minore al Centro e bassa al Sud Italia.

Esistono diversi tipi di vaccini, singoli e bivalenti, con durata variabile da 4-6 mesi ad un anno. I richiami vanno proseguiti per tutta la vita del coniglio.

Sterilizzazione Tutti i conigli da compagnia dovrebbero essere sterilizzati all’insorgenza della maturità sessuale. La sterilizzazione comporta notevoli vantaggi per la salute e il comportamento:

I conigli sterilizzati sono meno aggressivi e più puliti (hanno minor tendenza a marcare il territorio con feci e urine). I maschi non sterilizzati talvolta hanno la tendenza a montare in continuazioni mani e piedi dei proprietari, altri animali e oggetti vari.

La sterilizzazione nelle femmine previene l’adenocarcinoma uterino (che inizia a manifestarsi dai 3 anni di età e ha un’incidenza molto elevata sopra i 5 anni), i tumori mammari, le infezioni uterine e la pseudogravidanza.

Se vi sono più conigli conviventi, la sterilizzazione è indispensabile per evitare lotte feroci tra conigli dello stesso sesso o gravidanze in caso di conigli di sesso opposto.

La gravidanza non apporta nessun beneficio alla salute e non ha un’azione di prevenzione delle patologie uterine.

Visite di controllo Nei conigli sani e fino ai 4-5 anni di età si devono effettuare 1-2 visite all’anno (che possono coincidere con il richiamo vaccinale). Nei conigli più anziani si effettueranno 2-4 visite all’anno, secondo lo stato di salute. Sopra i 5-6 anni di età possono essere consigliabili esami ematochimici di controllo, radiografie dentali, toraciche e addominali o esami ecografici, secondo i casi.

 

La chirurgia veterinaria endoscopica del coniglio

Articolo informativo per il proprietario riguardo l’anestesia, la chirurgia ed in modo particolare riguardo la sterilizzazione del coniglio

Dr. Klaus G. Friedrich Medico Veterinario

 

Tra gli interventi chirurgici più comunemente affrontati nel coniglio pet, si riscontrano, la sterilizzazione, la castrazione, la gastrotomia (per accedere allo stomaco) ed enterotomia (per accedere all’interno dell’intestino) per l’asportazione di corpi estranei, oltre purtroppo alla chirurgia oncologica per tumori e neoplasie di vario tipo e gravità.

 

Attrezzature specialistiche per il paziente coniglio

 

Nella nostra struttura a Roma, utilizziamo esclusivamente attrezzature endoscopiche ad uso pediatrico, le quali permettono un approccio mini invasivo per tutti gli interventi chirurgici più comuni del coniglio. Principalmente si tratta di un endoscopio di 2,7 mm di diametro e di diversi strumenti molto lunghi e fini, i quali vengono introdotti in cavità addominale per eseguire con una precisione sorprendente interventi come la sterilizzazione, ma anche il prelievo di tessuti (biopsie d’organo)  con la massima sicurezza. Tutto l’intervento si svolge sotto controllo video e con un ingrandimento tale, da poter evidenziare strutture e vasi anche molto piccoli ed esili, altrimenti difficilmente individuabili. Inoltre la nostra ampia esperienza con tante specie di animali, anche molto piccoli ed in modo particolare con roditori selvatici e domestici, ci permette di poter offrire al paziente il massimo della qualità della cura necessaria.

 

La preparazione del coniglio alla chirurgia ed il monitoraggio postoperatorio

 

Il coniglio è un paziente speciale e richiede conoscenze particolari ed esperienza grande da parte dell’anestesista e del chirurgo veterinario per garantire la massima sicurezza durante l’intervento. La loro indole mite, ma anche la grande sensibilità, richiedono attenzione non solo durante l’intervento stesso, ma anche prima e specialmente dopo. Un esempio di problema post-op è l’anoressia comune nel coniglio, con il rifiuto del cibo, dopo interventi traumatici e stressanti e sono temuti da sempre in questo animale e tutto deve essere curato nel minimo dettaglio per prevenire anche questa possibile evenienza. Durante la preparazione dell’intervento chirurgico una piccola parte del pelo a livello addominale viene rasato, ma giusto l’area necessaria per creare una zona pulita e sterile per l’intervento chirurgico. Importante che la vescica sia vuota prima dell’intervento e potrà essere svuotata con un particolare catetere anche dal personale medico, se necessario.

 

Cosa succede quando un coniglio raggiunge la maturità sessuale?

 

Un coniglio sessualmente maturo, inizierà a marcare il territorio, cioè l’ambiente in cui vive, con feci e urine. Quindi, se non è confinato in una gabbietta ma libero di girare, è molto probabile che distribuirà feci e urine in casa!

Soprattutto le femmine possono andare incontro a una modificazione del comportamento marcata, divenendo anche aggressive e mordaci, ma questo dipende anche molto dal singolo individuo e non si può generalizzare.

I maschi invece, possono iniziare a montare, o meglio tentare di montare, praticamente ogni cosa animata e non, in modo continuo ed esasperante per il coniglio ed il proprietario. Se più individui dello stesso sesso vivono insieme possono innescarsi fenomeni di aggressione con conseguenze anche gravi.

 

Se ho una coppia di conigli posso lasciare che si riproducano?

 

In teoria si, ma tenete presente che una coniglia può rimanere gravida anche una volta al mese e accoppiarsi nuovamente già dopo circa 4 settimane dall’ultimo parto. La sistemazione del copioso numero di coniglietti sarebbe un onere gravosissimo e difficile. Riuscireste a sistemare decorosamente intere famiglie di conigli ?

Tenere la coppia separata sarebbe altrettanto improponibile poiché gli animali sentirebbero comunque l’odore del compagno e ne avvertirebbero la presenza; ciò è causa di notevole stress per il vostro coniglio.

 

Da un punto di vista medico ci sono vantaggi nello scegliere di sterilizzare una femmina di coniglio ?

 

 

Decisamente si, i dati scientifici nella letteratura internazionale parlano chiaro. Una femmina adulta non sterilizzata ha tra il 50 e l’80% di possibilità di sviluppare un tumore all’utero dopo i 3 anni d’età. Questo tipo di tumore è purtroppo comunissimo ma può essere fortunatamente prevenuto, se la coniglia viene sterilizzata prima possibile.

Altri disturbi che possono essere prevenuti dalla sterilizzazione sono tumori mammari, tumori ovarici, la piometra (infezione dell’utero).

E nel maschio di coniglio cosa succede ?

 

Nel maschio fortunatamente l’incidenza di tumori dell’apparato riproduttivo comparato alla femmina è piuttosto bassa e la scelta di intervenire e legata generalmente ad aspetti comportamentali e di gestione in casa e con gli altri conigli.

 

In cosa consiste la sterilizzazione del coniglio?

 

Sia nel maschio che nella femmina vengono rimossi le gonadi (gli organi deputati alla riproduzione) e cioè testicoli nel maschi e le ovaie (ovariectomia), oppure ovaie ed utero nella femmina (ovario-isterectomia).

 

E’ meglio asportare solo le ovaie o ovaie e utero, nella femmina?

 

L’intervento delle sole ovaie è molto meno invasivo e più rapido. L’utero andrà comunque incontro ad atrofia, anche se non rimosso, una volta che siano state asportate le ovaie. In caso di patologie uterine si asporta ovviamente anche l’utero.

 

 

E’ possibile che l’intervento di sterilizzazione della femmina può essere eseguito con una tecnica chirurgica mini invasiva (endoscopia o laparoscopia)?

 

Si è possibile con sicurezza ed efficacia nella nostra esperienza ed i vantaggi di questa tecnica per il benessere del coniglio in termini di riduzione del dolore e rapida ripresa sono decisamente notevoli. Ilo limite di diffusione attuale è legato al costo elevato dell’intervento e alla limitata formazione specialistica necessaria per effettuare questa tecnica chirurgica.

 

 

In cosa consiste questa tecnica? Da quanto tempo viene effettuata anche per i conigli ?

 

Nella letteratura scientifica esistono descrizioni, ma sono pochissimi articoli legati alla chirurgia mini invasiva del coniglio, anche perché la maggior parte dei lavori di ricerca si interessa del coniglio di allevamento e non del coniglio domestico o pet. Nella nostra struttura si pratica la chirurgia degli animali domestici ed esotici ed in modo particolare del coniglio da tanti anni e siamo convinti che specialmente nel coniglio, per quanto un animale estremamente sensibile, questo tipo di intervento sia di gran lunga superiore alla tecnica chirurgica tradizionale. L’inserimento di una mini telecamera in addome e l’utilizzo di strumenti di uso pediatrico, garantiscono un intervento particolarmente delicato e rapido. L’intervento di sterilizzazione della femmina nella nostra esperienza, dura generalmente 20 (quindici) minuti.

 

 

Quali sono i vantaggi dell’intervento di sterilizzazione eseguito in chirurgia mini-invasiva rispetto ad un intervento di sterilizzazione tradizionale?

 

  1. Breccia operatoria ridotta (3 forellini da 3/5 mm a secondo della grandezza del coniglio)

 

  1. Minor dolore postoperatorio

 

  1. Recupero postoperatorio rapido

 

  1. Non risulta necessario nessun collare elisabettiano. Le incisioni operatorie della chirurgia endoscopica sono minime e pertanto il rischio che la coniglia possa strapparsi i punti da sola, ridotti.

 

  1. Ritorno a casa in giornata

 

  1. Possibilità di rimettere il coniglio nel proprio gruppo appena si è ripreso

 

 

Importantissima è la possibilità di poter reintrodurre il coniglio operato in tempi brevi, nel proprio ambiente e nel proprio gruppo.

 

Le incisioni operatorie di un intervento eseguito in endoscopia sono trascurabili pertanto una volta a casa il coniglio può essere rimesso nel gruppo, riducendo i rischi di aggressione da parte degli altri, dovuti alla temporanea separazione. Tanto meno tempo passano separati e lontani dalla loro casa e tana, meglio è!

 

 

Cosa c’è da sapere sull’intervento chirurgico e l’anestesia del coniglietto ?

 

E’ normale e umano, in vista di un intervento chirurgico, essere preoccupati per l’anestesia del nostro coniglietto; tuttavia, l’anestesia in se stessa è una grande conquista dei tempi moderni e nessuno di noi ormai penserebbe di affrontare un intervento su se stesso, senza di essa. Bisogna inoltre considerare che ormai, sia l’impiego di agenti anestetici sicuri e testati, lo sviluppo di macchinari sempre più precisi per il monitoraggio anestetico e l’enorme passo avanti compiuto in medicina veterinaria da professionisti specializzati in questa disciplina, rendono la procedura anestetica sicura. I veterinari esperti sono in grado di intervenire prontamente anche in caso di complicazioni pertanto il rischio anestetico è ridotto fortunatamente al minimo.

E’ sempre importante essere informati sulle procedure anestetiche/chirurgiche; chiedete al Vostro veterinario di fiducia ed infine decidete nel modo più corretto per il benessere del Vostro coniglio.

 

E’ vero che i conigli sono pazienti ad alto rischio anestetico/chirurgico?

 

Seguendo i moderni protocolli anestetici e affidandosi ad un veterinario di esperienza, ne più ne meno come un cane o un gatto. Bisogna tuttavia rivolgersi ad un veterinario che abbia fondata esperienza e conoscenza di questi animali e seguire attentamente i consigli, che esso vi fornirà prima e dopo l’intervento chirurgico.

ATTENZIONE !!!: uno dei maggiori fattori che aumentano il rischio anestetico è il sovrappeso del paziente, per il possibile coinvolgimento del fegato e per problemi respiratori dovuti al grasso che esercita pressioni eccessive sul diaframma, cuore e polmone.

 

Cosa si intende con anestesia generale per il coniglio?

 

Per anestesia generale si intende la perdita di coscienza completa e la perdita della percezione del dolore di tutte le parti del corpo. Un farmaco anestetico può essere iniettato o inalato (anestesia gassosa). In genere viene utilizzata una combinazione delle due a secondo del tipo di intervento e dei diversi stadi dell’intervento.

Quindi, anche nel coniglio, un’attenta preparazione ed un monitoraggi appropriato da parte dell’anestesista, riducono al minimo i rischi anestetici.

 

Cosa devo aspettarmi se decido di far sterilizzare il mio coniglio?

 

Il primo passo fondamentale è far visitare il coniglio da un veterinario esperto PRIMA di qualsiasi intervento!

La prima visita è importantissima per mettere in evidenza eventuali fattori di rischio, conoscere il paziente, conoscere il chirurgo veterinario, discutere in cosa consisterà l’intera procedura e come interpretare eventuali comportamenti successivi all’intervento.

Non tutte le possibili patologie del coniglio possono risultare già dalla prima visita, ma questa, rimane importantissima per inquadrare il paziente da un punto di vista medico e ridurre eventuali sorprese in corso di intervento/anestesia.

 

 

E’ necessario un periodo di digiuno prima dell’intervento chirurgico e relativa anestesia nel coniglio?

 

Per la particolare conformazione del tratto gastrointestinale i conigli non possono vomitare (rischio di soffocamento durante l’induzione anestetica per il rigurgito che potrebbe finire nelle vie respiratorie), pertanto NON sarà necessario tenerli a digiuno prima dell’intervento. Alcuni veterinari decidono di sospendere l’alimentazione solo una due ore prima per avere la cavità orale pulita.

 

Come viene assistito e monitorato il paziente durante la procedura chirurgica?

 

Il coniglio viene posizionato su un materassino morbido e riscaldato e mantenuto alla giusta temperatura per tutta la durata dell’intervento e a volte anche durante il risveglio. Ciò è necessario per compensare la termoregolazione, che durante l’anestesia non è efficiente come nell’animale sveglio. Un catetere endovenoso viene posizionato per assicurare un apporto di liquidi durante l’intervento e permettere la somministrazione mirata di medicinali necessari al veterinario anestesista durante le diverse fasi chirurgiche.

Anche i liquidi somministrati devono essere scaldati alla giusta temperatura corporea del coniglio.

I parametri fondamentali monitorati durante l’anestesia/chirurgia, attraverso apparecchiature moderne e sensibili, sono fondamentalmente la respirazione, la frequenza cardiaca, la temperatura corporea, etc.

 

 

Come viene assistito il paziente dopo la procedura chirurgica?

 

Finita la chirurgia, il coniglio entra nella fase della ripresa post-operatoria, periodo non meno delicato che deve essere seguito con esperienza e competenza dall’anestesista veterinario e dallo staff veterinario presente.

Sospesa la somministrazione degli agenti anestetici, il coniglio inizia a mostrare i primi segni di ripresa e risveglio. Il paziente viene trasferito in un’area appositamente preparata (riscaldata, oscurata e tranquilla) e monitorato dal personale (respirazione, frequenza cardiaca, temperatura, riflessi etc.) fino alla completa ripresa.

E’ importantissimo nel coniglio eseguire una specifica procedura per il controllo dell’eventuale dolore post- operatorio! Come detto in precedenza, il dolore può essere una fonte di stress per il coniglio con ripercussioni a volte anche serie per la salute del paziente.

 

 

Quali sono gli interventi chirurgici più comunemente eseguiti nel coniglio nella nostra struttura a Roma?

 

La Sterilizzazione della femmina (ovariectomia ed overioisterectomia) cioè la rimozione di ovaie oppure utero e ovaie al fine di prevenire la gravidanza, tumore uterino, marcature del territorio con urine, estrema aggressività e pseudogravidanze. Al fine di prevenire il tumore uterino la sterilizzazione può essere eseguita dopo i 4 mesi d’età ma meglio prima dei 2 anni.

La Orchiectomia o castrazione del maschio: rimozione dei testicoli nel maschio per prevenire la riproduzione, marcatura con urine, comportamenti aggressivi. ATTENZIONE! Poiché nel maschio, anche dopo la rimozione dei testicoli, gli spermatozoi possono rimanere vitali, non mettete il vostro coniglio maschio con una femmina prima di almeno sei settimane dall’intervento.

Interventi odontoiatrici: i denti del coniglio sono a crescita continua e spesso a causa di traumi o diete inappropriate non si consumano adeguatamente portando a problemi di malocclusione, fino all’impossibilità di mangiare. Questo richiede delle terapie chirurgiche mirate con strumenti particolari fatti specificamente per le cure dei denti dei roditori.

Chirurgia gastrointestinale: generalmente viene effettuata per la rimozione di corpi estranei e/o conseguente blocco intestinale. Questa situazione è particolarmente pericolosa, intanto perché il paziente arriva dal medico spesso con ritardo, poiché i sintomi non sono subito evidenti, secondo perché il tratto gastrointestinale del coniglio è particolarmente sensibile a manipolazioni chirurgiche. La chirurgia del tratto gastrointestinale è particolarmente impegnativa, i rischi post-operatori elevati e necessita spesso di una degenza più o meno lunga.

 

tratto da : www.chirurgiaveterinaria.com Via delle Tre Madonne, 4 – 00197 Roma

Perchè serve un veterinario esperto?

Così come cane e gatto, anche il coniglio ha bisogno di un veterinario di fiducia.
Il veterinario deve però essere esperto in esotici e più propriamente in conigli per poter essere il punto di riferimento necessario per chi decide di prendersi cura di un coniglietto.

Perchè un veterinario?

Perchè il coniglio necessita di essere vaccinato contro due malattie mortali quali: MEV e MIXO. Si tratta di due malattie virali introdotte dall’uomo per “limitare” il numero di conigli, ma che poi sono sfuggite al controllo.
La trasmissione più temibile è tramite zanzare. Pertanto è necessario vaccinare il coniglio, onde non correre inutili rischi ANCHE se vive in casa e non ha contatti diretti con altri conigli. I vaccini si effettuano circa 2 volte all’anno e hanno copertura di 4-6 mesi.
Per maggiori informazioni si rimanda al proprio veterinario esperto di conigli di fiducia.
Un ulteriore utilità è senza dubbio il controllo e la visita del coniglio, esattamente come il nostro andare dal dottore o fare esami per verificare che tutto sia in regola.

Per quanto riguarda il coniglio, i principali controlli che occorre fare sono:

– controllo denti con otoscopio e tramite palpazione, eventualmente con lastra se la situazione è incerta

– presenza/assenza di bava sotto il mento

– presenza/assenza di cerume nelle orecchie

– presenza/assenza di scolo dal naso

– presenza/assenza di scolo dagli occhi

– controllo lunghezza unghie

– presenza/assenza di crosticine cutanee/rogna/micosi

– livello di disidratazione (si controlla dal pelo)

– presenza/assenza di gas-gonfiore nella pancia

– presenza/assenza pododermatite = infiammazione sotto le zampe

– controllo genitali

– presenza/assenza di feci sotto il codino e intorno all’ano

Soprattutto per quanto riguarda le coniglie, molto soggette a tumori uterini, il veterinario esperto in esotici è indispensabile per consigliare, sterilizzare e seguire il post operatorio.

Inoltre, non dimentichiamo che, soprattutto per chi non ha mai vissuto con un coniglio, il veterinario esperto può fornire innumerevoli consigli utili.

Perchè esperto in esotici?

I conigli, così come cavie, furetti e altri piccoli animali da compagnia, sono considerati “animali esotici”, ovvero diversi da cane e gatto. Poichè considerati un “gruppo” a parte, non sempre i veterinari esperti in cani e gatti sono in grado di curare bene animali esotici, in quanto occorre essere specializzati ed averli studiati per diversi anni. Sono numerose le differenze fra cure per un cane e gatto e quelle per un coniglio, a cominciare dall’anestesia gassosa per conigli piuttosto che iniettabile per cani e gatti.

Come si trova un veterinario esperto in conigli?

Sebbene la diffusione del coniglio nelle case italiane sia via via crescente, non così velocemente è purtroppo la specializzazione di veterinari esperti in conigli. Tuttavia esistono numerosi veterinari esperti in esotici.
Per conoscere un nominativo vicino esiste sempre la buona pratica del passaparola o informandosi soprattutto dalle associazioni di recupero di coniglietti abbandonati, che grazie al proprio lavoro, entrano in contatto per forza di cose con numerosi veterinari esperti in conigli.

Valori di riferimento nelle Analisi del Sangue del coniglio

Come cani e gatti, anche i conigli dovrebbero fare le analisi del sangue almeno una volta l’anno per poter capire se sono in atto alcune malattie asintomatiche oppure se il vostro amico lapino è in ottima salute.

La tabella seguente riassume i valori ematochimici medi per i conigli. Da tener presente che sono molti i parametri che influenzano la chimica del sangue: la dieta, l’ allevamento, la razza, l’ età, il sesso, lo stato di salute e l’attività metabolica; se il coniglio vive al coperto o in giardino, per non dimenticare la consanguineità.

I range di riferimento non dovrebbero mai essere interpretati rigidamente in senso assoluto e spesso posso variare anche in base alle unità di misura adottate in laboratorio. Inoltre questi valori possono variare in base al tipo di esame effettuato dal laboratorio di analisi.

Un valore delle analisi biochimiche che si trova ad essere vicino al valore di riferimento non dovrebbe pertanto essere considerato come un valore assoluto, ma essere sempre confrontato in relazione a tutti gli altri valori clinici delle analisi.

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Parametro analizzato

Abbreviaz. Valore Unità
PH del sangue pH 7,2-7,5 .
Globuli rossi, o eritrociti RBC 3,8-7,9 * 10 6 / mm 3
Ematocrito PCV 33 – 50 %
Volume corpuscolare medio MCV 50-75 3 mm
Emoglobina Hb 9,4-17,4 g / dl
Media di emoglobina corpuscolare MCH 18 – 24 pg / cell
Corpuscolare medio di emoglobina Concentrazione MCHC 27-34 %
Globuli bianchi WBC 5-13 * 10 9 / l
Basofili . 0-0,84

<0.5 * 10 9

%

/ l

Gli eosinofili . 0-2

<1.0 * 10 9

%

/ l

Linfociti . 43 – 80

3-9 * 10 9

%

/ l

I monociti . 0-4

<0.5 * 10 9

%

/ l

I neutrofili . 34-70 %
Neutrofili banda . <6

0-0,2 * 10 9

%

/ l

Neutrofili adulti . 1 – 4 * 10 9 / l
Test di coagulazione . . .
Piastrine . 290 * 10 3

200 – 650 * 10 9

/ mm 3

/ l

Reticolociti . 0-3 %
Tempo di coagulazione (in vivo) . 2-8 min
Proteine . . .
Albumina . 25-40 g / l
Bilirubina – totale . 3,4-8,5

0-0,75

m mol / l

m g / dl

Gamma GT . 0-7 UI / l
Globulina . 1,5-3,3

25 – 40

g / dl

g / l

Albumina / globuline razione A / G 0,7-1,89
Proteine ​​- totale . 50-75 g / l
Enzimi . . .
Fosfatasi acida AP 0,3-2,7 UI / l
Alanina aminotransferasi ALT 55-260 UI / l
Fosfatasi alcalina ALP 10-96 UI / l
Amilasi . 200-500 UI / l
Aspartato aminotransferasi AST 10 – 98 UI / l
Creatinina fosfochinasi CK – CPK 140-372 IU / I
Lattato deidrogenasi . 132 – 252 UI / l
Elettroliti . . .
Bicarbonato . 16-32 mmol / l
Calcio – ionizzato Ca ++ 1.71 mmol / l
Calcio – totale Ca ++ 3,0-5,0

5,5-12,5

mmol / l

mg / dl

Cloruro Cl 92-120 mmol / l
Ferro Fe 33 – 40 m mol / l
Condurre . 2-27 mmol / l
Magnesio Mg ++ 0,8-1,2 mmol / l
Fosfato – inorganici Pi 1,0-2,5 mg / dl
Fosforo HPO 4 4-6 mmol / l
Potassio K + 4,0-6,5 mg / dl
Sodio Na + 130 – 155 mmol / l
Altri substrati . . .
butirrato b-OH . <1 mmol / l
BUN . 13 – 30 mg / dl
Gli acidi biliari . 3 – 15 m mol / l
Bilirubina . <20

0 – 0-75

m mol / l
Colesterolo . 0,1 – 2.00

10 – 80

mmol / l

mg / dl

Cortisolo (a riposo) . 1,0-2,04 m g / dl
Il cortisolo dopo stimolazione con ACTH . 12,0-27,8 m g / dl
Creatinina . 53 – 124

0,5-2,6

m mol / l

mg / dl

Glucosio Glc 4.2 – 8.9

75-140

mmol / l

mg / dl

I fosfolipidi . 40-140 mg / dl
Lipidi sierici . 150-400 mg / dl
T 4 . 82,37-106,82

6,4-8,3

nmol / l

m g / dl

Trigliceridi . 1,4-1,76 mmol / l
Urea . 9,1-25,5 mmol / l
Acido urico . 1-4,3 mg / dl
Vitamina A Vita 30 – 80 m g / l
Vitamina E Vit E > 1 m g / ml

Le vaccinazioni : Protocolli

Le vaccinazioni

a cura del Dott. Roberto Granata

E’ possibile vaccinare i conigli per due malattie virali molto gravi: la mixomatosi e la malattia emorragica virale (MEV). Queste due infezioni, al contrario di quanto si potrebbe essere portati a credere, possono essere contratte non solo dai conigli selvatici, naturalmente piu’ esposti alle malattie a causa delle loro condizioni di vita, ma anche dai conigli che vivono in appartamento attraverso la puntura di zanzare infette. Entrambe le malattie hanno esito mortale.
Per quanto il rischio in alcune zone non sia elevato, la gravità delle due malattie impone una seria prevenzione.

Tipi di vaccini

I vaccini per la mixomatosi contengono virus vivi che sono stati “indeboliti” e che una volta iniettati nel coniglio generano una forma di malattia benigna sub clinica (non visibile) che porta alla formazione degli anticorpi che poi proteggeranno l’animale da una successiva infezione.

Per la mixomatosi la durata del vaccino è di quattro-sei mesi.

Per la malattia emorragica (MEV) i vaccini contengono invece virus inattivati. I vaccini per questa malattia possono dare una protezione semestrale o annuale a seconda del liquido nel quale è dissolto il virus.

Alcuni vaccini contengono entrambi i virus (bivalenti).

Protocolli vaccinali e frequenza delle vaccinazioni.

La frequenza delle vaccinazioni e il tipo di vaccino deve essere stabilita dal veterinario in base al rischio della zona di residenza del coniglio.

Bisogna ricordare che per la mixomatosi non esiste un vaccino con la durata di un anno quindi la vaccinazione per questa malattia deve essere almeno semestrale. Utilizzando i vaccini che hanno una durata di quattro mesi è possibile ottenere una accettabile protezione vaccinando solo nel periodo caldo (una vaccinazione in primavera e una dopo 4 mesi). La vaccinazione ogni sei mesi può esporre il coniglio a qualche rischio se il quinto e sesto mese cadono proprio nel periodo maggiormente pericoloso (da luglio a metà settembre).

Reazioni vaccinali

Per la natura del vaccino (che contiene il virus vivo), può accadere che alcuni conigli manifestino dopo una settimana dalla vaccinazione dei sintomi riferibili alla mixomatosi. Questa forma benigna solitamente si esaurisce spontaneamente nell’arco di alcuni giorni. I conigli che sviluppano una reazione vaccinale hanno poi un tasso anticorpale maggiore con una protezione più lunga rispetto ai conigli dove non si è osservata alcuna reazione.

Altre reazioni vaccinali sono dovute al liquido che contiene il virus. Alcuni conigli, raramente, sviluppano un’eccessiva reazione locale nel punto di iniezione con la formazione di un gonfiore (granuloma vaccinale). Il granuloma può persistere per mesi per poi ridursi e sparire. Bisogna ricordare che nel gatto i granulomi vaccinali sono stati associati a un tumore locale (fibrosarcoma vaccinale). Se un coniglio sviluppa un granuloma vaccinale che mostra un’insolita persistenza dovrebbe essere sottoposto ad un intervento chirurgico per asportarlo.
Nei conigli che sviluppano granulomi è necessario cambiare marca di vaccino al richiamo successivo.

TRATTO DA:

http://www.lacollinadeiconigli.net/conigli/vaccini/

Perchè rivolgersi ad un Veterinario Esperto in esotici??

Qualche buona ragione per portare il proprio coniglio da veterinari esperti in conigli………

(e non da quelli che trattano solo cani e gatti)

(Come dire: ma un bambino lo porteresti dal pediatra o dal geriatra?)

Le facoltà universitarie preparano il veterinario a curare cani e gatti, ma quasi sempre saltano a piè pari il coniglio, soprattutto come animale da compagnia, e le sue specifiche patologie. I veterinari interessati a curare questo animale devono quindi studiarlo autonomamente, comprando testi specifici, frequentando seminari e corsi, facendo esperienza presso colleghi esperti. Tutto ciò richiede tempo, denaro e dedizione, nonché un aggiornamento costante e anni di pratica e di esperienza. Non ci si può improvvisare “specializzati” in medicina e chirurgia del coniglio da un giorno all’altro, per aumentare la clientela. La laurea in medicina veterinaria consente legalmente al professionista di curare qualunque specie animale, anche in mancanza di una preparazione specifica.

I conigli hanno una fisiologia profondamente diversa da cani e gatti. I conigli sono erbivori obbligati e animali da preda; i cani sono onnivori e i gatti carnivori ed entrambe le specie sono predatori. Questa diversa fisiologia si traduce in esigenze alimentari e in risposte comportamentali completamente differenti.

Un veterinario non esperto non sa neppure come maneggiare con competenza i conigli, animali fragili sia fisicamente che psicologicamente, e non sa dare i giusti consigli alimentari. Un coniglio maneggiato in modo improprio può ferirsi gravemente e addirittura spezzarsi la spina dorsale o avere un arresto cardiaco per lo stress e la paura.

coniglioesperto

È fondamentale che il veterinario sappia dare le giuste indicazioni riguardo l’alimentazione, perché un regime alimentare sbagliato causa problemi digestivi e gastroenterici e alterazione della dentatura (malocclusione). Anche la gestione domestica richiede conoscenze specifiche: basta pensare all’importanza del “rabbit proofing”, cioè tutti i consigli per mettere in sicurezza la casa e renderla a prova di coniglio, per prevenire gli incidenti domestici.

Neppure per le vaccinazioni di routine ci si deve “accontentare” di un veterinario non esperto. La vaccinazione deve sempre essere preceduta da una visita clinica completa, per valutare lo stato di salute e cogliere eventuali segni precoci di problemi sanitari (la prevenzione è fondamentale!). Un veterinario che tratta solo cani e gatti non è in grado di valutare con competenza lo stato di salute del coniglio, di capire se ci sono anomalie e di interpretarle correttamente. La visita in occasione delle vaccinazioni serve anche al proprietario per chiedere consigli e chiarire eventuali dubbi su salute, comportamento e gestione domestica, cosa che non è possibile con un veterinario che non si occupa di conigli. La visita è un’occasione per il veterinario esperto di verificare che la gestione e l’alimentazione siano quelle corrette, nell’ottica che prevenire è meglio che curare.

Il piano vaccinale del coniglio è completamente diverso da quello di cani e gatti, sia per quanto riguarda le malattie contro cui si immunizza che la frequenza delle vaccinazioni. Per questo è bene che il veterinario sia esperto nella medicina del coniglio per fargli vaccinare questo tipo di animale.

Rivolgersi ad un veterinario non esperto per le cose di routine, come le vaccinazioni, riservandosi di consultare un veterinario esperto solo per i problemi più gravi, è una pratica sbagliata. Il veterinario “per conigli” capirebbe meglio i problemi del suo paziente se lo avesse sempre seguito e ne conoscesse la storia, la gestione, le peculiarità fisiologiche, gli eventuali precedenti problemi di salute, i trattamenti medici e chirurgici.

Il coniglio non solo è completamente diverso da cani e gatti come anatomia e fisiologia, ma anche come malattie e come risposta ai farmaci. Poiché il coniglio ha malattie completamente diverse, un veterinario che tratta cani e gatti non le conosce, non le sa diagnosticare e di conseguenza non sa come curarle. Facciamo degli esempi. Una rinite (infezioni delle prime vie respiratorie) può essere un’affezione banale in un cane, ma può mettere il coniglio in pericolo di vita. Una lacrimazione eccessiva nel coniglio spesso  non indica una infiammazione dell’occhio, ma un problema ai denti. La diarrea in un cane o un gatto adulti è spesso un problema seccante ma non grave, nel coniglio può essere rapidamente mortale.

Un veterinario non esperto non sa interpretare correttamente gli esami radiografici e gli esami del sangue (in genere non è neppure in grado di eseguire un esame del sangue) e non può quindi avvalersi di questi fondamentali strumenti di indagine. Ciò comporta gravi limitazioni nella capacità di eseguire diagnosi corrette.

I farmaci che si utilizzano comunemente in cani e gatti possono avere gravi effetti collaterali nel coniglio. Un classico esempio è il fipronil, un antiparassitario ottimo nei carnivori, ma che può causare la morte nei conigli. Molti antibiotici utilizzati in tutta sicurezza in cani e gatti possono essere letali nel coniglio. I cortisonici, ampiamente utilizzati in cani e gatti, quasi mai si usano nel coniglio perché in questa specie inducono una grave compromissione del sistema immunitario, anche a basse dosi e per periodi limitati, predisponendolo a contrarre gravi infezioni. Un veterinario che non è esperto in conigli può non conoscere queste specificità e compiere gravi errori nel somministrare i farmaci.

Dal punto di vista chirurgico il coniglio è un paziente particolare, che richiede conoscenze e attenzioni specifiche, in particolare per quanto riguarda l’anestesia. Le sue caratteristiche anatomiche e fisiologiche lo predispongono infatti ad arresto cardiorespiratorio più facilmente che cani e gatti: anche in questo caso l’anestesia per essere adeguata richiede esperienza e conoscenza specifiche, così come le procedure chirurgiche.

Come vedete, ci sono tanti buoni motivi per portare il coniglio da un veterinario esperto, anche se è più lontano, un po’ più scomodo magari, più difficile da trovare.… Se ci tenete davvero alla salute dei vostri beniamini, fate la scelta giusta.

tratto da LA VOCE DEI CONIGLI