LA MEV – MALATTIA EMORRAGICA VIRALE (RHD)

E’ una malattia virale (Caliciviridae) estremamente contagiosa e mortale

Colpisce solo noi conigli domestici e selvatici del genere Oryctolagus (coniglio europeo).

Causa una gravissima forma di epatite con scompenso dei sistemi di coagulazione.

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La MEV (in Inglese VHD -Viral Haemorragic Disease, ma anche RHD -Rabbit Haemorrhagic Disease, RCV -Rabbit CaliciVirus, o RCD -Rabbit Calicivirus Disease) è stata scoperta per la prima volta in Cina nel 1984 e in Europa nel 1988. Secondo alcune stime, solo in Italia ha causato la morte di migliaia di conigli domestici ed è ormai quasi endemica in tutta Europa.

La malattia emorragica virale del coniglio (acronimo MEV) è una malattia infettiva virale acuta del coniglio che provoca gravissime lesioni polmonari ed epatiche. E’ provocata da un calicivirus specifico del coniglio, nulla a che vedere con la calicivirosi del gatto. Si tratta di un virus specie specifico. Vale poi sempre la pena di sottolineare come sia una malattia che non colpisce assolutamente l’uomo.

Interessante la storia di questa malattia: non la si conosceva prima del 1984, quando fece la sua comparsa in un gruppo di conigli importati dalla Germania. Ci mise due anni, ma alla fine la MEV raggiunse l’Europa. In Australia è stata utilizzata per controllare la popolazione di conigli, mentre negli Stati Uniti i primi casi risalgono al 2000.
Una malattia, caratterizzata da emorragie tracheali e polmonari, edema e epatite necrotica, con altissima mortalità, è stata osservata sin dal 1980-1985 nella lepre comune europea (Lepus europaeus) e nella lepre variabile (Lepus timidus) in diversi Paesi europei. (Morisse et al. 1990, 1991; Gavier-Widen and Morner, 1991). La malattia, denominata “Sindrome della lepre comune europea” (European Brown Hare Syndrome), è molto simile alla MEV.

Ma come fanno i conigli a contrarre la malattia? La via di trasmissione principale è quella orale, ma si può trasmettere anche tramite l’aria e l’inoculazione. Questo perché il virus si trasmette tramite secreti ed escreti, quindi saliva, lacrime, urina.

La via di trasmissione può essere diretta, per contatto diretto con un coniglio malato o indiretta, tramite insetti vettori, come pulci, mosche e zanzare. Ecco spiegato perché anche i conigli che vivono in casa e che non hanno contatti con altri conigli devono essere vaccinati.

Tipicamente la malattia emorragica colpisce solamente conigli al di sopra di 30-50 giorni di vita, il tempo di incubazione è di 36-72 ore, la mortalità è dell’80-100%, non esiste alcuna terapia ed è un virus molto resistente nell’ambiente, fino a tre mesi in ambiente secco e ancora di più nella carne di coniglio congelata.

I principali sintomi di malattia emorragica nel coniglio sono:

  • morte improvvisa
  • cianosi
  • addome gonfio
  • depressione respiratoria
  • diarrea
  • epistassi
  • convulsioni
  • movimenti di pedalamento degli arti
  • testa piegata all’indietro

La morte di solito sopraggiunge in breve tempo, per gravi alterazioni della coagulazione del sangue che provocano emorragie soprattutto a livello polmonare ed epatico. La norma è lasciare la mattina un coniglietto in buona salute, vivace e saltellante e tornare nel pomeriggio è trovarlo morto, a volte senza segni, a volte con solo un filo di sangue che esce dal naso.

TRASMISSIONE

DIRETTA contatto animale sano/malato (via digerente, respiratoria o congiuntivale)

INDIRETTA alimenti o acqua contaminati attrezzature gabbie veicoli insetti uccelli, roditori, uomo e cani

FONTE DI CONTAGIO

  • Animali malati in fase acuta di malattia
  • Animali che hanno superato la malattia ma che risultano ancora eliminatori convalescenti

MATERIALI CONTAMINATI

  • Escreti e secreti
  • Urine e feci
  • Carni
  • Sangue di animali morti

Il contagio può avvenire per contatto diretto, per via aerea, nell’acqua, nel cibo, su abiti, fieno, insetti e altri animali domestici (che NON sono affetti dalla MEV ma possono semplicemente trasportarla) e anche da deiezioni di uccelli. Quindi è anche possibile che una semplice passeggiata in campagna o in un parco comporti il trasporto a casa del virus e la trasmissione della MEV al nostro coniglio. Se non riuscite a far vaccinare il coniglio, è meglio evitare comportamenti a rischio come alimentarlo con fieni e mangimi “del contadino”, o erbe raccolte in pieno campo, in quanto potrebbero essere contaminati.

Il periodo d’incubazione è molto breve e può variare da poche ore a 1-3 giorni.
Si possono avere:

  • una forma iperacuta: gli animali colpiti muoiono improvvisamente senza sintomi.
  • una forma acuta: con anoressia, letargia, depressione, emorragie dal naso, dall’ano, dalla bocca, febbre, respirazione difficoltosa, contrazioni muscolari, spasmi, cianosi, lesioni a carico del fegato. Altri organi colpiti: timo, trachea, polmone, milza, reni, vescica e linfonodi, con edema e emorragie. Gli animali muoiono per emorragia interna in 1-2 giorni.
  • una forma sub-acuta: sintomi simili a quelli riscontrati nella forma acuta ma più attenuati. In questi casi possono comparire anticorpi specifici neutralizzanti che possono permettere, anche se raramente, la sopravvivenza.

I coniglietti con meno di 8-10 settimane non sono affetti dalla MEV, ma riescono ad espellere il virus e a sviluppare anticorpi.
Il virus può essere individuato anche nella carne di coniglio (ARGH!) congelata e può resistere in ambienti favorevoli anche per 6 mesi.
Non esiste alcuna terapia; le statistiche sulla percentuale di decessi parlano di mortalità nel 70 – 100% dei casi ed è una morte orribile.
L’unica prevenzione è il vaccino: dato che la malattia è trasmissibile in così tanti modi differenti, fate vaccinare anche i conigli che vivono in appartamento, mi raccomando!

Tratto da http://www.casafreccia.it/salute_malattie_mev.html

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