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Le Erbe Spontanee nell’ alimentazione del coniglio

L’erba è l’alimento più naturale per cavie e conigli e spesso anche quello maggiormente gradito.
L’ideale sarebbe avere un bel prato rigoglioso da cui la bestiola possa brucare a piacimento, ma non tutti ce l’hanno a disposizione o riescono a metterlo adeguatamente in sicurezza. Può quindi aver senso che sia l’umano a raccogliere e portare l’erba a casa, con alcuni accorgimenti.

Dove raccogliere.

Sarebbe bene innanzitutto cercare di raccogliere erba il più possibile pulita, tenendosi lontano da strade trafficate, zone frequentate da cani, piante ornamentali, fossati o aree coltivate potenzialmente inquinati da fitofarmaci e insetticidi (sopratutto frutteti e vigneti, ma anche campi di frumento o ortaggi).
prato da foraggioL’ideale sono i campi coltivati a foraggio di campagna o montagna, quelli che al massimo vengono concimati annualmente a letame e vengono tagliati 3 o 4 volte all’anno.E’ bene rimanere ai bordi ed evitare di entrarvi quando l’erba è alta per non danneggiarla e compromettere il lavoro dei contadini.
Anche gli incolti possono andar bene, ma spesso presentano una varietà  tale di erbe da rendere difficoltosi il riconoscimento e la raccolta selettiva.

Se non si ha occasione di allontanarsi dalla città  ci si deve accontentare sicuramente di uno standard più basso, al punto che spesso tocca desistere dall’impresa.

Se non si abita lungo una strada trafficata è possibile coltivare le erbe in vaso sul proprio balcone, anche se una quantità  così ridotta potrà essere sufficiente solo per una gradevole merenda ogni tanto. Come semi, scegliere i misti per prato, che in genere sono di graminacee (loietto, festuca, agrostis, poa…).
Se si dispone di un proprio prato, è bene evitare di inquinarlo con fitofarmaci e insetticidi, e di raccogliere le piante ornamentali, che sono spesso tossiche. La strategia migliore e’ di lasciare almeno una porzione di prato non rasata, da tagliare di volta in volta per avere erba sempre fresca.

Raccogliere e conservare

Le piante da preferire sono quelle sane e robuste, prive di parassiti e malattie evidenti. Per raccoglierle senza sradicarle è utile tagliarle con un coltellino, una forbice o un falcetto.

Indispensabile è un contenitore in cui riporre l’erba che lasci circolare l’aria e non trattenga l’umidità : un sacchetto di stoffa è particolarmente indicato, ma anche una scatola di cartone può andare bene.

Solitamente quando si raccolgono piante selvatiche è bene farlo evitando di impoverire l’ambiente. Tuttavia, le erbe che ci interessano per l’alimentazione dei nostri animali sono estremamente comuni, e la loro raccolta manuale non provoca danni.
L’erba recisa non si conserva fresca per molto tempo. Una volta tornati a casa è bene offrirla subito, e quello che avanza spargerlo, idealmente su di una grata, e rimescolarlo più volte al giorno. erba stesa su di una grataL’erba che rimane ammassata, soprattutto se chiusa in sacchetti di plastica oppure umida, va incontro a fermentazione e può sviluppare muffe e batteri pericolosi. Se annusandola avvertite un odore sgradevole, ben diverso da quello dell’erba fresca, o se infilando la mano nell’erba percepite calore, allora è il caso di essere prudenti e buttare via tutto.

Nell’alimentazione quotidiana

Come per qualsiasi altro alimento nuovo, anche l’erba va introdotta gradualmente nella dieta di una bestiola non abituata.
Idealmente il coniglio e la cavia potrebbero vivere solo di erba, difficilmente pero’ quella recisa e scelta da noi può essere sufficiente: meglio continuare a tenere a disposizione del fieno e a dare un’integrazione di verdure fresche (e vitamina c per la cavia), sopratutto se le quantità  di erba non sono notevoli.

L’erba può essere di aiuto nei momenti di difficoltà, ad esempio per stimolare l’appetito di un animale sofferente, per riattivarne l’intestino rallentato, per espellere più facilmente il pelo ingerito durante la muta grazie alle fibre lunghe.

Alcune erbe possono alterare il colore dell’urina, facendola diventare arancione, marrone, rossa, o bianca e torbida nel caso di erbe ricche di calcio.
Le feci del coniglio che mangia molta erba saranno belle tonde e grandi, più scure e un po’ meno friabili rispetto a quando il coniglio mangia prevalentemente fieno.

Cosa raccogliere

Le graminacee (poacee), ovvero le vere e proprie piante con foglie a nastro (‘a filo d’erba’), che a maturazione hanno una spiga più o meno riconoscibile come tale. E’ preferibile raccoglierle ancora giovani e ben verdi, ma è comunque possibile reperirne tutto l’anno. Dovrebbero costituire il grosso del ‘raccolto’.

graminacee graminacee graminacee graminacee graminacee
graminacee graminacee

Piantaggine (plantago), molto comune e generalmente gradita, reperibile un po’ tutto l’anno.

piantaggine piantaggine, fiore piantaggine piantaggine piantaggine
piantaggine piantaggine, fiore

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Achillea (achillea millefolium).

achillea achillea achillea, fiore achillea achillea

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Malva (malva).

malva malva malva, fiore

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Centocchio (stellaria media), piantina diffusa sopratutto all’inizio della primavera. Da non confondere con la Veronica e l’Anagallide (anch’essa talvolta chiamata centocchio), tossiche, le cui foglie possono sembrare simili ma i cui fiori sono molto diversi.

stellaria stellaria, con fiori stellaria, fiore

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Pratolina (bellis perennis), piantina presente durante tutto l’anno.

pratolina pratolina pratolina

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Porcellana (portulaca).

porcellana

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Cicoria (chicorium intybus), specie selvatica da cui sono state selezionate molte insalate coltivate. Presenta una rosetta basale ricca di foglie, in estate emette anche un fusto ramificato con tipici fiorellini azzurri o violacei.

cicoria cicoria, foglie cicoria, fiore

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Ortica (urtica), pianta dalle eccellenti caratteristiche, ma urticante al tocco. Raccogliere con i guanti e lasciar seccare prima di offrire.

ortica ortica, foglie

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Parietaria (parietaria), lenitiva e diuretica. Da consumare con parsimonia, come tutte le piante con spiccate proprietà  officinali.

parietaria parietaria, foglie parietaria, fiori

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Borsa del pastore (capsella bursa-pastoris), brassicacea, ricca di calcio e tannini. Da consumare con parsimonia.

borsa del pastore borsa del pastore, fiori e frutti borsa del pastore, rosetta basale

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Tarassaco (taraxacum officinalis), dalla tipica rosetta di foglie dal bordo variamente frastagliato e il fiore giallo che matura in soffione. Molto gradito ma anche un po’ troppo ricco di calcio: meglio non eccedere e offrire solo a mo’ di premio, sopratutto a conigli e porcellini adulti.

tarassaco tarassaco tarassaco, fiore tarassaco, soffione tarassaco_02
tarassaco, rosetta basale tarassaco, foglie tarassaco, foglie

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Trifoglio (trifolium), erba medica (medicago), veccia (vicia). Leguminose, gradite ma un po’ troppo ricche di proteine e calcio: adatte quindi all’alimentazione di cuccioli e madri in lattazione, decisamente meno per quella di cavie e conigli adulti. Fermentando rapidamente, possono provocare gonfiori e quindi dolori addominali: si consiglia di farle seccare bene prima di offrirle, oppure di darle freschissime e comunque sempre in piccole quantità , magari insieme ad un bel mazzo di graminacee.

trifoglio trifoglio, fiore trifoglio, fiore erba medica erba medica
erba medica 'araba' erba medica 'araba' veccia veccia

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Cosa evitare

Uno dei maggiori deterrenti alla raccolta è il timore di raccogliere piante nocive. In un prato coltivato questo rischio è ridotto, e le piante tossiche che si incontrano più frequentemente sono facilmente riconoscibili e non letali. Negli incolti, la possibiltà  di incontrare piante tossiche varia da zona a zona.
Una buona regola è semplicemente di non raccogliere quello che non si conosce e che non si è sicuri sia commestibile. Non affidatevi al presunto istinto del vostro animale: succede spesso che un coniglio o un porcellino nato e vissuto in casa da genitori altrettanto domestici non abbia idea di quello che non dovrebbe mangiare.

Ranuncolo (ranunculus), tipicamente dal fiore giallo. Tossico. Essiccato (ad esempio nel fieno) non è pericoloso. Tutte le piante della famiglia delle ranuncolacee sono tossiche e andrebbero evitate.

ranuncolo ranuncolo favagello ranuncolo, fiore ranuncolo, foglie ranuncolo, foglie
ranuncolo, foglie ranuncolo, dimensioni

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Veronica (veronica), tipicamente dal fiorellino azzurro. Tossica. Tollerata in piccole quantità  (ad esempio se ne raccogliete accidentalmente qualche piantina insieme ad altra erba).

veronica veronica veronica, fiore veronica, dimensioni

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Anagallide (anagallis arvensis), piccola pianta dal fiorellino arancione o blu. Tossica.

anagallide anagallide anagallide

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Romice (rumex), da evitare perchè è ricco di ossalati e acido ossalico.

romice romice, dimensioni romice romice rumex_02
romice romice, fiore

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Acetosella (oxalis), da evitare perchè ricca di ossalati di calcio. Da non confondere con il trifoglio, la cui foglia a prima vista potrebbe sembrare simile.

acetosella acetosella, foglie acetosella, dimensioni

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Come riconoscerle

Per imparare è utile procurarsi qualche libro divulgativo dedicato alle piante erbacee, magari della propria zona, possibilmente con illustrazioni delle foglie e della pianta intera oltre che del fiore. Volendo approfondire risulta particolarmente utile imparare un po’ di lessico botanico, di modo da usufruire della descrizioni.
Spesso interessanti sono i libri di piante alimurgiche, ovvero spontanee commestibili per l’uomo, con l’avvertenza che ciò che è commestibile per l’uomo (magari dopo cottura o altro trattamento) non sempre lo è per il coniglio o la cavia.
Un’altra risorsa molto utile per approfondire è il web: spesso basta digitare il nome latino di una specie per trovare numerose foto.
Il momento migliore per imparare è la primavera, quando la maggior parte delle piante produce fiori ed è meglio individuabile.

Bibliografia.

Contarini. Le piante erbacee spontanee. Essegi.
Corsi, Pagni. Piante Selvatiche di uso alimentare in Toscana. Pacini.
Mattirolo. Phytoalimurgia pedemontana. Blu.
Le erbe medicinali aromatiche cosmetiche. Fabbri.


ARTICOLO TRATTO DA:
I manuali della Collina

 

Conosciamo meglio il FIENO ed i vari tipi in commercio

IL FIENO

Secondo una autorevole ricerca della San Diego House Rabbit Society  la base della piramide alimentare del coniglio è costituita all’ 80% di erba o fieno.

Il fieno (o l’erba fresca) deve infatti esser sempre disponibile in quantità illimitata ai conigli in modo che possano pascolarlo in qualsiasi momento e a loro piacimento.

piramide fieno newok

In natura l’alimentazione naturale del coniglio è costituita fondamentalmente da erba, foglie fresche o secche, steli di piccole piante. Essendo erbivoro mangia anche verdure di tutti i tipi, come sedano, finocchio, cicoria e insalate selvatiche. Raramente e solo occasionalmente si nutrono anche di alcuni frutti caduti dagli alberi; in mancanza di pascoli freschi tendono anche a rosicchiare radici tenere,fieno, fiori, semi, piantine secche disidratate e cortecce di albero.

Il SILICIO contenuto nell’erba e le fibre grezze di alcune verdure permettono un consumo costante e naturale dei denti durante la masticazione ed infatti a causa di questa elevata abrasione, la dentatura del coniglio è geneticamente a crescita costante.

L’apparato digerente del coniglio è a digestione continua ed è importante che l’animale abbia costantemente a disposizione del cibo per mantenere sempre attivo il processo di peristalsi intestinale. Un digiuno prolungato per più di 12 ore apre la porta ad una serie di patologie molto serie che possono anche provocarne la morte in breve tempo.

Nei conigli domestici, questa costante necessità di erba e fibre grezze, viene per semplicità sostituita dal fieno.

Per fieno si intende dell’ erba essiccata in modo particolare, raccolta e immagazzinata ai fini di alimentare determinati animali erbivori, in particolare bovini, equini, caprini, ovini e lagomorfi.

Il fieno viene usato infatti negli allevamenti come alimento principale quando o dove non ci sono abbastanza pascoli a disposizione e questo può accadere a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli (come durante l’inverno) oppure dove non ci sono pascoli disponibili in quanto il terreno viene impiegato per l’agricoltura.

I VARI TIPI DI PRATO

Per definizione un prato è un terreno agricolo inerbito per più di un anno. Fino ad un anno (un ciclo colturale) si parla invece di erbaio. Nel caso in cui il cotico erboso venga mantenuto per più di 5 anni, si parla di prato stabile o, meglio, prato permanente.

Un prato stabile è un prato che in genere non ha subito alcun intervento di aratura o dissodamento, non coltivato e lasciato a vegetazione spontanea : è mantenuto esclusivamente attraverso lo sfalcio e la concimazione.

Questi prati in genere in base al clima, al tipo di terreno, altitudine, umidità, piogge etc, sono costituiti in proporzioni differenti da una serie di erbe e piante spontanee che seguono il normale ciclo stagionale. Escludendo cereali e leguminose proteaginose spontanee si tratta fondamentalmente di graminacee (festuca, loietto, erba mazzolina, gramigna, bromo cabro, fleolo, coda di topo, trifoglio, dente canino, paleo, piantaggine, etc..).


LA FIENAGIONE DI UNA VOLTA…

fienagionediunavolta

Per fienagione si intende quella pratica colturale che permette la trasformazione di erba fresca in erba secca; consiste quindi nel far perdere l’umidità presente negli steli erbosi rendendoli fieno.

La produzione del fieno per un contadino era uno dei lavori più impegnativi e fisicamente uno dei più gravosi nel periodo estivo, sia perché tutte le operazioni si dovevano compiere a mano, sia perché la falciatura era laboriosa e lenta ma indispensabile per il foraggio invernale del bestiame. L’esito della raccolta dipendeva esclusivamente dalla pioggia che, se cadeva sopra il raccolto, comprometteva l’intera stagione e il contadino era costretto ad acquistare il foraggio o eliminare uno o più capi di bestiame. La buona o la cattiva annata di fieno era importante, da loro infatti dipendeva il cibo per gli animali della stalla, quindi averne una scorta sufficiente assicurava tranquillità fino all’ anno successivo.

Il fieno viene tagliato e raccolto più volte nel corso dell’anno. A seconda del periodo in cui avviene questa operazione, prende nomi diversi:

  • fieno di primo taglio:detto MAGGENGO, perché viene raccolto in maggio (ma anche in giugno), ed è considerato il fieno migliore;
  • fieno di secondo taglio:detto AGOSTANO;
  • fieno di terzo taglio: detto SETTEMBRINO o grumereccio o terzuolo è quello con qualità nutritive inferiori.

Il taglio del fieno cominciava quando l’erba era matura, in pratica quando la maggioranza delle erbe era in fiore. Al mattino molto presto, anche prima delle quattro, il contadino con la sua falce in spalla, si recava sul campo per falciare.

taglio-fieno

Procedeva ritmicamente formando alla sua sinistra il cumulo  d’erba tagliata, fermandosi frequentemente ad affilare la falce con la pietra. Giunto al confine del prato, ritornava indietro e ricominciava.

I tagli più duri e impegnativi erano il maggengo e l’agostano; il primo per l’erba alta, abbondante e rigida, il secondo perché nel colmo dell’estate il caldo molto forte si faceva sentire pesantemente.falciatura

Tagliata l’erba con la falce cominciava  una nuova fase della giornata: slargare i vari cumuli per farli asciugare al sole .Con la forca si stendevano uniformemente i cumuli dell’erba fresca e nel primo pomeriggio si andava a “voltarli” ; a seguire cominciava la “rastrellatura”.  Ad intervalli regolari , l’erba rastrellata era “accordonata” (ammassata) in lunghe file di fieno (andane) .

Taglio Erba Secondo giorno

Questa operazione si compiva molto accuratamente , tanto che alla fine del lavoro i prati dovevano essere, senza più un filo d’erba secca.

Raramente il fieno essiccava in un solo giorno e nei giorni seguenti si ripetevano in successione le stesse operazioni: si slargavano le fila bagnate dalla rugiada, quindi voltate, rastrellate e si ricreavano le file .

Tutto procedeva liscio se il tempo era buono; il nuvolo, la pioggia o il temporale spezzavano il ciclo del lavoro, procurando notevole fatica in più perché questo processo andava costantemente ripetuto e bisognava mettere al riparo il fieno già secco da quello ancora umido. Qualche volta però la pioggia sorprendeva il fieno ancora slargato e bisognava aspettare il sole “che asciugava”, ma intanto il fieno perdeva parte delle sue buone qualità. A volte quando i capricci del tempo duravano per più giorni, il fieno ammuffiva e si guastava per cui non poteva più essere utilizzato come fonte di foraggio per gli animali, ma solo come paglia par creare il giaciglio del bestiame nelle stalle.

fienoinspalla

Con il sole e il sereno invece tutto procedeva bene e quando il fieno era secco, si legavano i fasci e caricati in spalla venivano  trasportati  dai campi al fienile.

 

LA FIENAGIONE OGGI…

fienagione_fella

Con il progresso della meccanizzazione agraria, la lavorazione della fienazione viene sempre più affiancata dall’ utilizzo di attrezzi agricoli adibiti a ridurre gli sforzi, ottimizzare i tempi e automatizzare le varie attività sui campi.

  • Barra falciante – Falciacondizionatrice

La prima fase del taglio dell’ erba a pochi centimetri dal terreno viene eseguito mediante una barra falciante (due lunghe lame seghettate che sfregando tra loro “strappano” l’erba dal terreno) o una falciacondizionatrice ( che permette il taglio e lo schiacciamento dello stelo favorendone la fuoriuscita di acqua e quindi di umidità ed il taglio avviene mediante dischi di metallo attorno ai quali sono presenti delle lame vive che permettono il taglio diretto dell’erba).
In linea di massima la barra falciante è solitamente usata in erbai dove sono presenti essenze che di per se contengono poca umidità, tipo loietto; mentre la falciacondizionatrice è più usata dove è presente erba medica e leguminose in genere, ricche nello stelo di acqua e quindi di umidità.

barrafalc falciacondiz
  • Voltafieno

Alcuni giorni a provvedere a capovolgere il fieno per permettere una più veloce essiccazione ed evitare di incorrere in  muffe e formazione di acidi si usa un attrezzo denominato voltafieno. Questo  è composto da un telaio sul quale sono fissati uno o più “girelli” con dei “denti strigliatori”i quali sollevano il fieno da terra e lo gettano in aria permettendone il capovolgimento.

voltafieno
  • Ranghinatore o Andanatore

Quando gli steli hanno perso tutta l’umidità al loro interno e risultano secchi è il momento di pressare il fieno, per facilitare questa operazione vengono fatte delle andane con il ranghinatore. Questo attrezzo passando sul fieno presente nel campo lo “ammassa” in un unica andana, quindi lo raccatta; è molto simile al voltafieno in quanto sono presenti uno o più girelli sui quali sono collocati dei denti strigliatori del tutto simili ad una forca, per effetto della forza centrifuga il fieno raccolto da questi denti viene fatto sbattere contro una porzione di telo di plastica o di metallo che lo fa cadere a terra formando un’unica andana che sarà poi pressata successivamente dall’imballatrice.

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  • Rotoimballatrice – Pressa quadra

L’ultima operazione consiste nella raccolta del fieno ormai disposto sul terreno in andane; tale operazione avviene mediante le rotoimballatrici o le presse quadre; l’unica fondamentale differenza di questi due attrezzi consiste nella maniera di imballaggio del fieno. La rotoimballatrice è formata da un raccoglitore chiamato “pick-up” che convoglia il fieno in una camera di compressione, la massa all’interno viene fatta girare su se stessa dall’alto verso il basso in maniera centrifuga, e quando al suo interno è stato raggiunto il peso ideale (che varia dai 400 ai 500 kg) e la grandezza ideale (in quanto può variare da modello a modello) un computer palmare installato nella trattrice provvederà ad informare il trattorista della avvenuta formazione della balla, il quale provvederà ad aprire il portellone posteriore ed a fare uscire la rotoballa; un funzionamento simile è quello della pressa quadra che è sostanzialmente di due tipi, una pressa quadra che crea balle da 30-40 kg chiamate comunemente balline o ballette ed una pressa molto più grande che crea balle del peso di 5 quintali circa; nei piccoli appezzamenti è molto usata quella che crea balle piccole in quanto molto maneggevole e permette di creare delle balle adatte sopratutto ai piccoli allevatori. La pressa quadra invece, ha un peso di circa 50 quintali, risulta quindi poco maneggevole in piccoli appezzamenti ed è usata sopratutto nei grandi prati. Il funzionamento della pressa quadra è piuttosto semplice, il fieno viene raccolto da terra mediante un raccoglitore  (pick-up), viene mandato in camera di compressione dove un pistone provvede alla compressione della massa man mano che viene raccolta. Il prodotto viene poi espulso dalla parte posteriore dell’attrezzo.

rotoimballatrice
quadra

VIDEO SULLA FIENAGIONE

Scritto da Bruno Maselli


 

 

Come conservare le verdure “lapine” in frigo

Per chi ha da poco con se un coniglietto una delle prime difficoltà che si riscontrano è sul come conservare le verdure in frigo.

Innanzitutto se avete solo un “lapino” o al massimo una coppia, cercate di non comprare scorte di verdure e lasciarle per molti giorni in frigo in quanto se non sono fresche perdono facilmente la biodisponibilità delle vitamine in esse contenute.

E’ preferibile avere un fruttivendolo di fiducia vicino casa e magari prenderne poca ma tutti i giorni tornando da lavoro/scuola… Non vergognatevi di passare anche tutti i giorni per prendere SOLO un finocchio e un sedano e pagare qualche centesimo! Anzi spiegate al vostro fruttivendolo che avete un coniglietto con voi e fatevi magari conservare quelle parti che in genere loro tagliano e buttano (le foglie del sedano, le cime della carota, il verde del finocchio…).

Considerando le minime quantità che dovrete comprare, se possibile preferite sempre le verdure biologiche o raccolte direttamente dai contadini piuttosto che quelle “perfette” confezioni trattate in vaschetta nei supermercati.

Se invece non potete proprio comprarle quotidianamente, vediamo come conservarle al meglio nel vostro frigo.

IMPORTANTISSIMO: Ricordate sempre che le verdure vanno sempre date al vostro pelosetto a TEMPERATURA AMBIENTE E MAI FREDDE!!!! Quindi prima di offrirgliele vanno sempre tenute fuori dal frigo finchè non raggiungono la temperatura ambiente!!

La durata di conservazione ed il risultato varia da frigo a frigo. Se il vostro frigorifero non è eccessivamente vecchio avrà di sicuro la funzione “no umido” di base, e quindi non dovrebbe formare ne condensa ne ghiaccio. Per evitare che comunque la verdura tocchi il retro (la parte più fredda del frigo) e si congeli e cristallizzi formando ghiaccio, conviene sempre riporre le verdure in delle vaschette di plastica senza coperchio evitando così il contatto con la parete posteriore.

Una valida soluzione per mantenerle fresche e croccanti più a lungo, richiede l’uso di  buste di carta, le migliori sono quelle di carta oleata da panettiere, che potrete conservare ogni volta che comprate il pane (ogni busta regge un paio di mesi, prima di cedere per usura). Le buste di carta aiutano ad assorbire l’umidità ed impediscono la condensa sulla verdura.

Per assorbire umidità e sporco, conviene rivestire la cassetta della frutta in fondo al frigo con uno strato di carta assorbente o con gli appositi tappetini/spugne antimuffa

Dopo aver fatto la spesa, appena a casa togliere tutte la verdura dai sacchetti di plastica e lasciarle asciugare e sgocciolare su un tavolo ( specialmente bietola, sedano, cicoria catalogna, catalogna spigata ed insalata riccia che assorbono molta acqua). Tutti i supermercati, spesso bagnano molto tutte le verdure, e questo non aiuta a conservarla a lungo nel frigo di casa. La verdura lunga asciuga più velocemente mentre quella meno compatta va lievemente strizzata.

Ricordate sempre che l’ alimentazione del coniglio DEVE ESSER RICCA DI FIBRE. Cerchiamo di non umanizzare troppo il nostro animaletto peloso in quanto non necessita come noi di una varietà di sapori prelibati e sempre diversi, ma segue una dieta piuttosto MONOTONA!!! Di base quindi è consigliabile offrire sempre ad ogni pasto un mix di Finocchio, Sedano e Radicchio e a questi aggiungere a rotazione qualche altra varietà di verdura “consentita” ma in minor proporzione.

Non somministrate mai verdure congelate o surgelate!!!

La quantità di verdura da offrire ad ogni pasto varia in base all’ età, alla vivacità del coniglietto, al suo metabolismo, alle attività di gioco e libertà di movimento e se e’ intero o sterilizzato. Il vostro veterinario saprà indicarvi le giuste porzioni da offrire. L’eccesso di verdure ai pasti rischia di saziare velocemente il coniglietto che così tenderà ad ignorare il fieno o mangiarne poco rispetto al reale fabbisogno (cosa invece fondamentale!!!).

Di norma la giusta quantità di verdura di un coniglietto in salute e libero di girare in casa è di 150-200 gr per kilo di peso ( un coniglio di 2 Kg di peso quindi dovrebbe consumare sui 300-350gr di verdure al giorno). L’ideale è suddividere questa quantità in due pasti durante la giornata: preferibile la mattina e all’ ora di cena.

Inizialmente conviene i primi tempi utilizzare una bilancia da cucina per individuare le giusti dosi e regolarsi con il peso.
Con il tempo e con l’esperienza si potrà anche andare ad occhio.

 

Vediamo quindi come conservare al meglio le nostre verdure nel frigo:


 

 

  • Peperoni:Poco da dire: tagliare il picciolo in eccesso, dare una pulita con un po’ di carta alla buccia per togliere i residui polverosi ed eventuale smog depositato in superficie. Quindi conservarli due a due in buste di carta e posizionargli nello sportello del frigo dove di solito viene tenuto il latte. Quelli che sono più avanti come maturazione, verranno usati per primi. Quando li daremo ai nostri coniglietti, si toglie il picciolo e la parte centrale con i semi e si affetta il resto. Non va dato spesso ma se il coniglietto è abituato a mangiarli l’ideale è offrirglieli a rotazione di colori differenti (contengono percentuali di vitamine diverse).

 

  • Finocchi: Sono la parte importante e quotidiana delle nostre porzioni . Per conservarli bene, si toglie la prima foglia esterna (solitamente, un po’ rovinata) e  il ciuffo verde lo si offre subito al coniglietto in quanto in frigo si deteriora presto. I finocchi interi e ben asciutti vanno quindi conservati in una vaschetta di plastica e chiusi in una busta di carta oleata chiusa con un elastico. La confezione così prodotta va tenuta nella parte più bassa del frigo dove in alcuni modelli ci sono i cassetti per la frutta.

 

  • Sedano rapa: niente di particolare, basta toglierli dalle buste ed insacchettarli nella carta, se non sono troppo rovinati si conservano bene. Si possono riporre anche negli scaffali alti del frigo, a riempire gli spazi tra sedano e catalogna. Visto che è parecchio proteico, va dato in dosi molto moderate, in pratica circa 40 grammi al giorno per coniglio.

 

  • Cavolo: contiene molto calcio, quindi va usato con cautela ed in quantità davvero minime! In genere non va usato per la quotidiana alimentazione del coniglio ma solo quando ne abbiamo a disposizione per noi umani. Per conservarlo meglio si tolgono le foglie in basso e si  conserva la palla in una busta di carta, nella cassetta della verdura in fondo al frigo.

 

  • Verze: anche qui per i vari tipi di verza si usano quantità minime a causa dell’ eccesso di calcio contenuta. Di solito, una verza ben conservata dura in frigo anche 2 settimane e si puà dare una foglia ogni tanto al coniglietto. Tolte le foglie esterne si conserva senza problemi di tenuta in una busta, nella cassetta della verdura accanto al cavolo.

 

  • Radicchio rosso:  Possono esser offerti anche tutti i giorni al coniglietto. Va sempre però ben lavato e fatto sgocciolare, quindi tolte le foglie esterne che di solito sono un po’ passate e conviene tagliarlo in verticale per le porzioni. In questo modo eviteremo che il coniglio mangi solo la parte rossa della foglia singola, lasciando la parte bianca (in genere meno apprezzata). Si conservano non per molto tempo in buste di carta nella casetta della verdura.

 

  • Insalata riccia: E’ difficile da conservare bene, in genere non va comprata appositamente per il coniglio perchè troppo acquosa e va offerta solo quando presente in casa per noi umani. Va pulita attentamente, togliendo la base e tutte le foglie che mostrano segni di annerimento o marciume. Queste parti si deteriorano rapidamente, ed estendono il marcio al resto. Si conserva poco anche in buste di carta “monoporzione” e va posta nel vano del frigo per la verdura.

 

  • Ravanelli: ricchi di calcio, vanno usati con moderazione. Vanno tolte le foglie, che si possono usare solo i primi giorni, poi si conservano in sacchetti di carta nella scatola della verdura.

 

  • Sedano: il piatto forte della dieta “lapina”, assieme ai finocchi che dovrebbero esser la base di tutti i pasti. Dopo averli sgocciolati, vanno tolte le coste esterne rovinate. Massima attenzione a foglie nere, o pezzi di costa scuri: queste sono le parti che vanno a male per prime, ed estendono il danno alle parti vicine. Tenendo d’occhio queste parti “malate”, e togliendole subito, la durata di conservazione arriva tranquillamente anche a 14 giorni. Al contrario della riccia, non va tolta la base, altrimenti il sedano tende a rovinarsi molto più velocemente. In genere alcuni fruttivendoli tendono a spezzare il gambo a metà per comodità prima di metterli in busta. Chiedete invece di lasciarli interi! Una volta pulito, l’ideale è avvolgerli con un foglio di carta, prima di inserirli in un sacchetto di carta oleata in modo da conservarli croccanti. Il sedano così impacchettato ve tenuto  sui due scaffali più alti del frigo.

 

  • Catalogna e Catalogna spigata (Puntarelle): va sgocciolata molto bene, quindi vanno tolte le foglie esterne annerite o spezzate (si possono usare nelle porzioni dei primi giorni). Vale anche qui il discorso sulle parti annerite fatto per il sedano, anzi è pure più importante. Non va tagliata la base, ed il fusto va avvolto in un foglio di carta di quella da pane o focaccia.Quindi si usano dei sacchetti per chiudere da testa a coda. Il tutto tenuto fermo da un elastico. Il “plico” in questione va tenuto non pressato sugli scaffali del frigo facendo attenzione che non tocchi la parete posteriore del frigo in quanto tende subito a gelare.

 

  • Bietola (o Coste) : è ricca di minerali e fibre ma tende facilmente a fermentare quindi non va usata quotidianamente per l’alimentazione lapina. Come per la catalogna, dopo la sgocciolatura vanno tolte le foglie esterne più rovinate, ed imballato il resto. Stesso discorso per le parti annerite e della base (non va tagliata).

 

  • Cetrioli: In genere non sono molto apprezzati dai conigli. Da usare comunque con moderazione in quanto molto acquosi. Prima di conservarli bisogna asciugarli bene e dare una pulita alla buccia. Si conservano così come sono e mai lasciati sezionati in frigo. Si usa in genere lo scaffaletto più in alto dello sportello frigo.

 

frigoideale

 

Erba fresca tutti i giorni: come fare?

Vivendo in città è difficile reperire erba fresca e pulita.
Pertanto per permettere al nostro amico coniglio di mangiare erba fresca come i suoi cugini selvatici possiamo fornirgli vasetti d’erba da tenere in balcone e lasciare a sua disposizione (se non lo distrugge in pochi secondi!!) oppure da cui prelevare ciuffi d’erba da dargli.

Come fare?

Procurarsi uno o più vasi di dimensioni medio-grandi, tipo fioriera.
Seminare diversi tipi di erbe di campo: dalla semplice erba per gatti al tarassaco, rucola, piantaggine, etc…
Seguire le istruzioni di innaffiatura ed esposizione al sole che si trovano sulle buste dei sementi
Dopo poco giorni le erbette inizieranno a spuntare
Aspettare che le erbe raggiungano un’altezza di almeno 4-5cm prima di proporle al coniglietto che felice si fionderà sopra!

vaso

erba

erba


Vaso di erba gatta appena spuntata

“Dosaggio”

I vasi di erba di campo possono essere lasciati a dispozione del coniglio, a meno che non distrugga tutto subito! In tal caso, è consigliabile fornirgli le erbe a ciuffi.

E’ possibile che il coniglietto salti sopra il vaso e lo utilizzi proprio come mini giardino… Suggeriamo di lasciarlo zampettare sull’erba, dopotutto è la sua naturale predisposizione!

Si consiglia di seminare ed avere a disposizione più vasi da fornire a rotazione al coniglio, in modo da garantirgli erba fresca tutti i giorni o quasi ;-).

Erba

Alternative

In alternativa, esistono vasetti di erbe di campo selezionate per coniglietti facilmente reperibili o semplicemente i comunissimi vasetti di erba gatto.

erba gatta
Vaso di erba gatta già pronto in commercio

ELENCO PIANTE VELENOSE O TOSSICHE

ELENCO PIANTE VELENOSE O TOSSICHE

(pericolose anche per altri animali domestici e bambini)

Come sappiamo per esperienza, i conigli domestici hanno perso l’istinto naturale che consente loro di discernere tra le piante e verdure commestibili da quelle tossiche. Una casa in sicurezza “a prova di coniglio” prevede che tutte le piante ornamentali di casa o sul balcone siano ben sollevate o recintate; in caso di giardino invece vanno ben isolati i fiori ornamentali, l’edera, le rampicanti e tutte le erbe potenzialmente tossiche o velenose.

In questa tabella sottostante avremo la possibilità in caso di dubbio di conoscere le erbe e le piante pericolose se ingerite dall’ animale domestico.

In caso di dubbi e qualunque sia la causa, agire sempre tempestivamente chiamando subito il vet!
Non somministrate mai farmaci o sostanze varie di vostra sola iniziativa (il latte, ad esempio, che la tradizione popolare consiglia per gli avvelenamenti, stimola l’assorbimento delle tossine liposolubili, quindi potenzia l’azione di alcuni veleni) e non cercate mai di indurre il vomito (e sappiamo che il coniglio non può vomitare!!!), neanche in altri animali: se non conoscete la composizione del veleno ingerito, potreste creare problemi ancora più gravi!


Ricordate, inoltre, che alcuni vegetali (ad esempio, oleandro e mughetto) liberano principi attivi tossici anche nell’acqua, quindi fate attenzione ai sottovasi di tutte le piante tossiche.
Le piante indicate con *** sono estremamente tossiche anche per umani e altri animali.
In ogni caso, il fatto che una pianta non sia elencata qui non significa necessariamente che sia sicura: la regola migliore, se non siete assolutamente certi che sia innocua, è non usarla.

Se conoscete altri nomi, locali, dialettali o in altre lingue delle piante descritte, scrivete a
Yoda Cagnòlo, giardinista lapino.

Si può cliccare sui nomi delle piante in verde per vederne una foto.

In ordine alfabetico:

-Abrus precatorius*** (Jequerity Bean, Crab’s Eyes): pericoloso anche per i bambini, causa sintomi gastroenterici

Acetosa, romice, erba brusca, erba britannica, lapazio, lingua di capra, (Rumex acetosa, R. hydrolapatum, R. conglomeratus, R. obtusifolium, R. longifolium, Dock, Sorrell, Oseille des prés, Surette, Acedera, Grosser/Sauer-Ampfer), una Polygonacea; e’ tossica soprattutto dopo la fioritura, perche’ le foglie contengono la massima concentrazione di acido ossalico che puo’ causare insufficienza renale.

Aconito ***(Aconitum napellus, Wolfsbane, Monkshood, Aconite): molto pericoloso, contiene un veleno molto rapido e molto potente che agisce anche a piccolissime dosi: causa anche nell’uomo paralisi cardiaca, parestesie diffuse in tutto il corpo, vomito, diarrea, shock, depressione respiratoria. Le radici possono essere confuse con quelle del rafano.

Actea, erba di San Cristoforo (Baneberry, Dolls eyes, Snakeberry, White Cohosh)

Agapanto (Agapanthus orientalis)

Agave

Agerato(Ageratum houstonianum): contiene cumarina, può provocare emorragie interne

Aglaonema ( Chinese evergreen)

Aglio: molti animali sviluppano anemia emolitica dopo il suo consumo.

Agrifoglio, (Ilex aquifolium, Holly): bacche: causano problemi gastrointestinali e renali

-Albicocco (Apricot) : i nòccioli contengono glucosidi cianogenici che provocano sintomi di intossicazione di tipo neurologico con convulsioni, spasmi e difficoltà respiratorie

Alchechengio, chichinger (Physalis longifolia)

Allamanda cathartica

Alocasia(Orecchio d’elefante, Taro, Elephant Ears, African mask)

-Amaranto (Pigweed , Amaranthus cruentus, A. caudatus , A. retroflexus, sinonimo Sarcobatus vermiculatus))

Amaryllis causa sintomi gastroenterici

Anagallide, bellichina (Anagallis arvensis, Scarlet Pimpernel, Pooor Man’s Weatherglass)

-Anemone***, sia primaverile che estivo causa crisi convulsive e problemi gastrointestinali; e’ una pianta potenzialmente mortale, perche’ causa depressione respiratoria.

Aquilegia (Aquilegia vulgaris, Columbine, Akelei, Ancoline )

-Anturio (Anthurium, Flamingo Plant): causa irritazione alle mucose orali con bruciore intenso alle labbra, lingua, salivazione eccessiva, difficoltà nella deglutizione e, per chi può, vomito.

Araucaria heterophylla (sinonimo Araucaria excelsa, Norfolk Island Pine, Australian Pine, House Pine)

Arum maculatum***(Pan di serpe, pan di vipera, gigaro, Lords-and-Ladies, Gefleckter Aronstab): puo’ anche essere mortale: causa disturbi gastrointestinali e alterazioni del ritmo cardiaco.

-Asclepias spp. (Milkweed, Silkweed, Pleurisy root)

Assenzio maggiore (Artemisia absinthium): ohè, non sono mica un poeta maledetto!

Asparagina (Asparagus Fern, Emerald Fern, Emerald Feather, Lace Fern, Plumosa Fern ): soprattutto le bacche

Astragalo, Spinosanto (Astragalus/Oxytropis pilosaLocoweed): tossico per cavalli, bovini e ovini.

-Avocado(Persea americana): foglie, nòccioli, rametti; causa diarrea, congestione polmonare, infiammazione delle ghiandole mammarie in conigli, capre, bovini e cavalli, e arresto cardiaco nelle capre.

Azalea***molto pericolosa, ha effetto ritardato, contiene andromedotossina e graianotossina, causa sintomi gastroenterici

Bella di notte***Mirabilis jalapa (Four-o’-clock’s plant)

-Belladonna ***(Atropa belladonna, Deadly Nightshade, Tollkirsche, Schafsbinde, Schwindelkirsche, Teufelsbinde): 5-20 bacche possono dare un’intossicazione letale anche per l’uomo con tachicardia, delirio, coma, paralisi del sistema nervoso parasimpatico.

-Berberis (sia il B.vulgaris, crespino, spontaneo in Italia che le varietà ornamentalifrutto, bassa tossicità. Non confondete il crespino con le bacche dirosa canina o quelle di corniòlo(the cornel tree! Yum yum!), che sono buonissime!!

-Biancospino (Crataegus oxycantha): è cardioattivo.

Brionia, sia la Bryonia dioica (sin.Bryonia cretica) che la B. alba ( Bryony, Zaunrübe)

Browallia e Brunfelsia (Yesterday, Today, Tomorrow), entrambe Solanacee:causano depressione, diarrea, tremori muscolari, convulsioni, minzione incontrollata, mancanza di coordinazione, iperthermia e, per chi può, vomito.

Bosso***(Buxus sempervirens, Boxwood, Buchs, Buis ): foglie altamente tossiche

Bottondoro***(Trollius europaeus, Buttercup),anche se in piccole quantita’ (come si trova spesso nel fieno) e’ innocuo.

Bucaneve (Galanthus nivalis) e Campanellino dei boschi (Leucojum vernum)

Caladio , (Caladium hortulanum)

– Calancola (Kalanchoe spp., Pregnant Plant): contiene bufodienalidi, che sono cardiotossici.

Calla ***(Zantedeschia aethiopica, Calla lily, Lily of the Nile, Papierblume, Pied-de-veau) : ossalati di calcio, molto tossica

Calta palustre, farferugine *** (Caltha palustris, Marsh Marigold, Sumpf-Dotterblume, Populage, Caltha des marais)

Caprifoglio (Lonicera japonica)bacche e foglie

Carissa macrocarpa***mortale anche per l’uomo, tranne il frutto

-Carium maculatum***, Poison Hemlock: mortale

Cassia spp., Senna indiana, Senna alessandrina

Castagno d’India, Ippocastano (Aesculus glabra/hippocastanum, Horse chestnut, Buckeye, Rosskastanie, Drusenkesten, Gichtbaum, Châtaigner de cheval, Marronnier d’Inde )frutti: causa gravi gastroenteriti, depressione o ipereccitabilità, dilatazione delle pupille, coma.

Celidonia , Erba dei porri(Chelidonium majus, Greater Celandine, Giftblume, Goldkraut, Goldwurz, Großes Schöllkraut, Hexenkraut, Krätzekraut, Milchkraut, Chelidoine, Grande éclaire, Herbe aux verrues): causa shock, gastroenteriti,disturbi cardiaci.

Cestrum spp.*** (è una Solanacea)

-Ciclamino *** (Cyclamen persicum): causa gravissimi problemi gastrointestinali e morte.

-Cicuta maculata e C. virosa *** (sin. Selinum virosum, Poison hemlock, Water Hemlock, Cowbane, Schierling, Ciguë, Persil des chats, Persil des marais ):c’è bisogno di dirvelo? La morte può sopravvenire già dopo 15 minuti dall’ingestione . Fate molta attenzione, perchè è molto simile alla carota selvatica (Daucus carota, Queen Anne’s Lace) che, come potete immaginare, invece, è commestibile. Se siete in dubbio, lasciate perdere.

-Ciliegio (Cherry): i nòccioli contengono glucosidi cianogenici che provocano sintomi di intossicazione di tipo neurologico con convulsioni, spasmi e difficoltà respiratorie

-Cinnamomum camphora (canfora, camphor tree)

Cipollamolti animali (gatti, pecore, cavalli, cani, bovini..e conigli) sviluppano anemia emolitica dopo il suo consumo. Inoltre, la cipolla ha un effetto immonodepressivo nei conigli.

-Citiso, ginestra dei carbonai, scopario, Scotch Broom, Besenginster, Besenstrauch, Genêt à balais (non la ginestra comune, Ulex europaeum)

-Clematis vitalba (Traveller’s joy, Old man’s beard)

Clivia miniata (Kaffir Lily)

Colchico***, zafferano bastardo (Colchicum autumnale, Meadow saffron, Autumn Crocus, Herbstzeitlose, Giftkrokus, Colchique d’automne, Tue-chien): mortale anche per l’uomo, causa collasso, paralisi muscolare e respiratoria; si differenzia dal Croco perchè quest’ultimo nasce in primavera e mostra le foglioline insieme al fiore, mentre il colchico è autunnale e produce le foglie solo dopo la fioritura.

Colocasia Orecchio d’elefante, Taro, Elephant Ears)

-Cotoneasterbacche lievemente tossiche

Croton (Codieum variegatum)

Cycas revoluta*** e C. circinalis (King sago, Queen sago): causa gastroenterite emorragica, coagulopatie, danni epatici, insufficienza renale, morte. E’ pericolosa anche per i bambini.

Dafne, mezereo***(Daphne mezereum, Mezereon, February daphne, Gemeiner Seidelbast, Gemeiner Kellerhals, Mézeréon): causa bruciore della bocca, diarrea con sangue, delirio, convulsioni, emorragie interne, coma; è pericolosa anche per l’uomo: 10 bacche (la parte più tossica) possono uccidere un bambino.

Datura candida***, D. stramonium, D. innoxia, D. meteloides , brugmansia, stramonio, (Angel Trumpet Tree, Thorn apple, Jimson weed, Downy Thornapple, Devil’s Trumpet ): mortale anche per l’uomo, causa aritmie e convulsioni.

Delphinium, speronella***(Larkspur)

Dicentra cucullaria (Bleeding Heart, Squirrel Corn, Dutchman’s Breeches)

Dieffenbachia (Dumb Cane): tutte le varietà

-Digitale (Digitalis purpurea, Foxglove, Fingerhut, Digitale):contiene digitalina, un potente stimolante cardiaco. *Pare* che i sintomi causati dalla sua ingestione possano essere ridotti somministrando calcio in forma liquida per via orale (ad esempio, oleato di calcio colloidale e vitamina D).

Dipladeniaanche D.boliviensis a fiore bianco e profumato (sin.Mandevillea laxa)

-Dracena delle Canarie (Dracaena draco, Dragon’s Blood Plant).

Eliotropio (Heliotropium arborescens), fiore di vaniglia

-Edera ***(Hedera helix, Ivy, Efeu, Lierre): soprattutto le bacche, causano sintomi gastroenterici, diarrea, iperattività, difficoltà respiratorie, coma, polidipsia, dilatazione delle pupille.

-Edera terrestre (Glechoma hederacea, Ground Ivy, Creeping Charlie, Gill over the Ground): segnalati episodi di cianosi nei cavalli, tossicità sconosciuta per altri animali

Edera velenosa ***(Toxicodendron radicans, Poison Ivy, sinonimo Rhus radicans; sono tossici anche il T. diversiloba, Poison Oak, e il T. vernix,Poison Sumac )

-Elleboro, cavolo del lupo***(Helleborus nigerH. viridis, entrambe spontanee in Italia, ma anche le varietà ornamentali, Christmas Rose, Bear’s foot, Nieswurz, Pied de griffon, Ellébore fétide): causa disturbi cardiaci, ipersalivazione, coliche, diarrea emorragica, paralisi, convulsioni, delirio e, per chi puo’, vomito.

-Equiseto (Equisetum arvense, Horsetail)

Eranthis hiemalis, piede di gallo, aconito invernale

-Eucalipto (Eucaliptus)

Euphorbia spp.*** (Euforbia, Lattaiola, Catapuzia,Spurge, Caperspurge, Milkweed, Wolfsmilch, EpurgeCandelabra cactus, Pencil cactus)

Eupatoria ***(Eupatorium rugosum, White Snakeroot): molto tossica

-Evonimo ***, fusaggine, berretto del prete, corallini, Spindle tree, Skewer wood, Pfaffenhütchen, Pfaffenkäpplein, Spindelbaum, Fusain d’Europe, Bonnet de prêtre (sia l’ornamentale Euonymus japonicus che E. phellomanusmolto comune allo stato selvatico in Italia): molto tossico


Fagopyrum esculentum
 , è una Polygonacea, parente del Fagopyrum tataricum, grano saraceno (quello della polenta taragna), buckwheat: causa fotosensibilizzazione in capre, pecore, maiali e tacchini, soprattutto se albini.

Favagello, Ranuncolo favagello, favaiola, celidonia minore(Ranunculus ficaria, o Ficaria verna, Figwort, Pilewort, Lesser Celandine, Scharbockskraut, Feigwurz, Pot-au-beurre)

Felce aquilina, (Pteridium aquilinum, Bracken fern)

-Felce maschia, Dryopteris filix-mas (sin. Polystichum filix-mas, Male fern, Fougère mâle, Gemeiner Wurmfarn ): contengono derivati della floroglucina, composti idrocianidrici e l’enzima Tiaminasi che decompone la vitamina B1; in caso di ingestione, *non* somministrare lassativi a base oleosa o grassa.

-Filodendri (Philodendron selloum, P. scandens, P. erubescens Red Emerald, Red Princess, Saddle Leaf, Fiddle-Leaf, Fruit Salad Plant, Heartleaf philodendron, Horsehead Philodendron, Baumfreund ): causa lesioni da contatto alla lingua e alle mucose orali

Fitolacca***, Uva di Spagna (Phytolacca americana, P. decandra,Pokeweed)

-Fotinia (Photinia arbutifolia, Christmas Berry, Toyon, Tollon, California holly )

-Frangola*** (Cascara, Corteccia santa; Rhamnus purshianus, R. frangula, sinonimi Frangula alnus, Cascara sagrada, Purshiana bark, Aladierno ): quando non ha fiori, assomiglia ad una rosa canina ma senza spine ed è un po’ più alta, quindi è facile confonderle; i frutti non sono commestibili nemmeno per gli umani, perchè provocano il vomito, mentre gli uccelli se ne cibano impunemente, ma so che voi ne raccogliete la corteccia e ne fate un decotto lassativo.

-Giacinto (Hyacinthus orientalis)soprattutto il bulbo, causa diarrea, occasionalmente con sangue, depressione, tremori e , per chi può, vomito.

Giusquiamo ***(Hyoscyamus niger, Henbane, Bilsenkraut, Jusquiame ):molto pericoloso anche per gli umani: contiene alcaloidi che provocano allucinazioni, delirio, alterazioni del battito cardiaco, morte.

-Gladioli (Gladiolus spp): causano depressione, diarrea, occasionalmente con sangue, ipersalivazione, doliri addominali e, per chi può, vomito, occasionalmente con sangue.

Glicine ***, Wisteria spp.semi e baccelli contengono il glucoside wistarina, tossico anche per l’uomo: causa vomito violento (questo non a noi conigli), diarrea e dolori addominali (questi anche a noi conigli!).

Gloriosa rotschildiana (Glory Lily)

Haemanthus multiflorus, sin. Scadoxus multiflorus (African blood lily, Powderpuff lily): il bulbo contiene licorina e ha leggera tossicità se ingerito

Hippeastrum, falso Amaryllis

-Hoya:la Hoya australis è molto tossica per il bestiame, non ho notizie delle altre varietà, come la H. bella (fiore di cera, wax flower) e la H. carnosa

Iperico, erba di San Giovanni, cacciadiavoli, erba dell’olio rosso (Hypericum perforatum, St. Johns Wort, Klamath Weed, Johanniskraut)

Ipomea, convolvolo rampicante, vilucchio (Morning glory, Bindweed) ;ilConvolvulus sabatius, o mauritanicum, o cneorum, a fiori azzurro chiaro o rosa, ricadente o arbustivo, è innocuo.

-Iris, giaggiolosoprattutto il rizoma può causare depressione, diarrea, occasionalmente con sangue, ipersalivazione,dolori addominali e, per chi può vomito, occasionalmente con sangue.

-Kalancoe (Kalanchoe spp., Flaming Katy, Flammendes Kätchen)

Kalmia*** (Kalmia latifolia, Alloro di montagna, Sheep laurel, Mountain Laurel, Calico bush, Lambkill, Berglorbeer, Kalmie): contiene andromedotossine, l’ingestione è spesso mortale anche per gli umani

Kochia (Kochia scoparia, Fireweed)

Laburno, maggiociondolo, avorniello ***(Laburnum anagyroides,Golden Chain, Golden rain, Goldregen, Goldrausch, Bohnenbaum, Aubour):pericoloso anche per l’uomo, contiene l’alcaloide citisina, può dare convulsioni e coma: tutte le parti della pianta sono tossiche, ma soprattutto fiori, semi e radice. Negli altri animali e nei bambini l’ingestione di dosi letali non è facile perchè causa immediatamente il vomito, ma come sapete, noi conigli non possiamo vomitare… Non confondetelo con la forsizia, che è innocua!

Lantana camara ***(Red Sage, Yellow Sage, West Indian Lantana, Bunchberry, Wandelröschen, Bergsalbei, Lantanier): bacche, pericolosa anche per gli umani: causa danni cutanei da fotosensibilizzazione ma anche lesioni epatiche.

Lauroceraso ***(Prunus laurocerasus, sin. Laurocerasus officinalis;Laurel Cherry, Cherry-laurel, Kirschlorbeer, Laurier-cerise, Laurier amandier ):contiene gli acidi idrocianidrico e prussico che vengono rilasciati nel sistema circolatorio: è una delle tossine più rapide che si conoscano: causa anossia citotossica (blocca la “respirazione” cellulare), convulsioni e paralisi cerebrale.

-Leucothoe axillaris e L. davisiae ***(Drooping Leucothoe, Sierra Laurel)

Ligustro ***(Ligustrum vulgare, Privet)

-Lilium (bulbi): causa sintomi gastroenterici

-Linaiola, linaria (Linaria arvensis, L. vulgaris, L. cymbalaria, Toadflax, Old Man’s Beard, Ivy-leaved Toadflax, Kenilworth Ivy)

-Lino da fibra tessile (Linum usitatissimum, Flax)

Lisichiton (Lysichitum americanum, Eastern Skunk Cabbage, sinonimo di Symplocarpus??)

 Lobelia (Great Lobelia, Cardinal Flower, Indian Tobacco)

Lupino ornamentalein caso di ingestione non somministrare lassativi a base salina

-Mais (ai conigli non fa molto bene)

-Mandragora officinarum ***(sin. M. acaulis, M. vernalis, Mandrake):contiene atropina, scopolamina, mandragorina e hyosciamina (come il giusquiamo): una dose di 10-20 mg. è pericolosa per animali domestici e bambini, 200 mg. sono pericolosi per gli adulti: causa ipertensione, febbre, complicazioni renali, delirio e allucinazioni che possono durare giorni.

-Melanzana (tutta la pianta)

-Melia azedarach *** (albero del rosario, albero dei paternostri, Rosary Pea, China Berry, China tree, Chinaball tree, Bead tree, Persian lilac): pericoloso anche per i bambini, causa gravi sintomi gastroenterici,diarrea, depressione, convulsioni, shock, e rallenta il battito cardiaco; da non confondere con il neem, dal nome latino molto simile, Melia azadirachta (sinonimo Azadirachta indica)

-Melo i semi sono tossici! Contengono glucosidi cianogenici che provocano sintomi di intossicazione di tipo neurologico con convulsioni, spasmi e difficoltà respiratorie

-Menispèrmo rampicante ***(Menispermum canadense, Moonseed)

Mina lobata (Quamoclit)

Monstera deliciosa (Split leaf philodendron, Cutleaf Philodendron, Ceriman, Swiss Cheese Plant, Hurricane Plant ): causa irritazione alle mucose orali con bruciore intenso alle labbra, lingua, salivazione eccessiva, difficoltà nella deglutizione e, per chi può, vomito.

Mughetto ***(Convallaria majalis, Lily of the Valley): contiene una sostanza che rallenta i battiti cardiaci

-Nandina domestica *** (Heavenly Bamboo): causa cianosi, rallentamento del battito cardiaco, diarrea, congestione respiratoria, convulsioni, coma,insuficienza respiratoria, morte.

-Narcisosoprattutto il bulbo

Nicotiana ***(tabacco ornamentale) Nierembergia***sono Solanacee, quindi contengono glicoalcaloidi steroidali (solanina, atropina, solanocapsina) che causano dolori addominali, diarrea emorragica, letargia, salivazione anomala,gravi problemi gastrici, rallentamento del battito cardiaco e gravi alterazioni neurologiche

-Noce : il mallo contiene glucosidi tossici, può causare gastroenteriti anche gravi

-Noce australiana (Macadamia integrifolia, Australian Nut ): nei cani sono stati riportati sintomi di depressione, ipertermia, rigidità muscolare, vomito, tremori, aumento del battito cardiaco. Non ci sono notizie per gli ltri animali.

-Noce vomica ***(Strychnine tree, Poison-nut): contiene stricnina, causa convulsioni e morte

Oleandro ***(Nerium oleander)mortale anche per l’uomo, causa arresto cardiaco

-Ornithogalum umbellatum(Star of Bethlehem, Snowdrop, Nap-at-noon) e O. caudatum (Pregnant Onion)

-Ortensie (Hydrangea), tutte le varietà: contengono glicosidi cianogenici che causano depressione, anoressia, diarrea, aumento del battito cardiaco, aumento della temperatura corporea e, per chi può, vomito.

Pachypodium***, palma del Madagascar

-Papaveri, tutti (Papaver spp., Poppy, Mohn, Coquelicot, Pavot )

-Patata (Solanum tuberosum, cruda e cotta e anche la pianta)

-Patata dolce (come sopra)

Peonia erbacea (Paeonia officinalis)

Pepe d’acqua, Polygonum hydropiper (sin. Persicaria hydropiper)Polygonum persicaria (sin. Persicaria maculata) e Polygonum convulvulus (sin.Fallopia convulvulus), Knotgrass, Knotweed, Lady’s Thumb, Waterpepper: causa danni cutanei da fotosensibilizzazione e danni a fegato e reni.

-Peperoncino ornamentale: foglie

-Pescoi nòccioli contengono glucosidi cianogenici che provocano sintomi di intossicazione di tipo neurologico con convulsioni, spasmi e difficoltà respiratorie

-Petunie: sono Solanacee, quindi contengono glicoalcaloidi steroidali (solanina, atropina, solanocapsina) che causano dolori addominali, diarrea emorragica, letargia, salivazione anomala,gravi problemi gastrici, rallentamento del battito cardiaco e gravi alterazioni neurologiche

-Peyote ***(Lophophora williamsii)non si sa mai, io vi ho avvisato!!

-Pieris japonica (Japanese Pieris, Mountain Fetterbrush)

Pisello odoroso (Sweet Pea, Tangier Pea, Everlasting Pea, Caley Pea, Singletary Pea): semi

-Pistia stratiotes(Lattuga d’acqua, cavolo d’acqua, Water Bonnets, Water Lettuce, St. Lucy’s Plant) (pianta da acquario)

-Podagria, castaldina, erba girarda (Aegopodium podagraria, Ground Elder): e’ meglio evitarla dopo la fioritura, perche’ la sua azione diuretica e’ un po’ troppo forte.

-Podocarpus macrophylla (Podocarpo, Buddhist pine)

-Podofillo ***(Podophyllum peltatum, Mayapple, American Mandrake, Duck’s foot, Hog Apple, Limão bravo )

Poligonatum (Polygonatum officinale P. odoratum, Solomon’s Seal, Salomonssiegel, Sceau de Salomon)

-Poliscia (Polyscias guilfoyei, Coffee Tree Plant)

-Pomodorofoglie e fusti, il frutto è buono anche per noi conigli! Anche il cosiddetto “Pomodoro arboreo” (Cyphomandra betacea) è molto velenoso in ogni sua parte, ad eccezione del frutto: le parti verdi di entrambe le piante causano ipersalivazione, inappetenza, gravi disturbi gastrointestinali, diarrea, depressione del Sistema Nervoso Centrale, confusione,alterazioni comportamentali, debolezza, dilatazione della pupilla, rallentamento del battito cardiaco.

-Pothos (Epipremnum aureum, Scindapsus aureus, Devil’s Ivy, Marble Queen ):causa irritazione alle mucose orali con bruciore intenso alle labbra, lingua, salivazione eccessiva, difficoltà nella deglutizione e, per chi può, vomito.

Prezzemolo canino, cicuta aglina (Aethusa cynapium, Fool’s parsley, Hundspetersilie, Ethuse, Faux persil, Persil des chiens, Persil de fous)


-Querce (Quercus spp
, Oak ): le foglie sono molto ricche di tannini e possono causare insufficienza renale, le ghiande sono troppo ricche di carboidrati.

-Rabarbaro (Rheum rhaponticum, Rhubarb), un’altra Poygonacea

-Ranuncolo , Pie’ corvino, Sardonia, Lappio ***(Ranunculus acer,Crowfoot, Common Buttercup, Butterblume, Renoncoule, Mort-aux-vaches)

Ricino, Palma Christi ***(Ricinus communis, Castor Bean, Castor Oil Plant, Rizin, Wunderbaum, Christuspalme, Ricin)pericolosissimo: dà sintomi simili all’avvelenamento da cianuro: causa fortissimi dolori addominali, diarrea con sangue, gravissimi danni ai reni: 2-4 semi sono mortali per bambini e animali domestici, 15 per gli adulti; l’olio di ricino, un tempo assai usato, non ha la stessa pericolosità dei semi ingeriti perchè l’estrazione priva l’olio della componente tossica

-Rododendro***come l’azalea

 Salpiglossis***: è una Solanacea, quindi contiene glicoalcaloidi steroidali (solanina, atropina, solanocapsina) che causano dolori addominali, diarrea emorragica, letargia, salivazione anomala,gravi problemi gastrici, rallentamento del battito cardiaco.

-Sambuco (Elderberry): i frutti acerbi sono leggermente tossici.

-Sanguinaria canadensis***Bloodroot , Red Puccoon, Indian Paint, Redroot, Pauson, Tetterwort

-Sansevieria trifasciata (Mother-in-Law Tongue, Snake Plant: bassa tossicità, causa irritazioni alle mucose della bocca e dello stomaco, vomito (non nei conigli) e diarrea

Saponaria***(Bouncing Bet, Cow Cockle)

Schizanthus***: è una Solanacea, quindi contiene glicoalcaloidi steroidali (solanina, atropina, solanocapsina) che causano dolori addominali, diarrea emorragica, letargia, salivazione anomala,gravi problemi gastrici, rallentamento del battito cardiaco.

-Scilla: il bulbo può causare sintomi gastroenterici

-Senape, erba falcona, serapino (Sinapis arvensis o Brassica arvensis, Sinapis sinapistrum, Charlock, Wild Mustard): soprattutto la radice

-Senecio spp.*** (Groundsel, Ragwort, String of Pearls): puo’ causare una gravissima insufficienza epatica.

-Shanshi ***(Coriaria thymifolia, C. myrtifolia)contiene coriamirtina, un veleno tetanico

-Sommacco ***(Rhus spp., Sumac)

-Tutte le Solanacee***, quindi: Solanum rantonnetiidulcamara (Solanum dulcamara, European Bittersweet, bittersüsser Nachtschatten, Morelle douce-amère), ciliegio d’inverno (Solanum pseudocapsicum, Jerusalem Cherry), erba morella (Common Nightshade, Black Nightshade, Horse Nettle, Buffalo Bur) contengono glicoalcaloidi steroidali (solanina, atropina, solanocapsina) che causano dolori addominali, diarrea emorragica, letargia, salivazione anomala,gravi problemi gastrici, rallentamento del battito cardiaco.

-Sorgo gentile*** (erba sudanese; Sorghum spp, Milo, Sudan Grass, Johnson Grass)

-Spatifillo (Spathiphyllum, Mauna Loa Peace Lily): causa irritazione alle mucose orali con bruciore intenso alle labbra, lingua, salivazione eccessiva, difficoltà nella deglutizione e, per chi può, vomito.

Sprekelia formosissima (Aztec lily, Templar lily, St.James’ lily, Jacobean lily)

-Strelizia, uccello del paradiso (Strelitzia reginae, Bird of Paradise): semi

-Simplocarpo ***(Symplocarpus foetidus, Skunk cabbage, sinonimo di Lysichiton??)

-Surfinie sono Solanacee, quindi provocano dolori addominali, diarrea emorragica, letargia, salivazione anomala,gravi problemi gastrici, rallentamento del battito cardiaco.

-Syngonium podophyllum (Nephthytis, Arrowhead vine)

-Tanaceto, Erba amara (Tanacetum vulgaris, sin. Chrysantemum vulgare, Tansy, Rainfarn, Tanaisie): è un antielmintico ma se ingerito in grande quantità può causare aborto (come il prezzemolo).

Tasso ***(Taxus spp.,Yew, Beeren-Eibe, Eiben-Baum, Taxenboom, Totenbaum): soprattutto le bacche contengono l’alcaloide cardiotossico tassina, che causa tremori, collasso cardiocircolatorio e morte improvvisa per paralisi cardiaca o respiratoria. Può essere letale anche per gli umani.

Trachelospermo, rincospermo, falso gelsomino

-Tulipanosoprattutto il bulbo causa sintomi gastroenterici

-Veronica spp. (Speedwell)

– Vinca spp.

Violacciocca, Matthiola

Vischio ***(Viscum album, Mistletoe, Mistel, Drudenfuss, Hexenbesen, Vert de pommier, Gui): mortale, soprattutto le bacche – anche se per molti uccelli è commestibile, anzi, una leccornia

-Vischio americano ***(Pharadendron flavescens, P.serotinum,American Mistletoe, Leafy Mistletoe, Vampire Plant, Golden Bough)

-Vite del Canada ***, vite americana ***(Parthenocissus quinquefolia/tricuspidata, Ampelopsis quinquefolia)alta tossicità: causa dilatazione delle arterie –da non confondere con la mediterranea Vite da uva, che è buona (anche le foglie)!

-Yucca : causa depressione, diarrea, salivazione anomala, convulsioni e, per chi può, vomito.

-Zygadenus venenosus ***(Meadow death camas, poison sego lily, death camas)

Ci sono opinioni contraddittorie a proposito della Stella di Natale (Poinsettia, Euphorbia pulcherrima)alcuni esperti umani di botanica ne considerano velenosissima la linfa lattiginosa, altri la difendono a spada tratta, sostenendo che sia tutt’al più irritante. Io non l’ho mai assaggiata, ma la mia fidanzata Maya Silvana Drusilla l’ha effettivamente degustata senza il minimo effetto collaterale (tranne l’infarto della nostra umana…).Il nostro consiglio è di non privarsene, ma di tenerla fuori dalla portata degli animali domestici…tanto per essere sicuri!
N.B.: in caso a qualcuno venissero strane idee, TUTTI I DERIVATI DELTABACCO (Nicotiana tabacum) E DELLA CANNABIS SATIVA RICORDATE CHE SONO MORTALMENTE TOSSICI per i conigli!!!

Tratto da http://www.casafreccia.it/

QUANTITA’ DI CALCIO NELLE VERDURE

IL CALCIO NELLE VERDURE

Nei conigli da compagnia sono abbastanza frequenti i problemi della vescica legati alla formazione di calcoli o all’accumulo di cristalli di calcio (la cosiddetta “sabbia vescicale” o ipercalciuria). I motivi di questa predisposizione non sono ancora del tutto chiariti, e probabilmente non possono essere ridotti alla sola somministrazione di alimenti troppo ricchi di calcio, come invece si riteneva fino a poco tempo fa.

Il metabolismo del calcio nel coniglio

Il coniglio ha un metabolismo del calcio particolare rispetto all’uomo o a cane e gatto: l’assorbimento del calcio che arriva nell’intestino con l’alimento è diretto, non necessita della presenza di vitamina D (nel coniglio la vitamina D serve solo quando la quantità di calcio è molto scarsa, e allora ne stimola l’assorbimento). In pratica, tutto il calcio presente nel cibo viene assorbito direttamente, perciò somministrando alimenti molto ricchi di calcio l’assorbimento risulta eccessivo. Il calcio in eccesso, veicolato nel sangue, nel coniglio viene eliminato attraverso i reni con l’urina (negli altri animali e nell’uomo, invece, l’eccesso di calcio nell’ alimento viene regolato tramite una diminuzione del suo assorbimento intestinale).
I conigli adulti necessitano di una dose molto modesta di calcio, circa mezzo grammo al giorno per un soggetto di media taglia.

Ecco una tabella tratta dal sito AAE molto interessante sulla quantità di calcio contenuto nelle verdure :

La quantità si riferisce ad una tazza:

  • Asparagi    28 mg
  • Bietola      18 mg
  • Borragine  82 mg
  • Broccoli    42 mg
  • Cavolo     32 mg
  • Cavolo cinese  74 mg
  • Carote     30 mg
  • Cavolfiore   28 mg
  • Cavolo marino   137 mg
  • Cavolo rapa      34 mg
  • Cavolo verde     94 mg
  • Cicoria            180 mg
  • Cime di rapa     105 mg
  • Coriandolo       16 mg
  • Crescione  40 mg
  • Indivia belga    26 mg
  • Lattuga romana (per 100 g)  20 mg
  • Okra     82 mg
  • Peperoni dolci   6 mg
  • Porcellana (Portulaca oleracea)  28 mg
  • Prezzemolo      78 mg
  • Rapa         39 mg
  • Ravanello    28 mg
  • Romice (acetosa)  59 mg
  • Rutabaga     65 mg
  • Sedano  44 mg
  • Sedano rapa  68 mg
  • Senape, foglie  58 mg
  • Spinaci    56 mg
  • Tarassaco (dente di leone)  103 mg
  • Topinambur    21 mg
  • Zucca  24 mg
  • Zucca, foglie   15 mg
  • Zucchini 20 mg