Terapia della Stasi gastrointestinale nel coniglio

tratto da VETPEDIA

La stasi gastrointestinale è tra i motivi di visita più frequenti nel coniglio da compagnia. È caratterizzata da un ileo adinamico del tratto gastrointestinale, senza ostruzione. Questa condizione può riconoscere diverse cause. Nel coniglio la motilità intestinale è regolata dalla presenza di fibra alimentare. Qualunque condizione che induca dolore, causando disoressia o anoressia, riduce o annulla l’introduzione di fibra nel tratto digerente causando quindi stasi.

Tra le condizioni più comuni vi sono la malocclusione dentale sintomatica, le patologie urinarie (calcolosi, ipercalciuria), il dolore postoperatorio. Condizioni non dolorose possono essere la malocclusione degli incisivi che impediscono fisicamente all’animale di assumere l’alimento e tutte le cause di difficoltà respiratoria importante, che rendono difficile alimentarsi. Una causa importante di stasi è rappresentata dalla somministrazione di alimenti poveri di fibra, come i mangimi commerciali a base di semi, cereali e fioccati. I conigli alimentati in questo modo, inoltre, sviluppano più facilmente una stasi di quelli che hanno un’alimentazione adeguata.

Lo stress e la paura inducono direttamente stasi per rilascio di catecolamine che hanno un’azione inibente sulla motilità intestinale.

Una volta iniziata, la stasi si autoperpetua in quanto induce dolore e malessere, che a loro volta inibiscono l’assunzione di alimento e quindi di fibra, riducendo ulteriormente la motilità intestinale. Si instaura quindi un circolo vizioso con scadimento progressivo delle condizioni fino alla morte.

Alcuni conigli, seppure in presenza di una dieta e una gestione ottimale, sono soggetti ad episodi ricorrenti di stasi senza motivo apparente. È possibile che in questo caso sia in gioco un disturbo primario della motilità intestinale.

Fig. 1. Reperto autoptico: contenuto gastrico fortemente disidratato in un coniglio con stasi gastrointestinale secondaria (avvelenamento).

L’alimento che ristagna nel tratto digerente progressivamente si disidrata (Fig. 1) e può andare incontro a fermentazioni anomale con meteorismo. Successivamente si possono sviluppare batteri patogeni con produzione di tossine, shock e morte.

I conigli con stasi gastrointestinale spesso inizialmente appaiono vivaci anche se disinteressati al cibo. Progressivamente le condizioni peggiorano a causa del dolore e della disidratazione. L’anamnesi è particolarmente utile nel valutare se la dieta è adeguata e se vi sono stati eventi o condizioni patologiche favorenti. L’esame clinico deve essere completo e accurato, per rilevare eventuali problemi che possono aver indotto la stasi. Speciale attenzione va posta nell’esame della dentatura, compresi i molariformi.

L’esame del sangue è utile per valutare la funzionalità degli organi interni o eventuali segni di infezione. L’esame più utile è quello radiografico (Figg. 2-4), che permette di osservare il grado di ileo e di meteorismo e cercare fattori predisponenti come calcolosi o ipercalciuria. Il quadro radiografico tipico mostra una dilatazione dello stomaco, ripieno di alimento, e un grado variabile di meteorismo gastrointestinale, a volte imponente. L’esame radiografico, inoltre, è utile per effettuare la diagnosi differenziale con l’ostruzione intestinale.

Fig. 2. Aspetto radiografico normale dell’addome. Stomaco e intestino sono ripieni di cibo e non sono differenziabili. E’ presente una piccola quantità di gas.

Fig. 3. Quadro tipico di stasi, con lo stomaco fortemente dilatato e pieno di cibo. E’ presente un certo grado di meteorismo del piccolo intestino.

Fig. 4. Stasi gastrointestinale con forte meteorismo di tutto il tratto digerente.

La terapia deve mirare principalmente a reidratare il contenuto intestinale, introdurre fibra e calorie e combattere il dolore. Si devono somministrare liquidi tiepidi (es. Ringer lattato) per la reidratazione, 100-150 ml/kg al giorno. La via sottocutanea è la più utilizzata perché è ben tollerata e permette un rapido riassorbimento. Nei pazienti più gravi si utilizza la via endovenosa applicando un catetere endovenoso nella vena cefalica dell’avambraccio. Per ristabilire la motilità intestinale è indispensabile ricorrere all’alimentazione assistita utilizzando un alimento specifico ricco di fibra. Si somministrano diversi pasti frazionati nell’arco della giornata, tenendo conto dell’eventuale replezione dello stomaco. Se il paziente è grave e rifiuta di assumere il cibo, si inserisce un sondino nasogastrico per fornire alimento concentrato liquido in modo da reidratare il contenuto gastrico e fornire calorie per prevenire la lipidosi epatica. Entro 2-3 giorni il coniglio dovrebbe riprendere ad accettare cibo per via orale.

Il dolore previene la ripresa della motilità, per cui si somministrano analgesici. In caso di funzionalità renale normale e normovolemia, corretta la disidratazione si somministra un FANS, ad esempio meloxicam. Si può utilizzare anche la buprenorfina perché ha effetti sedativi minimi. I procinetici sono ampiamente utilizzati, anche se non esistono studi che ne dimostrino l’utilità clinica; si possono impiegare clebopride o metoclopramide. La ranitidina è utile sia come procinetico che per la prevenzione di ulcere gastriche, possibili in caso di stasi. Il simeticone (antimeteorico) è utile solo in caso di meteorimo schiumoso. Se il coniglio è ipotermico, prima di iniziare la somministrazione di alimento o di farmaci è importante ristabilire la normotermia.

Con la terapia appropriata, la prognosi per la ripresa è quasi sempre buona. La terapia va continuata fino alla ripresa dell’alimentazione spontanea. Eventuali patologie concomitanti o errori alimentari vanno corretti per prevenire recidive della condizione. Terapie inutili sono la somministrazione di olio di vaselina, enzimi proteolitici della papaia, succo d’ananas, fermenti intestinali, clisteri.

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