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Cure Pre- e Post-operatorie nei Conigli

Qualsiasi intervento chirurgico può essere fisicamente ed emotivamente difficile per voi e per il vostro compagno coniglio, dal momento che non c’è alcun intervento chirurgico sicuro e senza rischi al 100%. Mi auguro che le seguenti informazioni vi aiuteranno ad affrontare meglio un intervento chirurgico programmato, con maggior sicurezza e con il minimo stress.

Le attenzioni pre-operatorie

  1.         Assicurati di pianificare un intervento chirurgico con un veterinario veramente esperto in esotici che abbia molta familiarità con l’anatomia unica del coniglio e la sua fisiologia; che abbia una grande esperienza ed effettua spesso interventi sui lagomorfi e che sia sempre aggiornato con i continui progressi nel campo dell’anestesia e chirurgia dei lagomorfi come animali da affezione. Non conta infatti che sia il vostro veterinario di fiducia ed abbia sempre seguito egregiamente i vostri cani ed i vostri gatti. Saper intervenire correttamente su un coniglio richiede conoscenze in materia del tutto differenti. Vi fareste operare al ginocchio da un bravissimo oculista?

  2.          Se possibile, l’intervento chirurgico va pianificato in modo da poter portare a casa vostra il coniglio la sera stessa se non ci sono complicazioni. Trascorrere infatti la notte  in un luogo sconosciuto come una clinica, circondato da gente strana, suoni e odori di potenziali predatori, può aggiungere ulteriori stress inutili e allungare il recupero del vostro coniglio. Pochissime cliniche e ospedali veterinari hanno personale di sorveglianza specializzato in esotici 24 ore al giorno e il vostro coniglio probabilmente non sarà controllato per gran parte della notte se rimane in clinica. E’ sempre meglio quindi preferire il Day-Hospital e riportarlo a casa, dove di sicuro sarà monitorato con maggiore cura e attenzioni direttamente da voi.

  3.           Se il coniglio è legato ad un altro compagno-coniglio, è importante portarli entrambi in clinica in modo che la vicinanza del compagno/a potrà offrire supporto morale nel periodo di attesa pre-operatoria e durante il recupero ed eviterà maggiore disorientamento al “paziente” coniglietto. Inoltre questo aiuterà anche a prevenire il fenomeno della <<rottura del legame>> che a volte si verifica quando un membro di una coppia legata torna a casa con odori diversi acquisiti in clinica. Va evitato in assoluto che il tuo coniglio oltre a soffrire dopo l’intervento chirurgico riceva anche il rifiuto violento del suo/sua compagno! Purtroppo, questo avviene di frequente anche per i gruppi molto legati perchè dopo l’intervento di sterilizzazione/castrazione tende anche a mutare l’odore del “paziente” a seguito di un progressivo decremento dei livelli di ormoni sessuali. E ‘meglio quindi sempre preferibile trasportare e spostare i piccoli gruppi affiatati sempre insieme (magari nella stessa gabbietta) sia per il reciproco supporto morale ma anche per prevenire rifiuto sociale post-operatorio.

  4.        NON TENTARE DI ACCELERARE IL TEMPO DELLE DIMISSIONI DEL CONIGLIO CONTRO IL PARERE VETERINARIO. E’ meglio che terminato l’intervento, il coniglietto resti un periodo in osservazione finchè il chirurgo che lo ha operato ritiene che il coniglietto abbia smaltito correttamente gli effetti della anestesia, si sia ripreso del tutto ed i parametri vitali siano rientrati nella norma.

  5.       Porre sempre massima attenzione ad alcune informazioni errate che potreste ricevere dalle segretarie dello studio/clinica che spesso possono dare istruzioni pre-operatorie valide per cani e gatti ma assolutamente errate per i conigli. Di seguito le ragioni per le quali ad esempio del personale della clinica (inesperto con conigli) potrebbe ERRONEAMENTE suggerire di portare il coniglietto a digiuno prima dell’ intervento:

a.         Alcuni anestetici usati in chirurgia possono causare forte nausea. Questo uno dei motivi per cui i veterinari suggeriscono per la maggior parte degli animali di non somministrare cibo nel pre-operatorio. Infatti il rischio di vomito durante l’intervento chirurgico o in fase di recupero può causare aspirazione accidentale del cibo liquido nei polmoni e può essere fatale. Tuttavia, i conigli non hanno il riflesso del vomito,e sono fisicamente quasi incapaci di rigurgito. Nei conigli, il rischio di aspirazione a causa di vomito è praticamente trascurabile.

b.     Nutrire il tuo coniglio fin prima dell’intervento chirurgico aiuta l’apparato gastrointestinale (GI) a restare attivo e pieno, quindi in grado di accelerare la fase del recupero. Un coniglio che dopo l’intervento chirurgico diventa inappetente (cioè che non vuole mangiare) è più difficile da trattare nel rifar partire il transito intestinale e indurre la ripresa delle normali abitudini alimentari. Anche periodi relativamente brevi (12-24 ore) di anoressia possono provocare stasi GI e una serie di danni epatici.

c.     Alcuni veterinari possono essere preoccupati che il cibo nell’intestino interferisca con la misurazione corretta del peso corporeo dell’ animale ad intestino pieno (misurazione necessaria per il calcolo della dose corretta di anestetico da iniettare). Questo non è un problema con i conigli perché:

  • In circostanze normali, l’intestino di un coniglio sano non è mai vuoto, e non dovrebbe mai esserlo. Il tempo di passaggio del cibo lungo tutto il tratto GI è relativamente lungo (circa 12 ore), e per ottenere un intestino completamente svuotato servirebbe un tempo di digiuno molto lungo. Inoltre, dal momento che un coniglio anoressico può cominciare a subire danni al fegato in tempi relativamente brevi quando il tratto GI è vuoto, non è consigliabile mai far digiunare il coniglio prima di un intervento chirurgico.
  • Se il veterinario utilizza una anestesia a base di Isoflurano o Sevoflurano, (anestetico gassoso di prima scelta) il peso corporeo non è un problema, poiché il gas viene somministrato attraverso il tratto respiratorio ed il calcolo preciso del peso dell’ animale non è necessario. Anche se il gas isoflurano è più costoso di anestetici iniettabili, vale la pena affrontare questo costo supplementare per garantire un intervento chirurgico più sicuro, con una anestesia più semplice da dosare e che garantisce un più rapido risveglio ed un recupero più veloce.

  1. Informarsi sempre prima dell’ intervento se il veterinario è solito utilizzare l’INTUBAZIONE OROFARINGEA. Questa infatti oltre a permettere una somministrazione molto più precisa dell’anestesia gassosa, è anche molto più sicura in caso di qualsiasi emergenza cardiaca o arresto respiratorio durante l’intervento chirurgico. Bisogna però essere sempre consapevoli del fatto che l’intubazione dei conigli è una procedura delicata che richiede una grande quantità di pratiche, di manualità e di esperienza da parte del chirurgo veterinario . Se il vostro veterinario non è pratico con l’intubazione del piccolo orofaringe del coniglio, è probabilmente molto più sicuro che il gas anestetico di isoflurano venga somministrato tramite una normale mascherina ed evitare di insistere nel pretenderla. Sarebbe quindi sempre utile chiedere al veterinario prima di pianificare l’intervento se intuberà il coniglio per l’anestesia e se è una pratica a lui confidenziale che usa frequentemente nel coniglio .

  2. Nessuno conosce meglio di voi le abitudini ed i gusti alimentari del proprio coniglietto. Portate con voi il normale cibo che il vostro compagno-peloso mangia abitualmente; preferibilmente il suo fieno preferito,  un piccolo sacchetto delle verdure fresche preferite e se abituato il suo pellet . Chiedere quindi ad eventuali infermieri o assistenti che venga offerto al vostro coniglio il cibo che avete portato per lui non appena ripreso dall’ anestesia. Il coniglietto infatti prima inizia a rosicchiare e mangiare dopo l’intervento chirurgico e più velocemente sarà il suo recupero.

  3. Evitate se possibile, di pianificare gli interventi nei giorni prefestivi o a ridosso di ricorrenze festive. Se infatti dovessero sorgere complicanze nelle 24/48 ore successive all’ intervento diventerebbe più complicato reperire il veterinario e le farmacie aperte e di certo trasportare il nostro paziente alla ricerca di una clinica veterinaria aperta a diversi kilometri di distanza non è proprio una situazione ideale!

La cura post-chirurgica

Gestione del dolore

  • Qualsiasi intervento chirurgico, tra cui la castrazione o la sterilizzazione, renderà dolorante il coniglietto per uno o più giorni.
  • La gestione del dolore nei conigli è fondamentale per un recupero tranquillo in quanto hanno una bassa soglia del dolore.
  • La maggior parte dei veterinari esperti somministrano analgesici e antidolorifici come il Metacam / Meloxicam, Banamine (Flunixin meglumina), Buprenorfina, Tramadolo, ecc sia prima che subito dopo l’intervento chirurgico, in modo che il risveglio del coniglio sia il più confortevole possibile.
  • Chiedere sempre al veterinario quali antidolorofici somministrerà al coniglio prima di pianificare un intervento chirurgico. Se sostiene che non servono e abitualmente non somministra farmaci antidolorifici dopo l’intervento, probabilmente dovrete cercare un veterinario diverso!
  • Prima di portare a casa il vostro coniglietto, chiedete sempre al veterinario come procedere con le successive dosi di antidolorifico e soprattutto quando svanirà l’effetto della dose iniziale che avrà somministrato a inizio/fine intervento. Prolungare e mantenere costante l’effetto dell’ antidolorifico è essenziale soprattutto per le prime dosi!
  • Assicuratevi che il veterinario vi possa fornire sin da subito gli antidolorifici che andrà a prescrivere o comunque chiedete in tempo quali farmaci dovrete somministrare a casa ai vostri “pazienti” e procurateveli in tempo (alcuni non sono facilmente reperibili in tutte le farmacie e vanno ordinati!)

Il monitoraggio e l’assistenza post-operatoria
1. Calore

  • Subito dopo l’intervento chirurgico, mantenere il vostro coniglietto caldo e tranquillo. Uno dei rischi del post intervento è infatti l’abbassamento della temperatura.
  • Fornire una bottiglia di acqua calda o altre fonti di avvolte in un asciugamano morbido per consentire al coniglio di appoggiarsi o allontanarsi a sua discrezione. NON utilizzare alcun tipo di fonte di calore elettrica come stufe o riscaldatori che oltre ad esser pericolosi se vengono masticati i fili, non gli permettono di regolare autonomamente la temperatura. Sarà il coniglio stesso ad avvicinarsi o allontanarsi dalla fonte di calore in base alle sue sensazioni.
  • I conigli in genere preferiscono accovacciarsi su una coperta morbida e leggera anziché esser avvolti in una coperta pesante che potrebbe generargli sensazione di oppressione.
  1. Coccole nel post-chirurgico
  • Non sempre gradite. Un coniglio dopo l’intervento chirurgico e dopo l’anestesia può sentirsi intontito e infelice, e non è in vena di coccole.
  • Se non le richiede con i soliti atteggiamenti che sicuramente sapete riconoscere, è meglio lasciare che lui / lei recuperino con calma, senza esser “infastiditi” dalla presenza umana. Probabilmente gradisce la vostra presenza e le vostre attenzioni ma non vuole esser toccato.
  • I primi giorni dopo un intervento di sterilizzazione/castrazione il coniglietto potrebbe esser poco attivo, schivo e tenderà a isolarsi e rintanarsi. Probabilmente lo vedrete spesso cambiare posizione, stiracchiarsi e rannicchiarsi. Questo è da considerarsi del tutto normale in quanto  “tirano” i punti.
  1. Monitoraggio del post-chirurgico
  • Assicurati di controllare attentamente (e delicatamente) lo stato dei punti di sutura ogni giorno per un paio di giorni dopo l’intervento chirurgico per essere sicuri che il coniglio non li stia strappando e masticando.
  • Molti veterinari usano punti intradermici (sotto la pelle) che non sono visibili e non possono essere afferrati dall’ esterno; in alcuni casi possono anche mettere una linea di colla chirurgica sopra l’incisione per generare una resistenza supplementare. Chiedete al vostro veterinario cosa ha utilizzato per suturare, in modo da sapere cosa aspettarsi sulla ferita e se i punti dovranno esser rimossi successivamente.
  • Controllare e monitorare sempre eventuali sanguinamenti eccessivi (qualche goccia è normale, ma il sanguinamento frequente e continuo è un motivo di preoccupazione).
  • Arrossamento o segni di infezione sui punti come gonfiore o pus eccessivo non sono normali. Richiede subito un ulteriore valutazione del veterinario per una eventuale prescrizione di antibiotico.
  • Se vedi qualcosa che non ti convince o che ti preoccupa, non esitare e temporeggiare nel chiamare immediatamente il veterinario per ulteriori istruzioni. In fin dei conti queste “consulenze telefoniche” rientrano nel costo della parcella dell’ intervento  .

 

Il processo di guarigione

Se tutto va bene, il vostro coniglio inizierà a normalizzarsi e ritornare più attivo entro il secondo/terzo giorno dopo l’intervento. La guarigione inizia rapidamente; le aderenze nei conigli (normale riparazione dei tessuti) di solito cominciano a formarsi entro le 24 ore dall’ intervento. In caso di sterilizzazione/castrazione, un maschio di solito tende a recuperare più rapidamente, poiché l’intervento di castrazione è meno invasiva di una sterilizzazione.

Il tempo di recupero dipende molto dal tipo di intervento chirurgico, dalla tecnica usata del chirurgo, dal tipo di intervento stesso, e da eventuali complicazioni.

Cura preventiva nel Post-operatorio 

  • In circostanze normali, i conigli non richiedono antibiotici post-chirurgici per prevenire infezioni.
  • Salvo casi molto particolari, un E-collare (“collare elisabettiano” – quel cono di plastica intorno al collo che impedisce di strappare o mordere i punti), non è necessario per un coniglio, e in genere è solo una fonte di eccessivo stress per un animaletto abituato a pulirsi e leccarsi continuamente.
  • Se il vostro coniglio invece cerca in continuazione di danneggiare la sua ferita e tende a strappare i punti finirà per dover indossare un E-collare per un giorno o due. Poiché non sarà in grado di ingerire normalmente i propri ciecotrofi, dovrete cercare di offrirglieli voi a mano non appena emessi possibilmente prendendoli con un guanto di lattice ben lavato per non alterarne l’odore e quindi il rifiuto del coniglietto (Questo è quanto siamo disposti a fare per amore dei nostri coniglietti). Se comunque non li assume per un paio di giorni (anche perché potrebbero esser alterati dai farmaci e non accettati dal coniglio) non è un problema.

Monitoraggio delle feci: Segni di recupero o di guai

  • Non è raro vedere un paio di feci molli o ricoperte di muco dopo un intervento chirurgico. I pellet fecali dovrebbero tornare alla normalità entro un giorno o due, una volta che il coniglio ha riacquistato le normali abitudini alimentari.
  • Se si continua a vedere muco nel materiale fecale al di là di un giorno o due, o se la produzione di palline fecali si ferma, consultare immediatamente il veterinario.
  • Se il vostro coniglio non ha mangiato nulla entro le 24 ore di intervento chirurgico, contattare il veterinario.
  • Monitorare sempre i pellet fecali per qualche giorno. Se la produzione di palline rallenta o si fermano del tutto dopo l’intervento per più di 36 ore, il vostro coniglio può essere affetto da ileo, una complicanza post-chirurgica rara ma grave e va trattato con massima urgenza.

Post-chirurgica interazione sociale

  • Mantenete il vostro coniglio tranquillo per un paio di giorni dopo l’intervento chirurgico, ma cercare di conservare le normali abitudini ed i normali orari di alimentazione .
  • Non c’è ragione di separare le coppie o gruppi affiatati a patto che gli altri coniglietti interagiscono con calma.
  • Un coniglietto post-chirurgica di solito gestisce la propria attività abbastanza bene, e sa di istinto di non dover “spingere” troppo presto nei vari sforzi e movimenti.
  • Se la vostra coppia o continuano a montarsi o giocare troppo energicamente subito dopo l’intervento chirurgico, allora potrebbe essere necessario separarli fisicamente per un giorno o due magari attraverso un cancelletto per evitare infortuni. Questo comunque non è quasi mai necessario.
  • Tuttavia, se è necessario separare i coniglietti, evitare di isolarli del tutto in stanze o luoghi diversi ma fare in modo che si possano vedere, annusare e toccare l’un l’altro, anche se non hanno pieno contatto fisico (un cancelletto è la soluzione migliore).
  • Ricorda: un coniglio che ha subito un intervento chirurgico ha un importante bisogno del sostegno emotivo della sua / del suo compagno per un recupero tranquillo e più rapido in quanto questo eviterà ulteriori stress.Inoltre questo “contatto” riduce notevolmente le probabilità di dover successivamente ricominciare con una piena reintroduzione nel gruppo o nella coppia.

Nutrizione post-chirurgica

  • Offrite al vostro coniglio una ciotola di ceramica pesante di acqua, al posto del solito beverino. Un coniglio ha bisogno di bere dopo l’intervento chirurgico, ma spesso non lo farà se deve sforzarsi per raggiungere e succhiare l’acqua in posizione elevata dal beverino. Un coniglietto ben idratato recupererà più velocemente e si eviteranno stasi e blocchi GI.
  • Se il vostro coniglio è riluttante a mangiare dopo l’intervento chirurgico, cercate di offrire i suoi cibi preferiti. Erbe aromatiche come il basilico, il prezzemolo, l’aneto e menta sembrano esser piuttosto gradite ad un coniglio in fase di ripresa post-intervento.
  • I conigli sembrano preferire cibi freschi come verdure e fieno verde in questa fase di ripresa, piuttosto che pellet o altri cibi secchi.
  • Se il vostro coniglio a seguito di un intervento ha difficoltà a riprendere ad alimentarsi, potrebbe essere necessario invogliarlo offrendoli il cibo direttamente dalle vostre mani con un pò di pazienza. E’ fondamentale infatti che il tratto GI torni alla normalità il prima possibile. Chiedete al vostro veterinario se è necessario procedere per qualche giorno con una alimentazione forzata. Il prodotto realizzato appositamente per l’alimentazione di recupero è il Critical Care (Oxbow)  . Oppure in assenza di Critical Care si può creare un cibo “fatto in casa” sempre adatto all’ alimentazione forzata:
    • Preparare 1/4 di tazza di acqua calda o meglio camomilla
    • Sciogliere un paio di cucchiai del suo pellet preferito e mescolare
    • Lasciar riposare per qualche minuto, lasciando che il pellet si ammorbidisca assorbendo l’acqua/camilla calda (gonfiandosi).
    • Mescolare ulteriormente ed eventualmente aggiungere altra acqua fino ad ottenere un impasto della consistenza di un omogeneizzato.
    • Lasciare riposare e raffreddare fino a temperatura ambiente.

Usare sempre qualsiasi tipo di cibo per alimentazione forzata sempre con massima cautela e solo su indicazione del veterinario:

  • Utilizzare una siringa con beccuccio ampio senza ago  o un contagocce di plastica con la punta stretta tagliata per somministrarlo in modo lento e sicuro.
  • Non forzare mai troppo! Lasciare il tempo necessario al coniglietto di masticare e deglutire.
  • Se l’impasto del Critical Care è troppo denso o l’impasto con il pellet che abbiamo preparato non è sufficientemente omogeneo o l’estremità della siringa è troppo stretta, i grani più grossi e densi possono rimanere bloccati nella siringa. Non forzare mai aumentando la pressione sul pistone della siringa direttamente in bocca al coniglietto in quanto nel momento in cui si sblocca la siringa, si sarà creata una certa pressione e si potrebbe riempire del tutto la bocca del coniglietto soffocandolo causandone l’aspirazione polmonare.
  • Inserire la punta della siringa lateralmente nella bocca del coniglio nello spazio tra incisivi e molari. Non inserire mai la siringa in profondità.
  • Non forzare mai un animale che ha problemi di deglutizione o che non riesce ad ingoiare correttamente. In questi casi bisogna consultare immediatamente il veterinario.

La chiave del successo in qualsiasi chirurgia  è una buona preparazione pre-intervento, le giuste  cure post-intervento ma soprattutto una buona preparazione del compagno umano!  Un veterinario  esperto può rendere questo processo il più sereno possibile e senza ansie se vi darà tutte le informazioni necessarie, i consigli e come prendervi cura di loro. Spero che questo articolo possa aiutarvi a comprendere meglio e vivere con più seranità un intervento chirurgico.

Tradotto da Bruno Maselli da un articolo di:

Dana Krempels, Ph.D.
Università di Miami Dipartimento di Biologia

Il sostegno nutrizionale al coniglio inappetente (Critical Care)

Dr.Massimo Vozza

I   conigli   che   non   si   alimentano,     manifestano   rapidamente   sintomi   ascrivibili   a     stasi gastrointestinale ,  e  col prolungarsi  del  digiuno possono  ammalarsi  di lipidosi epatica, malattia degenerativa del fegato solitamente fatale. Ogni coniglio dovrebbe essere  abituato    nel ricevere succo  di  frutta  per  bocca,  questo  perché  un  domani  lo  si  potrà  usare  come  vettore  per somministrare   farmaci liquidi. (Vi immaginate dare una compressa o una capsula al coniglio?). Solitamente si usa ed ha successo il succo all’ananas, ma ogni soggetto ha i suoi gusti. Altra cosa da saper effettuare è   l’alimentazione assistita . Possedere  un coniglio    che non si stressa quando riceve  liquidi per   bocca e/o cibo liofilizzato è  cosa per un proprietario assai utile, perché questa abitudine si rivelerà molto preziosa  se un domani il coniglietto  non potesse o non volesse più alimentarsi Il proprietario in questo modo potrà effettuare  una corretta terapia farmacologica ( antibiotici, procinecitici , antidolorifici ecc) oltre che  somministrare di alimento forzatamente. Esistono  conigli  affetti  da  patologie  inguaribili  che  sopravvivono  grazie  al  fatto  che  ricevono regolarmente l’alimentazione forzata!!!

Per effettuare questo tipo di alimentazione è bene sapere con precisione dove va inserito il cibo e come contenere il coniglio per effettuare tale manovra correttamente. Il coniglio è un animale erbivoro dalla dentatura diversa rispetto a quella nostra o a quella dei cani e gatti. Questi animali posseggono gli incisivi e poi solo i denti masticatori detti molariformi. Gli incisivi servono per tagliare e prendere il cibo e i molari a macinarlo. A fianco quindi degli incisivi è presente uno spazio tra le labbra detto DIASTEMA dove è possibile inserire il cono della siringa e non incontrare resistenza. Si può provare a mettere in quello spazio un dito anche per verificare che non solo il coniglio non riuscirà a mordere, ma per notare che spontaneamente il coniglio inizia a masticare.

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Identificazione del diastema con l’utilizzo del dito indice

Molto utili si sono rivelati in questo caso le siringhe grandi da 60 ml dotati di un cono di uscita grande con foro largo e dalle estremità arrotondate.(foto) E’ possibile usare anche siringhe più piccole da 5 o 10 ml, ma in tal caso l’alimento va preparato con massima cura per non presentare granulosità che andrebbero a intasare il conetto di uscita che in queste siringhe è più piccolo. E’ bene sapere che proprio per questo motivo in commercio esistono formulazioni cosiddette “ fine grind “ o addirittura in gel. La somministrazione di prodotto va fatta ogni 4-8 ore a seconda della gravità dei casi.

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Alimentazione forzata con siringone da 60 ml

Tenere conto che il coniglio deve bere e assumere almeno 100-120 ml/kg nelle 24 ore. Si potranno usare omogeneizzati diluiti alla frutta, gatorade, succo di frutta diluiti. Chi è in grado potrà integrare la quota liquida col somministrare fluidi attraverso ipodermoclisi.

E’ da tenere in considerazione che alcuni soggetti non totalmente anoressici leccano l’alimento semifluido somministrando tale cibo usando una palettina, un bastoncino, le dita delle mani ecc…

Si proporranno ciclicamente vari tipi di cibo per invogliare il coniglio a riprendere ad alimentarsi spontaneamente, tenendo conto che  certi soggetti ricominciano a mangiare   erba, verdura fresca tritata, frutta (poca) l’insalata preferita …

È sempre importante verificare la funzionalità intestinale verificando la produzione di feci controllandone l’aspetto, le dimensioni, la forma.

È OPPORTUNO che il proprietario faccia qualche prova di somministrazione di quantitativo di cibo con siringa senza animale, poiché la forza da impiegare sullo stantuffo varia a seconda delle dimensioni della siringa usata e della granulimetria del cibo che si sta somministrando. E’ qui il caso di ricordare che il rischio di una alimentazione forzata effettuata in modo scorretto è l’aspirazione di cibo che può causare polmonite ab ingestis, questo non deve assolutamente spaventare, l’alimentazione forzata è troppo importante non bisogna rinunciarvi. Sarà’ sufficiente che il cibo sia somministrato gradualmente verificando che l’animale mastichi e deglutisca NON iniettandolo velocemente profondamente nella bocca dell’animale!

Non tutti i conigli comunque si sottopongono facilmente alla pratica dell’alimentazione forzata, è quindi  bene  sapere  come  contenere  questi  soggetti.  Alcuni  tra  le  braccia  del  proprietario  si tranquillizzano e partecipano quando messi delicatamente a pancia in su,  altri particolarmente nervosi andranno contenuti avvolti in una leggera coperta; tuttavia  a parte questi stratagemmi, solo un proprietario attento e dedito al proprio animale saprà quale è il modo migliore per effettuare la alimentazione forzata.

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Sarebbe opportuno che tutti coloro che posseggono un coniglio avessero dimestichezza con questa procedura e oltre che sapere quale è il modo migliore per contenere il proprio animale e che questa conoscenza possa essere trasmessa anche al veterinario curante. Il veterinario deve sapere se sta trattando un animale collaborativo e se può contare sull’ aiuto del proprietario, questo consente ad esempio di poter effettuare terapie completamente a casa, oppure permette l’anticipo sui tempi di dimissioni dei conigli ricoverati.

Dovendo trattare un animale assai delicato e stressabile come il coniglio, ci si chiede continuamente quali siano i modi per ridurre lo stress. Spesso è il proprietario a tornare in ballo: iniezioni, ipodermoclisi, vigilanza, alcuni farmaci sempre a disposizione (armadietto farmaci del coniglio) sono altri fattori importanti che dovrebbero far parte del bagaglio culturale di ogni proprietario.

Piccola guida illustrata all’urina del coniglio

Conoscere gli aspetti normali e patologici dell’urina del coniglio è molto importante per evitare preoccupazioni inutili o, al contrario, individuare prontamente eventuali problemi di salute, quindi è una buona regola abituarsi ad osservarne le caratteristiche.
 

L’aspetto normale

normalesedimentata
L’urina del coniglio ha un aspetto torbido (vedi la foto di sopra) perché è ricca di microscopici cristalli di calcio. Infatti in questa specie l’urina rappresenta il metodo principale per eliminare l’eccesso di calcio assunto con l’alimento. Se centrifughiamo questo campione, vediamo sul fondo della provetta il calcio che si è depositato (foto di sotto).
Questo è il motivo per cui ai conigli in crescita non si devono dare verdure ricche di calcio, come l’erba medica e il tarassaco: l’eccesso di questo minerale potrebbe danneggiare i reni che filtrano il calcio dal sangue.

colorata

Un’altra caratteristica insolita dell’urina del coniglio è la varietà di colori che può presentare, a causa della presenza di pigmenti vegetali: può variare dal giallo carico al rosa, dall’arancio al marrone. Pur mangiando le stesse cose, l’urina può presentare colori diversi da una giornata all’altra, ma è un fenomeno normale. Qui vediamo urina di colore rosato.

marroncino

Ecco un altro esempio di urina normale, di colore marroncino.

 

L’eccesso di calcio
torbida

La presenza di una quantità eccessiva di calcio nell’urina è motivo di preoccupazione. Quest’urina appare eccessivamente torbida.

calciodeposito
Se è presente troppo calcio, quando si asciuga l’urina lascia un deposito di materiale simile a talco. Un’urina troppo ricca di calcio può causare problemi alla vescica e infiammare la cute quando il coniglio urina, pertanto occorre farlo visitare.
radiografia

Questa è la radiografia di un coniglio che presenta un problema di eccesso di calcio nell’urina (condizione che prende il nome di ipercalciuria). La vescica è talmente piena di cristalli di calcio da apparire ai raggi X densa come la pietra. Poiché il calcio tende a depositarsi in vescica e a compattarsi progressivamente, il coniglio non riesce ad espellerlo quando urina.

 

svuotamento
La prima cosa che fa il veterinario consiste nello svuotare la vescica, in modo da eliminare il calcio che vi è depositato. Spesso si riesce a compiere questa manovra senza bisogno di anestesia, comprimendo delicatamente l’addome. L’urina che esce è molto densa.

moltodensa
Man mano che si svuota, la vescica emette urina sempre più densa.
 

semisolida
Alla fine esce del materiale semisolido. Si può comprendere perché il coniglio non riesce ad espellerlo spontaneamente con la minzione.

 

similgesso
Questo materiale asciuga rapidamente diventando simile a gesso, perché è costituito da calcio.

 

I calcoli urinari

sassolini
Questi sassolini scuri emessi con l’urina sono piccoli calcoli, e richiedono un’immediata visita veterinaria. Possono causare lesioni al delicato rivestimento interno delle vie urinarie, cistite, dolore e anche ostruzione dell’uretra.

sassolino ingr
Se ne osserviamo uno a forte ingrandimento vediamo come la superficie sia acuminata e tagliente: anche se grande pochi millimetri, questo calcolo causa molto dolore a contatto con le vie urinarie.
calcoli
Questi sono calcoli asportati chirurgicamente dalla vescica di un coniglio. Poiché i conigli spesso non manifestano sintomi particolari quando hanno questo tipo di calcoli, possono diventare molto grossi prima che siano diagnosticati.
radio calcolo
Talvolta però un grosso calcolo passa dalla vescica all’uretra, bloccando il deflusso di urina. Il coniglio si sforza di urinare ma non ci riesce oppure emette solo poche gocce. Questa è una vera emergenza che va trattata immediatamente. Le femmine hanno un’uretra più larga dei maschi e a volte riescono ad espellere spontaneamente il calcolo. In questa radiografia si vede un calcolo uretrale che impedisce al coniglio di urinare.
calcolo estratto
Ecco il calcolo dopo essere stato estratto chirurgicamente. Come si vede, è lungo quasi due centimetri.
 

L’urina con sangue

sangue
La presenza di sangue nell’urina non è mai normale ed è sempre motivo di preoccupazione. Può essere causata da una cistite (infezione della vescica) ma nelle femmine la causa più comune è rappresentata dalla patologie dell’utero, in particolare i tumori o gli aneurismi venosi. Se si notano urine rosse è bene far visitare subito l’animale, portando un campione del materiale in cui l’urina è stata deposta.

 

URINEconsangue
Basta una piccola quantità di sangue per conferire all’urina un colore decisamente rosso. Il veterinario è comunque in grado di differenziare facilmente la presenza di sangue (“ematuria”) dalla normale colorazione causata dai pigmenti vegetali.

 

di Marta Avanzi, Med Vet

Immobilizzazione sicura di un coniglio in un asciugamano

I conigli sono facilmente stressati, e a volte la somministrazione di un farmaco per via orale o una flebo sottocutanea possono diventare una vera sfida.

Un coniglio che necessita di cure mediche a casa dopo la visita e la prescrizione del veterinario (esempio somministrazione di farmaci antidolorifici dopo un intervento o del semplice Critical Care per alimentazione forzata ) è un qualcosa di fondamentale per il bene stesso del nostro animaletto e non tutti i conigli sono pienamente collaborativi. Una serie ripetuta di rincorse, prese, fughe, scatti e manovre errate possono esser molto stressanti per il coniglietto nonchè pericolose.

Alcuni diventano estremamente aggressivi: mordono, graffiano e scalciano. Diventa quindi difficile immobilizzarli e sappiamo bene quanto siano pericolosi eventuali scatti improvvisi e torsioni del busto che potrebbero generare lussazioni oaddirittura fratture della colonna vertebrale.  Una immobilizzazione errata di questi conigli più vivaci e spaventati possono esser anche fatali: NON VA MAI INFATTI USATA TROPPA FORZA PER IMMOBILIZZARE UN CONIGLIO CHE TENTA DI FUGGIRE!

Se il coniglio quindi in nessun modo intende collaborare, utilizziamo la cosiddetta tecnica del “burrito-rabbit“.

 

Procuriamoci preferibilmente un asciugamano morbido, una copertina o una vecchia maglietta in cui avvolgerlo.

È importante far aderente bene al corpo il telo che andremo ad utilizzare e soprattutto immobilizzare le potenti zampe posteriori. Il tutto senza però comprimere troppo il ventre e assicurandosi che non sia compromessa  la normale respirazione. E’ importante inoltre non stringere troppo il tessuto intorno al collo tanto da comprimere la vena giugulare . Una volta avvolto in questa posizione, la maggior parte dei conigli si sente al sicuro e non cercheranno di dimenarsi per lottare o fuggire.

Il metodo di contenzione del coniglio con il “metodo del burrito” è molto individuale.  Se il coniglio è calmo, il coniglio può essere avvolto direttamente sul tavolo o su un lettino. Con un coniglio nervoso o aggressivo in genere è preferibile e molto più sicuro eseguire questa procedura direttamente sul pavimento. Quando un coniglio infatti è scarsamente avvolto nell’ asciugamano, potrebbe riuscire a liberarsi per sfuggire.

Posizionare l’asciugamano su una superficie piana e porre il coniglio al centro del panno. Tenerlo fermo ponendo una mano sulla collottola e l’altra sulla regione dell’anca, oppure mettendo entrambe le mani con calma sulle spalle e stringere con i gomiti per immobilizzare le zampe posteriori.
Il coniglio è posto sul  panno, nella posizione del pollo.

La persona resta  nella parte posteriore del coniglio e col le nostre gambe si impedisce una caduta a terra se il coniglio fa un movimento all’indietro o la fuga.

L’asciugamano viene stretto intorno alla base del collo del coniglio per garantire la piena moderazione degli arti anteriori.

I lembi laterali del panno sono quindi riportati al livello delle spalle del coniglio, uno dopo l’altro, circondando bene le regioni della giogaia ed il torace.

Un lato del telo si avvolge strettamente attorno al dorso del coniglio e nascosto sotto l’addome senza comprimere troppo addome e torace.
L’altro lato del telo si avvolge strettamente intorno al coniglio e anche  questo rigirato sotto l’addome 
La parte anteriore del coniglio è provvisoriamente immobilizzata  e mantenendo una mano sulla schiena del coniglio per evitare movimenti bruschi, si tira il lembo posteriore residuo portandolo in avanti per impedire una fuga all’indietro.
Mentre una mano (la mano destra in foto) mantiene fermo in posizione il lembo nascosto sotto l’addome, con l’altra mano ( la sinistra in foto) si effettua una giusta pressione sull’ estremità libera del  asciugamano avvolgendo anche questa intorno al collo.
Il secondo lato del telo è ora avvolto dietro e sopra il coniglio.

Una mano posizionata saldamente sulle spalle ed il braccio sulla schiena e gli arti posteriori, calmeranno il coniglio in eventuali tentativi di fuga. L’altra mano può anche essere posizionata sopra gli occhi.

Se fatto correttamente il coniglio di solito così avvolto rimane molto calmo.

Infine, la parte del telo all’estremità posteriore rimanente va riportata sopra o sotto il corpo del coniglio. Questo eviterà i tentativi di calci e ferire gli arti posteriori, o la “fuga della retromarcia” dal telo.

Al termine della procedura di avvolgimento, una mano si pone sulle spalle del coniglio per evitare che possa muoversi troppo e divincolarsi.

A questo punto anche i conigli più vivaci, stressati e aggressivi, saranno più facilmente immobilizzati e al sicuro da movimenti bruschi e pericolosi.
Si può procedere quindi alla somministrazione del farmaco con una siringa sollevando lievemente il labbro ed inserendola sempre con una giusta angolazione rispetto gli incisivi.

tratto da Medi Rabbit

IL MIO CONIGLIO MANGIA POCHISSIMO FIENO: CHE FARE ?

fienoIl coniglio è un erbivoro stretto, perciò la sua alimentazione ideale è costituita da fieno/erba, vegetali freschi e poca frutta.

Può capitare tuttavia, per varie ragioni, che il coniglio non sia abituato a mangiare il fieno, che non lo gradisca o che di punto in bianco smetta di mangiarlo.

Vediamo di capire insieme perché questo accade e come fare per far tornare il tuo amico orecchiuto a mangiare il fieno.

I motivi per cui un coniglio non mangia o smette di mangiare il fieno possono essere i seguenti:

1)  Il coniglio è abituato a una alimentazione errata

Può essere che il coniglio provenga da un allevamento o da un negozio e che sia stato staccato dalla sua mamma e dai suoi fratellini troppo presto e che per questo motivo non abbia imparato ad alimentarsi correttamente. Spesso infatti per essere messi prima possibile in vendita (perché più giovani sono, più sono attraenti, teneri e morbidosi), i giovani coniglietti vengono alimentati fin dal primo svezzamento con i mangimi secchi a base di pellet. Ecco perché alcuni conigli, fin da piccini, non mangiano il fieno.

In altri casi, capita che il coniglio sia rimasto diversi mesi in negozio in attesa di essere acquistato e che sia stato alimentato a mangime misto (quelle schifezze che contengono le crocchette colorate, i semi e le granaglie), perciò ha perso l’abitudine a mangiare il fieno. I mangimi e i pellet sono più gustosi, poiché vengono arricchiti con appetizzanti che assicurino al produttore una certa fedeltà al prodotto, e sono anche più “facili” e comodi da mangiare, perché una volta che vengono impastati con la saliva si sciolgono e si trasformano in una pappetta morbida tipo purè che non richiede alcun vero atto masticatorio. Mangiare il fieno invece richiede più “sforzo” per il coniglio, perché i fili secchi di fibra grezza devono essere masticati a lungo prima di poter essere ingeriti. Ecco anche perché il fieno contribuisce in modo naturale e sano a consumare i denti a crescita continua del coniglio e a prevenire patologie di malocclusione dentale e di ascessi.

2) Questione di gusti

diversi tipi di fienoPuò essere che il tipo di fieno che stai offrendo al tuo coniglio non gli sia mai piaciuto o non gli piaccia più. A volte anche i conigli si stufano, proprio come noi, di mangiare sempre le stesse cose. Per questo è importante variare e inserire nella dieta del coniglio anche vegetali e ortaggi freschi variegati, in modo da garantirgli una dieta bilanciata nutrizionalmente e varia anche a livello di gusto. Prova a cambiare marca di fieno o tipologia: puoi provare con il “fieno del contadino”, quello biologico, quello con i pezzettini di carota o di rosa essiccati, quello di prato di montagna, quello di fiori e erbe miste ecc. Ci sono conigli che prediligono i fieni molto verdi, con gli steli piatti e sottili, molto profumati e altri conigli che invece apprezzano di più i fieni grezzi e rustici, quasi paglia. L’importante è che il fieno non sia mai polveroso o stantio.

3) Coniglio viziato

Per esperienza, ho notato che ci sono molti conigli un po’ viziatelli, che non mangiano il fieno o smettono di mangiarlo, finché non vengono letteralmente imboccati.
Se è il tuo caso, ti accorgerai subito che semplicemente imboccando il tuo coniglietto con uno o due fili di fieno, magari di quelli più verdi e profumati, gli tornerà l’appetito 😉

4) Problemi dentali

malocclusione dentale coniglioLa ragione più frequente per cui un coniglio smette di mangiare il fieno è qualche patologia ai denti: malocclusione o ascesso mandibolare.
Se i denti sono troppo lunghi, il coniglio può fare fatica a prelevare i fili di fieno dalla rastrelliera; se la malocclusione interessa le radici, il tuo coniglietto potrebbe anche sentire dolore nel mangiare il fieno, dato che – come scritto più sopra – masticarlo richiede tempo e movimento mandibolare continuo. Lo stesso vale in caso di ascessi, ovvero di infezioni purulente interne, che causano dolore e difficoltà nella masticazione (dopo che smette di mangiare il fieno, entro qualche giorno il coniglio smette anche di mangiare le verdure, se ha problemi di malocclusione dentale o ascessi mandibolari).
Controlla bene il cranio del tuo coniglietto: tastagli la testa, le guance, il mento, poco dietro le orecchie e la base del collo sotto il mento. Se senti qualcosa di anomalo, come una o più “palline” dure, allora può avere uno o più ascessi. In questo caso, portalo immediatamente dal veterinario (esperto in esotici) per un controllo. Il medico veterinario farà la sua diagnosi e prescriverà il trattamento più idoneo alla situazione.

ascesso mandibolare nel coniglioGli ascessi non guariscono da soli con il tempo. Possono solo peggiorare. Se pensi che tuo coniglio possa avere un ascesso non aspettare!
Recati prima possibile dal veterinario, per non rischiare dio compromettere anche altre funzioni e organi importanti dell’animale.

 

Due importanti avvisaglie cui prestare attenzione in caso di malocclusione dentale e/o ascessi, oltre al fatto che il coniglio smette di mangiare il fieno sono:

a) se noti che il coniglio sbava quando mangia, cioè se trovi delle goccioline di saliva a terra o se ha il mento bagnato (da non confondere con un “normale sbausciamento” se mangia vegetali o frutta particolarmente acquosi);

b) se quando mangia le verdure, in particolare la carota, tende a sminuzzare le porzioni in piccoli pezzettini, come se facesse fatica a masticare oppure se tende a sputacchiare e avanzare il cibo.

 

Accorgersi tempestivamente di questo tipo di problemi e saper leggere in tempo i segnali, come appunto il non voler più mangiare il fieno, è fondamentale per poter intervenire clinicamente nei casi più seri e ripristinare la salute e il benessere del tuo coniglietto.

Una ricerca dimostra inequivocabilmente i danni dei mangimi

mangime

Che i mangimi per conigli a base di semi, cereali, mais, riso, carrube, frutta secca e simili (“muesli”) facciano molto male ai conigli è ben risaputo; i veterinari esperti in conigli lo vanno ripetendo da molti anni. Questi prodotti sono purtroppo ancora largamente venduti nei pet shop perché i clienti continuano a comprarli, convinti che se sono “apposta per conigli” vadano bene per la loro alimentazione. Purtroppo l’inadeguatezza della specifica legislazione consente che questi prodotti continuino ad essere messi in vendita, a dispetto dell’evidenza della loro dannosità.

Una ricerca condotta per due anni presso l’Università di Edinburgo dimostra inequivocabilmente la connessione tra l’alimentazione a base di mangimi e l’insorgenza di gravi patologie a carico dei denti e dell’intestino. Ecco le conclusioni principali derivate dallo studio. Nutrire i conigli con i mangimi, con o senza fieno, causa una serie di problemi, quali:

  • Rallentamento della motilità gastrointestinale e stasi a causa della carenza di fibra.
  • Alterazioni della dentatura provocata dalla masticazione insufficiente e non fisiologica, con formazione di punte dolorose che impediscono al coniglio di mangiare. Aggiungiamo noi che secondariamente si possono anche formare ascessi dentali che richiedono terapie lunghe e complesse.
  • Mancato consumo di tutto il ciecotrofo, che da un lato porta ad un’insufficiente assunzione di elementi nutritivi, dall’altro predispone a problemi di dermatiti perché il ciecotrofo non consumato si attacca al pelo e imbratta il perineo.
  • Alimentazione selettiva: i conigli scelgono dalla miscela gli alimenti preferiti, portando ad una dieta squilibrata e carente di molti elementi essenziali.
  • Obesità, che a sua volta predispone a molti problemi di salute.

Per chi conosce l’inglese, la lettura dell’articolo originale è molto interessante.

Ce ne sarebbe a sufficienza perché questi mangimi vengano banditi dagli scaffali, ma per ora l’unico modo per salvaguardare la salute dei conigli è smettere di comprarli e nutrirli con fieno, erba e, in mancanza di questa, verdure.