Archivi categoria: APPROFONDIMENTI DI VETERINARIA

Studio approfondito sulla vista del coniglio

Articolo realizzato da BRUNO MASELLI

La prima cosa da ricordare e’ che il sistema di visione del coniglio si e’ evoluto sotto pressioni evolutive completamente differenti rispetto a quelle da cui sono stati “progettati” i nostri occhi. Noi umani, essendo primati come le nostre cugine scimmie, abbiamo gli occhi posti avanti, che ci conferiscono visione binoculare e percezione di profondita’ . Questo e’ essenziale per animali in origine “progettati” per saltare tra gli alberi. Inoltre, noi abbiamo un’eccelente visione a colori, una caratteristica che ha aiutato i nostri antenati a trovare frutti maturi e fiori saporiti nelle fronde della foresta.

Dall’altra parte, il sistema di visione del coniglio e’ progettato – non per la ricerca di foraggio e per la locomozione – ma per rilevare velocemente ed efficacemente l’avvicinarsi di predatori da quasi tutte le direzioni.

IL CAMPO VISIVO

Gli occhi di coniglio sono strategicamente situati lateralmente sulla parte superiore della testa. Sono animali quindi a vista laterale. Questa caratteristica permette loro di avere una visione del mondo quasi in ogni direzione. Possono infatti guardare verso l’alto (importante per gli eventuali attacchi dall’ alto dei rapaci), lateralmente e in una certa misura cio’ che avviene alle loro spalle secondo una visione bidimensionale ovvero in “2D”.

Hanno però dei piccoli punti ciechi proprio davanti al loro naso, sotto il mento e direttamente dietro di loro.Il prezzo che paga un coniglio per questo notevole campo visivo e’ un piccolo punto cieco proprio davanti al suo muso, ma le narici poste davanti e le larghe orecchie a cucchiaio compensano questa piccola perdita di spazio di rilevamento dei predatori.

Per un animale avere la visione binoculare significa che il campo visuale di entrambi gli occhi si sovrappone solo di qualche grado. Il punto cieco centrale nel campo visivo del coniglio preclude quindi una visione tridimensionale degli oggetti vicini. Quando il coniglio drizza la testa e sembra guardare in “obliquo” (di lato), in realta’  sta guardando più dritto possibile per il suo campo visivo monoculare!

 

Rabbit-visionI punti ciechi dinanzi al muso sulla cortissima distanza impediscono qualsiasi reale visualizzazione, se gli oggetti sono troppo vicini alla loro testa. Hanno invece una buona percezione della profondita’  da lontano (in avanti) rendendoli ipermetropia cosi’ da poter eludere il pericolo dell’ avvicinarsi dei predatori.

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PERCEZIONE DELLA PROFONDITA’

La percezione della profondita’  e’ un altro aspetto importante di vedere il mondo in quanto e’ la capacità  di determinare la distanza dei vari oggetti che lo circondano.

Per ottenere un’informazione sulla profondita’  e’ necessario vedere un oggetto da due angolazioni diverse.

Gli esseri umani, avendo entrambi gli occhi sullo stesso piano della testa, generano una grande sovrapposizione binoculare della stessa immagine osservata contemporaneamente da due punti lievemente differenti (occhio destro e occhio sinistro). Questa sovrapposizione delle due immagini viene interpretata ed elaborata dal cervello, e ciò che ne risulta e’ una vista tridimensionale del mondo.

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VISIONE TRIDIMENSIONALE DELL’ UOMO PER SOVRAPPOSIZIONE

I conigli, invece pur avendo un enorme campo visivo hanno solo una piccolissima zona di sovrapposizione per la stessa immagine catturata da ciascun occhio. Un coniglio ha cosi’ solo circa una zona di 27 gradi direttamente davanti a se dove ha la percezione della profondita’ , mentre ha un punto cieco di circa 9 gradi dietro di se.

Avendo quindi il coniglio delle difficolta’  anatomiche nella visione tridimensionale soprattutto per oggetti vicini, utilizza altri metodi per misurare la distanza. Uno di questi e’ lo sfruttare i segnali visivi sottili, simili a quelli che noi percepiamo quando guardiamo un film su uno schermo televisivo bidimensionale.L’illusione della profondita’  di una scena e la percezione della distanza tra i soggetti in primo piano e la scenografia sul retro, viene percepita dal cervello notando sia le differenze di dimensioni tra gli oggetti conosciuti, sia osservando la sfocatura degli oggetti sullo sfondo.

L’ effetto della PARALLASSE

Un altro metodo interessante che conigli e altri animali, come gli uccelli,e’ utilizzano per calcolare le distanze tra gli oggetti osservati e’ quello di muovere la testaa su e giù o a destra e a sinistra mentre fissano un oggetto. Osservando quindi la stessa immagine da due punti differenti si ottiene che: se un oggetto e’ vicino questo tendera’  nell’ arco visivo a “spostarsi”  di più durante il movimento della testa del coniglietto; viceversa se un oggetto e’ più lontano questo tenderà  a “muoversi” meno e sembrare fermo durante l’arco visivo dei diversi punti di visione del movimento. Questo fenomeno e’ noto come PARALLASSE e permette cosi al cervello del coniglietto di effettuare una stima della distanza :

Effetto della

 parallasse

Capita spesso infatti notare questo movimento della testa in su e in giu o lateralmente quando il coniglietto sta per saltare su’ una sedia o prima di scendere da un divano. In realta’ con questi movimenti della testa, il cervello sta calcolando proprio grazie all’effetto della parallasse l’altezza e la distanza del salto che deve compiere.

PERCEZIONE DEI COLORI

Sia negli umani che in molti altri mammiferi come nel coniglio esistono nell’ occhio due tipi di cellule sensibili alla luce disposti sul fondo della retina: i CONI e i BASTONCELLI.

I coni sono responsabili della visione diurna e rilevano la luce brillante ed i colori. I bastoncelli invece veicolano una immagine meno nitida, ma rispetto ai coni sono molto più sensibili alla luce ed utili nella visione notturna .


NELL’ UOMO

Nell’ occhio umano i fotorecettori si dividono i compiti:

  • I coni sono deputati alla visione nitida e centrale, consentono di vedere i dettagli fini e sono impiegati prevalentemente nella visione diurna (fotopica) o in presenza di fonti luminose artificiali. Esistono tre tipi di coni, ciascuno dei quali contiene un pigmento che li rende sensibili a lunghezze d’onda differenti nello spettro del visibile; in particolare, presentano picchi di assorbimento a 420, 530 e 560 nm, che corrispondono rispettivamente al blu, al verde ed al rosso. Per questo, i coni sono capaci di percepire i colori.
  • I bastoncelli, invece, presentano una grandissima sensibilita’  alla luce e consentono di vedere anche di notte e in presenza di una bassa intensita’ luminosa (visione scotopica o crepuscolare). Questi fotorecettori, tuttavia, non sono in grado di costruire immagini di buona qualita’  e sono incapaci di distinguere i colori. I bastoncelli intervengono, infatti, nella visione acromatica, caratterizzata solo dal bianco, dal nero e dalle sfumature del grigio.

Coni e bastoncelli risultano, quindi, complementari ed il loro lavoro in sincronia garantisce una visione perfetta.

Esiste una piccola porzione della retina (la Fovea), in cui e’ massima l’acuita’  visiva; ha un diametro inferiore al mezzo millimetro, corrispondente ad un angolo visivo di solo un grado in cui si ha una densita’  di coni fino a 180.000 per millimetro quadrato che permette una visione molto dettagliata.


NEL CONIGLIO

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Nel coniglio domestico europeo, l’unica specie studiata, i bastoncelli dominano abbondantemente su tutta la retina, dove raggiungono una densità  di picco di circa 300.000 per millimetro quadrato mentre i coni possono raggiungere una densità  di picco di circa 18.000 per millimetro quadrato.

Questi coni sono sensibilita’ fondamentalmente alla luce verde o al blu, ma non al rosso, generando così la visione bicolore. La maggior parte della retina e’ dominato da coni sensibili al verde, ma c’e’ una piccola zona senza coni verdi e con un alta predominanza di coni blu. Che cosa possa significare questo per la visione dei colori conigli e’ ancora sconosciuto, ma i coni permetterebbero conigli di vedere su una ristretta gamma di lunghezze d’onda nel corso della giornata. 

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Occhio umano Occhio coniglio
La concentrazione massima di coni e’ di circa 180.000 per mmq. nella regione della fovea e questa densità  decresce rapidamente all’esterno della fovea con un valore medio di 5.000 per mm quadrato.  Densità  media dei coni e’di circa 18.000 al mmq..
La concentrazione media di bastoncelli e’ di circa 100.000 per mmq.  Il picco della densità  si ha nella zona ad anello della fovea di circa 160.000 per mmq I bastoncelli raggiungono una densità  media di circa 300.000 al mmq.

 

Ne consegue quindi che il coniglio a differenza dell’ uomo utilizza per la visione un’elevata quantità  di bastoncelli a bassa risoluzione piuttosto che i coni ad alta risoluzione.

L’ “area centrale” di fuoco della retina del coniglio (che corrisponde alla nostra fovea) non e’ rientrata, ed ha una densità  conica di gran lunga inferiore rispetto alla nostra . L’immagine formata dall’area centrale e’ relativamente sgranata rispetto a quella formata dalla nostra fovea, ma va bene per il coniglio. Il coniglio quindi fondamentalmente riesce a vedere bene la sagoma degli oggetti sia in condizioni di luce normale che con scarsa luminosità  ma l’immagine e’ a bassa definizione. Questo infatti spiega perche’ alcune volte i nostri coniglietti si spaventano e non ci riconoscono se rientriamo a casa con in mano qualche scatolone o oggetto ingombrante che altera la nostra usuale sagoma.

Alcune ricerche inoltre sembrano dimostrare che i conigli sono animali PROTANOMICI ovvero hanno una forma di visione confusa alla gamma di colori con tendenza cromatica verso i colori rossi e verdi e da una perdita di sensibilità  quasi totale alla luce rossa”.

Immagine inserita

Studi comportamentali all’inizio degli anni 1970 indicano che i conigli hanno un’abilità  limitata di discriminare tra alcune lunghezze d’onda della luce, percependole come colori diversi. Evidentemente, loro possono discriminare tra le lunghezze d’onda che noi chiamiamo “verde” e “blu“. Sebbene i conigli non possano percepire il verde ed il blu così come li vediamo noi, li possono distinguere. Questo significa che hanno una visione limitata a colori, probabilmente conferita da due differenti categorie di coni retinici (blu e verde). Sembra invece che manchino del tutto i coni sensibili alla frequenza del colore rosso.

Spettro dei colori percepiti da un occhio umano

Spettro dei colori percepiti dall’ occhio di un coniglio

E per finire un’ interessante simulazione di come vede un coniglio :

 


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Articolo realizzato da BRUNO MASELLI.

Fonti: Â What Do Rabbits See? By Mike Chapman -Wisconsin House Rabbit Society
http://thebunnyguy.com/wordpress/red-eyes-eye-scanning-rabbit-vision/
www.sandiegorabbits.org – San Deigo HRS
http://www.boscarol.com/blog/?tag=protanopia
2006 Spring issue of the Dwarf Digest written by Jennifer Poeschl.
Textbookof RabbitMedicine revised and updated byMolly Varga, 2e2014.
Abstract; Paper – Evtikhin, Dmitry V.; Polianskii, Vladimir B.
Rabbits: The Animal Answer Guide, p55, by S. Lumpkin & J. Seidensticker
Visual Neuroscience edited by John Douglas Pettigrew, Kenneth James Sanderson, William Russell Levick. pp 212-13. Cambridge University Press.
House Rabbit Network -Q & A
University of California (@ Davis) Agriculture and Natural Resources -What Does It Mean to Be a Rabbit?

Trattamento non chirurgico degli ascessi della testa nei conigli

Purtroppo non di rado, i conigli soffrono di ascessi in varie parti del capo, compresi la bocca (mascella o mandibola) e dietro gli occhi. Nella maggior parte dei casi queste infezioni sono legate a problemi ai denti molari. Poichè i conigli ingeriscono i cecotrofi, gli ascessi generalmente contengono batteri che si trovano sia in bocca sia nell’intestino. Questo può rendere problematico il trattamento, in quanto gli antibiotici utilizzati per curare l’infezione non devono uccidere anche i batteri benefici intestinali, in quanto causerebbe disbiosi cecale (alterazione dell’equilibrio della flora batterica), che può essere fatale.

Fino a pochi anni fa, la sola opzione per curare gli ascessi nella testa di un coniglio da compagnia era un intervento invasivo, la pulizia (debridement) della zona e l’impianto di grani impregnati di antibiotico che hanno l’effetto di rilasciare lentamente il composto batteriostatico o battericida.

Recentemente, il trattamento medico con antibiotici specifici ha dimostrato la non necessità di tali pratiche invasive.
Uno studio eccellente su Periodontal Bacteria in Rabbit Mandibular and Maxillary Abscessesnon solo identifica i batteri più tipicamente responsabili di ascessi in bocca/osteomieliti nei conigli, ma inoltre fornisce informazioni sugli antibiotici più spesso efficaci contro di essi. Secondo le ricerche, il 96% dei batteri che si trovano negli ascessi in bocca dei conigli sono sensibili alla penicillina ed il 100% sono sensibili alla clindamicina.
Poiché i lincosamidi (classe di antibiotici di cui fa parte la clindamicina) e la penicillina causano disbiosi cecale ed enterotoxemia nei conigli, non possono essere somministrate oralmente per curare gli ascessi della testa. La clindamicina, seppur efficace, è pericolosa anche se iniettata, poiché può raggiungere i tessuti intestinali e causare problemi.
Quando usata nei grani imbevuti a lento rilascio impiantati nella zona dell’ascesso, la clindamicina può essere efficace. Tuttavia, poiché esiste il rischio che la clindamicina entri in bocca e nell’intestino attraverso l’ascesso, alcuni veterinari preferiscono evitare l’utilizzao di questa medicina potenzialmente pericolosa per i conigli.

La Penicillina G Procaina iniettabile è considerata l’unica penicillina “sicura” per conigli. Quando combinata con Benzantina (conosciuta come “bicillina”), la medicina resta più a lungo nel corpo, permettendole di penetrare meglio il pus spesso e denso dell’ascesso del coniglio. Le iniezioni di bicillina a giorni alterni per diverse settimane hanno avuto eccellenti risultati nella cura di ascessi considerati non curabili solo qualche anno fa.

Uno dei primi articoli sull’argomento, “Successful Eradication of Severe Abscesses in Rabbits with Long-Term Administration of Penicillin G Benzathine/Penicillin G Procaine” di Marcy E. Rosenfield (Moore), descrive diversi successi con la cura con bicillina. Lo stesso trattamento è stato ripetuto su centinaia di conigli affetti da brutti ascessi alla bocca, usualmente con ottimi risultati. Sebbene questo report è più illustrativo che scientifico, offre protocolli utili per la terapia con bicillina oltre che casi di studio di successo.

La cura con bicillina è attualmente considerata da molti veterinari esperti in conigli come il “primo” protocollo possibile per infezioni retrobulbari, delle orecchie interne (spesso accompagnati da toricolli o “testa inclinata”) e ascessi da radici dei denti nei conigli.

Se il tuo veterinario non ha familiarità con questo protocollo, puoi stampare questo articolo con i link e proporglielo quando porti il tuo coniglio per una visita.

Fonte

Non-Surgical Treatment of Head Abscesses in Rabbits di Dana M. Krempels, Ph.D Department of Biology University of Miami, FL.
Traduzione a cura di La collina.
Grazie a Dana M. Krempels per aver autorizzato la traduzione e diffusione dell’articolo su questo sito.

Articoli di approfondimento

Periodontal Bacteria in Rabbit Mandibular and Maxillary Abscesses, di Kerin L. Tyrrell, Diane M. Citron, Jeffrey R. Jenkins, Ellie J. C. Goldstein, and Veterinary Study Group
Successful Eradication of Severe Abscesses in Rabbits with Long-Term Administration of Penicillin G Benzathine/Penicillin G Procaine di Marcy E. Rosenfield (Moore)
Abscesses: Injectible Penicillin Offers New Hope
Piccolo campione di casi di studio

Anestesia e analgesia del coniglio

di Frances Harcourt-Brown

BVSc, MRCVS, N. Yorkshire, UK

I conigli hanno la reputazione di animali in cui l’anestesia comporta un rischio elevato. Spesso, gli agenti anestetici vengono accusati di morti perioperatorie anche quando i farmaci impiegati sono sicuri. È di importanza vitale eseguire un esame necroscopico dei conigli che vengono a morte nel periodo perioperatorio piuttosto che ipotizzare le cause del decesso. Spesso i problemi sono causati da una combinazione di fattori, ed in particolare da stress, ipossia e malattie preesistenti.

Stress: i conigli si stressano facilmente. Lo stress può essere causato da dolore, malattia, ambiente non familiare, trasporto, manipolazione grossolana o vicinanza delle gabbie di ricovero con potenziali predatori come cani, gatti o furetti. Molti pazienti sono già stressati dalla loro malattia primaria. Lo stress determina numerosi effetti potenzialmente letali:

  • il rilascio di catecolamine aumenta il rischio di aritmia cardiaca, specialmente se l’animale è ipossico.
  • Lo stress nei conigli provoca un marcato calo del flusso di urina, della perfusione renale e della velocità di filtrazione. L’oliguria può durare da 30 a 120 minuti.
  • Lo stress può causare ulcera gastrica
  • Lo stress colpisce il metabolismo dei carboidrati. La sola manipolazione può causare un incremento della glicemia nell’ordine di 8-10 mmol/l. I livelli ematici di glucosio possono essere molto elevati (20-30 mmol/l) in associazione con un’ostruzione intestinale o altre malattie stressanti.
  • Lo stress causa anoressia, che, in associazione con la riduzione della motilità intestinale e la distruzione del normale metabolismo dei carboidrati, può portare a lipidosi epatica, insufficienza epatica e morte.
  • Lo stress è immunosoppressore. Nei conigli affetti da malattie dentali il conteggio dei linfociti è significativamente più basso che in quelli sani.

Ipossia: i conigli sono predisposti all’ipossia a causa della loro ridotta capacità polmonare e della restrizione del rinofaringe. Il loro volume tidalico è di 4-6 ml/kg. L’ipossia può essere causata da agenti anestetici che provocano una caduta della tensione di ossigeno (ad es. medetomidina), depressione respiratoria, tendenza a trattenere il respiro, occlusione delle vie aeree da cattivo posizionamento, aumento di peso dei visceri sul diaframma, pneumopatia preesistente o contenimento troppo energico intorno al torace.

Le malattie preesistenti come la nefropatia o la miocardiopatia non diagnosticata aumentano il rischio anestetico. I disordini odontoiatrici possono causare dolore, stress, malnutrizione o salivazione, che aumenta il rischio anestetico.

Le affezioni preesistenti del tratto respiratorio incrementano il rischio di ipossia.

 

La sicurezza dell’anestesia può essere migliorata:

  • Offrendo del cibo fino a poche ore prima dell’anestesia.I conigli infatti non possono vomitare.
  • Offrendo un ambiente tranquillo e riparato con un materiale da lettiera familiare (pieno)
  • Effettuando delle manipolazioni tranquille e delicate
  • Inducendo l’anestesia con agenti iniettabili per evitare che l’animale trattenga il respiro perché percepisce con l’olfatto i vapori anestetici
  • Introducendo gradualmente gli agenti volatili per evitare che l’animale trattenga il respiro
  • Effettuando un posizionamento accurato in modo da garantire l’assenza di ostruzioni nelle vie aeree e tenere il peso dei visceri lontano dal diaframma
  • Somministrando ossigeno per tutta la durata dell’anestesia
  • Impiegando di routine un’analgesia efficace in TUTTI i conigli sottoposti ad intervento chirurgico
  • Monitorando attentamente l’anestesia
  • Ricorrendo all’ intubazione orotracheale.
  • Prestando accurate cure infermieristiche e tenendo sotto stretta osservazione l’animale nel periodo postoperatorio. È essenziale offrire alimenti appetitosi e può essere necessario ricorrere all’alimentazione mediante siringa ed alla terapia procinetica.

È di importanza vitale suggerire ai proprietari di assicurarsi che i loro conigli stiano mangiando ed eliminando feci dure entro 24 ore dall’intervento. In caso contrario, l’animale deve essere riportato dal veterinario per il trattamento. Spesso è utile ospedalizzare fino al giorno successivo i conigli sottoposti ad un’anestesia, per assicurarsi che stiano mangiando e somministrare ulteriori analgesici ed ogni altro farmaco necessario.

Induzione dell’anestesia

Vi sono molti modi per indurre l’anestesia nei conigli. L’autore utilizza uno di questi tre:

  1. Induzione mediante maschera con isofluorano dopo premedicazione. Questo metodo è lento, ma il risveglio è rapido. Il metodo di premedicazione d’elezione era l’associazione fentanyl/fluanisone, che però attualmente non è disponibile nel Regno Unito. In sua vece, si utilizza una combinazione di acepromazina (0,2 mg/kg) e butorfanolo (1 mg/kg) miscelati nella stessa siringa ed iniettati per via sottocutanea.
  2. Una combinazione di medetomidina (0,2 mg/kg), ketamina (10 mg/kg) e butorfanolo (0,5 mg/kg) miscelati nella stessa siringa ed iniettati per via sottocutanea. Questa associazione può essere utilizzata come unico agente per gli interventi di breve. Ha anche il vantaggio di essere reversibile con l’atipamezolo (1 mg/kg).
  3. Propofolo per via endovenosa (5-10 mg/kg). I vantaggi di questo metodo sono la rapidità dell’induzione e del risveglio; svantaggi sono l’apnea ed il tempo limitato per l’intubazione. Si tratta della tecnica meno favorita dall’autore.

I barbiturici non sono consigliati per l’anestesia nei conigli.

Intubazione orotracheale

L’intubazione orotracheale nei conigli è resa difficile dai problemi connessi alla visualizzazione della laringe. La bocca del coniglio non ha un’apertura ampia e la larga base della lingua che occupa la maggior parte del rinofaringe impedisce la visuale. Tuttavia, è possibile intubare i conigli senza visualizzare la laringe.

Dopo l’induzione dell’anestesia, l’animale viene posto in decubito sternale con il collo esteso in modo da formare una linea diritta dalla bocca alla laringe. Nel tratto più aborale possibile della bocca si spruzza della lignocaina cloridrato  in modo che il liquido coli sulla lingua e sulla laringe. Si misura quindi un tubo orotracheale non dotato di manicotto, appoggiandolo sull’esterno della testa del coniglio in modo da stimare la lunghezza necessaria al raggiungimento della laringe, che può essere identificata con la palpazione. Si impiegano dei tubi da 2,0-3,0 mm non dotati di manicotto. Sull’estremità del tubo, prima di inserirlo sulla lingua e farlo avanzare sino all’ingresso della laringe, si applica un lubrificante idrosolubile. La posizione dell’estremità del condotto può venire accertata ascoltando i suoni respiratori. Quando questi si odono, il tubo viene lentamente fatto avanzare durante ogni inspirazione. I suoni respiratori sono più forti quando la punta del tubo è situata a livello dell’ingresso della laringe. Se invece scompaiono, si è quasi certamente penetrati nell’esofago. Se si entra nella laringe, il coniglio spesso tossisce ed è possibile udire i rumori respiratori attraverso il condotto. La comparsa di condensazione all’estremità del tubo ne conferma il corretto posizionamento.

L’intubazione orotracheale può anche venire effettuata visualizzando la laringe attraverso un otoscopio, un laringoscopio o un endoscopio.

L’autore trova questa tecnica più difficile dell’intubazione alla cieca. Le alternative all’intubazione orotracheale sono il mantenimento dell’anestesia con una maschera o un tubo nasale. Sono state descritte maschere nasali e maschere laringee. È possibile l’intubazione nasale. Si utilizza un tubo di ridotte dimensioni per portare i gas anestetici nelle vie nasali. Per avere successo, questa tecnica richiede un’elevata velocità di flusso per indurre una pressione positiva e spingere la miscela anestetica nel rinofaringe.

 

Monitoraggio dell’anestesia

Per il monitoraggio dell’anestesia dei conigli si possono utilizzare la pulsossimetria, l’elettrocardiografia, i monitor della respirazione e quelli della pressione sanguigna ed i capnografi, anche se non sempre questi metodi sono essenziali.

La parte più importante del monitoraggio dell’anestesia è rappresentata dalla vigilanza e dall’ osservazione. Si può valutare il colore delle mucose a livello del naso, delle labbra e della lingua. Si può percepire il battito cardiaco appoggiando il dito su ciascun lato del torace. Spesso, con la delicata palpazione dell’arteria auricolare centrale si può rilevare il polso. Nel coniglio, i parametri utilizzati per la valutazione della profondità dell’anestesia nel cane e nel gatto sono variabili. Ad esempio, l’assenza del riflesso corneale denota una profondità pericolosa dell’anestesia nel coniglio a meno che non sia stato anestetizzato con combinazioni di medetomidina. Non ci si può basare sul riflesso palpebrale per effettuare una corretta valutazione della profondità dell’anestesia. Il riflesso di retrazione in risposta al pinzettamento della punta delle dita è più affidabile utilizzando gli arti posteriori piuttosto che quelli anteriori. La frequenza, la profondità ed il quadro della respirazione sono gli indicatori più utili della profondità dell’anestesia. Le tecniche di rianimazione hanno spesso successo se vengono effettuate prontamente.

Trattamenti farmacologici postoperatori

L’analgesia è essenziale per tutti i conigli sottoposti a qualsiasi intervento chirurgico. Si impiegano FANS come il carprofen (3 mg/kg) o il meloxicam (0,3 mg/kg). In associazione con i FANS si possono utilizzare gli oppiacei come la buprenorfina (0,03 mg/kg). Negli animali che soffrono per un intenso dolore sono utili i cerotti al fentanil. I conigli che non mangiano dopo l’intervento devono essere trattati con agenti procinetici come la metoclopramide (0,5 mg/kg SC o per os.). Questa può essere associata con un farmaco antiul- cera come la ranitidina (5 mg/kg per os).

Bibliografia

Flecknell, P.A.. Laboratory Animal Anaesthesia.

Indirizzo per la corrispondenza:

Frances Harcourt-Brown E-mail fhb@tcsmail.net

Anestesia Dei Piccoli Mammiferi

Il padrone di un coniglio prende appuntamento per il proprio coniglietto perché non mangia correttamente ed è preoccupato per la sua indifferenza. Quando vi viene presentato il coniglio nella sala esami, questo avrà un atteggiamento letargico. Essendo una preda, farà tutto ciò che può per nascondere la malattia quando inserito in un ambiente estraneo, fatto che può rendere la completa visita medica e le raccolta di campioni di sangue molto difficili e potenzialmente pericolose per il paziente. In svariati casi, può risultare più rapido e rilassante anestetizzare il coniglio per la visita e la venipuntura.

Poiché i conigli possiedono denti ipsodonti che crescono per tutto l’arco della loro vita, è importante esaminare gli incisivi e i molari per capire se sono eccessivamente lunghi e individuare eventuali ulcere delle mucose nell’orofaringe. Analizzare denti che non siano gli incisivi può essere arduo senza un’anestesia e un adeguato speculo. Ci sono varie ragioni per cui un veterinario per piccoli animali che opera con furetti, conigli e roditori dovrebbe disporre di protocolli per l’anestesia. L’anestesia su questi mammiferi richiede abilità e protocolli differenti da quelli applicati per pazienti canini e felini, a causa della loro peculiare anatomia e delle loro dimensioni spesso molto piccole.

I conigli sono lagomorfi e sono spesso ipersensibili e nervosi per via della loro condizione di preda. È fondamentale imparare come contenere e manipolare correttamente un coniglio per evitare lesioni al paziente e allo staff coinvolto nella cura. I conigli possono scalciare, procurandosi lussazioni o fratture alle vertebre lombari o degli arti. Un coniglio spaventato può avere un’alta concentrazione di catecolamine in circolo e ciò può compromettere seriamente l’anestesia. Sono stati elaborati vari protocolli con l’uso di anestetici iniettabili per conigli, ma comunque gran parte dei veterinari impiega anestetici inalatori, che, se utilizzati correttamente, sono molto più sicuri per i conigli.

Un possibile problema nei lagomorfi è rappresentato dalla loro apertura orofaringea molto piccola. Oltre a rendere l’esame del cavo orale difficile, fa anche dell’intubazione della trachea una procedura impegnativa, per via della loro piccola bocca, dei grandi denti guanciali e lingua e della profonda cavità orale. Dal momento che i conigli non sono in grado di vomitare, non si pone il problema dell’aspirazione dei contenuti dello stomaco e della conseguente polmonite da aspirazione. Per questo motivo, non è necessario che il coniglio sia a digiuno prima dell’intervento. Alcuni medici consigliano di lasciare il coniglio a digiuno per una o due ore, per permettere al cavo orale di essere sgombro da cibo prima dell’operazione. Per molte procedure, i veterinari non sono soliti intubare i conigli durante l’anestesia, in quanto è facile arrecare traumi alle strutture orali e respiratorie durante un’intubazione. L’unico eventuale problema che si può presentare non intubando è l’eccessiva salivazione, e poiché i conigli producono atropina esterasi, possono essere necessarie più iniezioni di atropina come farmaco pre-anestetico appena i segni si ripresentano. Come pre-anestetico, il glicopirrolato è un’opzione migliore per controllare bradicardia, secrezioni respiratorie e salivazione, anche se un’eccessiva salivazione raramente costituisce un problema per l’anestesia con isoflurano.

Inoltre è possibile somministrare ai conigli degli antibiotici prima dell’intervento e degli antidolorifici durante esso, in modo che abbia effetto appena il paziente si risveglia. I conigli possono diventare molto depressi dopo l’operazione a causa del dolore e dell’ambiente estraneo, pertanto al bisogno devono essere somministrati medicinali idonei.

Prima di qualsiasi intervento chirurgico, è necessario fare una visita medica completa e adeguati test di laboratorio, compreso il CBC, le analisi del plasma, le analisi delle urine e forse anche radiografie, ecografie ed ECG. Qualsiasi anomalia diagnosticata deve essere curata e il paziente stabilizzato prima di ogni operazione chirurgica.

Ogni piccolo mammifero anestetizzato deve ricevere gli stessi controlli di segni vitali dei pazienti canini e felini. Per i piccoli animali sono stati adattati dei pulsiossimetri, che funzionano bene con i piccoli animali esotici. Per controllare la pressione sanguigna è possibile utilizzare un doppler. Nel caso di piccoli animali esotici, questa operazione può essere più difficile. Nonostante oggigiorno gli stetoscopi esofagei non siano impiegati spesso, possono risultare invece un’alternativa sicura ed efficace per il monitoraggio della frequenza cardiaca e respiratoria nei pazienti molto piccoli. Si può tranquillamente impiegare un elettrocardiogramma per i piccoli mammiferi esotici, ma, al posto dei morsetti a coccodrillo, di solito vengono impiegati dei piccoli aghi, l’unità dovrebbe essere così in grado di monitorare frequenze cardiache di 350-400 bpm.

I piccoli mammiferi, quando sono sotto anestesia, perdono rapidamente calore corporeo, pertanto è vitale adottare delle misure per fornire loro del calore durante gli interventi che richiedono anestesia. le termocoperte ad acqua impiegate per i piccoli animali andranno bene anche per quelli esotici. Possono poi essere impiegati dei cuscini riscaldati e dei lettini termici rigidi laminati. In alcuni casi vengono utilizzati degli apparecchi per riscaldare la testa. Durante l’intervento è possibile anche somministrare dei fluidi parenterali riscaldati. È indispensabile monitorare la temperatura corporea centrale dei piccoli animali esotici e per farlo generalmente si fa uso di un termometro rettale.

I furetti, che sono mustelidi comuni come mammiferi esotici da compagnia, spesso vanno incontro a malattie che richiedono la chirurgia. Insulinomi, tumori alle ghiandole surrenali, tumori a derma e sottocute non sono che alcune delle patologie che possono richiedere anestesia. Alcuni furetti possono essere piuttosto irritabili e richiedere un’anestesia generale per la venipuntura. Per una venipuntura della vena cava superiore è necessario un contenimento adeguato o un’anestesia generale.

L’anestesia dei furetti è simile a quella dei gatti. Poiché i furetti sono soggetti a ipotermia durante le operazioni, è necessario sempre fornire loro del calore quando sono sotto anestesia. Nonostante la loro taglia piccola, i furetti sono generalmente facili da intubare e non sembrano predisposti a laringospasmi come i gatti. Il diametro del tubo endotracheale impiegato varia tra i 2.0 mm e i 4.0 mm. Il tempo di passaggio nel tratto GI del furetto è abbastanza breve, quindi, nella maggior parte dei casi, il digiuno prima dell’anestesia deve essere solo di tre o quattro ore (soprattutto nei furetti con un presunto insulinoma), anche se svariati veterinari richiedono un digiuno di una notte concedendo solo l’accesso all’acqua.

Come pre-anestetico per i furetti è spesso utilizzata l’atropina. Se necessari, prima dell’intervento è possibile anche somministrare degli antibiotici. Molti veterinari scelgono di somministrare l’isoflurano a furetti e conigli in una camera da induzione, che è anche un metodo eccellente per la somministrazione dell’anestesia inalatoria ai piccoli mammiferi, come cavie, cincillà, criceti, gerbilli, ratti, topi, opossum coda corta e petauri dello zucchero.

È inoltre possibile impiegare anestetici iniettabili come ketamina/xilazina, ketamina/diazepam, propofol, TelazolTM , medetomidina/ketamina e alcuni di questi anestetici possono tranquillamente e rapidamente essere capovolti.

Per gran parte dei roditori e marsupiali molto piccoli, in genere si utilizzano anestetici inalatori nella camera di induzione. In queste specie funzionano molto bene l’isoflurano e il sevoflurano. Nella maggior parte dei casi, l’intubazione endotracheale è estremamente difficile, se non impossibile, e pertanto non viene tentata. È possibile effettuare l’anestesia anche tramite maschera facciale. I cincillà e le cavie possono presentare secrezioni respiratorie abbondanti e dense. Le cavie possono anche vomitare o soffrire di riflusso gastrico mentre sono sotto anestesia, perciò per questa specie, e per tutti i piccoli animali esotici, in genere è preferibile mantenerli con la testa e il torace alzati durante l’anestesia. Ciò ridurrà l’aspirazione e favorirà la respirazione.

Dopo l’operazione di norma è necessario l’impiego di antidolorifici. Il meloxicam, con dosaggio 0.1-0.2 mg/kg, sembra essere efficace e sicuro per gran parte degli animali esotici. È possibile utilizzare anche il butorfanolo e la buprenorfina, ma bisogna comunque ricordare che c’è un’elevata incidenza di ileo dovuta a queste medicine, che possono essere deleterie, soprattutto per i conigli e pazienti che sono stati sottoposti a interventi gastrointestinali. Quando indicato, si possono impiegare narcotici quali la morfina, la meperidina e la pentazocina, tenendo a mente che anche questi possono causare ileo. È possibile anche somministrare antinfiammatori non steroidei, ma alcuni non sono sicuri per i pazienti affetti da gastrite o enterite e non devono essere somministrati per più di cinque giorni in gran parte dei pazienti.

Quando è effettuata e monitorata correttamente, l’anestesia è molto sicura nei piccoli mammiferi esotici. È necessaria un’attrezzatura specializzata molto ridotta, anche se alcune apparecchiature devono essere modificate o adattate ai piccoli mammiferi esotici o ai marsupiali.

Italian Translation gracioiusly provided by Sara Giorgi

Cadeusus
Margaret A. Wissman, D.V.M., D.A.B.V.P.
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Patologie gastrointestinali del coniglio di Paolo Selleri

Alimentazione e malattie digestive al Corso teorico-pratico SIVAE
Nel coniglio ogni tipo di disturbo, sia psicologico che organico, può determinare la comparsa di segni clinici a carico dell’apparato digerente. Delle patologie gastrointestinali ed alimentari di questa specie ha parlato Paolo Selleri (Med Vet, Roma) al Corso teorico-pratico di comportamento, medicina e chirurgia del coniglio organizzato da SIVAE a Cremona (25—27 novembre 2009).

Dieta del coniglio Il coniglio è impegnato ad alimentarsi per buona parte della giornata, potremmo considerare che compia circa 30 pasti al giorno. Il coniglio è un erbivoro obbligato. La dieta in casa deve riflettere quella che avrebbe se vivesse libero: erba, foglie, radici. Per quanto molti mangimi presenti in commercio ne siano pieni, i semi non sono un ingrediente che deve far parte della dieta del coniglio. In zootecnia i semi vengono aggiunti alla dieta solo per rendere il mangime più appetibile (e quindi commerciabile) o per far ingrassare il coniglio per poi macellarlo.

Si deve osservare che il coniglio non ha una struttura anatomica che gli consente di arrampicarsi sugli alberi per mangiare la frutta. Quindi anche la frutta non potrà essere considerata una componente rilevante della sua alimentazione. In piccole dosi potrà essere usata per addestrarlo o soddisfare il bisogno di molti proprietari di viziare il loro coniglio. Il fieno non deve mai mancare nella dieta. Oltre ai comuni pacchi di fieno misto sono in commercio confezioni di fieno monofita: erba medica, fleolo, avena, ecc. Avere a disposizione dei fieni con un’unica coltura erbacea permette di migliorare la dieta del paziente erbivoro adattandola alle necessità del suo momento fisiologico.

Le leguminose sono particolarmente ricche di calcio e proteine e sono indicate per gli animali in crescita, in gravidanza o in convalescenza. Vanno evitate negli animali anziani o nei casi in cui gli eccessi di calcio possano favorire la formazione di uroliti. Le verdure fresche sono una componente importante della dieta. Devono essere offerte fresche più volte al giorno, evitando di darle a temperatura di frigorifero. È importante anche curare la varietà delle verdure offerte: indivia, scarola, finocchi, sedano, lattuga romana, radicchi, carote e foglie di carote, peperoni, ravanelli e crescione. Altri ortaggi accettabili, ma ricchi di calcio, andrebbero evitati dopo 6 mesi di età, perché si suppone possano predisporre a problemi delle vie urinarie, e sono: erba medica, tarassaco (parti verdi e fiori) e le erbe aromatiche. Infine anche le brassicacee e gli spinaci vanno offerti saltuariamente perché ricchi di ossalati.

La somministrazione di pellet deve essere piuttosto limitata, sia perché la sua struttura fisica può alterare i processi di masticazione, favorendo patologie da malocclusione, sia perché sono privi di fibra sufficientemente lunga per stimolare la motilità intestinale. Inoltre i pellet hanno quantità di calcio e fosforo che superano i fabbisogni del coniglio. Si consiglia quindi di limitare la dose dei pellet costituiti da fleolo o avena in tutti i conigli ipercalcemici, anziani o obesi. I pellet di erba medica andrebbero invece offerti in tutti i soggetti sottopeso, alle madri gravide o in lattazione. In particolare la dieta delle coniglie gravide negli ultimi dieci giorni prima del parto dovrebbe essere costituita principalmente da pellet di medica. Lo stesso discorso vale per i giovani conigli in accrescimento fino a 10 settimane di età, successivamente la quantità dovrà essere scalata fino a raggiungere la dose degli adulti.

Stasi gastrointestinale/costipazione/ileo

I conigli che si presentano con o senza segni di malocclusione, ma con dolore addominale, anoressia o mancata produzione di feci hanno bisogno di trattamenti medici mirati alla correzione dell’emergenza. La somministrazione di analgesici e fluidi, spesso riesce a sbloccare la situazione, stimolando l’appetito del coniglio e la motilità intestinale.

La stasi gastrointestinale è principalmente un disordine acquisito della motilità gastroenterica e si manifesta in genere con un suo rallentamento, che può diventare ileo completo nelle forme più
gravi. Questo rallentamento può insorgere come forma primaria, in seguito ad alterazione della funzionalità dei neuroni mio enterici o della muscolatura liscia gastrica; o secondariamente ad una dieta errata, mancanza di esercizio, aderenze post-chirurgiche e tutte quelle condizioni di stress o condizioni cliniche dolorose che possono indurre anoressia. In molti casi la stasi è favorita da
una dieta errata basata su miscele di semi e fioccati, carboidrati, frutta e povere di fieno e verdure, che determinano un eccessivo apporto di carboidrati e uno scarso apporto di fibra lunga.

L’eccesso di carboidrati interferisce sulla motilità, inibendo il rilascio di motilina, un ormone secreto dalle cellule enterocromaffini del duodeno e del digiuno, che stimola la muscolatura gastrointestinale favorendo la peristalsi; invece la carenza di fibra lunga, porta ad un minor stimolo meccanico distensivo del colon e ad un aumento di butirrati e proprionati a scapito degli acetati nel cieco, compromettendo ulteriormente la motilità intestinale. Una ridotta secrezione di motilina può essere anche determinata da un aumento delle catecolammine in seguito a stress ambientali di qualunque tipo: cambio di ambiente, introduzione di un nuovo coniglio o di un nuovo animale, perdita del compagno, presenza di un coniglio dominante, arrivo di persone estranee in casa, forti rumori, il ricovero in clinica; o in corso di patologie cliniche che determinano dolore e anoressia. L’anamnesi dettagliata e l’esame obiettivo generale che include l’auscultazione dell’addome, possono aiutare il clinico a individuare la gravità della patologia in atto.

Uno strumento utile per la diagnosi è rappresentato dall’esame radiografico, dal quale spesso possiamo evincere lo stadio e la gravità della stasi. Si possono usare anche mezzi di contrasto preferendo i mezzi iodati piuttosto che il bario, perché il pasto baritato può indurre un’alterazione della funzionalità ciecale con compattamento del suo contenuto.

Nella maggior parte dei casi il contenuto gastrico compattato riesce ad essere fatto progredire una volta che lo stato di idratazione è migliorato e quando la quantità di fibra lunga nella dieta è aumentata. Si può facilitare questo processo stimolando la peristalsi mediante l’uso di procinetici gastrici e intestinali, se si è certi che non sia presente un compattamento del contenuto intestinale. Una volta che il dolore è alleviato e lo stato di idratazione è corretto, il coniglio comincerà a muoversi e a mangiare fieno, stimolando la motilità gastrointestinale. Pur non essendone dimostrata l’efficacia, i probiotici vengono utilizzati spesso nel corso di patologie gastrointestinali mediante la somministrazione per via orale. Come terapia di supporto, il complesso della vitamina B può essere somministrato allo scopo di stimolare l’appetito e contrastare la minaccia della lipidosi epatica, spesso presente nel corso dell’anoressia. Tutti i conigli anoressici andrebbero aiutati tramite alimentazione assistita, mediante l’uso di formulazioni preparate allo scopo (Critical Care for Erbivores, Oxbow®) mescolate con succo di mela o soluzioni elettrolitiche aromatizzate. In caso di completo rifiuto del cibo, bisognerà ricorrere all’applicazione di un sondino naso-gastrico.

Raramente la chirurgia è necessaria per risolvere un impaccamento delle ingesta, ma se si sospetta un processo necrotico o ischemico a carico della parete intestinale per un’azione compressiva, la resezione chirurgica dell’intestino può essere l’unica alternativa, nonostante la prognosi sia spesso infausta. C’è un alto rischio di morte durante la chirurgia a causa delle endotossine prodotte dai clostridi presenti nell’intestino del coniglio. L’anestesia infatti spesso determina un rallentamento della motilità gastrointestinale, a cui consegue un’alterazione della flora intestinale e la produzione di tossine batteriche. Utile a questo scopo si sono dimostrate la somministrazione per via endovenosa (EV) o intraossea (IO) di antibiotici e fluidi nel periodo perioperatorio e postoperatorio per diversi giorni. In queste situazioni gli antibiotici di scelta dovrebbero avere un’azione sui gram negativi e sui batteri anaerobi.

Mancata ingestione del ciecotrofo

I ciecotrofi si formano nel colon prossimale e nel cieco. I conigli cominciano a consumarli a partire dalle 2-3 settimane di età quando cominciano ad assumere anche il cibo solido degli adulti. La fibra più grande di 0,5 mm non entra nel cieco ma transita nell’intestino e va a formare i pellet fecali, mentre le particelle più piccole e i liquidi vengono trattenuti nel cieco o ritornano al cieco tramite movimenti di antiperistalsi. Nel cieco, questi due componenti vengono aggregati a formare delle particelle altamente nutrienti che vengono ricoperte da muco e successivamente espulse per via rettale. Questo meccanismo richiede una dieta ricca di fibre affinché sia efficiente e funzionale. Nelle diete povere di fibra aumenta il periodo di ritenzione nel cieco e si riduce la motilità dell’intero intestino, e di conseguenza anche la produzione di ciecotrofo. La quantità di fibra indigeribile dovrebbe essere almeno il 15% della dieta. Inoltre una dieta povera di fibra ma ricca di proteine riduce l’assunzione di ciecotrofo. In poche parole, l’aumento di fibre nella razione favorisce una diminuzione delle proteine che compongono il contenuto ciecale durante la fase ciecotrofica. Si consiglia, quindi, di aggiungere in una razione costituita da pellettato e verdure fresche, sempre fieno di ottima qualità, per una migliore funzionalità gastrointestinale. La mancata assunzione del cecotrofo può avvenire per diversi motivi, il principale dei quali è una dieta povera di fibra, che porta alla formazione di un ciecotrofo di consistenza alterata, più tenero o liquido, che non viene quindi assunto dall’animale.

Talvolta il ciecotrofo può non essere assunto o perché ha odori sgradevoli al coniglio o perché in condizioni di obesità o patologie del rachide, l’animale non riesce più a raggiungere la regione anale. Sebbene la mancata ingestione del ciecotrofo non sia una condizione pericolosa per la vita, gli effetti sulla salute del coniglio sono molteplici. I conigli non assumendo il ciecotrofo, innanzitutto si privano degli amminoacidi, degli acidi grassi volatili, delle vitamine degli enzimi, come amilasi e lisozima, prodotti dalla microflora ciecale; successivamente vanno incontro ad un costante imbrattamento della regione perineale. La presenza di materiale fecale in questa regione determina cattivo odore e dermatiti che causano stress al coniglio e nei mesi estivi possono attirare le mosche, predisponendo l’animale alle miasi.

L’approccio terapeutico della patologia richiede tre tipi di interventi.
1. Si interviene con una terapia locale della zona perineale, si taglia il pelo e si pulisce la parte, si somministrano FANS, che possono ridurre la produzione di ciecotrofo e alleviare il dolore, e antibiotici, per curare la dermatite.
2. Si modifica la dieta con l’introduzione graduale di vegetali ricchi di fibra e l’eliminazione di eventuali mangimi contenenti semi e fioccati. Il fieno deve essere a disposizione ad libitum. In alcuni casi, è utile lasciare a disposizione fieno come unico alimento per diversi giorni.
3. Si devono ricercare e, se possibile, eliminare, eventuali cause sottostanti come obesità, patologie della colonna, problemi neurologici, patologie da malocclusione.

Enterite/enterotossiemia

Le diete ricche di carboidrati possono creare svariati disturbi all’apparato gastroenterico del coniglio. Uno di questi è l’eccesiva presenza di glucosio, che favorisce la colonizzazione intestinale del Clostridium spiroforme e di E. coli. L’eccesso di acidi grassi volatili prodotti determina una drastica diminuzione del pH ciecale che inibisce la normale flora intestinale, favorendo i patogeni a proliferare e a colonizzare l’intestino. In questo modo gli agenti patogeni sono causa della produzione di gas e tossine, responsabili dell’interruzione della motilità, della produzione di nutrienti e dell’assorbimento intestinale. Talvolta questa condizione di disbiosi può essere determinata dall’uso di farmaci antibiotici, attivi principalmente contro i gram positivi che normalmente popolano la flora intestinale del coniglio. Spesso i conigli affetti da enterotossiemie presentano condizioni cliniche molto critiche che devono essere affrontate in maniera molto aggressiva, mediante terapia reidratante per via sottocutanea o endovenosa, impiegando il Ringer lattato, l’utilizzo di colestiramina per la sua proprietà di legarsi alle tossine batteriche e l’uso del metronidazolo alla dose di 20 mg/kg q12h. Per l’analgesia si provvederà all’uso di FANS.

Ostruzione intestinale

L’ostruzione intestinale nel coniglio è una condizione molto grave ma che raramente si osserva nella pratica clinica. La causa più frequente è rappresentata dall’ingestione di corpi estranei, più
spesso rappresentati da nodi di pelo infeltrito, oggetti di plastica o gomma, stoffa o fili dei tappeti che spesso si fermano a livello di piloro, nel tratto prossimale del duodeno o nella valvola ileociecale. Il coniglio può essere asintomatico o avere solo anoressia nelle fasi iniziali, ma nell’arco di 24-48 ore sviluppa i segni dell’addome acuto. Assenza di feci, addome timpanico, evidenti segni di dolore, seguiti da segni di ipovolemia e shock. In poco tempo si instaura la lipidosi epatica, ulcerazioni gastriche e la morte sopraggiunge nell’arco di 24-48 ore. Radiograficamente, il quadro si caratterizza per la presenza di una notevole distensione gastrica, per accumulo di liquido e gas. Situazione analoga, si può riscontrare nella stasi gastrointestinale ma con un andamento più benigno e lento. La prognosi è quasi sempre infausta anche con l’intervento chirurgico.

Coccidiosi

Il coniglio può essere infestato da 10 specie di Eimeria a localizzazione intestinale, alcune di elevato potere patogeno (come E. magna), altre a patogenicità moderata (come E. perforans
e E. media) o scarsa. Sono possibili anche infestazioni contemporanee di più specie. Le specie più diffuse in Italia sono Eimeria perforans, E. media e E. magna. La trasmissione avviene tramite l’ingestione di oocisti sporulate. Spesso alla presenza dei coccidi si accompagnano infezioni di agenti patogeni come l’E. coli che sfociano in gravi forme di enteriti. La coccidiosi si osserva soprattutto nei giovani appena svezzati in forme acute che causano inappetenza, perdita di peso, depressione e diarrea che può essere emorragica; o in forme subcliniche che si manifestano solo per un accrescimento stentato. L’infestazione da parte di specie poco patogene passa invece inosservata.

Eimeria stiedae si localizza a livello epatico. La trasmissione avviene tramite oocisti sporulate che hanno bisogno di due giorni nell’ambiente prima di diventare infettanti. A differenza dei coccidi intestinali, Eimeria stiedae si localizza all’interno dei dotti biliari dove può determinare, in caso di gravi infestazioni, l’ostruzione dei dotti e importanti alterazioni epatiche, con segni di perdita di peso, ascite, ittero, diarrea e epatomegalia. Negli adulti la patologia è spesso asintomatica. La diagnosi si effettua con l’esame delle feci. La diagnosi di coccidiosi si effettua tramite l’esame delle feci, che però non permette di stabilire la specie. Durante il trattamento, si deve curare molto la pulizia per evitare la reinfestazione.

Terapia

Clazuril 5 mg/kg PO una sola volta
Sulfachinossalina 100 mg/kg SC
Sulfadimetossina 50 mg/kg come dose d’attacco poi 25 mg/kg q24h PO per 9 giorni
Sulfametazina 100 mg/kg PO q24h
Trimetoprim – sulfadiazina 15-30 mg/kg PO,
IM e SC q12h per 7 -10 giorni
Toltrazuril 25-50 ppm nell’acqua (1-2 ml di prodotto per litro d’acqua) per 5-7 giorni

Da: Atti del Corso base teorico-pratico SIVAE di comportamento, medicina e chirurgia del coniglio (Cremona, 25—27 novembre 2009).

Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
mg.monzeglio@evsrl.it

Fonte: SIVAE

Settore: Animali esotici

Discipline: Gastroenterologia

Elettrocardiografia del coniglio d’affezione: valori di riferimento

Uno studio definisce tecnica e parametri in una cinquantina di soggetti sani
Uno studio ha definito una tecnica che fosse ben tollerata per la registrazione dell’elettrocardiogramma (ECG) nel coniglio d’affezione individuando i valori di riferimento dell’ECG normale in 46 soggetti sani. Si individuavano i seguenti valori di riferimento:

Frequenza cardiaca = 198-330 bpm
Durata dell’onda P = 0,01-0,05 secondi
Ampiezza dell’onda P = 0,04-0,12 mV
Intervallo P-R = 0,04-0,08 secondi
Durata del complesso QRS = 0,02-0,06 secondi
Ampiezza dell’onda R = 0,03-0,39 mV
Intervallo Q-T = 0,08-0,16 secondi
Ampiezza dell’onda T = 0,05-0,17 mV
Asse elettrico medio = DA – 43° A +80°

Le variazioni correlate alla razza e al peso corporeo non erano significative, fatta eccezione per una relazione quadratica tra ampiezza dell’onda R e peso corporeo. La tecnica ECG utilizzata nello studio era ben tollerata dai conigli d’affezione e si dimostrava affidabile e ripetibile.

“Electrocardiography of the normal domestic pet rabbit” B. Lord, A. Boswood, A. Petrie. Veterinary Record 2010; 167: 961-965

Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD