Studio approfondito sulla vista del coniglio

Articolo realizzato da BRUNO MASELLI

La prima cosa da ricordare e’ che il sistema di visione del coniglio si e’ evoluto sotto pressioni evolutive completamente differenti rispetto a quelle da cui sono stati “progettati” i nostri occhi. Noi umani, essendo primati come le nostre cugine scimmie, abbiamo gli occhi posti avanti, che ci conferiscono visione binoculare e percezione di profondita’ . Questo e’ essenziale per animali in origine “progettati” per saltare tra gli alberi. Inoltre, noi abbiamo un’eccelente visione a colori, una caratteristica che ha aiutato i nostri antenati a trovare frutti maturi e fiori saporiti nelle fronde della foresta.

Dall’altra parte, il sistema di visione del coniglio e’ progettato – non per la ricerca di foraggio e per la locomozione – ma per rilevare velocemente ed efficacemente l’avvicinarsi di predatori da quasi tutte le direzioni.

IL CAMPO VISIVO

Gli occhi di coniglio sono strategicamente situati lateralmente sulla parte superiore della testa. Sono animali quindi a vista laterale. Questa caratteristica permette loro di avere una visione del mondo quasi in ogni direzione. Possono infatti guardare verso l’alto (importante per gli eventuali attacchi dall’ alto dei rapaci), lateralmente e in una certa misura cio’ che avviene alle loro spalle secondo una visione bidimensionale ovvero in “2D”.

Hanno però dei piccoli punti ciechi proprio davanti al loro naso, sotto il mento e direttamente dietro di loro.Il prezzo che paga un coniglio per questo notevole campo visivo e’ un piccolo punto cieco proprio davanti al suo muso, ma le narici poste davanti e le larghe orecchie a cucchiaio compensano questa piccola perdita di spazio di rilevamento dei predatori.

Per un animale avere la visione binoculare significa che il campo visuale di entrambi gli occhi si sovrappone solo di qualche grado. Il punto cieco centrale nel campo visivo del coniglio preclude quindi una visione tridimensionale degli oggetti vicini. Quando il coniglio drizza la testa e sembra guardare in “obliquo” (di lato), in realta’  sta guardando più dritto possibile per il suo campo visivo monoculare!

 

Rabbit-visionI punti ciechi dinanzi al muso sulla cortissima distanza impediscono qualsiasi reale visualizzazione, se gli oggetti sono troppo vicini alla loro testa. Hanno invece una buona percezione della profondita’  da lontano (in avanti) rendendoli ipermetropia cosi’ da poter eludere il pericolo dell’ avvicinarsi dei predatori.

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PERCEZIONE DELLA PROFONDITA’

La percezione della profondita’  e’ un altro aspetto importante di vedere il mondo in quanto e’ la capacità  di determinare la distanza dei vari oggetti che lo circondano.

Per ottenere un’informazione sulla profondita’  e’ necessario vedere un oggetto da due angolazioni diverse.

Gli esseri umani, avendo entrambi gli occhi sullo stesso piano della testa, generano una grande sovrapposizione binoculare della stessa immagine osservata contemporaneamente da due punti lievemente differenti (occhio destro e occhio sinistro). Questa sovrapposizione delle due immagini viene interpretata ed elaborata dal cervello, e ciò che ne risulta e’ una vista tridimensionale del mondo.

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VISIONE TRIDIMENSIONALE DELL’ UOMO PER SOVRAPPOSIZIONE

I conigli, invece pur avendo un enorme campo visivo hanno solo una piccolissima zona di sovrapposizione per la stessa immagine catturata da ciascun occhio. Un coniglio ha cosi’ solo circa una zona di 27 gradi direttamente davanti a se dove ha la percezione della profondita’ , mentre ha un punto cieco di circa 9 gradi dietro di se.

Avendo quindi il coniglio delle difficolta’  anatomiche nella visione tridimensionale soprattutto per oggetti vicini, utilizza altri metodi per misurare la distanza. Uno di questi e’ lo sfruttare i segnali visivi sottili, simili a quelli che noi percepiamo quando guardiamo un film su uno schermo televisivo bidimensionale.L’illusione della profondita’  di una scena e la percezione della distanza tra i soggetti in primo piano e la scenografia sul retro, viene percepita dal cervello notando sia le differenze di dimensioni tra gli oggetti conosciuti, sia osservando la sfocatura degli oggetti sullo sfondo.

L’ effetto della PARALLASSE

Un altro metodo interessante che conigli e altri animali, come gli uccelli,e’ utilizzano per calcolare le distanze tra gli oggetti osservati e’ quello di muovere la testaa su e giù o a destra e a sinistra mentre fissano un oggetto. Osservando quindi la stessa immagine da due punti differenti si ottiene che: se un oggetto e’ vicino questo tendera’  nell’ arco visivo a “spostarsi”  di più durante il movimento della testa del coniglietto; viceversa se un oggetto e’ più lontano questo tenderà  a “muoversi” meno e sembrare fermo durante l’arco visivo dei diversi punti di visione del movimento. Questo fenomeno e’ noto come PARALLASSE e permette cosi al cervello del coniglietto di effettuare una stima della distanza :

Effetto della

 parallasse

Capita spesso infatti notare questo movimento della testa in su e in giu o lateralmente quando il coniglietto sta per saltare su’ una sedia o prima di scendere da un divano. In realta’ con questi movimenti della testa, il cervello sta calcolando proprio grazie all’effetto della parallasse l’altezza e la distanza del salto che deve compiere.

PERCEZIONE DEI COLORI

Sia negli umani che in molti altri mammiferi come nel coniglio esistono nell’ occhio due tipi di cellule sensibili alla luce disposti sul fondo della retina: i CONI e i BASTONCELLI.

I coni sono responsabili della visione diurna e rilevano la luce brillante ed i colori. I bastoncelli invece veicolano una immagine meno nitida, ma rispetto ai coni sono molto più sensibili alla luce ed utili nella visione notturna .


NELL’ UOMO

Nell’ occhio umano i fotorecettori si dividono i compiti:

  • I coni sono deputati alla visione nitida e centrale, consentono di vedere i dettagli fini e sono impiegati prevalentemente nella visione diurna (fotopica) o in presenza di fonti luminose artificiali. Esistono tre tipi di coni, ciascuno dei quali contiene un pigmento che li rende sensibili a lunghezze d’onda differenti nello spettro del visibile; in particolare, presentano picchi di assorbimento a 420, 530 e 560 nm, che corrispondono rispettivamente al blu, al verde ed al rosso. Per questo, i coni sono capaci di percepire i colori.
  • I bastoncelli, invece, presentano una grandissima sensibilita’  alla luce e consentono di vedere anche di notte e in presenza di una bassa intensita’ luminosa (visione scotopica o crepuscolare). Questi fotorecettori, tuttavia, non sono in grado di costruire immagini di buona qualita’  e sono incapaci di distinguere i colori. I bastoncelli intervengono, infatti, nella visione acromatica, caratterizzata solo dal bianco, dal nero e dalle sfumature del grigio.

Coni e bastoncelli risultano, quindi, complementari ed il loro lavoro in sincronia garantisce una visione perfetta.

Esiste una piccola porzione della retina (la Fovea), in cui e’ massima l’acuita’  visiva; ha un diametro inferiore al mezzo millimetro, corrispondente ad un angolo visivo di solo un grado in cui si ha una densita’  di coni fino a 180.000 per millimetro quadrato che permette una visione molto dettagliata.


NEL CONIGLIO

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Nel coniglio domestico europeo, l’unica specie studiata, i bastoncelli dominano abbondantemente su tutta la retina, dove raggiungono una densità  di picco di circa 300.000 per millimetro quadrato mentre i coni possono raggiungere una densità  di picco di circa 18.000 per millimetro quadrato.

Questi coni sono sensibilita’ fondamentalmente alla luce verde o al blu, ma non al rosso, generando così la visione bicolore. La maggior parte della retina e’ dominato da coni sensibili al verde, ma c’e’ una piccola zona senza coni verdi e con un alta predominanza di coni blu. Che cosa possa significare questo per la visione dei colori conigli e’ ancora sconosciuto, ma i coni permetterebbero conigli di vedere su una ristretta gamma di lunghezze d’onda nel corso della giornata. 

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Occhio umano Occhio coniglio
La concentrazione massima di coni e’ di circa 180.000 per mmq. nella regione della fovea e questa densità  decresce rapidamente all’esterno della fovea con un valore medio di 5.000 per mm quadrato.  Densità  media dei coni e’di circa 18.000 al mmq..
La concentrazione media di bastoncelli e’ di circa 100.000 per mmq.  Il picco della densità  si ha nella zona ad anello della fovea di circa 160.000 per mmq I bastoncelli raggiungono una densità  media di circa 300.000 al mmq.

 

Ne consegue quindi che il coniglio a differenza dell’ uomo utilizza per la visione un’elevata quantità  di bastoncelli a bassa risoluzione piuttosto che i coni ad alta risoluzione.

L’ “area centrale” di fuoco della retina del coniglio (che corrisponde alla nostra fovea) non e’ rientrata, ed ha una densità  conica di gran lunga inferiore rispetto alla nostra . L’immagine formata dall’area centrale e’ relativamente sgranata rispetto a quella formata dalla nostra fovea, ma va bene per il coniglio. Il coniglio quindi fondamentalmente riesce a vedere bene la sagoma degli oggetti sia in condizioni di luce normale che con scarsa luminosità  ma l’immagine e’ a bassa definizione. Questo infatti spiega perche’ alcune volte i nostri coniglietti si spaventano e non ci riconoscono se rientriamo a casa con in mano qualche scatolone o oggetto ingombrante che altera la nostra usuale sagoma.

Alcune ricerche inoltre sembrano dimostrare che i conigli sono animali PROTANOMICI ovvero hanno una forma di visione confusa alla gamma di colori con tendenza cromatica verso i colori rossi e verdi e da una perdita di sensibilità  quasi totale alla luce rossa”.

Immagine inserita

Studi comportamentali all’inizio degli anni 1970 indicano che i conigli hanno un’abilità  limitata di discriminare tra alcune lunghezze d’onda della luce, percependole come colori diversi. Evidentemente, loro possono discriminare tra le lunghezze d’onda che noi chiamiamo “verde” e “blu“. Sebbene i conigli non possano percepire il verde ed il blu così come li vediamo noi, li possono distinguere. Questo significa che hanno una visione limitata a colori, probabilmente conferita da due differenti categorie di coni retinici (blu e verde). Sembra invece che manchino del tutto i coni sensibili alla frequenza del colore rosso.

Spettro dei colori percepiti da un occhio umano

Spettro dei colori percepiti dall’ occhio di un coniglio

E per finire un’ interessante simulazione di come vede un coniglio :

 


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Articolo realizzato da BRUNO MASELLI.

Fonti: Â What Do Rabbits See? By Mike Chapman -Wisconsin House Rabbit Society
http://thebunnyguy.com/wordpress/red-eyes-eye-scanning-rabbit-vision/
www.sandiegorabbits.org – San Deigo HRS
http://www.boscarol.com/blog/?tag=protanopia
2006 Spring issue of the Dwarf Digest written by Jennifer Poeschl.
Textbookof RabbitMedicine revised and updated byMolly Varga, 2e2014.
Abstract; Paper – Evtikhin, Dmitry V.; Polianskii, Vladimir B.
Rabbits: The Animal Answer Guide, p55, by S. Lumpkin & J. Seidensticker
Visual Neuroscience edited by John Douglas Pettigrew, Kenneth James Sanderson, William Russell Levick. pp 212-13. Cambridge University Press.
House Rabbit Network -Q & A
University of California (@ Davis) Agriculture and Natural Resources -What Does It Mean to Be a Rabbit?

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